LEsercito meridionale fu la forza armata che si costituì in seguito alla spedizione dei Mille. Tale denominazione ufficiale fu data da Giuseppe Garibaldi.

Questo esercito, composto da volontari italiani e anche stranieri, raggiunse circa 50.000 uomini. Gli ufficiali indossavano l'uniforme di colore rosso, e quindi tutti i combattenti, come i Mille, furono definiti "camicie rosse". Venne disciolto prima della proclamazione del Regno d'Italia.

Storia Quando Garibaldi sbarcò a Marsala nel maggio 1860, la colonna di volontari italiani settentrionali era composta convenzionalmente da un migliaio di persone (tra i quali 45 siciliani). I picciotti siciliani

A loro si aggregarono subito centinaia di volontari siciliani. Quando Garibaldi proclamò la Dittatura di Sicilia a Salemi, si arruolarono altri siciliani, guidati dai fratelli Sant'Anna.

Il 14 maggio arrivarono 500 volontari siciliani, dalle campagne di Erice, al comando di Giuseppe Coppola e del medico Rocco La Russa e combatterono già nella battaglia di CalatafimiGaetano Falzone, Sicilia 1860, Flaccovio, 1978, pagina 289.. Quando arrivarono a Palermo i picciotti erano 3.000 e al termine della battaglia erano arrivati a 6.602Falzone, cit. pagina 281..

La milizia nazionale siciliana Già con il decreto dittatoriale n. 2 del 14 maggio, Garibaldi stabiliva la formazione di una Milizia nazionale siciliana, con una aliquota destinata per il mantenimento dell'ordine pubblico. L'organizzazione era la seguente: dai 17 ai 30 anni, si entrava nell'esercito (milizia attiva), dai 30 ai 40 anni ci si occupava del mantenimento dell'ordine pubblico nei distretti, mentre dai 40 a 50 si assumevano compiti di sorveglianza nei propri comuni.

Il decreto stabiliva inoltre la coscrizione obbligatoria dai 17 ai 50 anni di età. La milizia era inquadrata in battaglioni, e ciascuno di questi doveva comprendere almeno 4 compagnie formate da 60 a 150 militi. Con il decreto n.289 del 22 ottobre 1860 il prodittatore Mordini trasferì la milizia nazionale siciliana, comandata da Nicolò Turrisi Colonna, nella Guardia nazionale italiana, alle dipendenze del suo comandante generale.

I rinforzi e la riorganizzazione

Dopo la presa di Palermo (30 maggio), i Mille si erano ridotti a 600 unità, ma a giugno cominciarono ad arrivare via mare anche i rinforzi dall'Italia del nord: i primi furono quelli della spedizione Agnetta, arrivati a Marsala il 1 giugno; seguirono i 2.500 uomini al comando di Giacomo Medici; altri volontari, poi aggregati alla divisione di Enrico Cosenz, furono gli 800 partiti da Genova col vapore "Washington" il 2 luglio 1860 e sbarcati il 5 luglio a Palermo. Le file si ingrossarono nella battaglia di Milazzo, mentre il 16 luglio un'altra colonna, tra cui molti mantovani, partì da Genova, al comando di Gaetano Sacchi.Sul viaggio degli 800 partiti sul Washington vedi la lettera del garibaldino Ignazio Invernizzi. Via, via giunsero nel meridione altri contingenti. Nell'armata garibaldina erano presenti numerosi altri volontari partiti da Genova e in parte da Livorno.

Con un decreto del 2 luglio il governo dittatoriale di Garibaldi, "Comandante in capo delle forze nazionali in Sicilia", emanava "l'organico dell'Esercito siciliano", composto da due divisioni, XV e XVI, comandate rispettivamente da Stefano Turr e da Giuseppe Paternò, per complessive cinque brigate. Con un ulteriore decreto del giorno successivo si emanava l'organico della "Marina militare siciliana".Raccolta degli atti del governo dittatoriale di Garibaldi. Il 14 luglio fu istituito il Corpo dei Carabinieri di Sicilia.

