Vallemaio è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio. thumb|Chiesa della Santissima Annunziata thumb|Chiesa di Santa Rosaria thumb|Chiesa di San Tommaso o del Castello

Geografia fisica Territorio Il centro si trova a circa 300 m s.l.m. ed a circa 30 km dal mar Tirreno; malgrado ciò il clima invernale, a causa della conformazione del territorio, risulta particolarmente freddo. Sorge su di un poggio che si innalza s'una conca.

Il territorio comunale è essenzialmente costituito da una zona montana, che raggiunge i 940 m.s.l.m. con il monte Maio, con due ampie valli, una ai piedi del centro, l'altra, Vallaura, destinata alle attività agricole e all'allevamento. Vi è una folta vegetazione.

Il Comune rientra nella Valle dei Santi, il territorio racchiuso tra le propaggini meridionali dei Monti Aurunci e delle Mainarde.

Clima Il clima di Vallemaio presenta caratteri mediterranei con una marcata variazione stagionale: le estati sono calde, abbastanza serene e tendenzialmente più asciutte, mentre gli inverni risultano più freschi, più nuvolosi e piovosi; il periodo più sereno dell’anno si concentra nei mesi estivi, con luglio come mese più soleggiato, caratterizzato da cielo sereno o parzialmente nuvoloso.

Le temperature variano sensibilmente nel corso dell’anno: la stagione calda dura da metà giugno ai primi di settembre, con massime medie superiori a 26 °C, e raggiunge il suo picco in agosto, quando la temperatura media massima è di circa 30 °C e la minima di circa 18 °C; la stagione fresca si estende invece da metà novembre a circa il 20 marzo, con gennaio come mese più freddo, nel quale i valori medi si collocano intorno a 10 °C nelle massime e 2 °C nelle minime.

Le precipitazioni seguono un andamento stagionale piuttosto netto: la fase più piovosa dura da metà settembre alla fine di aprile, con novembre come mese più piovoso, con circa 95 millimetri medi di pioggia, mentre il periodo più asciutto va dalla fine di aprile a metà settembre, con luglio come mese meno piovoso, con circa 16 millimetri medi di pioggia.

Classificazione climatica: zona D, 1713 GR/G

Origini del nome Il toponimo Vallemaio ci ricorda che il paese giace alle falde del monte Maio. È divenuto nome del comune dal 1932; prima di allora era Vallefredda, toponimo che sottolineva il rigido clima che qui si ha in inverno.

Storia Le prime notizie sull'abitato risalgono al Medioevo, ma la presenza umana risale sicuramente ad epoche precedenti. Vallefredda fu edificata dai conti di Suio e dagli ipati di Gaeta, verso l'anno 1000, e nel 1040 entrò con Suio nell'orbita di Montecassino ricevendo nel 1079 una Chartae libertatis, in cui venivano garantiti avanzati diritti agli abitanti.

Nel periodo successivo Vallemaio subì attacchi e conquiste: nel secolo XI i vallefreddani, alleati dei Normanni, furono attaccati dal condottiero imperiale Mark Vald; nel 1421 avvenne l'occupazione pontificia guidata da Braccio da Montone; con la fine del regime feudale nel 1806 finì la dipendenza dai monaci cassinati; il brigantaggio si diffuse nella zona dopo l'Unità d'Italia.

Durante la seconda guerra mondiale Vallemaio si trovò attraversata dalla linea Gustav, una linea fortificata difensiva approntata in Italia che divideva in due la penisola italiana: a nord le truppe tedesche (nel territorio formalmente in mano alla Repubblica Sociale Italiana), a sud gli Alleati. Si è combattuto per diversi mesi dopo l'8 settembre sul monte Maio, ; l'abitato fu quasi completamente distrutto, e molte rovine sono ancora visibili, con ingenti vittime civili.

Anche a Vallemaio si verificarono episodi di violenza sessuale, passati alla storia come Marocchinate, effettuati dai goumier marocchini inquadrati nel Corpo di spedizione francese in Italia..

Dopo la guerra il comune, a causa dell'emigrazione, ha subito un forte calo demografico mitigato dallo sviluppo industriale del cassinate e dal recente sviluppo commerciale dell'area. Fino a pochi decenni fa, l'economia era essenzialmente agricola, oggi il terreno incolto aumenta; a Valleaurea è ancora presente l'allevamento brado.

