Con letteratura afroamericana si definisce il corpus letterario prodotto negli Stati Uniti d'America da scrittori afroamericani. Tuttavia, dal momento che le storie e le vite degli afroamericani sono estremamente diverse lo stesso si può dire della loro letteratura.The Columbia Guide to Contemporary African American Fiction di Darryl Dickson-Carr, Columbia University Press, 2005, pagine 10 to 11.
Le origini di questo genere letterario risalgono alla fine XVIII secolo quando compaiono le opere di scrittori come Phillis Wheatley e Olaudah Equiano; raggiunge ben presto un livello molto elevato con i fenomeni della letteratura della schiavitù e del Rinascimento di Harlem e prosegue attualmente con il lavoro di autori come Toni Morrison, Maya Angelou e Walter Mosley, che sono considerati tra i migliori scrittori statunitensi contemporanei.
Tra le tematiche e le questioni affrontate della letteratura afroamericana vi sono il ruolo degli afroamericani all'interno della società statunitense, la cultura afroamericana, il razzismo, la schiavitù e l'eguaglianza. La letteratura afroamericana tende ad incorporare varie forme d'arte della tradizione orale come gli spiritual, i sermoni religiosi, il gospel, il blues e il rap."To Shatter Innocence: Teaching African American Poetry" di Jerry W. Ward, Jr, tratto da Teaching African American Literature di M. Graham, Routledge, 1998, pagina 146.
Come nel corso dei secoli è mutato il ruolo degli afroamericani, così sono cambiate anche le tematiche affrontate dalla loro letteratura.Prima della guerra di secessione americana la letteratura afroamericana ha posto la propria attenzione principalmente sul tema della schiavitù, argomento che ha dato vita addirittura ad un particolare sottogenere. All'inizio del XX secolo i libri di autori come W.E.B. DuBois e Booker T. Washington riflettevano su come confrontarsi con l'atteggiamento razzista diffuso negli Stati Uniti. Nel periodo del movimento per i diritti civili, altri autori (come Richard Wright e Gwendolyn Brooks) affrontarono la segregazione razziale e il nazionalismo nero. Oggi la letteratura afroamericana è stata accettata come parte integrante della letteratura americana; libri come Radici di Alex Haley, Il colore viola di Alice Walker e Amatissima di Toni Morrison sono diventati degli autentici bestseller e hanno ottenuto importanti premi.
Caratteristiche e temi La letteratura afroamericana ha puntato la propria attenzione su tematiche di particolare interesse per i neri degli Stati Uniti, come il loro ruolo nella società e che cosa significhi essere un americano."A Rip in the Tent: Teaching African American Literature" di Katherine Driscoll Coon, tratto da Teaching African American Literature by M. Graham, Routledge, 1998, pagina 32. Come ha detto il professore dell'Università di Princeton Albert J. Raboteau, tutti gli studi sugli afroamericani, inclusi quelli sulla loro letteratura, "parlano del significato più profondo della presenza degli afroamericani in questa nazione. Questa presenza è sempre stata un banco di prova per il desiderio della nazione di raggiungere la libertà, la democrazia, l'eguaglianza e l'inclusione di tutti." Si può quindi dire che la letteratura afroamericana esplora i problemi della libertà e dell'eguaglianza che furono a lungo negate ai neri negli Stati Uniti, ai quali si affiancano altre tematiche come la cultura afroamericana, il razzismo, la religione, la schiavitù e il concetto di casaBurnin' Down the House: Home in African American Literature di Valerie Sweeney Prince, Columbia University Press, 2005. e altri.
