Le teorie del complotto sull'attentato al Pentagono dell'11 settembre 2001 sono una serie di teorie del complotto che sostengono come argomento centrale il fatto che l'attentato al Pentagono dell'11 settembre 2001 sia da imputare a soggetti diversi dal terrorismo islamico.

Dopo l'11 settembre sono stati pubblicati diversi saggi, articoli e documentari, spesso con fini commerciali, con lo scopo di discutere ipotetiche incongruenze nella ricostruzione tecnica e giudiziaria dei fatti, senza tuttavia fornire alcuna completa versione alternativa. La versione ufficiale invece, è stata ampiamente dimostrata da perizie tecniche e testimonianze indipendenti.

Prevedibilità dell'utilizzazione di aerei come missili Subito dopo gli attacchi, il Presidente George W. Bush ha dichiarato: «Nessuno, almeno nel nostro governo, e non penso neanche nel precedente governo, poteva prevedere che degli aerei venissero fatti schiantare su degli edifici» e il Segretario di Stato Condoleezza Rice ha sostenuto: «nessuno avrebbe potuto prevedere che avrebbero cercato di usare un aereo come un missile». Un generale dell'Air Force ha definito l'attacco «qualcosa che non avevamo mai visto prima, qualcosa a cui non avevamo nemmeno pensato». Noto anche come "Pentagon was unprepared for attack", "Pentagon explains why it didn't evacuate building", "Pentagon Unprepared for 'Something We Had Never Even Thought Of'" Alcuni giorni dopo gli attacchi, il Direttore dell'FBI Robert Mueller ha dichiarato: «Non ci sono stati segnali di avvertimento di cui sono a conoscenza che indicassero questo tipo di operazione nel nostro paese».The Public Education Center.

Secondo i teorici del complotto invece tale possibilità era prevedibile ritenendo che alcune informazioni riportate nei media mainstream sarebbero in conflitto con le precedenti dichiarazioni, e sostenendo che l'FBI, la CIA e il governo sapessero della minaccia di aerei usati come missili sin dal 1995, quando era stato sventato il Progetto Bojinka.

Nel settembre 2002, un anno dopo gli attentati dell'11 settembre, il Chicago Sun-Times ha riportato che:

Il libro di Paul Thompson The Terror Timeline (2004) include numerosi articoli che vengono spesso citati per sostenere che la tecnica di far schiantare degli aerei sugli edifici era nota agli ufficiali americaniComplete 911 Timeline: Key Warnings .: Nel 1994, ci furono tre esempi di tentativi falliti di far schiantare intenzionalmente aerei su edifici, compreso uno in cui un pilota solitario fece schiantare un piccolo aereo sul prato della Casa BiancaDid Bush Know? :: Warning Signs of 9–11 and Intelligence Failures :: (by Nafeez Mosaddeq Ahmed) – Media Monitors Network .. Il Progetto Bojinka fu un attentato terroristico su larga scala (poi sventato) da parte di terroristi di al-Qaeda; programmato per il gennaio 1995, l'obiettivo era quello di far saltare in aria undici aerei di linea e i loro passeggeri mentre volavano dall'Asia all'America. L'edizione del 2000 del rapporto annuale della FAA sugli Atti Criminali Contro l'Aviazione stabiliva che "non ci sono notizie che [Osama bin Laden] abbia attaccato l'aviazione civile, ma ha sia la motivazione e i mezzi per farlo", aggiungendo che "gli atteggiamenti antioccidentali e antiamericani di Bin Laden fanno di lui e dei suoi seguaci una minaccia significativa all'aviazione civile, particolarmente a quella americana". Nell'aprile 2001, il NORAD ha effettuato un'esercitazione militare in cui il Pentagono era reso incapace di agire; uno degli organizzatori del NORAD ha proposto lo schianto simulato sul Pentagono di un aereo di linea commerciale straniero dirottato, ma il Joint Chiefs of Staff ha respinto tale scenario come "troppo irrealistico"NORAD had drills of jets as weapons Di Steven Komarow and Tom Squitieri, USA TODAY. Consultato l'8 maggio 2015. Charles Aldinger, "Pentagon crash scenario rejected before Sept. 2001", Reuters, 14 aprile 2004. il 23 ottobre 2009.. Nel luglio 2001 al G8 di Genova vennero installate delle batterie di missili antiaerei in seguito ad una segnalazione che dei terroristi avrebbero tentato di far schiantare un aereo per uccidere George Bush e altri leader mondiali.LA Times. La mattina dell'11 settembre 2001, il National Reconnaissance Office, responsabile della gestione dei satelliti di riconoscimento americani, aveva in programma un'esercitazione che simulasse lo schianto di un velivolo nel loro edificio, il Pentagono, che dista 4 miglia (quasi 6 km e mezzo) dall'Aeroporto Internazionale di Washington-Dulles.

Un articolo del 2004 di USA Today intitolato NORAD had drills of jets as weapons ("Il NORAD ha svolto esercitazioni sull'utilizzazione di jet come armi") descrive esercitazioni del NORAD precedenti all'11 settembre che suggeriscono che fossero preparati per un attacco come quello dell'11 settembre:

Il NORAD sarebbe stato quindi consapevole della minaccia di terroristi che dirottavano aerei di linea all'interno degli Stati Uniti, e ciononostante la loro possibile utilizzazione come missili sia stato negato dalla Commissione 11 settembre, che ha sostenuto più volte nel suo Rapporto che "La minaccia di terroristi che dirottano aerei di linea commerciali all'interno degli Stati Uniti e li utilizzano come missili non è stata riconosciuta dal NORAD prima dell'11 settembre."

