Acerra è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
Geografia fisica Territorio Acerra è situata a nord rispetto alla città di Napoli a circa 14 chilometri a nord est del centro Napoli, occupa una vasta area pianeggiante nel quadrante nord-orientale dell'entroterra napoletano, ed è il terzo comune per estensione territoriale dopo il capoluogo e Giugliano in Campania; la parte nord è prevalentemente rurale e confina con il casertano e con il nolano. Sono presenti due zone industriali: Acerra e Pomigliano d'Arco. Lo stabilimento dell'Alfa Romeo è ubicato in parte della sua estensione con quello di Acerra.
Origini del nome Il nome della città di Acerra è la forma medioevale che deriva dal latino Acerrae. L'omonimia con altre città della valle Padana e con un'altra Acerra del paese degli Umbri, fece supporre un'origine etrusca o umbro-italica. Precedentemente ai latini, il nome era Akeru (nome dato dagli Osci). Non si conosce con esattezza il significato del nome. Si può supporre che derivi dal latino cerrus "cerro", cioè l'albero delle Fagacee (Quercus cerris), una quercia con foglie caduche, oblunghe, profondamente lobate, e con frutti a ghianda dalle cupole caratteristiche ricoperte da squame (simili a ricci). Il pre-fisso "a-" potrebbe essere una alfa privativa per indicare che precedentemente alla fondazione della città erano presenti foreste di quercus cerri di cui il territorio è stato privato man mano che la città veniva costruita. La risposta a questo dubbio andrebbe però ricercata in eventuali scavi archeologici e resti di travature lignee o fossili. Un'altra ipotesi è che il nome derivi da quello del mitico fiume che congiungeva il mondo dei vivi con l’oltre mondo, l'Acheronte (nome che viene dato anche al fiume Bradano, Lucania o Basilicata). Si suppone che la città sia stata abitata dagli Osci provenienti da territori Lucani dove scorreva il fiume Brandano (in passato chiamato Acheronte), vicino all'attuale Acerenza oppure Acheruntia. Non a caso l'attuale chiesa di San Pietro sorge su un probabile tempio di Eracle o Ercole.
Storia La città, fra le più antiche della Campania., fu abitata sin dall'epoca preistorica (Masseria Sanguigno),... per la presenza di ricca vegetazione, fauna e numerosi corsi d'acqua. In base a recenti ricerche archeologiche probabilmente fu fondata dagli Ausoni, in seguito fu chiamata dagli Osci Akeru (Acerrae è il nome latino), e fece più tardi parte della Dodecapoli osca o etrusca della Campania. Nel 332 a.C. ricevette per prima nelle province romane la civitas sine suffragio, ossia la cittadinanza romana senza diritto di voto.
La predetta dotta etimologia localistica è negata da coloro che fanno notare la mancanza di singolarità del nome, il quale infatti ricorre in una pluralità di toponimi - Acerra nel Napoletano, Acerre nel Cremonese, Acere Ticinense, Acerano nel Novarese, Acerenza nel Napoletano (si potrebbe aggiungere anche il greco αἲγειρος, "pioppo nero", da cui Alghero), denominazioni attinenti a zone geografiche dalle influenze linguistiche primigenie differenti e deponenti quindi per un nome latino originariamente di categoria comune, cioè costituito da ciò che resterebbe di acerium ("acereto"). Insomma come Nocera da nucerium ("noceto"), originandosi quindi Nocera dei Pagani, Nocera Terinese, Nocera Umbra; vedi inoltre Pomaro da pomarium ("pometo"), per cui oggi abbiamo Pomaro Piacentino, Pomaro nel Monferrato, Pomaro di Monte Acuto. Si tratterebbe dunque in tutti questi casi dello stesso processo toponimico agreste che ci fa oggi trovare in Italia molteplici località che portano il nome di Cerreto ("bosco di cerri") e di Melito ("meleto").
Rimase fedele a Roma durante la seconda guerra punica e fu assediata nel 216 a.C. da Annibale che la distrusse parzialmente. Fu ricostruita nel 211 a.C. e, durante la guerra sociale, fu nuovamente assediata da Gaio Papio Mutilo, ma fu difesa dal console Lucio Giulio Cesare. Divenne municipium e nel 22 a.C. sotto l'imperatore Augusto divenne colonia per i veterani. Fu menzionata dal poeta latino Publio Virgilio Marone nel secondo libro delle Georgiche (v. 225): egli la definì "vacuis… Acerris", ovvero "(per la) deserta… Acerra", a causa dell'impaludamento frequente del fiume Clanio.