La letteratura afroamericana ha rappresentato un ramo fondamentale della letteratura della diaspora africana. Essa ha infatti subito da un lato l'influenza del retaggio della seconda,The Columbia Guide to Contemporary African American Fiction (The Columbia Guides to Literature Since 1945) di Darryl Dickson-Carr, Columbia University Press, 2005, pagina 73. dall'altro ha a sua volta influenzato gli scritti di autori di origine africana in molti paesi. Inoltre, la letteratura afroamericana si inserisce nel più vasto ambito della letteratura post coloniale, anche se alcuni studiosi tracciano una linea di separazione tra le due affermando che "La letteratura afroamericana si differenzia dalla maggior parte della letteratura post coloniale perché è scritta da membri di una minoranza che vive in una nazione ricca ed economicamente potente."English Postcoloniality: Literatures from Around the World di Radhika Mohanram and Gita Rajan, Greenwood Press, 1996, pagina 135.
La tradizione orale afroamericana è molto ricca nel campo della poesia, specialmente se si prendono in considerazioni i testi di forme musicali come gli spiritual, il gospel, il blues e il rap. Tale tradizione orale si può riscontrare anche nella tradizione afroamericana dei sermoni cristiani nei quali i pastori fanno ampio uso di deliberate ripetizioni, di una particolare cadenza e di allitterazioni per dare forza al sermone stesso e per renderlo più avvincente e convincente: la letteratura afroamericana, specialmente la poesia scritta, ma anche la prosa, tradizionalmente incorpora tutte queste forme di poesia orale."To Shatter Innocence: Teaching African American Poetry" di Jerry W. Ward, Jr., tratto da Teaching African American Literature di M. Graham, Routledge, 1998, pagina 146.
Tuttavia, anche se queste caratteristiche sono presenti e riscontrabili a vari livelli, esse non rappresentano il solo modo di identificare il genere e non sono presenti in tutte le opere classificabili come letteratura afroamericana; inoltre, esistono delle perplessità di fronte alla possibilità di classificare e analizzare la letteratura afroamericana servendosi dei parametri usati per la letteratura occidentale. Come ha una volta detto Henry Louis Gates Jr., uno dei più importanti studiosi del genere, "Il mio desiderio è stato di permettere alla tradizione nera di parlare per sé stessa riguardo alla propria natura e alle proprie diverse funzioni, piuttosto di leggerla o analizzarla secondo teorie letterarie interamente mutuate da altre tradizioni".The Signifying Monkey: A Theory of African American Literary Criticism di Henry Louis Gates, Jr., Oxford, 1988, page xix.
Storia La letteratura afroamericana delle origini
Come la storia afroamericana va fatta partire prima della nascita degli Stati Uniti come nazione indipendente, lo stesso si deve fare parlando della letteratura.
Lucy Terry è l'autrice del più antico esempio di letteratura afroamericana, conosciuto come Bars Fight e composto nel 1746. Il componimento non fu pubblicato fino al 1855, quando uscì inserito nella Storia del Massachusetts occidentale di Josiah Holland. Altra opera da ricordare è The Narrative of the Uncommon Sufferings and Surprising Deliverence of Briton Hammon, A Negro Man, di Briton Hammon, scritta nel 1760.
Il primo autore di una certa importanza è la poetessa Phillis Wheatley (1753–1784), che pubblicò la sua raccolta Poesie su vari argomenti nel 1773, tre anni prima dell'indipendenza degli Stati Uniti. Nata in Senegal, la Wheatley venne catturata e ridotta in schiavitù all'età di sette anni; portata in America, venne venduta ad un commerciante di Boston. All'inizio, ovviamente, non parlava inglese ma dai sedici anni in poi fu in grado di padroneggiare perfettamente la lingua. La sua poesia fu lodata da molti personaggi di spicco della rivoluzione americana tra cui George Washington, che la ringraziò personalmente per la poesia che aveva scritto in suo onore. Nonostante ciò, molti bianchi trovarono difficile credere che una donna nera potesse essere così intelligente da scrivere poesie: come risultato la Wheatley dovette difendersi in tribunale dalla accuse di falso, provando di essere veramente l'autrice dei propri scritti. Alcuni critici considerano la difesa vincente della Wheatley come il primo atto di riconoscimento dell'esistenza di una letteratura afroamericanaEllis Cashmore, review of The Norton Anthology of African-American Literature, Nellie Y. McKay and Henry Louis Gates, eds., New Statesman, 25 aprile 1997 (verificato il 7 maggio 2009)..
