La basilica collegiata del Santo Sepolcro è una delle principali chiese di Barletta. La chiesa fin dalla fondazione conserva uno stretto legame con la Terra santa e il sepolcro di Cristo.

Situata in una posizione strategica tra due antichi e importanti assi di comunicazione viaria (la via Francigena adriatica da un lato e la via per Canosa che immette sulla via Traiana dall'altro), la chiesa è stata meta di transito per i pellegrini diretti in Terra santa e per i crociati in viaggio, dal porto di Barletta, verso Gerusalemme.

Alla chiesa fu addossato l'antico Ospedale dei pellegrini che risale al periodo compreso tra la fine dell'XI secolo e l'inizio del XII secolo.

All'interno dell'edificio è conservato il Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro.

L'attuale parroco è don Mauro Dibenedetto e il vicario è don Mauro Sarni.

Storia

Il primo documento che attesta con certezza l'esistenza della chiesa risale al 1130 (lo stesso anno in cui fu riconosciuto l'Ordine dei canonici del S. Sepolcro da parte di papa Innocenzo II).Francesco Carabellese, L'Ordine di Gerusalemme in Puglia sotto i re normanni e svevi, "Rassegna Pugliese", 1º aprile 1898, 15, 2 Nel 1138 in un'altra bolla di papa Innocenzo II viene indicata per la prima volta l'ubicazione della chiesa. Nel 1144 si fa cenno alla fondazione del tempio per opera dei Cavalieri del Santo Sepolcro che, tornati dalla Palestina, l'avevano realizzata, insieme ad altri edifici religiosi e civili in tutta la Puglia.

Uno degli ultimi documenti papali che ascriverebbero la presenza della chiesa del Santo Sepolcro a Barletta è la bolla papale del 14 luglio 1182 con la quale, riferendo al priore di Gerusalemme i possedimenti della chiesa patriarcale, il Papa cita la chiesa del Santo Sepolcro apud Barlettumpresso Barletta

A fianco della chiesa fu costruito lOspedale dei pellegrini. La differenza di caratteri stilistici presenti nella basilica fa ritenere comunque che i tempi della costruzione si siano protratti per oltre un secolo.

Nel 1291, dopo il fallimento della nona e ultima crociata e in seguito alla caduta di San Giovanni d'Acri, si rifugió a Barletta il patriarca di Gerusalemme Randulphus, il quale secondo l'antica tradizione portó con sé preziosi cimeli da Gerusalemme. Fra questi la preziosa stauroteca contenente un frammento del vero legno della Croce di Cristo, che da quel momento è particolarmente venerato nella chiesa del Sepolcro.

Nel 1312, Roberto d'Angiò ordinò che venisse restaurato il portico antistante la chiesa e che per l'occasione fosse affissa una lapide commemorativa, scoperta durante i lavori di restauro del 1918. Nel 1400, a causa delle condizioni di degrado in cui versava, l'ospedale del Santo Sepolcro fu ricostruito per intero. A memoria del primitivo uso prese la denominazione di Ospedale dei Pellegrini. Nel 1456 un terremoto provocò gravi danni al campanile, situato sull'ala nord-ovest della chiesa.

Nel 1489 papa Innocenzo VIII inglobò l'ordine dei Canonici del Santo Sepolcro con quello dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme ( Ordine di Rodi poi di Malta) che già avevano a Barletta dal 1170 uno dei 7 (Gran) Priorati italiani (con 11 commende dipendenti e i Baliati di Venosa e Monopoli-Fasano).

Nel 1533 il viceré di Napoli nominò alla carica di priore del Santo Sepolcro un cavaliere gerosolimitano: tale fra Carlo Padone. Quando alla sua morte, nel 1556, questi affidò il priorato della chiesa ai Cavalieri dell'Ordine di Malta, questi ultimi presero effettivo possesso sia della chiesa sia della domus del Santo Sepolcro. Nel 1549 fu ampliato l'ospedale del S. Sepolcro.

