Per il ruolo che ha ricoperto nella letteratura del suo paese, si può ritenere uno dei più importanti poeti rumeni del XX secolo, insieme a Tudor Arghezi, Ion Barbu, Ion Vinea, Vasile Voiculescu, Ion Pillat.

Biografia La sua infanzia fu segnata da un periodo di mutismo durato quattro anni.

I suoi studi elementari li compì a Sebeș (1902-1906), dopo i quali si iscrisse alla scuola "Andrei Șaguna" di Brașov (1906-1914). Allo scoppio della prima guerra mondiale Blaga stava frequentando un corso di teologia a Sibiu.

Si perfezionò culturalmente a Vienna (1917-1920), dove si laureò in filosofia.

Dopo la fine delle ostilità belliche, contribuì allo sviluppo delle attività giornalistiche in Transilvania con la sua attività editoriale che partorì le riviste Culture e The Banat.

Fino al 1938 seguì la carriera diplomatica, che lo condusse a Varsavia, Praga, Lisbona, Berna e Vienna, dopodiché la abbandonò per dedicarsi all'insegnamento.

Lucian Blaga fu infatti docente universitario di filosofia e, oltre a un certo numero di importanti opere filosofiche, scrisse testi teatrali e alcune raccolte di poesie, ispirate alla natura.

Tra i suoi numerosi impegni, si annoverò la sua adesione al gruppo di pensatori che collaborarono alla rivista Gandirea, di cui curò filosoficamente le tematiche metafisiche e religiose.

Il suo pensiero si sviluppò attraverso una tripla trilogia, chiamata della conoscenza, dei valori e della cultura. Il filosofo rintracciò nell'estetica e nella matrice culturale universale degli elementi basilari dell'arte un modello di indagine posto all'interno di una filosofia della cultura. Secondo Blaga, l'essere umano e la sua esistenza oscillano tra due estremi, uno definito della "conoscenza paradisiaca" raggiungibile attraverso la logica razionale ed il mondo oggettivo, l'altro chiamato della "conoscenza luciferica", pilotato dagli stati al di sotto della coscienza che ci indirizzano verso il mondo dei misteri, il mondo metafisico costituente i valori culturali."Le Muse", De Agostini, Novara, 1964, Vol. II, pag.291 Quindi secondo Blaga, l'inconscio è esente da ogni irrazionalità ed invece presenta categorie logiche che formano la molteplice realtà culturale.

L'opera che esemplificò meglio di altre il suo pensiero filosofico fu Orizzonti e stile del 1936, mentre la lirica di Blaga perseguì un principio metafisico per arginare ed opporre resistenza alla fede nella natura e al materialismo. Tra le raccolte di poesie più significative, si annoverarono: I poemi della luce del 1919, I passi del profeta del 1921 e La lode del sogno del 1929. Blaga affrontò anche la carriera di drammaturgo, ed il suo teatro si plasmò grazie alla rievocazione di miti e leggende presi dal folklore romeno per formare uno scenario di sfondo a dialoghi impregnati di idee e di concetti.

Morì nel 1961.

Filosofia

Blaga ha costruito un sistema filosofico presentato in quattro trilogie principale: Trilogia della conoscenza (Trilogia cunoaşterii), Trilogia della cultura (Trilogia culturii), Trilogia di valori (Trilogia valorilor) e Trilogia cosmologica (Trilogia cosmologică). Uno dei punti più suggestivi e caratteristiche essenziali del sistema di Blaga è il suo elaborato approccio nella filosofia dal punto di vista di metafisica. La metafisica lega i vari elementi della sua filosofia insieme come un sistema. L'unità viene creata anche con la sua visione di pensatore monistico, così come dalla sintesi tra metafisica ed epistemologia, tra metafisica e mistica, tra filosofia e religione.

Le influenze di molti filosofi sono inequivocabilmente evidente nella sua opera. Le seguenti sono considerate come influenze: la filosofia neo-kantiana, la filosofia neo-platonica, la teologia ortodossa cristiana, la morfologia culturale di Oswald Spengler, le monadi di Leibniz, la comprensione del subconscio di Carl Gustav Jung, la filosofia indiana e il romanticismo tedesco.Michael S. Jones, Lucian Blaga: An American Pragmatist in Europe, in East-West Cultural Passage, numero 4, l’Università Lucian Blaga, Sibiu, 2005, pagine 29-30.