Un altro autore afroamericano del primo periodo fu Jupiter Hammon (1711- 1806). Hammon, considerato il primo scrittore nero a pubblicare negli Stati Uniti, nel 1761 pubblicò la sua poesia An Evening Thought: Salvation by Christ with Penitential Cries distribuendola su fogli singoli. Nel 1778 scrisse un'ode in onore di Phillis Wheatley, in cui parla della loro simile esperienza umana e del loro legame. Nel 1786 Hammon pubblicò il suo celebre Discorso ai negri dello stato di New York, scritto all'età di 76 anni dopo una vita trascorsa in schiavitù, che contiene la famosa frase "Se mai un giorno dovessimo raggiungere il paradiso non vi troveremo nessuno che ci accusi né di essere neri né di essere schiavi"An address to the Negroes in the state of New-York , di Jupiter Hammon, servant of John Lloyd, Jun, Esq; of the manor of Queen's Village, Long-Island. 1778.. Si pensa che Hammon abbia concepito il suo discorso in quella forma perché si rendeva conto che l'istituto della schiavitù era così radicato nella società americana che un'immediata emancipazione di tutti gli schiavi sarebbe stato un obiettivo molto difficile da raggiungere. Hammon apparentemente rimase uno schiavo fino alla morte. Il suo discorso in seguito fu varie volte ristampato da diversi gruppi che si opponevano alla schiavitù.
William Wells Brown (1814-1884) e Victor Séjour (1817-1874) sono stati gli autori delle prime opere di narrativa di scrittori afroamericani. Séjour nacque libero a New Orleans e si trasferì in Francia quando aveva 19 anni. Lì, nel 1837, pubblicò il suo racconto Le Mulâtre (It. Il mulatto); l'opera è scritta in francese e fu pubblicata in un giornale francese e apparentemente non ebbe alcuna influenza sulla letteratura afroamericana di epoca successiva. Séjour nelle altre sue opere non tornò più ad occuparsi di tematiche relative agli afroamericani. Brown invece fu un celebre abolizionista, conferenziere, romanziere, drammaturgo e storico. Nato in schiavitù in uno degli stati del sud, Brown fuggì al nord dove si batté per la causa abolizionista e diventò un prolifico scrittore. Scrisse quello che è considerato il primo romanzo afroamericano, Clotel; o La figlia del Presidente (1853). Il romanzo è basato su un pettegolezzo dell'epoca, che sosteneva che Thomas Jefferson avesse avuto una figlia dalla sua schiava Sally Hemings.
Tuttavia, dato che il romanzo fu pubblicato in Inghilterra, non può ufficialmente fregiarsi del titolo di primo romanzo afroamericano, onore che spetta invece a Harriet Wilson, il cui lavoro Our Nig (1859) descrive la difficile vita dei neri liberi negli stati del nord.
I racconti di schiavitù Quello dei racconti di schiavitù è un sottogenere della letteratura afroamericana nato verso la metà del XIX secolo. A quell'epoca il dibattito sullo schiavismo portò alla nascita di un'appassionata serie di scritti prodotti da entrambi gli schieramenti, con libri come La capanna dello zio Tom (1852) a rappresentare il punto di vista abolizionista sui danni provocati dallo schiavismo, mentre la cosiddetta letteratura anti-Tom, opera di scrittori bianchi del sud come William Gilmore Simms rappresentava le posizioni degli schiavisti.
In questo genere, che ben presto divenne uno dei temi portanti della letteratura afroamericana, si cimentarono un certo numero di ex schiavi come Harriet Jacobs e Frederick Douglass. Circa seicento ex schiavi del Nordamerica e dei Caraibi scrissero il racconto della propria vita, e almeno 150 di queste autobiografie furono pubblicate come singoli libri o pamphlet.