Nel 1618 fu fondata nel S. Sepolcro la confraternita di S. Carlo Borromeo. Nella quarta campata della navata di destra si conserva il sepolcro dei confratelli. In corrispondenza di questo, vi è la tela del Santo.

Nel 1708 si costituì all'interno della chiesa l'''Arciconfraternita del Santo Legno della Croce erede della quattrocentesca confraternita del "Corpus Christi" poi estinta.

Nel 1770 fu demolito il porticato antistante la facciata principale della chiesa. Restò in piedi la sola arcata che metteva in comunicazione la chiesa con l'ospedale. Nello stesso anno, anche il campanile cinquecentesco che sorgeva sulla cupola del presbiterio fu sostituito da una mastodontica torre campanaria barocca.

Nel 1799 l'arrivo a Barletta dei francesi coincise con la sospensione dell'Ordine dei Cavalieri di Malta.L'ordine nel regno fu in seguito soppresso con regio decreto nel 1808 e poi nuovamente ripristinato nel 1815, dopo la morte di Gioacchino Murat, ed è tuttora esistente. i cui beni furono parzialmente restituiti tra il 1815 e il 1826. I tre Priorati del sud Italia (gli altri Messina e Capua) furono però riuniti nel 1839 in un unico Gran Priorato delle Due Sicilie con sede a Napoli.

Nel 1852 la chiesa del Santo Sepolcro fu elevata a Collegiata da Pio IX con successiva ratifica di Ferdinando II di Borbone.

Tuttavia durante la fine del XIX secolo il Santo Sepolcro andò incontro a un notevole stato di degrado e gli edifici vicini a un totale stato di abbandono.

Nel 1908 la chiesa del Santo Sepolcro fu elevata a parrocchia. Negli anni trenta e quaranta ci furono numerosi lavori di restauro che hanno visto per primi l'abbattimento del corpo di fabbrica antistante lOspedale dei Pellegrini; l'abbassamento del livello del suolo esterno lungo il fronte principale (lato ovest) e quello laterale (lato nord, corso Vittorio Emanuele); il restauro dell'antico coro.

Nel 1951 Pio XII decorò la chiesa del Santo Sepolcro della dignità di basilica minore.

Nel periodo compreso tra il 1968 e il 1972 vi fu un complesso restauro dell'intera fabbricail restauro è stato condotto dal Prof. Ambrosi che portò al rinvenimento di reperti della basilica medievale e alla riproposizione della copertura della chiesa, come nella sua forma originaria.

Ubicazione

La chiesa é orientata verso est, secondo la tradizione cristiana. Il luogo di costruzione dell'edificio é un punto strategico d'intersezione di due importanti assi viari, la via per Canosa che collega Barletta a Roma, e la via Francigena, che collega la città con Siponto, ossia l'antica strada utilizzata dai pellegrini in viaggio verso la Terra santa. Intorno alla basilica fu edificato il borgo omonimo, terzo quartiere dopo il Borgo Santa Maria e il Borgo di San Giacomo. Alla Basilica erano affiancati altri edifici quali l'ospedale e la casa dei Canonici, che aveva un accesso di comunicazione diretta con la chiesa.

Architettura

La basilica è caratterizzata da uno stile gotico temperato. A nord volge il suo fronte longitudinale su corso Vittorio Emanuele; a ovest vi è l'ingresso principale, con l'attiguo sagrato in un'area unicamente pedonale, che conserva ancora una porzione dell'antico portico; a sud è affiancato ad altri edifici, in antichità vi era l'ospedale; a est le tre absidi si affacciano su corso Garibaldi.

