Biografia Nacque a Ceneselli (provincia di Rovigo) il 23 dicembre 1885. e si arruolò nel Regio Esercito come soldato semplice di fanteria nel 1910, iniziando la carriera militare. Prese parte alla guerra italo-turca e fu promosso al grado di tenenteInsieme a lui furono promossi lo stesso giorno anche i futuri generali Antonio Gandin, Giovanni Messe, Ernesto Chiminello, Francesco La Ferla, Ugo Tabellini. il 6 settembre 1913.Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.237 dell'11 ottobre 1913. Combatté nella prima guerra mondiale, inizialmente come comandante di compagnia, terminando il conflitto al comando del I BattaglioneAveva assunto questo comando il 25 agosto 1918, rimpiazzando il capitano Raoul Astolfi. del 218º Reggimento della Brigata di fanteria "Volturno", con il grado di maggiore. Ferito in azione, fu decorato con la Croce di guerra al valor militare.
Prese parte alle operazioni di riconquista della Libia al comando di una compagnia di àscari eritrei, ivi trasferiti insieme al loro battaglione. Tra il 1929 e il 1931 comandò diversi battaglioni; fu promosso al grado di colonnello il 17 agosto del 1935, divenendo comandante del 46º Reggimento di fanteria "Reggio", incarico ricoperto fino al 1937. Promosso generale di brigata, divenne comandante della Guardia alla frontiera del II Corpo d'armata.
Tra il 10 dicembreSostituì al comando della Divisione il generale Alessandro Piazzoni. del 1941 e il 30 luglio del 1942Venne rimpiazzato al comando della Divisione dal generale Francesco La Ferla. operò in Africa settentrionale italiana. come comandante della 101ª Divisione fanteria "Trieste".. Alla testa dei suoi soldati il 21 giugno entrò in Tobruk, accogliendo la resa della guarnigione sudafricana.
Dal 22 novembre dello stesso anno assunse il comando della 41ª Divisione fanteria "Firenze",Il comando di divisione si trovava a Dibra. assegnata alla 9ª Armata operante in Albania. Questa grande unità era inquadrata nel Gruppo d'armate Est, con Quartier generale a Tirana. Il 1º gennaio del 1943 fu elevato al rango di generale di divisione.
L'armistizio dell'8 settembre 1943 lo colse di sorpresa, ma fu uno dei pochi generali italiani che, rifiutandosi di obbedire ad ordini superiori, non cedette le armiL'ordine di consegnare le armi pesanti era giunto dal Comandante del Gruppo di Armate Est, generale Ezio Rosi. né ai tedeschi, né alle truppe partigiane albanesi di Axhi Liesci. Tenuti uniti i sottoposti ed evitando ogni sbandamento di truppe, si scontrò con le truppe tedesche a Kruja, sostenendo il massiccio contrattacco fino all'ordinato ripiegamento dei suoi soldati in montagna. Il 28 settembre 1943 si incontrò con Enver Hoxha e con altri capi della resistenza albanese, stipulando con loro importanti accordi politico-militari. Trasformata la Divisione in una forte unità partigiana, assunse il Comando Italiano Truppe alla Montagna (C.I.T.a.M.), che sino a quel momento era stato tenuto dal tenente colonnello della Regia Aeronautica Mario Barbi Cinti. Una delle prime decisioni di carattere militare da lui prese fu l'istituzione di cinque "Comandi militari di zona",Dibra, Peza, Elbasan, Dajt e Berat. ciascuno dei quali assegnato ad un battaglione, per un totale di circa 25.000 uomini..
Nel giugno del 1944 rientrò in patria con buona parte dei suoi uomini ed assunse il comando militare delle regioni Lazio, Abruzzi e Umbria. Nel dicembre dello stesso anno fu esonerato dal comando dall'allora Ministro della guerra perché aveva pubblicato un articolo sulla democratizzazione, l'apoliticità e la riduzione delle Forze Armate.In più lo si incolpava di avere tenuto discorsi apertamente antimonarchici, con feroci ed ingenerose accuse alla Corona. L'ordine per la sua destituzione fu dato del Luogotenente generale del Regno, Umberto di Savoia. Egli rispose al provvedimento restituendo al Ministro le sue onorificenze e le ricompense al valor militare di cui era insignito. Soltanto dopo la proclamazione della Repubblica fu reintegrato nel grado.
DeputatoGazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n.116 del 20 maggio 1946. all'Assemblea Costituente, militò nel Partito Repubblicano, che abbandonò nel gennaio 1948 in polemica con la decisione di Randolfo Pacciardi di sostenere il governo De Gasperi IV. Fondò quindi, insieme a Silvio Paolucci, l'effimera Alleanza Repubblicana Popolare, che aderì al Fronte Democratico Popolare insieme a comunisti e socialisti. Fu rieletto nel 1948 con 27.418 preferenze nella circoscrizione Roma-Viterbo-Latina-Frosinone. Durante la I legislatura fu vice presidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati.
Massone, fu membro del Grande Oriente d'Italia e l'11 marzo 1945 ricevette il brevetto di 31º grado del Rito scozzese antico ed accettatoAldo Alessandro Mola,Storia della Massoneria in Italia dal 1717 al 2018, Bompiani/Giunti, Firenze-Milano, 2018, p. 624-626..
Si spense a Cuneo il 25 novembre 1957.
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