Il Joint Inquiry del 2002 ha confermato che l'Intelligence Community aveva ricevuto almeno 12 rapporti in un periodo di 7 anni che suggerivano che i terroristi avrebbero potuto usare aerei come armi. Dopo aver discusso brevemente ciascuno di essi, afferma che "La CIA ha passato molti di questi rapporti all'FBI e alle agenzie responsabili di azioni di prevenzione, tra cui la FAA. [...] Nonostante questi rapporti, l'Intelligence Community non ha prodotto alcuna valutazione sulla probabilità che dei terroristi usassero aerei come armi, e apparentemente i policy makers americani rimasero inconsapevoli di questo genere di potenziale minaccia."part 2, pp. 209, 212.. L'ex Consigliere per la sicurezza nazionale Sandy Berger ha testimoniato di fronte alla Joint Inquiry:

Il dibattito In particolare, per quanto riguarda l'attentato contro il Pentagono, alcuni complottisti criticano il fatto che non è mai stato mostrato dalle autorità un filmato che provi in modo indiscutibile che sul Pentagono si sia abbattuto effettivamente il volo di linea indicato. L'unica sequenza di immagini resa pubblica e riguardante l'impatto contro il Pentagono non consente di individuare che tipo di oggetto abbia effettivamente colpito l'edificio, mentre successivamente è stato reso noto anche il contenuto di altre riprese, fatte dalle telecamere di una stazione di servizio e da quelle di un albergo. Tra queste riprese, secondo i critici della versione ufficiale, ci sarebbero le registrazioni delle telecamere del controllo del traffico autostradale che inquadravano di continuo il tratto presumibilmente attraversato dall'aereo negli ultimi metri del suo fatale viaggio, ma è stato appurato senza ombra di dubbio che tali immagini non vengono registrate.

Le centinaia di testimonianze visive dirette e concordi, e l'abbondante documentazione fotografica (che comprende numerosi frammenti di aereo, carlinga, motori, turbine, portelli, la "scatola nera" dell'aereo con i relativi dati di volo, i tracciati radar, i cadaveri ed il DNA dei viaggiatori nelle rovine del Pentagono), avvalorano però, in maniera difficilmente controvertibile, l'impatto dell'aereo dell'American Airlines.

In seguito a richiesta FOIA, è stata successivamente resa nota la testimonianza giurata di una agente speciale dell'FBI, Jacqueline Maguire, in cui si elencano tutti i video in possesso dell'FBI e i loro contenuti, da cui si è appreso che solo un video ha ripreso il momento dell'impatto e questo video è quello diffuso dal DoD, realizzato dalle due telecamere di sorveglianza dell'accesso carrabile al Pentagono.

Il dubbio sull'impatto aereo Le controversie proposte dalle tesi alternative riguardano vari temi e vertono su una serie di aspetti considerati dubbi che sarebbero riscontrabili nella versione conosciuta: La mancanza di reazione da parte delle forze aeree nonostante l'aereo abbia colpito il Pentagono un'ora e venti minuti dopo l'inizio degli attacchi. L'ipotesi complottista sulla presenza di difese anti-aeree al Pentagono è stata smentita. La possibilità che Hani Hanjour, pilota dilettante, sia riuscito a pilotare l'aereo contro il Pentagono, il tutto compiendo una manovra che è stata giudicata particolarmente complicata da piloti ben più esperti di lui. A tale ipotesi complottista, è stato risposto con il fatto che Hanjour aveva conseguito una licenza commerciale di pilota dalla FAA, aveva alle spalle numerose ore di simulatore di volo, ed è stato necessario mantenere l'aereo allineato all'edificio solo per pochi secondi. Il fatto che l'attacco abbia colpito un'area dell'edificio perché in fase di restauro. Il fatto che il foro di entrata, nelle foto presentate originariamente dai complottisti, sia molto più piccolo rispetto alla sagoma di un Boeing 757. In realtà, questa affermazione è stata ampiamente smentita da alcune foto, che mostrano chiaramente come i danni alla base del Pentagono si estendano per circa 35 metri (un 757 è largo 38 metri). La presunta assenza di tracce inconfutabili dello schianto di un Boeing. Tesi smentita dalla documentazione fotografica e dalle testimonianze personali delle centinaia di testimoni e soccorritori presenti. La presunta assenza di pezzi o relitti che potessero appartenere a un Boeing 757. Tesi smentita da foto e testimonianze. La presunta assenza dei corpi dei passeggeri dell'aereo, poi smentita dall'identificazione positiva tramite DNA di 184 delle 189 vittime, e dalle numerose prove fotografiche. L'aereo fu in grado di volare per 19 minuti fuori dal controllo radar militare: questa circostanza fu documentata dalle perizie tecniche. A perdere l'aereo furono sì i radar militari (dislocati per coprire la costa atlantica ma non l'interno) ma l'aereo fu comunque seguito dai radar dei controllori di volo civili anche se non fu possibile identificarlo per l'assenza di segnale del transponder. Nessun caccia fu in grado di intercettare il velivolo nonostante siano intercorsi 51 minuti tra l'impatto del primo aereo contro il WTC e lo schianto del volo; come spesso avvenuto in passato il tempo necessario per intercettare un velivolo è ampio e nell'ordine di circa 1 ora. L'aereo a seguito dell'impatto si è sbriciolato in parti molto piccole; molti rottami, anche di dimensioni superiori al metro, di motori, turbine, scatole nere, carlinga sono ben visibili nella documentazione fotografica, e riportanti i segni distintivi della flotta aerea della American Airlines; Sono state raccolte alcune testimonianze (anche se nettamente minoritarie, rispetto alle oltre cento testimonianze di testimoni oculari identificati nominalmente) che riportano che non si trattava di un aereo di linea, ma comunque di altro tipo di velivolo; il dato è falso poiché nessun dei testimoni ha escluso che si trattasse di un aereo di linea.