Iperione () o Iperone è un personaggio della mitologia greca. È un titano e rappresenta la luce dell'osservanza, la vigilanza ed il pilastro dell'Est.
Etimologia
Il nome greco (Hyperíōn) è un composto della preposizione (hypér, "oltre", "sopra") e del participio presente del verbo (eîmi, "andare"). Il suo significato letterale è dunque "colui che cammina al di sopra" o "colui che si erge in alto".
Nei poemi omerici il termine compare spesso come epiteto attribuito direttamente ad Elio (il Sole), indicando la sua corsa nel cielo sopra la Terra. Solo con la successiva sistematizzazione teogonica di Esiodo, Iperione è diventato una figura distinta, definita come padre dello stesso Elio.
Genealogia
Figlio di Urano (il cielo) e di Gea (la terra).
Sposò la sorella Teia che lo rese padre di Elio, Selene ed Eos.
Il latino Igino scrive che Iperione nacque dall'Etere e da Gea ed aggiunge che il Sole (Elio), la Luna (Selene) e l'Aurora (Eos) sono nati dalla sua unione con Etra.
Mitologia
A differenza degli altri Titani, il personaggio di Iperione presenta una particolare evoluzione nella tradizione mitologica, che si sposta tra l'affrancamento della figura del Sole, il suo ruolo di osservatore dei cieli e la sua funzione di pilastro cosmico.
Dal Sole ad Iperione
Nell'Iliade e nell'Odissea di Omero, il dio Sole viene spesso chiamato direttamente Helios Hyperion (dove Hyperion è l'epiteto che significa "che risplende al di sopra"). Nella Teogonia di Esiodo e nell'Inno omerico a Demetra, il Sole viene invece designato con il patronimico Hyperionides (, "figlio di Iperione"). Tale differenza filologica riflette l'evoluzione del personaggio che da semplice attributo del Sole nell'epica omerica, successivamente diventa l'entità distinta e personificata di Iperione.
Il Titano della luce e dell'osservazione celeste
A differenza di altre divinità solari successive, Iperione rappresenta la luce primordiale e la personificazione dell'osservazione dei cieli. A questo proposito, lo storico Diodoro Siculo riporta che Iperione fu considerato il "padre" del Sole, della Luna e dell'Aurora poiché fu il primo, attraverso un'attenta e costante osservazione, a comprendere il movimento dei corpi celesti e il ciclo delle stagioni, rivelando tali conoscenze agli uomini.
Il pilastro dell'Est e la Titanomachia
Nella mitologia comparata e nelle analisi moderne del mito teogonico, Iperione viene associato al pilastro dell'Est (il punto cardinale da cui sorge la luce solare). Insieme ai suoi tre fratelli Ceo (il Nord), Crio (il Sud) e Giapeto (l'Ovest), viene interpretato come uno dei quattro sostegni cosmici situati ai margini della Terra per tenere separato il Cielo dal mondo prima della Titanomachia.
Durante la Titanomachia, la guerra tra i Titani guidati da Crono e gli dèi Olimpi guidati da Zeus, Iperione combatté al fianco dei suoi fratelli. In seguito alla sconfitta, venne gettato da Zeus nelle profondità del Tartaro.
Nella letteratura moderna
Iperione appare nel poema incompiuto Iperione di John Keats, nelle saghe letterarie Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo ed Eroi dell'Olimpo di Rick Riordan, Titan di Jennifer Armentrout ed è anche il nome con cui viene identificato il pianeta su cui avvengono le avventure dei primi due romanzi della saga fantascientifica intitolata Canti di Hyperion, scritta da Dan Simmons. Iperione o l'eremita in Grecia (Hyperion oder der Eremit in Griechenland) è un romanzo di Friedrich Hölderlin.
Note
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