Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali era il dicastero del Governo italiano, avente funzioni in ambito lavorativo, sanitario, previdenziale e sociale.
Il Ministero, spesso impropriamente denominato "del Welfare", per le funzioni da esso svolte (il termine nel Regno Unito assume il significato di "aiuto sociale" ), era il risultato della fusione nel 2008 del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, con il Ministero della salute e con il Ministero della solidarietà sociale.
Dal 13 dicembre 2009, data di entrata in vigore della legge 13 novembre 2009 n. 172, recante Istituzione del Ministero della Salute e incremento del numero complessivo dei Sottosegretari di Stato, il dicastero è stato suddiviso nuovamente in due: Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Ministero della salute.
Storia La configurazione del Ministero era dovuta al D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, relativo alla riforma dell'organizzazione di governo, la cosiddetta Riforma Bassanini. Tale riforma, disposta dal Governo D'Alema II, prevedeva l'istituzione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, con l'accorpamento del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, del Ministero della sanità e del Dipartimento per la solidarietà sociale, allora dipendente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, e che sarebbe dovuta entrare in vigore con la nuova legislatura nel 2001. Tuttavia, il Governo Berlusconi II, risultato vincitore delle elezioni del 2001, col D.L. 12 giugno 2001, n. 217 conv. nella legge 3 agosto 2001, n. 317, dispose lo scorporo della componente afferente alla salute dall'istituendo ministero, prevedendo il Ministero della salute, con conseguente modifica della denominazione del vecchio Ministero della Sanità, mentre le competenze residue vennero erette nel Ministero del lavoro e delle politiche sociali dal 2001 al 2006.
Dopo quegli anni coincidenti con la XIV Legislatura e i Governi Berlusconi II e III, il Ministero venne ulteriormente scorporato dal Governo Prodi II nel 2006, risultato vincitore delle elezioni, in due dicasteri: Ministero del lavoro e della previdenza sociale e Ministero della solidarietà sociale. Ma la proliferazione di dicasteri portò ben presto il Gabinetto Prodi a prevedere un accorpamento in 12 dicasteri secondo quanto previsto dalla versione originaria del D. Lgs. n. 300/1999, la Riforma Bassanini, disponendolo con la Legge Finanziaria 2007, la legge n. 244/2007, con l'art. 1, comma 376, ma che sarebbe entrato in vigore solo dalla nuova legislatura.
E proprio nel 2008, con la caduta del Governo Prodi II e la vittoria del PDL il Governo Berlusconi IV istituì nuovamente il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, nella sua versione originale. Per dare coerenza alla stratificazione normativa che era intervenuta dal 1999 al 2008, con il Decreto legge 16 maggio 2008, n. 85, recante "Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244", conv. in Legge 14 luglio 2008 n. 121, il Governo Berlusconi IV diede attuazione alla Finanziaria per il 2008, adeguandone le strutture di Governo mediante accorpamenti. Il Ministero, tra l'altro, accorpò varie funzioni, tra le quali quelle del Ministero della solidarietà sociale passato solo due anni prima al rango ministeriale, oltre al lavoro e alla previdenza, nonché la salute, con conseguente soppressione dell'allora Ministero della salute e del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Il Dipartimento per le politiche della famiglia, istituito col Governo Prodi II nel 2006, come Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei ministri, venne riassorbito presso tale organizzazione.
Così come in altri dicasteri complessi, come ad esempio il Ministero dell'Economia e delle Finanze, o il Ministero dello Sviluppo Economico, particolare importanza assumevano i sottosegretari preposti, forniti di ampie deleghe.
Funzioni Le funzioni del dicastero erano indicate dall'art. 45 del D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, recante "Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59" che prevedeva le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di politiche sociali, con particolare riferimento alla prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio delle persone delle famiglie; politica del lavoro e sviluppo dell'occupazione; tutela del lavoro, politiche della salute; tutela dell'adeguatezza del sistema previdenziale.
Al Ministero vennero trasferite, anche le funzioni del Dipartimento per la solidarietà sociale, operante presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, compresa quelle in materia di immigrazione, di vigilanza dei flussi di entrata dei lavoratori esteri non comunitari, dei neocomunitari, nonché i compiti di coordinamento delle politiche per l'integrazione degli stranieri immigrati. Il Ministero esercitava le funzioni di vigilanza sull'Agenzia per la formazione e istruzione professionale.
Il dicastero esercitava le funzioni relative alla gestione integrata dei servizi socio-sanitari e della tutela dei diritti alla dignità della persona umana, alla salute ed al lavoro, di tutela della salute umana, coordinamento del sistema sanitario nazionale, sanità veterinaria, tutela della salute nei luoghi di lavoro, igiene e sicure degli alimenti. Era a capo del Servizio Sanitario Nazionale ed elaborava il Piano Sanitario Nazionale, il PSN, insieme agli organi di consulenza in materia sanitaria del Ministero: l'Istituto Superiore di Sanità, o ISS, il Consiglio Superiore di Sanità, o CSS, ecc. Esercitava la vigilanza sull'Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, o ASSR relativa al D. Lgs. 31 marzo 1998, n. 115, quale strumento di raccordo tra le Aziende Sanitarie Locali e lo Stato, in quanto competenza esclusiva delle Regioni ex art. 117 Costituzione.
Furono, invece, trasferiti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con le inerenti risorse finanziarie, i compiti in materia di politiche antidroga, quelli in materia di Servizio civile nazionale di cui alla legge 8 luglio 1998, n. 230, alla legge 6 marzo 2001, n. 64, e al decreto legislativo 5 aprile 2002, n. 77. Il Presidente del Consiglio dei ministri esercita in via esclusiva le funzioni di indirizzo e vigilanza sull'Agenzia Nazionale Italiana per i Giovani del programma comunitario gioventù di cui all'articolo 5 del decreto-legge 27 dicembre 2006, n. 297, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2007, n. 15, attraverso il Dipartimento della Gioventù.
