Biografia Giovinezza Adam Mickiewicz nacque il 24 dicembre 1798, a Zaosie (oggi Zavossie) presso la magione paterna, oppure nel vicino villaggio di Nowogródek, in quella che all'epoca era parte dell'Impero russo e oggi è la Bielorussia. Il padre del poeta, Mikołaj Mickiewicz, era un avvocato di provincia, appartenente alla piccola nobiltà (Szlachta). polacca; la madre, invece, era Barbara Mickiewicz, nata Majewska.

Mickiewicz trascorse la sua giovinezza a Nowogródek, in un ambiente di quiete idilliaca;. la sua formazione avvenne sotto la guida della madre e di precettori privati. Dal 1807 al 1815 frequentò una scuola domenicana,. dove fra i camerati godeva di una fama di fervente giocatore e teatrante, nonostante poi fosse uno studente mediocre.

Nel settembre 1815, Mickiewicz poté iscriversi all'università di Vilnius (in polacco, Wilno), che proprio in quegli anni stava attraversando una fase di grande splendore. Qui, sotto la guida di Gotfryd Ernest Groddeck e Joachim Lelewel, il poeta si segnalò negli studi classici e storici. Quest'erudizione fu particolarmente vivida anche grazie ad un «gruppo di filomati» che fondò nel 1817: il Towarzystwo filomatów, una vera e propria «palestra di studio e di virtù» dove, attraverso l'imitazione di grandi letterati (quali Voltaire), Mickiewicz iniziò a stabilire la propria identità poetica. Una volta laureatosi, il poeta iniziò ad insegnare al ginnasio di Kaunas.

Nel 1818 si ha la sua primissima attività poetica: il Tygodnik Wileński (Settimanale di Vilnius), infatti, gli pubblicò il poema Zima miejska (Città invernale):. questa composizione, transizione dalla temperie neoclassica a quella romantica, fa parte della prima antologie di Poesie, raccolta di ballate e romanze pubblicata a Vilnius nel 1822. In questo volumetto, Mickiewicz inserì anche il poema storico Grażyna e l'opera lirico-drammatica Dziady (Gli avi); fu esclusa invece Oda do młodości (Ode alla gioventù), che il poeta ritenne troppo patriottica per essere pubblicata.

In questi anni si data anche l'amore per la ricca Maryla Wereszczakówna, che il poeta incontrò nell'estate del 1820. Si trattò di una storia infelice, malgrado la tenera intimità che si era formata tra di loro: Mickiewicz era infatti troppo povero, e la fanciulla andò quindi sposa a Wawrzyniec Puttkamer, l'uomo che la famiglia le impose..

Arresto ed esilio

Nonostante la distanza, Mickiewicz non mitigò i propri rapporti con i Filomati. Al contrario, costituì nel 1820 addirittura un secondo circolo, quello detto dei Filareti, dalle finalità più radicali e patriottiche. Tuttavia, nel 1823, la polizia di Vilnius (capeggiata da Nikolay Nikolayevich Novosiltsev) scoprì l'attività di questi gruppi segreti e ne arrestò i membri più autorevoli: fra questi vi era naturalmente anche Mickiewicz, che fu scortato e recluso al monastero basiliano di Vilnius alla fine dello stesso anno, o all'inizio del 1824 (le fonti sono discordi sulla datazione precisa). Dopo sei mesi di prigionia, nei quali vennero esaminate le sue attività politiche, e in particolar modo la sua adesione ai Filomati, Mickiewicz fu espulso dalla Lituania ed esiliato in Russia. Il decreto fu emesso il 22 ottobre 1824; Mickiewicz attraversò il confine russo l'11 novembre 1824, per poi decidere di recarsi a San Pietroburgo, dove arrivò alla fine del mese. In Russia vi restò per cinque anni, durante i quali l'esule Mickiewicz si stabilì a Mosca, San Pietroburgo e Odessa (Crimea)..

Nella Russia di inizio Ottocento ebbe inizio un'intensissima fase di maturazione poetica: a Mickiewicz vennero infatti aperte le porte dei circoli letterari più prestigiosi, dove si distinse per le sue abilità poetiche. Qui strinse amicizia con le più eminenti personalità del tempo: il giornalista Henryk Rzewuski, la pianista Maria Szymanowska, i poeti Alexander Pushkin e Zinaida Aleksandrovna Belosel'skaja, ma anche il decabrista Kondratij Fëdorovič Ryleev. I frutti poetici di queste amicizie furono molteplici: in questo quinquennio furono infatti prodotti i Sonetti di Crimea, il poema patriottico Konrad Wallenrod, e la «qaṣīda» Farys..

