È parlamentare dal 1992, prima alla Camera dei deputati e dal 2018 al Senato della Repubblica. Ha militato dapprima nel Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (per il quale era stato a lungo dirigente della sezione giovanile il Fronte della Gioventù), e poi in Alleanza Nazionale, avendone anche ricoperto il ruolo di presidente reggente dal 2008. Nel 2009, con lo scioglimento di Alleanza Nazionale, è confluito nel Popolo della Libertà con il ruolo di coordinatore nazionale, per poi fondare Fratelli d'Italia insieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto a dicembre 2012. È il primo politico proveniente dal Movimento Sociale Italiano a ricoprire la carica di presidente del Senato.
Dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011 è stato ministro della difesa nel governo Berlusconi IV. È stato inoltre vicepresidente della Camera nella XII legislatura (dal 25 maggio 1994 al 9 maggio 1996) e vicepresidente del Senato nella XVIII (dal 28 marzo 2018 al 12 ottobre 2022).
Biografia Nato a Paternò (Catania), secondogenito di Maria Concetta Oliveri, proveniente da una facoltosa famiglia paternese, e Antonino La Russa, avvocato, segretario politico del Partito Nazionale Fascista di Paternò negli anni '40, e nel dopoguerra dirigente d'azienda e politico del Movimento Sociale Italiano, per cui è stato parlamentare. È inoltre fratello minore di Vincenzo La Russa, avvocato, politico e parlamentare per la Democrazia Cristiana e Centro Cristiano Democratico, oltreché fratello maggiore di Romano Maria La Russa, europarlamentare dal 2004 al 2008 per Alleanza Nazionale e assessore nella giunta regionale della Lombardia dal 2008 al 2013 e dal 2022 sotto Roberto Formigoni e Attilio Fontana.
La Russa emigró a Milano nell'adolescenza, dove ha conseguito gli studi liceali, per poi studiare a San Gallo, in un collegio della Svizzera tedesca, e poi laurearsi in giurisprudenza all'Università di Pavia. Ha assolto il servizio militare di leva in qualità di ufficiale di complemento ad Ascoli Piceno. Prima di decidere di dedicarsi esclusivamente all'attività politica, intraprese la professione di avvocato, e nel 1987 è stato avvocato difensore di parte civile nei processi per l'omicidio di Sergio Ramelli.
A marzo 2008 assunse il ruolo di avvocato difensore per i quattro poliziotti imputati di tortura nel processo per l'irruzione alla scuola Diaz nel corso dei fatti del G8 di Genova del 2001.
Carriera politica
Gli inizi nel Movimento Sociale Italiano
Nel 1971 è responsabile del Fronte della Gioventù (FdG) di Milano, l'organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano (MSI). La Russa appare anche nel film di Marco Bellocchio Sbatti il mostro in prima pagina (1972), che si apre con alcune riprese reali di un comizio a Milano della Maggioranza silenziosa, un movimento politico anti-comunista a cui aderivano esponenti democristiani, missini, liberali e monarchici.
Il 12 aprile 1973, quando era uno dei capi del FdG di Milano, nella manifestazione organizzata dal MSI contro quella che veniva definita violenza rossa furono lanciate due bombe a mano SRCM Mod. 35, una delle quali uccise il poliziotto di 22 anni Antonio Marino. L'evento verrà ricordato come il giovedì nero di Milano. La Russa fu indicato come uno dei responsabili morali dei lanci delle bombe.
Consigliere regionale della Lombardia Alle elezioni regionali in Lombardia del 1985 si candida al consiglio regionale della Lombardia, tra le liste del MSI-DN nel collegio di Milano, risultando eletto consigliere regionale con preferenze. Alle regionali lombarde del 1990 venne confermato consigliere regionale, come unico eletto per il MSI-DN nel collegio milanese, con preferenze. Dal 1989 al 1994 è stato anche consigliere comunale d'opposizione di San Donato Milanese (Milano).
