Massalia (;. ) è stata un'antica colonia greca corrispondente alla città francese di Marsiglia, in Provenza.

Geografia

Massalia sorgeva nella baia di "Lacydon", un'insenatura profonda, larga, orientata in direzione est-ovest e protetta dai venti di maestrale da due alti promontori rocciosi.

La città era dominata da tre colli isolati: butte Saint-Laurent (26 m nel 1840), butte des Moulins (42 m, associata alla butte de la Roquette, 38 m) e butte des Carmes (circa 40 m).

Parecchi talweg si dirigono verso il porto: uno tra butte del Carmes e la collina Saint-Charles; un secondo, molto importante, sull'asse della Canebière; un terzo a sud sull'asse di Rue Breteuil (detta Vallée Fogaresse nel Medioevo).

Preistoria Resti archeologici testimoniano la presenza dell'uomo fin dal paleolitico (Grotta Cosquer, 27.000-19.000 a.C.) e di un insediamento neolitico (mattoni datati al 6.000 a.C.).

Storia Le origini di Massalia sono oscure. I primi abitanti storici del luogo sono popolazioni liguri. Sembra che i Fenici frequentassero la zona e che intrattenessero scambi commerciali con le genti locali, ma non esistono prove. Notizie attendibili si hanno solo con l'arrivo dei Greci.

La fondazione La città fu fondata probabilmente nel 600 a.C. da coloni focei partiti dall'Asia Minore su consiglio di esploratori dello stesso popolo che, tornati indietro, avevano descritto la magnificenza dei luoghi. Questa versione è stata ipotizzata sulla base di quanto sostiene Pompeo Trogo, rielaborato da Giustino. Alcuni storici moderni tuttavia hanno proposto una nuova versione che vede la fondazione della città nel 545 a.C., anno della fuga focea dalla Ionia a seguito dell'assedio di Arpago. Questa ipotesi tuttavia sembra priva di veridicità e si presume essere più veritiera la data del 600 a.C. Il dibattito è comunque tuttora in corso.

La leggenda di Protis I Greci si integrarono rapidamente con le popolazioni locali come lascia supporre la leggenda tramandata da Giustino.

Secondo Ateneo di Naucrati, che cita la Costituzione di Marsiglia di Aristotele, fu Eusseno di Focea a sposare Petta, la figlia di Nanno, alla quale cambiò il nome in Aristossena. Loro figlio fu Protis, capostipite della famiglia dei Protiadi.Ateneo di Naucrati, Deipnosophistai, 13, 36.

Dopo le nozze la coppia si stabilì sulla collina a nord di Lacydon che divenne poi il nucleo originario della futura città.

L'espansione territoriale

Dopo la morte di Nanno, suo figlio Comano divenne re dei Segobrigi e attaccò la città.Giustino, Historiarum Philippicarum T. Pompeii Trogi Libri XLIV, 43, 4, 3. I Massalioti vinsero e nel contrattacco massacrarono 7.000 liguri.Giustino, Historiarum Philippicarum T. Pompeii Trogi Libri XLIV, 43, 4, 10.

In seguito a questa vittoria Massalia poté espandersi nel territorio circostante (chora) tra la bassa valle dell'Huveaune e il Massiccio di Marseilleveyre. Rapidamente furono piantati vigneti e uliveti per sviluppare una produzione locale e per l'esportazione. Contemporaneamente fu avviata la fabbricazione di anfore.

La "seconda" fondazione Quando nel 545 a.C. Ciro il Grande conquistò la Ionia e Focea, i suoi abitanti si rifugiarono nella colonia occidentale di Alalia in Corsica. Espulsi da un'alleanza etrusco-cartaginese, secondo Erodoto fondarono EleaErodoto, Storie, I, 167., ma probabilmente alcuni gruppi si trasferirono nelle altre colonie esistenti come Massalia. Secondo Tucidide i Focesi fondarono Massalia dopo aver vinto uno scontro navale contro i Cartaginesi (545-540 a.C.).Tucidide, Guerra del Peloponneso, 1, 13. L'afflusso di nuovi coloni rese più marcato il carattere greco della polis e diede un nuovo impulso alla sua espansione, tanto che alcuni storici parlano di una "seconda fondazione".R. Duchêne, Marseille, p. 31.

Massalia divenne allora la principale città greca della regione e le altre colonie passarono sotto il suo controllo. Il suo territorio si estendeva da l'Étang de Berre alla Camargue e per difenderlo dagli attacchi nemici costruì varie piazzeforti: Taurois (Saint-Cyr-sur-Mer), Theliné (Arles), Aouenion (Avignone), Olbia (Hyères) ecc.

