Biografia Famiglia e studi Marco Giunio Bruto nacque nell'85 a.C.Cicerone, Brutus 324, cfr. 229. o forse nel 78-79 a.C.Velleio Patercolo 2, 72, 1. da Servilia, figlia di Quinto Servilio Cepione e nipote di Marco Livio Druso, e da Marco Giunio Bruto, tribuno della plebe dell'83 a.C., popularis e seguace del partito mariano. Nel 77 a.C. il padre Marco Bruto aveva partecipato alla sollevazione democratica del console dell'anno precedente M. Emilio Lepido contro il Senato oligarchico che era stata sanguinosamente repressa da Quinto Lutazio Catulo e da Gneo Pompeo. Quest'ultimo assediò a Modena Marco Bruto e lo costrinse alla resa; subito dopo lo fece sommariamente ucciderePlutarco, Pompeo 16; F. Hinard, Les proscriptions de la Rome républicaine, Roma 1985; L. Labruna, Il console sovversivo. Marco Emilio Lepido e la sua rivolta, Napoli 1975..
Sua madre Servilia era una donna molto affascinante e politicamente potenteCicerone, Epistole ad Attico, 15, 11, 2; 12, 1; 13, 4; R. Syme, La rivoluzione romana, Torino 1962, p. 14., la cui relazione con Gaio Giulio Cesare, nota a tutti, fu per quest'ultimo la più importante fra le sue molte relazioni sentimentali, e poiché essa era molto antica, a dire di Plutarco, Cesare aveva qualche motivo di credere che Bruto fosse suo figlioPlutarco, Bruto 5; Appiano, Le guerre civili 2, 112, 468; Svetonio, Vita di Cesare 50, 2..
Grande peso sulla formazione del giovane Bruto ebbe suo zio Marco Porcio Catone, fratello uterino di Servilia, avversario politico di Cesare e personalità di spicco del partito conservatore, noto per i suoi costumi morigerati e irreprensibili e per l'attaccamento ai valori tradizionali. Di lui infatti Bruto volle farsi "imitatore"Incerti auctoris liber de viris illustribus urbis Romae 82, 1; Plutarco, Bruto 2, 1..
Tra gli antenati del giovane poi, tanto da parte di madre quanto da parte di padre, figuravano due illustri e mitici tirannicidi, Lucio Giunio Bruto, fondatore della repubblica, e Servilio AhalaPlutarco, Bruto 1; Cassio Dione 44, 12..
Risposatasi con il console del 62 a.C. Decimo Giunio Silano, Servilia aveva poi avuto altre tre figlie. Delle sorelle minori di Bruto, Giunia Prima sposò Publio Servilio Isaurico, che sarà in seguito fra i leader dell'ala anti-antoniana del partito cesariano; Giunia Seconda fu moglie di Marco Emilio Lepido, futuro triumviro e figlio del Lepido in rivolta con Bruto padre nel 77; Giunia Terzia, detta Tertulla, sposò Cassio LonginoSyme, op. cit., p. 71..
Probabilmente intorno ai vent'anni, BrutoCicerone, Epistole ad Attico 2, 24, 2., assai verosimilmente per rientrare in possesso dei diritti di civis, si fece adottare da uno zio materno, altrimenti ignoto, Quinto Servilio Cepione, e divenne ufficialmente Quinto Servilio Cepione BrutoHinard, op. cit., pp. 361-362..
Il giovane Bruto studiò con grande zelo la filosofia, perfezionando la sua formazione - com'era costume dei giovani nobiles dell'epoca - in Grecia, e fra le scuole filosofiche aderì all'Accademia di Antioco di Ascalona; grande influenza su di lui ebbe anche lo stoicismo dello zio Catone UticensePlutarco, Bruto 2.. Fu inoltre studioso ed epitomatore di storiaCicerone, Epistole ad Attico 12, 5b; 13, 8; Plutarco, Bruto 4, 6-8. e appassionato di poesiaTacito, Dialogo sull'oratoria 21, 6; Plinio, Epistole 5, 3. e arteCicerone, Orator 110; Plinio, Storia naturale 34, 82; Marziale, Epigrammi 2, 77; 9, 50; 14, 171.. Scrisse tre trattati di argomento morale, per noi perduti, ma piuttosto apprezzati nell'antichità: "Sulla virtù"Cicerone, Brutus 250; Seneca, Dialoghi 12, 9, 4., "Sulla pazienza" e "Sui doveri"M. L. Clarke, Bruto, l'uomo che uccise Cesare, Milano 1984, p. 31..
