Agiografia Si hanno poche notizie della sua giovinezza. Nato in Africa, quasi certamente a Cartagine, fu ordinato diacono attorno al 421 da Agostino d'Ippona, al quale scrisse due lettere, una delle quali per chiedergli di scrivere un'opera sulle eresie.Testo dell'epistola: De haeresibus Sancti Augustini epistolae quatuor Agostino scrisse poi il De Haeresibus, e lo dedicò a Quodvultdeus.Corpus Christianorum, Series latina, t. 46, col 283-351 Lo studioso austriaco Alfred Kappelmacher sostenne, però, che il diacono Quodvultdeus, che inviò due lettere ad Agostino, non fosse da identificare con il Quodvultdeus vescovo.A. Kappelmacher, Wiener Studien. Zeitschrift für classischen Philologie 49, 1931, pp. 89-102.

Dal 435 circa al 454 fu vescovo di Cartagine, mantenendone il titolo anche dopo l'esilio del 439 fino alla morte. Criticò aspramente i cristiani che si lasciavano affascinare più dagli spettacoli come il circo che dalle opere e dagli esempi dei santi e dei martiri del loro tempo, attribuendo la calamità di quella regione ad una punizione di Dio per questo traviamento.

Alla caduta di Cartagine nelle mani dei Vandali nel 439, Quodvultdeus rifiutò di aderire all'arianesimo, professato dal re vandalo Genserico, e per questo fu costretto all'esilio con il clero a lui fedele, fra cui san Gaudioso. Furono imbarcati su navi in disuso prive di remi e di vele e raggiunsero fortunosamente Napoli, dove fra il 445 e il 451 scrisse il Libro delle promesse e delle predizioni di Dio e prese parte alla lotta contro il pelagianesimo.

Morì nel 454 a Napoli e fu sepolto nelle catacombe di San Gennaro a Capodimonte.

Opere Secondo la critica recente si attribuiscono a Quodvultdeus 12 sermoni, che in precedenza erano attribuiti ad Agostino: Tre De symbolo Due De tempore barbarico Due De accedentibus ad gratiam Adversus quinque haereses De cataclismo De ultima quarta feria De cantico novo Contra iudaeos Inoltre il De promissionibus et praedictionibus Dei, che solitamente figura tra le opere di Prospero di Aquitania, è anche di Quodvultdeus.

, infatti in esso si afferma la compatibilità e la concordia fra la dottrina cristiana e l'insegnamento di Ermete esposto nellAsclepius, cosa che favorì l'accoglienza nelle biblioteche medievali delle opere di Ermete, considerato profeta pagano della rivelazione cristiana. Agostino invece, nel De civitate Dei, aveva severamente condannato lAsclepio.

Culto Il Martirologio romano fissa la memoria liturgica il 19 febbraio.

Nelle catacombe di San Gennaro a Capodimonte, dove fu seppellito, Quodvultdeus è raffigurato in un mosaico tombale nella cosiddetta Cripta dei vescovi.

Dal discorso 2 sul Simbolo PL 40, col. 655. Nella Patrologia Latina il sermone è attribuito ad Agostino d'Ippona, ma nell'Ufficio delle letture è riconosciuta la paternità di Quodvultdeus. è tratta la seconda lettura dell'Ufficio delle letture del rito romano il giorno dei Santi Innocenti.

Note

Bibliografia Alban Butler, Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario Casale Monferrato, Edizioni PIEMME, 2001 ISBN 88-384-6913-X. Fowden, Garth. The Egyptian Hermes: A Historical Approach to the Late Pagan Mind. Princeton, Princeton University Press.

Raúl González Salinero, Potere e conflitto religioso nel nord dell'Africa. Quodvultdeus di Cartagine e i vandali, prefazione di Antonio Vincenzo Nazzaro, traduzione dallo spagnolo di Federica Domenica Barreca, Perugia, Graphe.it edizioni, 2020. ISBN 9788893720960.

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