L'esterno La chiesa del Santo Sepolcro è caratterizzata da un assetto longitudinale con orientamento est-ovest, con l'altare posto a oriente. Prospetto ovest Per accedervi è necessario scendere alcuni gradini. Il fronte principale, quello occidentale, è caratterizzato da una tripartizione orizzontale e verticale. Il livello inferiore è caratterizzato da pietra faccia vista, mentre quello superiore è quasi interamente intonacato o scialbato.tecnica utilizzata per proteggere o coprire dalla vista il tufo o le pietre, altrimenti a vista. Consiste nel passare una sola mano o al più due di calce spenta con aggiunta di acqua, ottenendo una superficie che lascia intravedere appena la conformazione dell'area sottostante.Analizzando il prospetto in maniera orizzontale vi è al centro il portale d'accesso alla chiesa sovrastato da un timpano triangolare, mentre ai due lati vi sono due archi a sesto acuto: quello a sinistra ingloba una porzione della torre posta a nord-ovest; quello a destra vede la presenza di un accesso che conduce alla relativa navata laterale. La parte inferiore centrale del prospetto è divisa da quelle laterali da una semicolonna per parte addossata a una parasta, mentre le due parti laterali sono delimitate alle estremità da singole paraste. Tutti questi elementi verticali sorreggono una trabeazione modanata su cui si erge il secondo livello.Il livello superiore è caratterizzato da una tripartizione meno marcata ma comunque presente. Al centro della facciata vi è una finestra con terminazione ad arco, sormontata da una cornice e da un timpano curvilineo. Tale composizione risulta inglobata in un arco a tutto sesto in pietra, a sua volta incorniciato da due paraste e dalla trabeazione sovrastante, interamente intonacati. Alle paraste in facciata sono attualmente ancorate delle catenesono infatti evidenti sul fronte ovest, al secondo livello, i capichiave, terminali delle catene stesse, inserite dopo i recenti restauri per ovviare al fenomeno dello spanciamento. A concludere l'asse verticale vi è il timpano, che interessa in larghezza l'intera ampiezza della navata centrale. La porzione laterale sinistra vede, anche al secondo livello, la presenza parziale della torre d'angolo mentre quella destra è semplicemente intonacata. Prospetto nord Il prospetto settentrionale si trova sotto il livello della sezione stradale, per cui per accedervi è necessario scendere alcuni gradini. Partendo nella descrizione da ovest verso est, è caratterizzato innanzitutto dalla presenza della torre d'angolo, scavata alla base da un arco sorretto da due colonne. La torre si presenta interamente con pietra a faccia vista tranne che per la parte superiore, intonacata e divisa dalla parte sottostante mediante una cornice. Al suo fianco una torre di altezza inferiore, anch'essa scavata da un arco a sesto acuto, senza però la presenza delle colonne, con materiale lapideo a vista nella parte inferiore, intonaco nella parte superiore e nel mezzo una bifora. Procedendo verso est il prospetto viene scandito secondo un passo costante da sei archi a sesto acuto scavati nella muratura, tutti provvisti di una sottile feritoia allungata verticalmente. In corrispondenza dei sei archi, al livello superiore vi sono altrettanti porzioni di muro, divise tra loro da opportune paraste, sui quali vi sono sei tetti piramidali, corrispondenti alle sei sottostanti campate. Sull'apice di ogni piramide vi è una piccola croce o una statuina, com'è uso frequente di alcune chiese locali.il medesimo uso architettonico è rintracciabile ad esempio nella chiesa di San Francesco a Trani e nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Barletta Il secondo dei sei archi viene bucato dal portale d'accesso laterale alla chiesa, caratterizzato da una scalettatura verso l'interno, che sembra invitare il fedele a entrare nel tempio. Nella parte più orientale di questo prospetto trova posto il corpo di fabbrica del transetto, mentre a est è situato il volume del nartece e degli ambienti sovrastanti, in una contrapposizione che ricorda alcune cattedrali romaniche della Renania (Magonza, Worms, Spira). La visione completa del prospetto viene però interrotta dalla presenza del Colosso che troneggia sul suo ampio basamento dinanzi alla facciata della Basilica. Prospetto est