è il protagonista della serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno, e dell'omonimo manga scritto e disegnato da Yoshiyuki Sadamoto. Il personaggio compare inoltre nelle opere tratte dalla serie animata, in manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion. Nella versione originale è interpretato dalla doppiatrice Megumi Ogata. Nell'adattamento italiano il suo ruolo è stato affidato a Daniele Raffaeli nel doppiaggio originale e a Stefano Broccoletti nel ridoppiaggio di Netflix.
Nella serie originale Shinji è un ragazzo quattordicenne orfano di madre che viene arruolato dall'agenzia speciale Nerv per pilotare un mecha noto come Eva-01 e combattere, assieme ad altri piloti, contro degli esseri chiamati angeli. A causa di traumi emotivi vissuti durante l'infanzia ha sviluppato un carattere schivo e introverso, diventando insicuro e incapace di comunicare con il prossimo.
Shinji ha goduto di popolarità tra il pubblico e gli appassionati di animazione, figurando così in cima a dei sondaggi di popolarità e ottenendo dei riconoscimenti. Dei critici ne hanno biasimato l'eccessiva insicurezza e la tendenza ad affliggersi; altri invece ne hanno apprezzato il realismo e l'introspezione psicologica.
Creazione e sviluppo Nelle prime fasi progettuali di Evangelion il regista Hideaki Anno propose di inserire una ragazza simile ad Asuka Sōryū Langley nelle vesti di personaggio principale. L'idea però suscitò le perplessità di Yoshiyuki Sadamoto, character designer della serie, che si dimostrò riluttante all'idea di riproporre un personaggio femminile nel ruolo di protagonista dopo le precedenti opere della Gainax Punta al Top! GunBuster e Nadia - Il mistero della pietra azzurra; lui stesso dichiarò: «Un robot dovrebbe essere pilotato da una persona preparata, che sia una donna o meno non fa nessuna differenza, ma non riesco a capire perché una ragazza dovrebbe pilotare un robot». Sadamoto quindi chiese al regista di inserire un ragazzo nelle vesti di personaggio principale, declassando Asuka a coprotagonistaIntervista a Yoshiyuki Sadamoto in . Anno, accogliendo la sua proposta, optò per un protagonista maschile, prendendo spunto dalle opere di Ryū Murakami; nel progetto furono inclusi inoltre altri due personaggi maschili, Tōji Suzuhara e Kensuke Aida, chiamati come due personaggi del romanzo Ai to gensō no fascism di Murakami.. Per il nome del personaggio Anno si ispirò a quello di due suoi conoscenti, e in particolare a quello del suo collega Shinji Higuchi., regista e animatore che contribuì alla realizzazione di alcuni episodi di Eva. Come cognome invece scelse la parola giapponese , collegandosi così ai nomi di altri personaggi della serie, ispirati a termini del gergo nautico o a navi della Marina imperiale giapponese.
Sadamoto disegnò il personaggio con un'ordinaria uniforme scolastica estiva e una camicia bianca, così da farlo sembrare un tipo normale. Egli cercò di creare un protagonista realistico e ordinario contemporaneamente, «un personaggio che sarebbe stato difficile da creare per altri». Il progetto originale lo vedeva più maturo, robusto e meno introverso della versione finale; Shinji in particolare avrebbe dovuto essere raffigurato come un ragazzo studioso. La sua condotta scolastica però non sarebbe stata rappresentata come una cosa positiva, ma come un segno di passività.. Anche la scrittrice Alexandre Marine ha notato come nella proposta originale Shinji fosse rappresentato come un ragazzo più coraggioso e ribelle rispetto alla versione poi andata in onda.. Come modello gli autori presero Nadia Arwol, protagonista della serie animata Nadia, anch'essa prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno.. Il rapporto fra lui e Asuka infatti venne concepito sulla base di quello tra Nadia e Jean, coprotagonista maschile della serie.