L'espansione marittimo-commerciale

L'equilibrio etrusco-fenicio L'ascesa di Massalia e delle sue colonie ruppe il dominio dei Fenici-Cartaginesi e degli Etruschi sulle rotte commerciali.

Fenici ed Etruschi avevano installato delle colonie sulle coste del Mediterraneo occidentale: i primi in Sardegna, Sicilia e Spagna; i secondi in Corsica e in Francia (ceramiche etrusche del VI secolo a.C. sono state rinvenute a Les Tamaris, in Provenza).Sandrine Duval, L'habitat côtier de Tamaris (B.-du-Rh.): Bilan des recherches et étude du mobilier des fouilles de Ch. Lagrand, Documents d'archéologie méridionale (1998). L'arrivo dei Greci sconvolse questo equilibrio.

Dapprima i Fenici non si opposero alla colonizzazione greca. Ma quando sorsero le prime colonie focesi in Spagna verso il 650 a.C., la reazione di Cartagine fu di riunire tutte le colonie fenicie locali diventando la maggiore potenza del Mediterraneo occidentale verso il 540 a.C.

Le colonie di Massalia Massalia fu uno dei primi porti greci nell'Europa occidentale con una popolazione salita rapidamente a 1.000 abitanti e il primo insediamento ad avere un ordinamento cittadino in Francia. La città prosperò con il commercio del vino e delle donne verso l'interno della Gallia.

Gli interessi della città si concentrarono verso ovest, lungo la costa meridionale della Gallia e la costa orientale della Penisola Iberica. Come altre colonie greche, anche Massalia fondò a sua volta subcolonie per controllare e sfruttare i territori occupati divenendo una metropolis ("città madre"): in Gallia fondò Agathe (Agde), Antipolis (Antibes), Nikaia (Nizza), Olbia (Hyères), Rhodanousia (Saint-Gilles), Taurois (Le Brusc);Strabone, Geografia, IV, 1, 5. in Iberia fondò Emporion (L'Escala), Cherronesos (Peñiscola), Oleastron (Sagunto), Hemeroskopion (Dénia).Strabone, Geografia, III, 4, 7.

Le spedizioni oltre le Colonne d'Ercole

Massalia inviò delle spedizioni marittime oltre le Colonne d'Ercole nell'Oceano Atlantico per scoprire i mercati in cui i Cartaginesi si rifornivano delle materie prime. Tra la fine del V secolo a.C. e l'inizio del IV secolo a.C. Eutimene discese lungo la costa atlantica dell'Africa fino ad un grande fiume che identificò con il Nilo (probabilmente il fiume Senegal).Seneca, Naturales quaestiones, 4, 2, 22. Nel 325 a.C. circa Pitea risalì la costa atlantica dell'Europa e si spinse a latitudini molto settentrionali fino ad un paese che chiamò Thule, a sei giorni di navigazione a nord dalla Britannia (probabilmente tra Scozia, Norvegia e Islanda.Strabone, Geografia, 1, 4, 2.

Una potenza commerciale In questo periodo Massalia contava 30-40.000 abitanti, il più grande centro urbano di Gallia. La prosperità derivava dalla sua posizione strategica alla foce del Rodano, punto di transito privilegiato per il commercio tra Mediterraneo e centro Europa.

Lungo la valle del Rodano transitavano numerosi prodotti: l'ambra del nord, il vino, le ceramiche e il vasellame del sud. Una testimonianza dei rapporti commerciali può essere considerato il cratere di Vix, probabilmente donato da mercanti di Massalia al principe locale.Duchène, p. 50

Nel 2006-2007 gli scavi archeologici sulla collina di Saint-Charles hanno portato alla luce le tracce dei vigneti più antichi di Francia a partire dal IV secolo a.C. Communiqué officiel de l'INRAP de janvier 2007 Parallela alla produzione vinicola fu la numerosa produzione di anfore e vasellame. In base agli studi effettuati sulle ceramiche rinvenute, è stato stabilito che la città importava vasellame da Focea fino al 535 a.C. e da Atene fino al 500 a.C. In seguito l'industria locale raggiunse un tale sviluppo da far cessare le importazioni. F. Villard, la Céramique grecque de Marseille, Bibl. des écoles françaises d'Athènes, de Boccard, Paris, 1960.