Elezione a deputato
Alle elezioni politiche del 1992 viene candidato per il MSI-DN contemporaneamente sia alla Camera dei deputati, nella circoscrizione Milano-Pavia, che al Senato della Repubblica, nel collegio elettorale Milano II, risultando eletto in entrambe (alla Camera con preferenze) e optando per il seggio da deputato. Nel corso della XI legislatura ha fatto parte della 7ª Commissione Cultura, scienza e istruzione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Vicepresidente della Camera Alle elezioni politiche del 1994 viene ricandidato alla Camera per Alleanza Nazionale (lista elettorale del MSI-DN), sia nel collegio elettorale di Milano 1 che tra le liste proporzionali nella circoscrizione Lombardia 1, venendo rieletto a Montecitorio nel proporzionale, mentre nell'uninominale raccolse l'8,96% dei voti e venne sconfitto dal candidato del Polo delle Libertà, nonché segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi (48,72%) e superato da quelli dei Progressisti Franco Bassanini (25,43%) e del Patto per l'Italia Gianni Rivera (11,84%). Nella XII legislatura della Repubblica è stato membro della 1ª Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni, della Giunta per il Regolamento, della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo e della Commissione speciale competente in materia di infanzia, oltre a far parte del comitato direttivo del gruppo parlamentare Alleanza Nazionale-MSI alla Camera, ricoprendo gli incarichi di vicepresidente dell'ufficio di presidenza della Camera e presidente del Comitato per gli affari del personale.
Dal MSI ad Alleanza Nazionale Durante la svolta di Fiuggi guidata da Gianfranco Fini nel 1995, che portò allo scioglimento del MSI e la sua confluenza in Alleanza Nazionale (AN) come partito, è stato in prima linea nella sua fondazione, aderendo nella corrente "Area Vasta" di Giuseppe Tatarella, che si richiama al conservatorismo nazionale e rappresentava la maggioranza nel partito. Successivamente aderisce alla corrente "Destra Protagonista", sempre nazional conservatrice, che si richiamava a Tatarella, ma maggiormente vicina a Silvio Berlusconi e sostenitori dell'alleanza con quest'ultimo (da qui l'appellativo di berluscones), di cui assume la guida assieme a Maurizio Gasparri.
Alle elezioni politiche del 1996 si ricandida alla Camera nel collegio elettorale Milano 2, sostenuto dalla coalizione di centro-destra Polo per le Libertà in quota AN, risultando eletto per la terza volta deputato con il 47,77% dei voti e superando i candidati de L'Ulivo Carlo Paris (37,18%) e della Lega Nord Pierluigi Crola (12,14%). Nel corso della XIII legislatura è stato presidente provvisorio della Camera, presidente del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della Giunta per le autorizzazioni, oltre a far parte della 2ª Commissione Giustizia (1996-2000) e della 1ª Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni (2000-2001).
Capogruppo di AN alla Camera Alle elezioni politiche del 2001 viene confermato a Montecitorio nel collegio elettorale Milano 2 per La Casa delle Libertà col 52,03%, sopravanzando Marco Lamonica dell'Ulivo (38,36%). È stato capogruppo del gruppo parlamentare di AN alla Camera dal 4 giugno 2001 all'8 ottobre 2003 e dal 25 novembre 2004 al 28 aprile 2008.
Alle elezioni amministrative del 2004 viene candidato al consiglio provinciale di Milano, tra le liste di AN nel collegio di Busto Garolfo a sostegno della presidente uscente Ombretta Colli, risultando tuttavia non eletto.
Il 19 novembre 2004, con la nomina di Fini a ministro degli affari esteri, viene nominato vicepresidente di AN, assieme ad Altero Matteoli e Gianni Alemanno, con le funzioni di vicario, incarico che mantiene fino a luglio 2005.
Viene rieletto deputato nella circoscrizione Milano 1 alle elezioni del 2006 e del 2008, questa volta nelle liste del Popolo della Libertà (PdL).