In la sua teoria della conoscenza, presenta in Trilogia della conoscenza (Trilogia cunoaşterii), il filosofo rumeno afferma che "la cognizione positiva adeguata" non è umanamente possibile. Il termine di Blaga "la cognizione positiva adeguata" si riferisce a quella modalità di cognizione che coglie con precisione il suo oggetto in tutti gli aspetti dell'oggetto e dettagli. È la cognizione che ha una corrispondenza 100% al suo oggetto. Blaga si riferisce a questa anche come "cognizione assoluta." Blaga analizza la cognizione nella seguente sette teoricamente possibili aspetti: I. La cognizione negativa; II. La quasi-cognizione; III. La cognizione che è in parte quasi-cognizione e in parte cognizione negativa; IV. La cognizione che è in parte positiva adeguata, in parte quasi-cognizione e in parte cognizione negativa; V. La cognizione che è in parte positiva adeguata e in parte quasi-cognizione; VI. La cognizione che è in parte positiva adeguata e in parte cognizione negativa; VII. La cognizione positiva adeguata.Lucian Blaga, Cenzura transcendentă, in Opere, vol. VIII, ed. Dorli Blaga, Edizioni Minerva, Bucarest, 1983, pagine 545-546.

La capacità cognitiva umana è limitata. L'umanità aspira a conoscere lo sconosciuto senza raggiungerlo. La sua visione perpetua la creatività, allo stesso tempo proteggendo la creazione dal potenziale di autodistruzione. Il Grande Anonimo ("Marele Anonim") protegge tutta la creazione. Il Grande Anonimo utilizza la censura trascendentale ("cenzura transcendentă") per proteggere e preservare l'universo. Il Grande Anonimo rappresenta la cognizione positiva adeguata. La tesi di Blaga è che gli esseri umani non hanno questo tipo di cognizione, perché la cognizione è un atto in cui il soggetto ha superato nel possedere l'oggetto cognitivo. La cognizione è quasi-cognizione, incompleta nella sua comprensione o distorcere i suoi oggetti.

Per quanto riguarda "la conoscenza luciferica", Blaga la vede come un accumulo di dati sul misterioso, una più profonda comprensione del mistero.Lucian Blaga, Cunoaşterea luciferică, in Opere, vol. VIII, ed. Dorli Blaga, Edizioni Minerva, Bucarest, 1983.L'idea di mistero è centrale nella filosofia di Blaga. Egli sottomette l'idea del mistero di un esame critico approfondito in Il aeon dogmatico (Eonul dogmatic) e in La conoscenza luciferica (Cunoaşterea luciferică). Blaga distingue tra due tipi di conoscenza: la conoscenza celeste ("cunoaşterea paradisiacă") e la conoscenza luciferica ("cunoaşterea luciferică"). La conoscenza celeste si riferisce a oggetto concreto, che è la superficie esterna di mistero, quindi è una conoscenza limitata. La conoscenza luciferica ha tre dimensioni: la conoscenza più ("plus cunoaşterea"), la conoscenza zero ("zero cunoaşterea") e la conoscenza meno ("minus cunoaşterea"). La conoscenza più ("plus cunoaşterea") attenua il mistero, la conoscenza zero ("zero cunoaşterea") rafforza il mistero come permanente e la conoscenza meno ("minus cunoaşterea") potenzia il mistero. Blaga sostiene la sua teoria sulla conoscenza più ("plus cunoaşterea") con riferimento al suo successo nel spiegando il processo intellettuale utilizzato in numerosi esempi di conoscenza scientifica.Lucian Blaga, Cunoaşterea luciferică, in Opere, vol. VIII, ed. Dorli Blaga, Edizioni Minerva, Bucarest, 1983, pagina 381.

In Il aeon dogmatico (Eonul dogmatic), Blaga mette in evidenza che il intelletto enstatico ("intelectul enstatic") si rimane entro le sue normali funzioni, fatto salvo il principio della logica di noncontraddizione. Il intelletto ecsatico ("intelectul ecstatic") trascende la logica e mette in evidenza il carattere nonrrazionale di misterio.