Quando i garibaldini dal 19 agosto sbarcarono in Calabria, affluirono nell'esercito volontari calabresi e, giunti in Basilicata, si aggregarono a Garibaldi 2.000 uomini della Brigata Lucana e l'Esercito da siciliano, fu denominato meridionale. Durante l'avanzata delle camicie rosse sempre più combattenti di tutte le province meridionali si aggregarono progressivamente all'armata. Questi volontari diedero un grande apporto nella battaglia del Volturno, durante la quale il supporto dell'esercito Sabaudo fu minoritario. Nell'ottobre 1860, quando l'armata comandata da Vittorio Emanuele II di Savoia giunse nella zona di prima linea delle operazioni belliche, Garibaldi affidò le quasi 50.000 camicie rosse al re sabaudo, ritirandosi a Caprera.

Il 6 maggio 1860 Domenico Damis partì con i Mille da Genova alla volta di Marsala. Dalla Sicilia avvisò i patrioti lungresi di prepararsi a seguire Garibaldi verso Napoli. Alla notizia del suo arrivo 500 volontari partirono dalla sola Lungro. Così Angelo Damis, capo legionario della zona, organizzò cinque compagnie guidate da altrettanti lungresi Vincenzo Stratigò, Cesare Martino, Pietro Irianni, Pasquale Trifilio e Pier Giuseppe Samengo. Il 2 settembre, sotto una pioggia di fiori, Giuseppe Garibaldi arrivò a Castrovillari; insieme a lui Domenico Damis che prese il comando delle compagnie lungresi. Alla legione di Lungro si unirono quelle di Frascineto e Civita, costituendo così una brigata sotto il comando di Giuseppe Pace. Il 1 ed il 2 ottobre le truppe borboniche opposero una residua resistenza ai nostri. Nella battaglia del Volturno i lungresi combatterono valorosamente ottenendo una splendida vittoria. Tutt'oggi a Lungro parte della toponomastica è dedicata alle vicende Risorgimentali: tra le più famose vie e piazze vi sono Via dei Mille, via dei 500, Piazza XVI Luglio e Piazza Generale Damis. Dal 2007 Lungro è denominata "Città del Risorgimento".

L'ingresso di Vittorio Emanuele II a Napoli e lo scioglimento Il 7 novembre Garibaldi scortò il Re nel suo ingresso trionfale a Napoli e subito partì per Caprera. Nel mentre affidò a Giuseppe Sirtori la responsabilità di gestire l'ingresso del suo Esercito meridionale in quello sabaudo. L'11 novembre 1860, pochi giorni dopo il plebiscito del 1860, Cavour firmò il decreto che scioglieva l'Esercito Meridionale. Ai volontari garibaldini fu data la possibilità di arruolarsi con una ferma biennale nell'Esercito piemontese, oppure di chiedere le dimissioni con sei mesi di paga. Agli ufficiali fu concessa l'ammissione nell'Esercito sottoponendosi a un esame. Fu composta una commissione di scrutinio per il riconoscimento degli ufficiali", con Sirtori, Giacomo Medici e Enrico Cosenz per parte garibaldina, il generale Della Rocca presidente, il generale Gozzani di Treville ed il generale Pettinengo - sostituito dal generale Solaroli, ma questa dilatò i suoi lavori.

Il Comando dei Volontari fu sciolto definitivamente con Decreto del 1 febbraio 1861 che, altresì, ne dispose il trasloco in Piemonte. Con esso anche l'Intendenza Generale fu trasferita a Torino. Furono ammessi nel Regio esercito alcuni generali garibaldini come Giacomo Medici, Enrico Cosenz, Nino Bixio, Stocco e lo stesso Sirtori. Altri invece no, come Stefano Canzio, Luigi Castellazzo, Giovanni Battista Fauché. Altri ancora furono accettati, ma con un grado inferiore a quello che avevano ottenuto nell'Esercito meridionale: ad esempio Giovanni Acerbi da generale garibaldino fu accettato come colonnello.

In difesa del suo esercito Garibaldi, il 18 aprile 1861, pronunciò un discorso alla Camera, accusando «la fredda e nemica mano di questo Ministero [Cavour]» di aver voluto provocare una «guerra fratricida». Il Conte di Cavour reagì con violenza, chiedendo invano, al presidente della Camera Rattazzi, di richiamare all'ordine il generale. La seduta fu sospesa e Nino Bixio tentò nei giorni successivi una riconciliazione che non si compì mai del tutto, anche per la morte pochi giorni dopo di Cavour..