Ministro della difesa
Con la vittoria della coalizione di centro-destra alle politiche del 2008 e il successivo incarico di formare un governo affidato a Berlusconi, l'8 maggio diventa ministro della difesa nel quarto governo Berlusconi, prestando giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; l'11 maggio 2008 diventa presidente reggente di Alleanza Nazionale, carica che ha mantenuto fino alla confluenza di AN nel PdL come partito il 29 marzo 2009, a cui aderisce e venendo poi nominato coordinatore nazionale assieme a Sandro Bondi e Denis Verdini.
Alle elezioni europee del 2009 si candida al Parlamento europeo, tra le liste del PdL nella circoscrizione Italia nord-occidentale, risultando eletto europarlamentare con 223.986 preferenze (secondo solo a Berlusconi), ma decide di rinunciare al seggio per mantenere quello alla Camera e il ruolo di Ministro della difesa.
All'interno del PdL, il 2 maggio 2009 La Russa ha fondato «La nostra destra», per rivendicare la sua cultura politica di provenienza, e per sostenere come la corrente dei finiani (vicini a Fini) non rispecchi più quelle che sono a suo parere le posizioni della destra.
A novembre 2009 contestò la sentenza di primo grado del caso Lautsi contro l'Italia della Corte Europea dei diritti dell'uomo che contestava l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane, dichiarando: «Il crocifisso resterà in tutte le aule della scuola, in tutte le aule pubbliche. Possono morire, possono morire, loro e quei finti organismi internazionali che non contano nulla». A seguito di ricorso da parte dell'Italia la sentenza fu infine ribaltata.
Suscitò clamore la sua decisione di acquistare, per il ministero, diciannove auto blu blindate. Con la fine del governo Berlusconi IV, La Russa ha concluse il mandato come ministro.
Attività da ministro Appena nominato, ha istituito per legge Operazione Strade Sicure, missione che prevede l'impiego dei militari nelle città italiane con funzioni di ordine pubblico in supporto alle forze di polizia.
Nel 2011 è stato La Russa a convincere Berlusconi a partecipare all'intervento militare in Libia, che pose fine al regime di Muʿammar Gheddafi. Durante la seconda guerra in Ossezia del Sud, che vedeva il conflitto tra Russia e Georgia, è stato favorevole a un intervento di cessate il fuoco da parte dell'Italia. Emanò la legge 100/2009, in materia di contrasto alla pirateria, e istituì la giornata del ricordo dei caduti nelle missioni internazionali per la pace, oltre a ottenere il riconoscimento ufficiale del 17 marzo come festa nazionale in quanto festa della proclamazione del Regno d'Italia.
A fine 2009, con la legge finanziaria 2010, La Russa istituisce la società Difesa Servizi S.p.A., con il compito di valorizzare i marchi della Difesa, dismettere beni non più utili alla difesa nazionale e per effettuare acquisti con il modello Consip.
Passaggio dal PdL a Fratelli d'Italia
Dopo l'annullamento delle elezioni primarie del PdL, il 18 dicembre 2012 La Russa annuncia la sua uscita dal PdL, costituendo il gruppo Centrodestra Nazionale, e tre giorni dopo fonda, assieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto, il partito Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale, che successivamente si semplifica in Fratelli d'Italia (FdI), di cui ricopre il ruolo di presidente, durante la fase iniziale di transizione tra il 2013 e il 2014, e con cui alle elezioni politiche del 2013 viene ricandidato alla Camera, tra le sue liste nelle circoscrizioni Lombardia 1 e Puglia, venendo rieletto deputato in entrambe le circoscrizioni e optando per la Puglia. Nel corso della XVII legislatura è stato presidente del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa e della Giunta per le autorizzazioni, componente e capogruppo di FdI nelle commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Affari esteri e comunitari e d'inchiesta sul caso Moro, oltreché membro del Comitato permanente per i pareri.
Vicepresidente del Senato