Blaga ha dichiarato che la logica non può spiegare pienamente la vita, ed è per questo che accetta il dogma. Progressi in diverse aree di scienza sono avvicinati attraverso la loro compatibilità con il dogmatico. Blaga ridefinisce il dogmatico, seguendo un distaccamento del dogma di contenuto religioso, convertendolo in una forma puramente intellettuale e poi riempirla di nuovi contenuti, filosofici o scientifici. Il dogmatico resta inteso come modo di pensare. Egli vuole che la sua visione serva a "una metafisica del futuro".Lucian Blaga, Trilogia cunoaşterii, Eonul dogmatic, volume I, Edizioni Humanitas, Bucarest, 2003, p. 171. Blaga applica il senso di paradosso rivelato in su teologia dialettica, definendo e distinguendo mentre il nostro mondo al di là, il concreto ed empirico al divino trascendente e sacro. Il paradosso di pensiero magico si riferisce al razionale non sistematizzato. Il paradosso di metafisica si riferisce al assoluto e al Dio. Il paradosso di dogma non è una scivolata nell’illogico e irrazionale, ma una riscoperta di una razionalità profonda. Egli si riferisce a concetti fondamentali e soluzioni trascendentali. Queste soluzioni negano con veemenza il concreto e l'empirico. Essi rivelano il mistero.

Le contraddizioni tra scienza e religione si risolvono con un paradigma simile, nonostante quelli che insistono sul fatto che la scienza segue un metodo totalmente diverso dalla religione.Rainer Schubert, Lucian Blaga ist ein Philiosoph internationaler Bedeutung. Lucian Blagas philosophisches Werk im deutschen Sprachraum zugänglich machen, in Allgemeine Deutsche Zeitung für Rumänien, settembre 2007. La teologia è la cognizione luciferica. Le idee teologiche sono "creazioni dello spirito umano, creazioni che si sviluppano nel tempo e sono influenzati dalla cultura in cui si trovano".Lucian Blaga, Eonul dogmatic, Edizioni Cartea Românească, Bucarest, 1931, pagina 209. Blaga interpreta la riflessione teologica come un'esspresione di "come la cognizione umana può esplorare le questioni che trascendono i limiti della cognizione empirica e anche della logica umana".Michael S. Jones, Culture as Religion and Religion as Culture in the Philosophy of Lucian Blaga, in Liberty University magazine, numero 15, 2006, pagina 80.

Trilogia della cultura (Trilogia culturii) contiene la sua teoria di stili culturali. Blaga promuove l'idea di stili culturali diversi, fornendo esempi di varie culture. L'essenza di stile culturale, nella concezione di Blaga, inizia alle categorie del inconscio, che egli le chiama "abissale". Lo stile non è omogeneo, monolitico, ma un amalgama di categorie abissale. Oltre alle categorie di spazio e tempo, Blaga si riferisce alle categorie di espansione e riflessione.

In Orizzonte e stile (Orizont şi stil), Blaga scive che gli fattori alla base di stile sono: I. Il orizzonte spaziale (lo spazio infinito nei indiani, lo spazio volta nei hamiti lo spazio piano nei russi, lo spazio alveolare nei cinesi e lo spazio di agnello nei rumeni); II. L'orizzonte temporale (la fontana, la cascata e il fiume); III. L'accento assiologico (affermativo o negativo); IV. L'atteggiamento (anabasico, catabasico o neutro) e V. L’aspirazione formativa (individuale, tipica o come una fantasma). Influenzato da Leo Frobenius e Oswald Spengler, Blaga elabora una teoria di stile culturale, che è in realtà una autodefinizione della cultura romena. Così ci sono diverse metafore che descrivono l'inconscio di una nazione.

In Il spazio di agnello (Spaţiul mioritic), Blaga sostiene che ogni aspetto della cultura rumena condivide la relazione analogica alla geografia ondulato delle colline e valli, del bellissimo paesaggio che rappresentato in la ballata Il agnello (Mioriţa). L'aspetto ritmico, l'alternanza tra speranza e disperazione definiscono la specifica dello spazio romeno.