Dei 50.000 volontari, secondo lo storico militare John Gooch, circa 5000 ufficiali garibaldini vennero inglobati nel Regio Esercito tra il 1861 e il marzo 1862.L'Esercito meridionale . Alcuni volontari dell'esercito garibaldino divennero temuti briganti, l'esempio più noto è Carmine Crocco.

Il progetto “Alla ricerca dei garibaldini scomparsi”

Negli anni 2000 l'archivio di Stato di Torino ha avviato un progetto "Alla ricerca dei garibaldini scomparsi” con lo scopo di fare un censimento dei garibaldini che parteciparono all'impresa, ricercandone i nominativi e altre informazioni tra la documentazione che è stato possibile reperire al riguardo e relativa alla costituzione di uno dei più grandi eserciti volontari della storia d’Italia. Infatti in passato la storia ha concentrato quasi sempre tutta la sua attenzione sui nomi dei circa primi 1.000 volontari garibaldini, anche se alla fine della campagna Garibaldi aveva ai suoi ordini circa 50.000 volontari, che costituivano l’Esercito dell’Italia Meridionalevedere: Il numero dei garibaldini.

Al momento sono stati registrati circa 35.000 nominativi, che è possibile rintracciare consultando la voce “Garibaldini” nel portale dell’Archivio di Stato di Torino. La ricerca dei nominativi dei volontari garibaldini è ancora in atto attraverso i dati dell’Archivio di Stato di Torino: Mille di Marsala, Esercito Italia Meridionale, Archivio Militare di Sicilia e Archivio di Stato di Genova: Prefettura di Genova, Matrici di passaporti rilasciati a Genova ai volontari partiti successivamente alla prima Spedizione di Garibaldivedere: Gli sbarchi successivi al primo di Marsala. Nel portale sono presenti anche altre banche dati di corpi militari dell’epoca e di periodi successivi.

Composizione ed organizzazione Le divisioni Garibaldi organizzò complessivamente i volontari dell'Esercito meridionale in quattro divisioni, ognuna composta da due o tre brigate. Così la XV Divisione fu posta al comando dell'ungherese Stefano Turr, la XVI di Giuseppe Paternò, poi sostituito al comando da Enrico Cosenz, la XVII di Giacomo Medici, la XVIII di Nino Bixio.Falzone, cit. pagina 242.

ELENCO dei Corpi che componevano l’Armata dell’Italia Meridionale sciolta l’11 Novembre 1860Spedizione dei Mille – Storia documentata della liberazione della Bassa Italia – Osvaldo Perini – Edita per cura di F. Candiani – Milano - 1861 La spedizione dei Mille storia documentata della librazione della bassa Italia - Google LibriStato Maggiore GeneraleCapoLuog. Tenente Gen. SirtoriQuartier GeneraleCapoColonnello CenniInt.a Generale dell’ArmataIntendente GeneraleAcerbiAmministr. delle sussistenze milit.DirettoreGalliAmbulanza generaleMedico in CapoDott. RipariAuditoriato GeneraleUditor GeneraleAvv. MordiniCorpo del Genio (Stato Magg. e Zapp.)ComandoLuog. Col. Bordone, Magg. CostaCorpo d’ArtiglieriaComandanteMagg. Generale OrsiniCorpo del TrenoComandanteLuogot. Colonn. BoviMarina di Guerra e Fant. di MarinaComandanteAmmiraglio Anguissola Corpo telegrafico di CampoIspettoreCavaliere PentasugliaCavalleria Guide GaribaldiComandanteLuogot. Colonn. MissoriCavalleria Usseri ItalianiComandanteMaggiori Carissimi e BasislafskyCavalleria Esploratori di CampoComandanteMaggior Bersani Cavalleria Cavalleggeri di NapoliComandanteLuogot. Colonn. FirraoCavalleria Cavalleggeri di PalermoComandanteCapitano Blovet