La morte dietro il cancello è un film horror ad episodi prodotto da Amicus Production nel 1972 e diretto da Roy Ward Baker diviso in quattro episodi: Frozen Fear, The Weird Tailor, Lucy Comes To Stay, Mannequins Of Horror.
La morte dietro al cancello, uscito originariamente nel 1972 con il titolo Asylum, rappresenta uno dei vertici della produzione antologica della Amicus Productions. La pellicola venne scritta da Robert Bloch, autore celebre per aver dato i natali a Psycho, il quale adattò per il grande schermo alcuni dei suoi racconti brevi, mentre la regia fu affidata a Roy Ward Baker, un veterano della Hammer e del cinema di genere britannico.
La struttura narrativa Il film adotta la classica struttura a "cornice" tipica delle produzioni Amicus. La storia principale segue il dottor Martin, un giovane psichiatra che si reca in un isolato e austero manicomio per un colloquio di lavoro. Ad accoglierlo trova il dottor Rutherford, che gli sottopone una prova d'ammissione decisamente insolita: il precedente direttore della clinica, il dottor Starr, ha avuto un crollo psicotico e ora si trova rinchiuso come paziente tra le mura dell'istituto, con le sembianze alterate. Se Martin riuscirà a identificare chi tra i pazienti sia il dottor Starr, otterrà il posto. Questo pretesto conduce il protagonista a visitare diverse celle, ognuna delle quali introduce un segmento narrativo indipendente che approfondisce il passato e la follia dei degenti: • Frozen Fear: Una storia di vendetta coniugale che scivola nel macabro puro. Un uomo uccide la moglie per stare con l'amante, ma i resti della donna, smembrati e avvolti in carta da pacchi, sembrano dotati di una vita propria, decisi a perseguitare gli assassini anche dopo la morte. • The Weird Tailor: Un sarto in gravi difficoltà finanziarie riceve l'ordine di confezionare un abito con un tessuto mistico fornito da un cliente eccentrico. Il materiale ha la capacità di riportare in vita ciò che tocca, portando a conseguenze tragiche quando l'abito viene indossato da un manichino (o da qualcuno che ne fa le veci). • Lucy Comes to Stay: Un racconto incentrato sulla schizofrenia e sullo sdoppiamento di personalità. Una donna, appena dimessa da una clinica, riceve la visita di un'amica di nome Lucy, che la spinge a compiere atti violenti per "liberarsi" dalle persone che la circondano. • Mannikins of Horror: L'episodio finale vede protagonista il dottor Byron, un uomo convinto di poter trasferire la propria anima in piccoli automi meccanici con fattezze umane. Questo segmento si ricollega direttamente alla cornice narrativa, portando alla risoluzione del mistero sull'identità di Starr. Caratteristiche tecniche e stile A differenza degli horror più viscerali che sarebbero emersi negli anni successivi, Asylum punta tutto sulla tensione psicologica e su un'estetica curata ma sobria. La fotografia è tipica degli anni Settanta, con colori saturi ma ambientazioni fredde e cliniche che accentuano il senso di isolamento dei personaggi. Il cast è di altissimo livello per l'epoca, annoverando icone del cinema di genere come Peter Cushing, Herbert Lom, Britt Ekland e Charlotte Rampling. La loro presenza conferisce una certa gravità teatrale alla narrazione, elevando il materiale da semplice "horror a episodi" a un'opera più complessa sulla fragilità della mente umana.
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Categoria:Film basati su opere di Robert Bloch Categoria:Film horror a episodi