L'alleanza con Roma Per contrastare un'alleanza di Etruschi, Cartaginesi e Celti, la città chiese protezione a Roma, all'epoca in piena espansione, consentendo a Massalia di entrare nei numerosi mercati che i Romani via via conquistavano. Questa situazione permise alla città di mantenere a lungo la propria autonomia e di trarre benefici dai ricchi commerci tra Mar Mediterraneo ed Europa.

Secondo Giustino, il primo trattato di amicizia tra Focesi e Romani risale all'epoca di Tarquinio Prisco («Temporibus Tarquinii regis ex Asia Phocaeensium iuventus ostio Tiberis invecta amicitiam cum Romanis iunxit»).Giustino, Historiarum Philippicarum T. Pompeii Trogi Libri XLIV, 43, 3, 4.

Nel 396 a.C. Catumando, re dei Salyi, assediò Massalia ma, atterrito dalla visione di una dea che gli ordinava di fare la pace, chiese di poter entrare nella città per adorare gli dèi e riconobbe nella statua di Atena la dea della visione. In segno di amicizia Catumando donò una torques d'oro alla dea.Giustino, Historiarum Philippicarum T. Pompeii Trogi Libri XLIV, 43.5.5-7.

Secondo Giustino, nel 390 a.C. i Massalioti offrirono oro e argento per pagare il riscatto di Roma occupata dai Galli di Brenno. In cambio i Romani concessero loro l'immunitas (esenzione doganale), i posti riservati ai senatori negli spettacoli e un foedus aequus (patto equo).Giustino, Historiarum Philippicarum T. Pompeii Trogi Libri XLIV, 43, 5, 9-10.

Durante la Seconda guerra punica Massalia fu un fedele alleato di Roma. Nel 218 a.C. i Massalioti scoprirono prima i preparativi di Annibale per invadere l'Italia e poi di Asdrubale Barca per la Liguria ed avvisarono i Romani.; .

Nel 155 a.C. gli Oxibi e i Deceati attaccarono Massalia che chiese l'intervento di Roma.Polibio, Storie, 33, 7. La commissione inviata dal Senato fu attaccata.Polibio, Storie, 33, 10. Allora Roma mandò un esercito al comando del console Quinto Opimio che li sconfisse.Polibio, Storie, 33, 11.

Nel 125 a.C. i Salluvi attaccarono i massalioti che chiesero nuovamente l'intervento di Roma. Il Senato invio in loro soccorso il console Marco Fulvio Flacco, che sconfisse i Liguri transalpini e trionfò su di loro. A terminare l'opera venne inviato il console Gaio Sextio Calvino, che nel 123 a.C. catturò e distrusse l'oppidum di Entremont, schiavizzandone la popolazione. Inoltre, disponendo le sue legioni tra il Rodano e il Varus, costrinse i galli e i liguri ad allontanarsi dalla costa, e concesse questa striscia di terra a Massalia, che poté così acquisire e ingrandire i possedimenti sulla terraferma. Nel 122 a.C. Calvino colse l'occasione di trasformare il campo costruito al nord di Massalia in una colonia romana, fondando la colonia di Aquae Sextiae: prima colonia romana transalpina.

Nel 102 a.C., dopo la vittoria sui Teutoni ad Aquae Sextiae (odierna Aix-en-Provence), Gaio Mario scavò un canale ad est del Rodano presso Fos-sur-Mer.

La fine dell'indipendenza

Durante le guerre civili di Roma Massalia si schierò con la fazione degli optimates. Nel 52 a.C. vi trovò rifugio Tito Annio Milone dopo uno scontro tra bande e la morte di Clodio. Con l'ascesa di Giulio Cesare, Massilia parteggiò per i pompeiani. Cesare inviò un esercito con a capo Decimo Giunio Bruto: la città fu posta sotto assedio (Assedio di Marsiglia), subì due sconfitte navali (Battaglia di Marsiglia e Battaglia di Tauroento) e infine fu conquistata (49 a.C.). Cesare confermò la sua autonomia, ma la privò della flotta e di tutti i suoi possedimenti in Gallia. Durante l'epoca romana la città cambiò nome in Massilia. Il suo status era di libera civitas ("libera città"), autonoma rispetto al governatore della provincia Gallia Narbonense, con proprie leggi ma sottomessa a Roma.

Epoca imperiale In età augustea la città conosce una grande fase costruttiva. Il forum viene ricostruito e cinto ad ovest da un teatro. Nello stesso periodo lungo il porto vengono costruite le terme romane.

Nel 2 d.C. vi morì di malattia Lucio Cesare, coerede di Augusto assieme al fratello Gaio.Cassio Dione, Storia Romana, 50, 10a, 9.