Alcune iscrizioni pervenuteci attestano l'esistenza di culti e forse di templi dedicati alla dea Iside, Serapide ed Eracle. La presenza di un anfiteatro era stata ipotizzata al di sotto del Castello, ma sotto le antiche scuderie si sono rinvenute tracce delle strutture di un teatro risalente al II secolo a.C. La città di Acerra è anche sede vescovile, già dall'XI secolo.
Contea Normanna
Fu dominio longobardo, con la costruzione di un castello (826), poi distrutto da Bono, Duca di Napoli. Fu quindi saccheggiata dai Saraceni intorno all'881. In seguito divenne dominio normanno: il castello fu ricostruito e la città divenne contea normanna, e sede vescovile nell'XI sec.
Nel 1818 la diocesi fu aggregata a quella di Sant'Agata de' Goti e di nuovo distaccata nel 1855. Ad essa appartenevano molti casali tra cui quello di Pomigliano d'Arco, Brusciano, Marigliano, Mariglianella, Ottaviano, (fatti rientrare oggi nell'area nolana) e Licignano (oggi parte del territorio di Casalnuovo di Napoli). Tra i conti di Acerra, sotto il dominio normanno, si ricordano i de Medania.
Sotto il dominio di Svevi, Angioini e Aragonesi sono stati conti e marchesi di Acerra i d'Aquino, gli Origlia e poi i Nolasco, antica famiglia del Regno di Francia. Durante il XV secolo fu feudo dei Del Balzo. E grazie al conte Pirro del Balzo la città e il Castello furono oggetto di importanti trasformazioni. Essendo frequentemente inondato dall'antico fiume Clanio, il territorio di Acerra era poco salubre e la zona veniva abbandonata per alcuni periodi dell'anno; la popolazione si spostava nelle colline circostanti, per farvi ritorno, appena gli eventi climatici lo permettevano.
A partire dal XVIII secolo una serie di imponenti bonifiche — come la costruzione di canali per il deflusso delle acque — ha migliorato la situazione anche dal punto di vista agricolo-economico, permettendo alla zona di diventare una tra le più fertili della Campania: a ciò si deve il notevole aumento della popolazione e la costruzione di nuovi quartieri. Non a caso, alla fine del XVIII secolo, i Borbone, in località Calabricito, vi fecero erigere un casino di caccia, poiché la limitrofa zona boscosa era ricca di ogni tipo di selvaggina. La città fino al 1927 fece parte della provincia di Terra di Lavoro.
Simboli
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze
A seguito della Strage nazista di Acerra, durante la seconda guerra mondiale, la città venne insignita della medaglia d'oro al merito civile.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Cattedrale di Santa Maria Assunta. Più volte rimaneggiata e ricostruita, sorge su di un tempio romano dedicato a Ercole. Oggi si presenta dopo la sua parziale ricostruzione avvenuta nel XIX secolo con pianta a croce latina con tre navate divise da pilastri con grande cupola. Recentemente la chiesa ha subìto un generale restauro per l'adeguamento liturgico, con la immissione di nuovi elementi: l'ambone, il fonte battesimale, l'altare, e il Crocifisso del Cristo Risorto. La facciata è di stile neoclassico con otto grandi colonne con capitelli ionici, che poggiano su un ampio atrio pavimentato in basalto e pietra calcarea, creando una sorta di scacchiera. Vi sono custodite numerose opere d'arte: dipinto sull'altare maggiore raffigurante la Madonna Assunta del 1796, opera di Giacinto Diano; tela di Giovan Bernardo Azzolino con la Madonna del Rosario, del XVII secolo, tela raffigurante San Girolamo, opera di Fabrizio Santafede del XVII secolo; cattedra vescovile con schienale del Cinquecento. Altorilievo della scuola di Giovanni da Nola; acquasantiera risalente al XVI secolo.
