Potenza Picena (Monte Santo o Montesanto fino al 1862) è un comune italiano di abitanti della provincia di Macerata, nelle Marche.

Nei pressi della città scorre il fiume Potenza.

Geografia fisica Territorio Il territorio del comune di Potenza Picena si divide in quattro nuclei abitati: Potenza Picena, Porto Potenza Picena, Montecanepino e San Girio.

Potenza Picena, fino al 1862 Monte Santo, si presenta come un tipico paese medievale, arroccato su un colle e cinto da mura in parte consolidate da interventi piuttosto recenti. Il suo aspetto monumentale è caratterizzato dalla presenza delle chiese (un tempo il paese ne contava 27) e dai relativi campanili.

Porto Potenza Picena (o semplicemente Porto Potenza) è il nucleo abitato più grande del comune. È una stazione balneare con spiagge in prevalenza sabbiose, inframezzate a brevissime zone di scogliera.

Il quartiere di Montecanepino sorge su un'altura, lungo la direttrice meridionale che da Porto Potenza conduce al capoluogo. Il nome deriva forse da "canepini", cordai, lavoranti la canapa, un tempo numerosi nella zona.

San Girio sorge sulla strada provinciale che collega il paese di Potenza Picena alla strada "Regina". È costituito da un piccolo numero di case sparse sorte nelle vicinanze del santuario dedicato a San Girio.

Clima Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Potenza Picena appartiene alla fascia Csa, ossia al clima temperato delle medie latitudini.

Il clima di Potenza Picena presenta tanti elementi mediterranei quanto continentali. Infatti il territorio comunale si estende dal litorale fino alle colline dell'entroterra e fa sì che possano verificarsi scostamenti di temperatura tra le zone più interne e quelle a ridosso del mare. Generalmente il clima risulta essere abbastanza mite per gran parte dell'anno, con un breve periodo afoso in estate e brevi nevicate nel periodo invernale. Sia d'estate che d'inverno c'è un medio tasso di umidità.

Idrografia Il fiume Potenza, conosciuto ai tempi dei Romani come Flosis, attraversa la provincia di Macerata e dà il nome alla zona attraversata nota come Valle del Potenza. Il fiume nasce nel comune di Fiuminata, più precisamente dal Monte Vermenone, e scorre nella sua vallata per circa 95 chilometri fino a sfociare nel mare Adriatico a Porto Recanati. I principali centri abitati attraversati dal fiume Potenza sono Potenza Picena, Castelraimondo, San Severino Marche, Montelupone, Recanati e Porto Recanati. Anticamente, quest'asse fluviale ha funto da percorso vitale per il commercio e la comunicazione. Persino il poeta Giacomo Leopardi potrebbe averne tessuto le lodi nella sua opera La quiete dopo la tempesta.

Origini del nome L'attuale denominazione di Potenza Picena è relativamente recente e risale al 21 dicembre 1862, quando il consiglio comunale mutò il medievale nome di Monte Santo in Potenza Picena.

Di antichissima origine, nel 184 a.C. divenne colonia romana (Potentia). Distrutta nel V secolo e ricostruita su una collina vicina, ebbe nell'Alto Medioevo il nome di Monte o di Castel San Giovanni. Rasa al suolo nel 1116 dall'imperatore Enrico V, fu ricostruita nel 1128 col nome di Montesanto; nel 1862 ebbe il nome attuale di Potenza Picena.

Il termine "Potenza" stava chiaramente a ricordare l'antica e nobile città romana di Potentia, la cui rovina e il cui spopolamento diedero origine al borgo di Monte Santo, in un tratto di territorio più interno e più sicuro. L'aggiunta dell'aggettivo "Picena" è stata determinata non solo dalla necessità di distinzione dal capoluogo lucano, ma anche per ricordare che questo luogo era abitato dai Piceni già prima dell'avvento di Roma, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di resti archeologici e necropoli. Ancora oggi è misteriosa l'origine di questo popolo, che secondo la leggenda sarebbe giunto in questa terra dalla Sabina inseguendo un picchio, da loro ritenuto animale sacro.