A causa della particolare caratterizzazione di Shinji, privo dell'entusiasmo e del coraggio tipici dei protagonisti delle altre serie animate mecha, Sadamoto fu costretto a dare una «diversa interpretazione del concetto di eroe»: «Piuttosto che il riflesso di un eroe, una specie di rifrazione [del concetto] di eroismo». In un primo momento cercò di creare un personaggio che attingesse «alla coscienza degli attuali appassionati di animazione», concependolo come un ragazzo femmineo e «refrattivo», «un'immagine pulita che tende a proiettare una donna». In una delle proposte iniziali l'artista lo disegnò con dei capelli lunghi, che avrebbero dovuto coprirgli il volto o svolazzare al vento nelle scene drammatiche, idea che venne poi giudicata insoddisfacente e accantonata durante la produzione della serie. Egli dunque alla fine lo raffigurò conferendogli l'aspetto di «una ragazza mascolina», facendo in modo che si potesse vedere la fronte attraverso la frangia e disegnandogli gli occhi di una femmina. Lo scrittore Andre C. McKevitt ha descritto inoltre il design di Shinji, con i suoi capelli castani e i suoi occhi azzurri, come un esempio del , un espediente visivo con cui nei character design di personaggi immaginari giapponesi si evita di dare caratteristiche etniche ben definite.
Secondo Hiroki Satō, capo dell'ufficio pubbliche relazioni della Gainax, il personale decise che la serie si sarebbe concentrata su «come Shinji affronta le cose che accadono dentro di sé». Il personaggio venne pensato come un riflesso della personalità di Hideaki Anno, sia dell'inconscio, sia della sua parte cosciente. Secondo Kazuya Tsurumaki, assistente alla regia di Evangelion, mentre «Shinji è stato convocato da suo padre per pilotare un robot, Anno è stato convocato dalla Gainax per dirigere una nuova serie animata».. Lo stesso regista dichiarò: «Shinji rappresenta l'attuale me stesso. Mi comporto come se avessi ancora quattordici anni; sono ancora infantile. In termini psicologici sono [ancora] nella fase orale. Sono un tipo orale-dipendente malinconico»... Come altri protagonisti maschili creati dallo studio Gainax egli venne creato con una personalità debole e insicura, così da rispecchiare la situazione degli appassionati di animazione e il particolare contesto sociale giapponese., in cui dei padri di famiglia sono costantemente al lavoro e assenti fra le mura domestiche. Fu lo stesso Anno a decidere l'età del protagonista, riflettendo sulla dipendenza familiare dei ragazzi giapponesi:
Nel primo episodio il personale inserì una scena in cui Shinji dice a sé stesso «Non devo fuggire!», il suo motto personale. Per la frase si prese ispirazione dall'esperienza personale del regista, e più nello specifico ai quattro anni di stallo artistico vissuti prima della produzione di Evangelion.. In quel periodo Anno avrebbe dovuto occuparsi di Blue Uru, seguito della pellicola Le ali di Honneamise poi rimandato a tempo indeterminato. Il protagonista di Blue Uru, in fuga da un doloroso passato, si sarebbe ritrovato di fronte il compito di salvare l'eroina e affrontare le proprie responsabilità personali. Secondo Yasuhiro Takeda, uno dei membri della Gainax, dopo Aoki Uru Anno riuscì ad acquisire «la determinazione giusta per non fuggire dai problemi, e quanto visto in Evangelion potrebbe essere un semplice riflesso di quei sentimenti». In un'intervista Anno dichiarò invece che, contrariamente all'interpretazione di molti appassionati, il tema della serie non è quello di «non dover fuggire», poiché per lui in realtà a volte «va bene fuggire». Secondo il regista infatti fuggire non è sbagliato, dal momento che «fuggendo ci sono cose che si guadagnano e cose che si perdono»; il problema secondo lui si presenterebbe quando non si sceglie né l'una né l'altra opzione per paura, rimanendo in un limbo simile alla morte. Anno pertanto negli ultimi episodi inserì la frase «Se qualcosa è davvero spiacevole si può anche fuggire» in seguito a una discussione con Sadamoto, il quale osservò che molti libri psicoterapeutici presentavano l'idea che fosse accettabile scappare dalle cose veramente spiacevoli.; Anno finì così per utilizzare nell'episodio le esatte parole del collega, ricalcando la discussione avuta con Sadamoto..