Chiesa di Maria SS. Annunziata. Risalente al XV secolo essa conserva: crocifisso ligneo del XII secolo, uno dei pochi rimasti di epoca angioina, quadro dellAnnunciazione, tavola trecentesca attribuita a Dello Delli. Palazzo vescovile annesso alla cattedrale, residenza dei vescovi diocesani Chiesa del Corpus Domini Chiesa del Suffragio del XVII-XVIII secolo Chiesa di San Pietro XVI-XVII secolo Cappella di Santa Maria delle Grazie del XVII secolo Cappella della Madonna Santissima di Montevergine del XIX secolo Chiesa di San Cuono dell'XI secolo Ex convento dei padri domenicani del XVII secolo Seminario, fondato nel XVII secolo da Mansueto Merati, vescovo di Acerra
Architetture civili
Castello dei Conti di Acerra
Così il poeta Rogeri de Pacienza descriveva le meraviglie del castello di Acerra nel XV secolo, allorquando la principessa Isabella Del Balzo, moglie di Federico I di Napoli, vi soggiornò durante il viaggio nuziale che da Canosa di Puglia la conduceva a Napoli. Detto "baronale", distrutto dai Longobardi nell'834, divenne feudo degli Aquino fino al XIII secolo. Vi dimorò Manfredi di Sicilia come attestato da un documento del 1255. In seguito fu conquistato dal conte Roberto Sanseverino; entrò poi nel possesso di Gorello Aurilia che lo abbellì per ospitare degnamente il consorte della regina Giovanna II, Giacomo de La Marche. Vi ospitò anche il famoso capitano di ventura Giacomo Attendolo.
Nel 1421 il castello fu assediato dagli aragonesi, ma non venne espugnato per la valorosa resistenza degli acerrani. All'assedio presero parte i più valorosi capitani di ventura del tempo, per citarne alcuni: Niccolò Piccinino, Braccio da Montone, Giacomo Attendolo. Fu implicato nella Congiura dei baroni fu assediato dal sovrano aragonese Ferrante I che si impossessò del castello e del feudo. In seguito appartenne ai de Cardenas; gli ultimi proprietari del palazzo furono gli Spinelli che lo tennero fino al 1925. Nel 1925 fu acquistato dall'amministrazione comunale del sindaco avv. Achille Aversano, al quale è stata dedicata, nel 2011, una lapide all'interno del castello. Divenne sede del Comune e sede di numerosi musei, oltre ad ospitare la Civica Scuola di musica diretta dal maestro Modestino De Chiara. (Attualmente in seguito a varie vicissitudini, la scuola ha sede nell'oratorio della parrocchia San Pietro). Nelle fondamenta del lato orientale (scuderie) sono stati rinvenuti i resti del teatro romano di Acerra.
Ex carcere mandamentale Acerra è stata nel passato anche "cittadella giudiziaria" con il carcere e la pretura, il magistrato (pretore) irrogava le pene per i reati di sua competenza e decideva le controversie civili. E i condannati a pene detentive venivano ristretti nel carcere mandamentale (nella foto) oggi sede di un istituto scolastico superiore.
Altro Piazza Duomo Un tempo rappresentava il salotto buono della città, oggi i cittadini preferiscono altri luoghi. Posta nel centro storico di Acerra, vi è ubicata la cattedrale, la sede diocesana ed alcuni palazzi storici, all'interno dei quali hanno sede, tra l'altro, associazioni culturali cittadine. Era attraversata alle estremità da via Duomo ma oggi le due strade (a destra e a sinistra) che confinano in piazza sono state intestate a due illustri prelati acerrani: un lato della via è dedicato al cardinale Giuseppe Casoria e, l'altro lato, all'arcivescovo Gennaro Verolino. Le due strade che si uniscono a piazza Duomo, rappresentano da sempre l'asse principale del centro storico ed ospitano, a loro volta, esercizi commerciali e associazioni culturali. Solitamente sono chiuse al traffico nei giorni festivi. Nel centro della piazza è posizionata una grande fontana, restaurata nel 2010.
Piazza Castello Chiamata così perché vi è ubicato il castello dei Conti di Acerra, alle spalle di detta piazza si trova l'edificio scolastico costruito negli anni venti del Novecento. Piazza Falcone e Borsellino