Circa l'antica città di Potentia, è interessante osservare che essa fu fondata nel 184 a.C. sotto il consolato di Publio Claudio Pulcro e Lucio Porcio Licino, quasi certamente tra la foce del fiume omonimo e l'abbazia di Santa Maria in Potentia, oggi in territorio di Porto Recanati.

Storia L'antica Potentia era una fiorente colonia romana le cui prime informazioni risalgono al 184 a.C. e che venne distrutta nel IV secolo, durante la guerra greco-gotica. Alcuni superstiti avrebbero fondato, sul colle adiacente, il borgo di Monte Santo, attorno all'antica pieve di Santo Stefano, la quale sorgeva sul punto più alto (l'attuale piazza Matteotti). Il documento più antico che attesta l'esistenza della pieve e del nucleo abitato, entrambi feudi del vescovo di Fermo, risale al 947.

Il passaggio da "ministero" della contea di Fermo (dominata dal vescovo) a Comune (inizialmente castrum) avvenne nel settembre del 1128, quando Liberto, presule fermano, rinunciando a riscuotere il fodro (diritto di casermaggio) e a presiedere il "placido" (tribunale), riconobbe di fatto l'autonomia di Monte Santo, che pertanto si svincola dalla soggezione feudale; nonostante questo, le questioni estere e l'alta giustizia rimarranno di pertinenza vescovile per oltre un secolo. Nel corso degli anni, Montesanto raggiunse libertà sempre più ampie: nel 1252 papa Innocenzo IV concesse a Montesanto il diritto di eleggersi autonomamente il podestà, il quale aveva soprattutto competenza giudiziarie, mentre nel 1376 papa Gregorio XI accordò il cosiddetto "mero e misto imperio", ossia il più alto grado di giudizio, la pena capitale. In questi anni diverse guerre insanguinarono la regione (l'antica Marca, da cui l'attuale denominazione Marche), coinvolgendo direttamente Montesanto: risale al 1318 la devastazione del territorio comunale a opera dei ghibellini osimani guidati da Lippaccio e Andrea da Osimo. Nel 1407 i santesi, arroccati all'interno delle mura cittadine protette da baluardi, impedirono a Lodovico Migliorati, signore di Fermo, scortato dai suoi soldati, di entrare nella cittadina, attraverso il lancio non solo di insulti verbali, ma anche di frecce, giavellotti e pietre.

In età moderna (XVI-XVIII secolo) Potenza Picena rientrò stabilmente nell’orbita amministrativa della Marca Anconitana e, più in generale, dello Stato Pontificio, con un progressivo rafforzamento delle funzioni di controllo esercitate dalle autorità centrali e locali. Il restringimento dell’accesso ai consigli e alle magistrature favorì il consolidamento dell’oligarchia cittadina come nobiltà civica.

Lo sviluppo del centro abitato si dà intorno all'antica pieve di Santo Stefano, ubicata nel mezzo della piazza del Comune, che nel 1796 venne abbattuta allo scopo di ampliare la piazza; da quel momento in quest'area vennero organizzati spettacoli pubblici, giochi e gare sportive: lo spettacolo più popolare era la "giostra del bue", detta anche "dello steccato", quasi una sorta di corrida dai connotati un po' violenti, tanto che venne proibita durante la dominazione napoleonica.

Simboli Lo stemma del Comune di Potenza Picena si compone di una croce in campo rosso sovrapposta a cinque monti. Secondo la tradizione, mentre la croce significa Monte Santo, i monti rappresentano cinque distinte comunità minori che formarono il comune maggiore, ossia Gerola (o Girola), Terchio (noto come Tergi), Sacrata, che ricorda anche nel nome l'antica vicina città romana mai più risorta, Monte Coriolano (o Monte Grugliano) e Santara.

Il gonfalone è un drappo rosso su cui è raffigurato lo stemma cittadino, sotto al quale corre la scritta: "POTENTIA IN PICENO DE CIVITAS POTENTIAE".

