La chiesa di San Michele Arcangelo a Piazza si trova nella frazione di Piazza a circa 4.5 km a nord ovest di Pistoia.

Storia Probabilmente il Castello di Piazza nasce sull'antico itinerario che dalle porte di Pistoia si dirigeva verso la montagna pistoiese e che viene ripercorso in parte dalla via vecchia montanina. Anche il toponimo Piazza è probabilmente legato alla viabilità ivi presente, come antico diverticolo verso la località di Igno. Molta della toponomastica locale ha origine nei prediali romani. Con l'apertura della Strada Regia Modenese vi è stato un incremento di attività e la nascita di nuovi nuclei abitati lungo la nuova arteria.

La più antica menzione della chiesa risulta essere in una cartula offertionis del 24 giugno 940 a favore della canonica di San Zenone che riporta il toponimo S. Angeli qui dicitur Plaza in loco VincioRegesta Chartarum Pistoriensium, Alto Medioevo pag. 48. Nella stessa località donò altri beni alla chiesa di San Zenone il conte TeudiciusRegesta Chartarum Pistoriensium, Alto Medioevo pag. 52.

Nel XIII secolo "Sant'Angelo in Plaza" dava il nome ad un comune rurale del districtus pistoieseLiber Focorum, C, XIX e la ecclesia Sancti Michaelis de Piazza è riportata negli elenchi delle decime come dipendente dalla pieve di Brandeglio. A questa stessa contrada e chiesa di Sant'Angelo in Piazza si rifà un istrumento scritto in Pistoia il 10 ottobre 1243 riguardante la vendita di due case con terre poste a Sant'Angelo in PiazzaArch. Dipl. Fior. Carte dell'Opera di S. Jacopo di Pistoja. Nel secolo XVI la chiesa è registrata nei verbali delle visite pastorali con il titolo di San MicheleVisita 1504, c. 214r, o con la variante Sant'AngioliVisita 1555, c. 9.

Nei secoli XVI e XVII dipendeva dalla chiesa cittadina di Santa Maria Maggiore, o Cavaliera, al cui rettore era demandato il patronatoAVP, I, B, Visitatio episcopi Lactantii, fasc. 3, 1579, c. 22v; Chiese 1699, c. 20r. Nel 1768 fu addossata al primitivo corpo di fabbrica una cappella, in parte corrispondente all'attuale sacrestia, per le compagnie di S. Agapito Martire (fondata nel 1721) e del Rosario. Nel 1790 il vescovo Ricci, a sue spese, fece parzialmente demolire il muro fra i due ambienti, ma i lavori non furono ultimati e la chiesa cadde in tali condizioni di degrado.

Nel 1846 il parroco Pierucci decise quindi di non restaurarla, ma di ricostruirla ex novoAVP, I, Varie, 8, 5. Fu cambiato l'orientamento demolendo l'antica abside, ampliata verso sud ed ovest così da prospettare non più sugli stretti vicoli del borgo, ma verso una piazza-terrazza affacciata sulla vallata. Furono riadattati, sul lato destro, la torre campanaria e, a sinistra, il settecentesco corpo di fabbrica a due piani della canonica. Nel 1848 venne riconsacrata e nel 1853 dotata di organo con relativa cantoria lignea.

Negli anni trenta del XX secolo, oltre alla realizzazione del nuovo altare maggiore e della balaustra, si attuò una nuova tinteggiatura in chiave purista. Tra 1954 e 1955 sono stati attuati ulteriori interventi: sostituito il pavimento in cotto con l'attuale a riquadri marmorei, chiuse le due finestrelle nell'abside ed eliminata la cantoria sopra l'ingresso spostando l'organo nel presbiterio e rimodellando la facciata (chiuse due finestre e aperto un occhio centrale).

Descrizione

L'esterno presenta l'aspetto datole a metà ottocento con una semplice facciata timpanata. Dell'antica pieve rimangono tracce nei muri a nord dell'edificio, di fianco al campanile.

L'interno è a navata unica, con abside terminale, ha aspetto neoclassico, seppur realizzato negli anni trenta del XX secolo con la tinteggiatura degli ordini architettonici in grigio (prima a stucco imitante marmi policromi) su fondo bianco. La navata è coperta con volta a botte, mentre una campata a crociera sottolinea la presenza dei due altari laterali in pietra (datati 1757 e 1775), provenienti dall'edificio precedente come il pulpito a balcone in legno laccato e dorato del secolo XVIII. Gli altari conservano due dipinti seicenteschi, di cui uno raffigura San Michele Arcangelo e l'altro è un'interessante opera del pittore fiorentino Jacopo Confortini, firmata e datata 1629, che rappresenta la Madonna del Rosario con i Santi Domenico e Francesco.

Dalla piazzetta di fronte alla chiesa si gode di una spettacolare vista sulla pianura pistoiese-fiorentina e, nelle limpide giornate autunnali, è possibile scorgere la fiorentina cupola del Brunelleschi nonché il centro cittadino di Pistoia.

Note

Bibliografia Natale Rauty, Storia di Pistoia. Dall'alto Medioevo all'età precomunale. 406-1105, Firenze, Le Monnier, 1988, pp. 422. ISBN 8800855423 Natale Rauty, Schede Storiche delle parrocchie della diocesi di Pistoia, Cancelleria Vescovile 1986. Adriana Tozzi, La parrocchia di Piazza negli anni 1750-1800, tesi di Laurea anno 1981-82, Università degli studi di Firenze - Facoltà di Magistero. Alberto Mazzanti, Brandeglio: la pieve, le sue chiese, la villa dei vescovi. Note storiche. Pistoia, Tip. Grazzini, 1924. Emanuele Repetti, Dizionario Geografico Fisico Storico della Toscana AAVV, Regesto delle chiese italiane vol. I, Di Baio Editore, Pistoia, 1996

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