Fu proprio grazie a questi sodalizi che Mickiewicz riuscì ad abbandonare la Russia, il 15 maggio 1829.

Viaggi in Europa

Una volta salutati gli amici slavi, Mickiewicz si recò a Weimar, in Germania, il 1º giugno 1829; già una settimana dopo era a Berlino, dove partecipò ad un corso di conferenze tenuto da Hegel. Nel febbraio 1830 fece affrettatamente sosta a Praga, per poi fare nuovamente ritorno a Weimar, invitato da un Goethe ormai ottantenne.

Lasciata Weimar, il poeta decise di recarsi in Italia: superò quindi le Alpi, attraverso il passo dello Spluga, e - con la compagnia di un amico di vecchia data, Antoni Edward Odyniec - visitò Milano, Venezia, Firenze; si spinse fino a Roma, dove arrivò a novembre.. Mickiewicz rimase incantato dall'Urbe, che non esitò a definire «la più amabile delle città estere»; in effetti, l'influsso capitolino fu fondamentale nella sua poetica, che si tinse di umori cattolici e religiosi. Nel giugno dell'anno seguente visitò Napoli, subitamente seguita dall'Umbria, la Toscana, Genova e infine Ginevra, dove incontrò il Bardo Zygmunt Krasiński. In Svizzera il poeta si infatuò dell'inaccessibile Henrietta Ewa Ankwiczówna, che non poté sposare a causa delle disuguaglianze sociali.

Sempre a Ginevra Mickiewicz venne a sapere della rivolta di Novembre. La ribellione armata contro il dominio russo lo colse nel profondo, ma per la mancanza di denaro non partì subito per la Polonia, bensì intraprese un lungo giro che lo portò a Parigi, Dresda, Lipsia, e infine a Poznań, dove arrivò nel 1831. Quando giunse a destinazione, tuttavia, l'insurrezione era già stata sedata dalle milizie russe, ed era ormai troppo tardi per prendere parte ai combattimenti. Scosso dall'infelice esito della rivolta, il poeta nel marzo 1832 si recò a Dresda dove scrisse, vinto dai sussulti d'indignazione, la terza parte degli Dziady..

Soggiorno a Parigi Il 31 luglio 1832 Mickiewicz si trasferì a Parigi, accompagnato da un ex Filomata, il futuro geologo Ignacy Domeyko. Nella Ville Lumière il poeta venne a contatto con l'élite polacca emigrata; sotto questi influssi, scrisse articoli per il Pielgrzym Polski (Il Pellegrino Polacco). Diede inoltre alle stampe la terza parte degli Dziady, scritta (come già accennato) a Dresda, e il poema epico Pan Tadeusz (Signor Taddeo), vero e proprio manifesto della letteratura polacca..

Con Pan Tadeusz si chiuse l'opera poetica di Mickiewicz.. Il poeta infatti avrebbe scritto altre opere, come Zdania i uwagi (Sentenze e osservazioni; 1834-40) e la Storia polacca, ma nessuna di queste raggiunse la fama delle precedenti. Questo «silenzio letterario» è stato interpretato in vari modi: potrebbe aver perso il talento, ma più probabilmente incentrò le sue occupazioni sull'insegnamento e sul perfezionamento morale di sé e degli altri polacchi emigrati..

Il 22 luglio 1834 Mickiewicz si sposò con Celina Szymanowska, figlia di Maria, che il poeta già incontrò in Russia. I due ebbero sei figli: due femmine, Maria e Helena, e quattro maschi, Władysław, Aleksander, Jan e Józef. Il matrimonio fu funesto per Mickiewicz: in Celina, infatti, iniziarono a manifestarsi ben presto i segni di uno squilibrio psichico,. e i vari dissidi coniugali spinsero il poeta a tentare il suicidio, che fortunatamente fallì. Celina sarebbe poi morta il 5 marzo 1855. Questo, in effetti, fu per Mickiewicz un periodo di grande povertà non solo morale ma anche materiale, essendo i suoi guadagni vincolati esclusivamente alla pubblicazione delle sue opere - impresa certamente non redditizia. Ricevette sì supporto monetario dai vari amici e ammiratori, ma questo fu comunque insufficiente per migliorare la sua condizione. A peggiorare la situazione, nonostante i saldi vincoli che ormai legavano il poeta con la Francia, egli non ricevette mai la cittadinanza francese.