Onorificenze

Monumenti e luoghi d'interesse Alcune opere d'arte sono state depredate dai nazisti. Il paese comunque conserva antiche sembianze: case affastellate, ripidi vicoli, resti delle mura e delle torri quattrocentesche. Architetture religiose Chiesa della Santissima Annunziata. La chiesa della Santissima Annunziata con il suo portale del 1553, sormontato da un grande oculo lapideo, è la chiesa principale del paese. Di rilievo il trittico risalente al secolo XVI, posto sull'altare maggiore, in cui è rappresentata l'Annunciazione con intorno i Santi più venerati in zona, e le cosiddette Reggiolette, mattonelle di forma esagonale allungata, variamente decorate.

Chiesa di Santa Rosaria. Risalente al 1500, è nota soprattutto per il suo cimitero pensile.

Chiesa di San Tommaso. I resti dell'antica Chiesa di San Tommaso o del Castello si notano nella parte alta dell'abitato, pesantemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale.

Architetture militari Castello di Vallemaio, fu costruito nel 1057 in posizione dominante a difesa della valle.

Società Evoluzione demografica

Religione La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica e afferisce alla diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, ma fino all'anno 2014 faceva parte dell'abbazia territoriale di Montecassino.

Lingue e dialetti Da un punto di vista linguistico per Vallemaio valgono le stesse considerazioni che si possono fare per tutta la zona circostante. Il dialetto dell'antica "Vallefredda" è riconducibile ai dialetti meridionali, di cui fanno parte tutte le parlate dell'area del Basso Lazio che era anticamente compresa nel Regno di Napoli. Tuttavia possiamo rilevare alcune caratteristiche peculiari che differenziano il dialetto in questione da quello di altri paesi vicini, come per esempio il trattamento delle vocali atone finali (che sono nettamente percepibili) e l'andamento melodico della parlata, che riconduce ai Dialetti mediani del Lazio. In ciò, quindi vi è una differenza con alcuni comuni vicini (es. Cassino e San Giorgio a Liri) mentre vi è concordanza con altri situati sui Monti Aurunci (es. Castelforte, Santi Cosma e Damiano, Minturno, Ausonia, Coreno Ausonio).

Da un punto di vista morfologico e lessicale vi sono indubbiamente molti elementi "campani", come la metafonesi napoletana (dittongazione delle vocali e ed o che divengono ie e uo es. priesto, iuorno ecc.), comune ad altre località dell'Alta Terra di Lavoro (ad eccezione di Ausonia e Coreno Ausonio); la presenza del verbo àggio (es. àggio vìsto) ecc. Possiamo comunque rilevare, in via minoritaria, qualche accordo con l'area "mediana" del Lazio (la parte delle province di Frosinone e Latina compresa nello Stato Pontificio) come ad es. l'articolo gliù (il) e gli aggettivi possessivi (es. méio = mio, méia = mia, tèio = tuo).

Cultura Istruzione

Scuole Sono presenti la scuola dell'infanzia e la scuola primaria.

Musei Il Museo delle Ombre, ospitato nella chiesa sconsacrata del Santissimo Rosario, è dedicato alla memoria dei combattimenti che si svolsero in paese nella notte tra il 13 e 14 maggio 1944 tra le truppe tedesche e quelle marocchine.

Economia Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui). +201520142013Numero imprese attive% Provinciale Imprese attive% Regionale Imprese attiveNumero addetti% Provinciale Addetti% Regionale AddettiNumero imprese attiveNumero addettiNumero imprese attiveNumero addettiVallemaio270,08%0,01%350,03%0,002%31363334Frosinone33.6057,38%106.5786,92%34.015107.54635.081111.529Lazio455.5911.539.359457.6861.510.459464.0941.525.471 Nel 2015 le 27 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,08% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 35 addetti, lo 0,03% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato un addetto (1,30).

Infrastrutture e trasporti Strade Il paese è collegato tramite la SP 80 ai paesi di San Giorgio a Liri e Sant'Andrea del Garigliano.

Amministrazione L'allora Vallefredda, ricompresa dal 1860 nella provincia di Terra di Lavoro, una provincia del Regno d'Italia, con capoluogo Caserta, nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali voluto dal governo fascista, passò dalla provincia di Terra di Lavoro a quella istituenda di Frosinone, e quindi dalla Campania al Lazio.Regio Decreto Legge 2 gennaio 1927, n. 1 Nel 1932 Vallefredda cambia denominazione in Vallemaio.

Nel 1992 fu il comune fu dichiarato in dissesto finanziario. Altre informazioni amministrative Fa parte della XIX Comunità Montana "L'Arco degli Aurunci".

Note

Bibliografia Gaetano di Massa, I dialetti della Ciociaria attraverso la poesia, Tecnostampa, 1990.

Altri progetti

Collegamenti esterni