Doppiaggio
Il personaggio di Shinji fu interpretato dalla doppiatrice Megumi Ogata nella serie animata originale, nei lungometraggi Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion, nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion e nei videogiochi sulla serie, come Meitantei Evangelion e Shin seiki Evangelion - Kōtetsu no girlfriend 2nd. Con il ruolo di Shinji, enumerato dalla stessa Ogata fra i «più memorabili» della propria carriera, la seiyū raggiunse una certa notorietà tra gli appassionati di animazione. L'interpretazione le richiese degli sforzi e la provò sia fisicamente, sia psicologicamente. Nel diciottesimo episodio della serie, ad esempio, Shinji grida e ansima per diversi secondi mentre l'Eva-03 viene fatto a mezzi dal suo Eva-01, ragion per cui alla fine della sessione della puntata Ogata si sentì «dolorante in ogni parte del corpo». Lei stessa dichiarò: «Ogni volta che arrivava un nuovo copione, ogni volta che sfogliavo una pagina nuova, venivo lacerata da un nuovo dolore». Doppiando la pellicola The End of Evangelion, inoltre, dovette cercare di raggiungere «un tasso di sincronia con il regista» ancora più alto di quello della serie televisiva. Ulteriori difficoltà si presentarono con il doppiaggio di Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, seconda pellicola del Rebuild. Nell'ultimo giorno di registrazione Ogata fu costretta a gridare ad alta voce per tutto il tempo, e alla fine della sessione crollò sul pavimento dello studio esausta. Mentre era seduta a terra Hideaki Anno si sedette sul pavimento al suo fianco; Anno la lodò per il lavoro svolto e le strinse la mano, ringraziandola sia per «aver mantenuto i sentimenti del personaggio invariati», sia per aver aggiunto «tredici anni della tua esperienza a questo nuovo Shinji».
Nel capitolo seguente, Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo, in cui Shinji viene trattato freddamente da quasi tutti gli altri personaggi, Ogata ha dichiarato di essersi sentita come lui e di aver provato dolore emotivo. La doppiatrice vide per la prima volta la scena in cui Kaworu rivela a Shinji lo scenario post-apocalittico del pianeta Terra del lungometraggio a casa sua, quando non era ancora animata. Le registrazioni si tennero nel mese di marzo 2012, ed ella associò il paesaggio distrutto presentato dal lungometraggio alle immagini del terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011 immaginando che la catastrofe fosse colpa sua. Durante la fase di pre-registrazione i disegni per la scena della morte di Kaworu non erano ancora definiti, e durante i ritocchi di registrazione il personale disegnò le animazioni chiave. Ogata rimase traumatizzata quando recitò la scena e dichiarò che la sua interpretazione potrebbe riflettere il suo stato emotivo, risultando «un po' traumatica». Nel capitolo conclusivo della saga, Evangelion: 3.0+1.0 Thrice Upon a Time, la sua versione adulta è doppiata da Ryūnosuke Kamiki. Per l'episodio finale Ogata ritornò nel ruolo della sua versione giovane, venendo coinvolta più profondamente nello sviluppo della trama del lungometraggio. Anno infatti sentì di non essere più in grado di entrare nei panni di Shinji come una volta, percependosi invece più vicino a suo padre Gendō; egli dunque ebbe bisogno di Ogata per poter andare avanti nello sviluppo del personaggio, chiedendo alla doppiatrice che conclusione preferisse per il percorso del protagonista. Il regista sentì inoltre che le sole persone che fossero in grado di comprendere i sentimenti del giovane fossero la stessa Ogata e un altro membro del personale, Ikki Todoroki.