Le circostanze si fecero migliori quando il poeta ottenne la cattedra di letteratura latina all'università di Losanna, in Svizzera.. Le conferenze ivi tenute ebbero un successo furioso, tanto che nel 1840 gli fu offerta dal ministro Cousin la neo-costituita cattedra di letterature e lingue slave al Collège de France.. Proprio qui il poeta conobbe nel 1841 Andrzej Towiański,. e stimolato ciascuno dal patriottismo dell'altro, ambedue i conterranei svilupparono una dottrina che professava la fine della Grande Emigrazione e l'inizio di una nuova era. Insospettito da questo misticismo anti-cattolico, nel 1844 il governo (focalizzato sulla glorificazione di Napoleone) lo allontanò dal mondo accademico.

La Legione polacca La passività di Towiański, che preferiva non affrettarsi nella diffusione del verbo, fu causa di una rottura fra i due amici: ne sorse infatti un'aspra disputa, terminata la quale Mickiewicz abbracciò nuovamente la religione cattolica. Prova di questo riconciliamento fu la fiducia che il poeta pose in Papa Pio IX, cui chiese di supportare la terza rivoluzione francese in nome di tutti gli oppressi. Nell'aprile 1848 fu a Roma, dove tra l'altro incontrò la sua amica americana Margaret Fuller, per costituire con altri compatrioti esuli una formazione militare la «Legione polacca», altrimenti detta «di Mickiewicz», ma non avendo ottenuto dal pontefice un adeguato sostegno a tale iniziativa, con questo nucleo marciò fino in Lombardia per aiutare il Lombardo-Veneto a liberarsi dal dominio austriaco (facendo significative soste lungo il percorso: memorabile il suo discorso di Firenze molto acclamato dalla folla, nonostante fosse tenuto in polacco).. La legione si unì - non senza difficoltà - all'esercito lombardo una volta giunta a Milano. In realtà, non divenne mai abbastanza grande per essere più di un simbolo; malgrado ciò, quest'iniziativa comunque servì al Mickiewicz, che ritornò a Parigi nell'autunno del 1848, deciso più che mai ad essere attivo sulla scena politica.. La legione polacca, tuttavia fu ricostituita a Roma l'anno successivo, pur senza la presenza di Mickiewicz, e si batté con onore a difesa della Repubblica romana di Mazzini e Garibaldi attaccata dal corpo di spedizione francese su richiesta di Pio IX.

Ultimi anni Ritornato a Parigi, Mickiewicz fondò un giornale intitolato La Tribune des Peuples, supportato da un benestante espatriato polacco, Ksawery Branicki. Mickiewicz scrisse più di settanta articoli per il Tribune, tutti datati tra il 15 marzo ed il 10 novembre 1849, quando il governo ne vietò la diffusione.. I suoi articoli promuovevano gli ideali democratici; fra le cause perorate, vi era in particolar modo quella italiana di Mazzini, che il poeta conobbe a Milano. Nell'aprile 1852 il Collège de France lo sospese dalle lezioni; lo stesso anno, tuttavia, ottenne un posto presso la Bibliothèque de l'Arsenal.

Mickiewicz simpatizzava caldamente per la guerra di Crimea, che aveva dato nutrimento alle sue speranze di una Polonia indipendente, libera dal giogo nemico. Allo scoppio del conflitto, si recò personalmente a Istanbul, con l'amico Armand Lévy. In Turchia Mickiewicz tentò di formare un nucleo combattente; questa causa, tuttavia, non venne mai portata a termine, in quanto il poeta morì improvvisamente il 26 novembre 1855. Sconosciute sono le cause della sua morte: Tadeusz Boy-Żeleński additò le cause ad un presunto avvelenamento, ma è opinione comune che il poeta in Turchia abbia contratto il colera, che in quel periodo mieté molte vittime..

La sua salma fu trasportata a Montmorency, in Francia, il 21 gennaio 1861 e da lì trasferita nella cripta della cattedrale di Wawel, a Cracovia, il 4 luglio dello stesso anno..

Influenza culturale

Figura di spicco del Romanticismo in Polonia, Mickiewicz è rinomato per essere il più illustre dei tre Bardi (gli altri due erano Juliusz Słowacki e Zygmunt Krasiński), ed è considerato unanimemente uno dei maggiori romanzieri polacchi. (se non slavi, o addirittura europei) di tutti i tempi.