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Collegiata di Santo Stefano La Collegiata di Santo Stefano era dedicata a sant'Ignazio, fondatore della Compagnia di Gesù. Anche l'annesso edificio, sulla sinistra del tempio, oggi quasi interamente adibito ad alloggio delle suore della congregazione Figlie dell'Addolorata e in piccola parte a sacrestia e sala riunioni, fino al 1773 – anno della soppressione della Compagnia di Gesù – fu il collegio dei Gesuiti di Monte Santo. La facciata è rimasta incompiuta. La Congregazione dei Contadini (una delle due congregazioni dell'ordine dei Gesuiti) sistemò la cripta sotterranea della Collegiata che si estende per tutta la Chiesa: la Cappella dei Contadini, completamente affrescata con elementi decorativi che richiamano la campagna e il mondo contadino da Benedetto Biancolini, pittore marchigiano. Sulla sinistra troviamo la Cappella degli Artisti, un importante luogo di culto all’interno della Collegiata.

Chiesa della Madonna delle Grazie La chiesa della Madonna delle Grazie, sita in prossimità di Porta San Giovanni (una delle tre porte di accesso al paese), ricopre un ruolo importante nella storia del culto dei Potentini. Il tempio sembra sorga nel luogo dove, in origine, vi era un'edicola votiva, ampliata nel corso degli anni per volere dei fedeli. La tradizione narra che l'immagine della Madonna con il Bambino dipinta su muro fosse dispensatrice di grazie, tanto che già nello Statuto comunale del 1431 si fa menzione del luogo come "Via Gratiarum" (Via delle Grazie).

Convento degli Zoccolanti Risale alla fine del Quattrocento, anche se sono documentati precedenti tentativi di insediamento degli Zoccolanti a Potenza Picena. Infatti, nel 1463, papa Pio II, con due bolle inviate al Comune, promosse la costruzione di un convento presso la chiesa di San Girio. I frati però, forse anche a causa dell'insalubrità della valle del Potenza, preferirono un luogo più vicino al centro abitato. Il Convento ospita al suo interno importanti opere pittoriche e un vasto museo missionario. Accanto alla struttura si possono apprezzare degli orti e una selva.

Chiesa di San Giacomo La chiesa di San Giacomo Maggiore, nei pressi della porta Galiziano, risale alla seconda metà del secolo XIV. Oltre che allo sviluppo edilizio di Monte Santo (crescita del borgo di Galazzano), la costruzione e l'officiatura della chiesa sono legate all'attività della confraternita del "Corpus Christi", detta anche di San Giacomo. Accanto all'edificio religioso sorgeva anche un ospedale per poveri e malati gestito della confraternita stessa. La chiesa di San Giacomo è stata interamente ristrutturata intorno alla fine del XIX secolo assumendo connotati neo-gotici. Nel 1943 la facciata della chiesa venne riprogettata dall'architetto Eusebio Petetti.

Chiesa di Sant’Agostino Discendendo via Silvio Pellico, si scopre l'ex complesso di Sant'Agostino, che si estende su una porzione non trascurabile del centro storico. Il primo documento, che attesta la presenza degli Agostiniani a Potenza Picena risale al 1250, quando la chiesa era intitolata a S. Maria Maddalena. L'interno della chiesa ospita una pala raffigurante La Maddalena ai piedi della croce opera di Pietro Tedeschi, un antico organo da sala del 1766 costruito dal maestro Giovanni Fedeli da Camerino e la preziosa tavola di Bernardino di Mariotto datata 1506 raffigurante La Madonna con il Bambino tra i SS. Francesco, Antonio e Giovannino tra gli Angeli musicanti, in cui la scena è raccolta sotto una grande architettura prospettica derivata dall'esempio della pala in San Francesco a Matelica di Marco Palmezzano.Alessandro Delpriori, Lorenzo di Giovanni de carris, detto il Giuda. Un pittore del cinquecento nelle marche, in Lorenzo de Carris e i pittori eccentrici nelle Marche del primo Cinquecento, a cura di Alessandro Delpriori, catalogo di mostra, Perugia, 2016, pag. 24. Oggi la chiesa è sconsacrata ed è divenuta Auditorium e Centro Culturale intitolato a Ferdinando Scarfiotti, scenografo di fama mondiale e vincitore del Premio Oscar nel 1988 per L’ultimo imperatore di Bertolucci.

Chiesa di Santa Caterina