Bruto fu poco stimato dai posteri per le sue qualità oratorieTacito, Dialogo sull'oratoria 21, 5-6; Quintiliano, L'istituzione oratoria 10, 1, 123; Papinio Stazio, Silvae 4, 9. e, benché Cicerone gli dedicasse un'opera, il Brutus, in cui esaltò le sue promettenti qualità in fatto di retoricaCicerone, Brutus 331-332., tuttavia lo riteneva in realtà un oratore poco ardenteCicerone, Epistole ad Attico 15, 1a, 2., "statico" e "sconclusionato"Tacito, Dialogo sull'oratoria 18, 4-5, trad. F. Dessì.. Bruto, insieme a Cicerone, fu infatti coinvolto in una querelle, che vide giovani oratori, che si definivano neoatticisti e che ricercavano la semplicità dell'eloquio, opporsi alla vecchia moda asiana, che prediligeva invece un parlare ridondante ed enfatico. Bersaglio polemico di questi giovani era però anche il grande oratore Cicerone, ritenuto arbitrariamente un rappresentante dello stile asianoQuintiliano, L'istituzione oratoria 12, 10, 12-15; Tacito, Dialogo sull'oratoria 18, 4-5., e che fu da Bruto definito "fiacco e smidollato"Tacito, Dialogo sull'oratoria 18, 5, trad. F. Dessì..
Attività politica e finanziaria
In seguito al primo triumvirato (60 a.C.), Catone venne allontanato da Roma con un incarico onorifico, l'annessione di Cipro (58 a.C.), e volle al suo seguito Bruto, cui affidò il compito di amministrare le proprietà del re dell'isola, Tolomeo di Cipro, per conto del Senato, incarico che il giovane svolse con grande elogio di suo zioPlutarco, Bruto 3.. Nel 54 a.C. Bruto fu poi triumviro monetale e, in quanto tale, fece emettere monete rappresentanti i suoi antenati tirannicidi, Lucio Bruto e Servilio Ahala, e la LibertasM. H. Crawford, Roman Republic Coinage, Cambridge 1974, n. 433, pp. 455-456., ribadendo così le sue posizioni politiche repubblicane. E in tal senso si schierò anche con un pubblico discorso contro la deriva autocratica di PompeoQuintiliano, L'istituzione oratoria 9, 3, 95., che egli odiava - come si è visto - per motivi personali. Tuttavia negli stessi anni sposò Claudia, figlia del console Appio Claudio Pulcro, uno degli uomini di punta del partito pompeiano e suocero del maggiore dei figli di PompeoCicerone, Filippiche 13, 14, 29; Syme, op. cit., p. 47.. Nel 53 a.C. Bruto divenne questore al seguito di Claudio, governatore della provincia di Cilicia (che comprendeva ora anche Cipro), il cui malgoverno e la cui corruzione gli procurarono, al rientro a Roma, un'accusa per peculatus e maiestas.
Bruto, al seguito di suo suocero, si diede a prestare soldi a usura, per mezzo di prestanome, ad Ariobarzane, re di Cappadocia, che era però sull'orlo della bancarotta, e ai provinciali dell'isola di Salamina all'altissimo tasso d'interesse annuo del 48%, uno dei più alti dell'epoca e in aperta violazione alle leggi romane. La cosa destò particolare sconcerto in Cicerone, che subentrò a Claudio quale nuovo governatore della Cilicia. Cicerone dovette infatti constatare con amarezza come le azioni degli uomini di Bruto, armati di squadroni di cavalleria da Claudio, avevano portato quasi alla rovina la comunità di Salamina e perpetuato vessazioni che avevano provocato la morte per fame di cinque senatori dell'isola durante un assedioCicerone, Epistole ad Attico 5, 21; 6, 1; 6, 3.. Tornato a Roma, intanto, Bruto aveva fatto parte del collegio di difesa di Claudio, insieme all'insigne oratore Ortensio Ortalo e al suo nemico di sempre Pompeo, ottenendo l'assoluzione dell'imputato (51 a.C.)Cicerone, Epistole ad Attico 6, 2, 10; Epistole ai familiari 2, 13, 2; 3, 10, 2..