Infine, si noti come un Ministero con funzioni simili sia presente nell'esecutivo del Giappone con la denominazione di Ministero del Lavoro, della Salute e del Welfare.
Organizzazione L'organizzazione del Ministero è stata sottoposta a profonda revisione per via dei vari accorpamenti. Il Ministero era organizzato in 4 dipartimenti:
Dipartimento per le risorse umane, organizzazione, innovazione tecnologica e comunicazione; Dipartimento per le politiche del lavoro, previdenziali e sociali; Dipartimento per la promozione e la tutela della salute; Dipartimento per la veterinaria, la nutrizione, le attività formative ed internazionali.
Al vertice quali uffici di staff c'erano: il Ministro; il Sottosegretari di Stato; gli Uffici di diretta Collaborazione; il Segretariato Generale; Biblioteca; Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale.
Erano strutture proprie del Ministero, le seguenti: D.G. degli Ammortizzatori Sociali e Incentivi all'Occupazione; D.G. del Mercato del Lavoro; D.G. per l'Attività Ispettiva; D.G. per le Politiche per l'Orientamento e la Formazione; D.G. per le Politiche Previdenziali; D.G. per l'Innovazione Tecnologica e la Comunicazione; D.G. delle Risorse Umane e Affari Generali; D.G. della Tutela delle Condizioni di Lavoro; D.G. della Comunicazione; D.G. per l'Inclusione e i Diritti Sociali e la Responsabilità Sociale delle Imprese (CSR); D.G. per la Gestione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali e Monitoraggio della Spesa Sociale; D.G. dell'Immigrazione; D.G. per il Volontariato, l'Associazionismo e le Formazioni Sociali.
Dipartimento della Qualità. Suddiviso in 3 Direzioni Generali: DG Programmazione Sanitaria, Livelli di Assistenza e Principi Etici di Sistema; DG Risorse Umane e Professioni Sanitarie; DG Sistema Informativo.
Dipartimento dell'Innovazione. Suddiviso in 3 Direzioni Generali: DG Farmaci e Dispositivi Medici; DG Ricerca Scientifica e Tecnologica; DG Personale, Organizzazione e Bilancio.
Dipartimento Prevenzione e Comunicazione. Suddiviso in 3 Direzioni Generali: DG Prevenzione Sanitaria; DG Comunicazione e Relazioni Istituzionali; DG Rapporti con l'Unione Europea e Rapporti Internazionali.
Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti. Suddiviso in 2 Direzioni Generali ed 1 Segretariato: DG Sanità Animale e Farmaco Veterinario; DG Sicurezza degli Alimenti e della Nutrizione; Segretariato nazionale della Valutazione del Rischio della Catena Alimentare.
Uffici Periferici Il dicastero a livello territoriale sovraintendeva ai seguenti uffici: le direzioni regionali del lavoro - DRL, sono la diramazione regionale del Ministero con sede nei capoluoghi regionali. Non sono presenti in Sicilia ed in Trentino-Alto Adige. Esse sono in numero di 18; le direzioni provinciali del lavoro - DPL, sono la diramazione provinciale del Ministero con sede nei capoluoghi di Provincia. Le DPL sono in numero di 93, e da esse dipendono gli ispettori del lavoro. Non sono presenti in Sicilia ed in Trentino-Alto Adige, in quanto funzioni proprie delle regioni, da cui gli uffici dipendono. Da notare che in Sicilia prendono il nome di ispettorati regionali della Regione Siciliana. gli uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera - USMAF, sono gli uffici del Ministero situati nei maggiori porti ed aeroporti al fine di monitorare il rischio di malattie importate dall'estero; sono in numero di 12; gli Uffici veterinari per gli adempimenti degli obblighi comunitari curano l'assistenza tra autorità amministrative nazionali e comunitarie in materia di legislazione veterinaria e zootecnica, presenti in tutto il territorio nazionale, sono in numero di 17; i posti di ispezione frontaliera - PIF, sono gli uffici del dicastero che effettuano i controlli di frontiera in materia di sanità animale, sono in numero di 38; i servizi assistenza sanitaria naviganti - SASN, ossia uffici dipendenti dal Ministero che erogano l'assistenza sanitaria al personale in navigazione marittima o aerea: sono in numero di 27.
Uffici di Collocamento della gente di mare
Dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dipendevano funzionalmente gli uffici di collocamento della gente di mare, anche UCGM, ai sensi del DPR 18 aprile 2006, n. 231, emanato a norma dell'articolo 2, comma 4, del D. Lgs. 19 dicembre 2002, n. 297, incardinati tuttavia presso le Capitanerie di porto - Uffici della Guardia Costiera che dipendono dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, già istituiti ai sensi dell'articolo 2 del regio decreto-legge 24 maggio 1925, n. 1031, abrogato dal predetto DPR n. 231/2006. Gli UCGM sono in numero di 29, suddivisi in 14 direzioni marittime, da cui dipendono gli uffici di collocamento.
Comando carabinieri per la tutela della salute
Dal ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dipendeva funzionalmente il Comando carabinieri per la tutela della salute, già NAS, con un comando centrale, 3 comandi di gruppo tutela salute (Gruppi TS) e 35 nuclei anti-sofisticazioni (NAS), presenti in tutto il territorio nazionale.
Comando carabinieri per la tutela del lavoro