La guerra civile e il dominio di Cesare Allo scoppio della guerra civile tra Cesare e Pompeo (49 a.C.), Bruto, non senza remore e destando grande sorpresa, a causa della notorietà della sua avversione per Pompeo, si unì al campo di quest'ultimo come legato del nuovo proconsole di Cilicia Publio SestioPlutarco, Bruto 4.. Benché dimostrasse grande dedizione alla causa repubblicanaCicerone, Epistole ad Attico 11, 4a., tuttavia, all'indomani della disfatta di Farsalo, fu fra i primi a lasciare il campo per correre a chiedere il perdono di Cesare, il quale non tardò a concederglielo - in cambio di informazioni sui movimenti di Pompeo. Infatti, pare che, già prima della battaglia, Cesare avesse dato ordine ai suoi ufficiali affinché non fosse fatta violenza alcuna a BrutoPlutarco, Bruto 5; Cesare 46, 4; Appiano, Le guerre civili 2, 112, 468; Cassio Dione 41, 63, 6.. Bruto così lasciò nella notte l'accampamento repubblicano, abbandonando tanto Pompeo, in fuga verso l'Egitto, dove morì di lì a poco, quanto suo zio Catone, che continuò invece la sua strenua resistenza al dittatore.
Nonostante la posizione politica di Bruto apparisse particolarmente ambigua - il giovane infatti continuava a dichiararsi fermamente repubblicano - in un momento in cui Cesare aveva preso il potere a Roma, Cesare, nutrendo per lui una smaccata simpatiaPlutarco, Bruto 7, 6; 8, 2-3., gli concesse l'amnistia e, poiché cercava di attrarlo alla propria parte, una certa libertà d'azione, assegnandogli importanti incarichi di governo che diedero una netta accelerata alla sua carriera. Nel 47 il giovane fu nominato per l'anno successivo governatore della Gallia Cisalpina, provincia di grande importanza strategica e che Cesare gli affidò mentre, lontano da Roma, combatteva le ultime resistenze repubblicane concentratesi in Nordafrica. Bruto governò questa provincia con grande senso di giustizia, rappresentando per gli abitanti del luogo sollievo dalle sventure causate dalla corruzione e dall'avidità dei precedenti governatoriPlutarco, Bruto 6; Cicerone, Orator 34. e tale fu la popolarità di cui godette che le popolazioni del luogo eressero in suo onore una statua a Milano, la quale sopravviveva ancora molti anni dopo la morte di Bruto in piena età augusteaPlutarco, Bruto 58 (5); Svetonio, Grammatici e retori, 30, 6.. Del buon governo di Bruto fu particolarmente soddisfatto anche CesarePlutarco, Bruto 6., che nel 44 lo nominò praefectus urbi, terza carica dello stato repubblicano, preferendolo sfacciatamente a suo cognato Cassio - anch'egli repubblicano passato a Cesare dopo essere stato sconfitto - nonostante fosse superiore a Bruto per età ed esperienza militare.Plutarco, Bruto 7; Appiano, Le guerre civili 2, 112, 466-67.
Da parte sua, l'altro influente leader politico conservatore, Cicerone, benché esiliato dalla politica in seguito alla vittoria di Cesare, cercò di sottrarre Bruto all'influenza di Cesare e, attraverso sei opere di carattere retorico e filosofico, il Brutus, i Paradoxa Stoicorum, lOrator, il De finibus bonorum et malorum, le Tusculanae disputationes e il De natura deorum, tutte dedicate a Bruto e pubblicate negli anni della dittatura di Cesare, presentò all'opinione pubblica il giovane Bruto, che aveva fatto carriera grazie al favore di Cesare, come un uomo virtuoso, di ardenti sentimenti repubblicani e suo discepolo e amico, ribadendo inoltre le sue illustri discendenze da Lucio Bruto e dall'altro leader repubblicano Catone.
Intanto, con la sconfitta dei repubblicani in Nordafrica (febbraio 46) per opera di Cesare e la tragica morte di Catone, che preferì suicidarsi piuttosto che consegnarsi al dittatore, in Bruto si produceva una crisi profonda ed egli esortò Cicerone a scrivere un elogio funebre in memoria di suo zio, scrivendone poi un altro di suo pugnoCicerone, Orator 35; Epistole ad Attico 12, 21, 1., cosa che suscitò la reazione di parte cesariana e di Cesare stesso, che rispose con un suo Anticatone. Nel 45, poi, Bruto divorziò da Claudia per sposare sua cugina Porcia, figlia di CatoneCicerone, Epistole ad Attico 13, 9, 2; Plutarco, Bruto 13..
Il Cesaricidio