La battaglia di Turnhout (1789) ebbe luogo il 27 ottobre 1789 e segnò l'inattesa vittoria di una colonna di patrioti al comando del Van der Mersch, che sconfisse due battaglioni imperiali al comando del maggiore generale Schröder. Pur priva di rilevanti conseguenze militari, essa mise in moto gli eventi che portarono alle successive insurrezioni di Gand e di Bruxelles, che determinarono il temporaneo successo della rivoluzione del Brabante e l'effimera indipendenza dei Paesi Bassi austriaci.
Contesto La crisi politica dei Paesi Bassi austriaci
A partire dal 1786, i Paesi Bassi austriaci vennero agitati dal tentativo dell'imperatore Giuseppe II di introdurre in quelle provincie le medesime, radicali, riforme già introdotte negli altri stati del patrimonio ereditario della Casa d'Austria (ad esempio il Ducato di Milano). La forte resistenza delle locali élite nobiliari ed ecclesiastiche, passata per episodi salienti quali rivolta di Bruxelles del 14 maggio 1787, indusse, infine, l'imperatore a sciogliere gli Stati Provinciali del Brabante e dell'Hainaut, il 18 giugno 1789 (con una sfortunata scelta di tempi, dal momento che tale evento precedette di meno di un mese la presa della Bastiglia).
Il Comitato di Breda organizza l'insurrezione
Il governo imperiale, tuttavia, non disponeva dei mezzi necessari a reprimere l'opposizione politica, in quanto che, da circa un anno, tutte le energie militari erano assorbite dalla guerra austro-russo-turca.
Cosicché non poté reagire, allorché le confinanti Province Unite presero ad accogliere con evidente sollecitudine i molti oppositori fuggiti dai Paesi Bassi austriaci: nella città di Breda venne loro permesso di costituire una sorta di governo in esilio e, persino, di organizzare delle bande militari. All'appoggio delle Province Unite si aggiunse quello del Principato di Liegi, non appena la locale rivoluzione del 18 agosto 1789, ebbe rovesciato il principe vescovo e proclamato un'effimera repubblica.
Il piano di invasione dei Paesi Bassi austriaci Sul fine dell'estate del 1789, cominciarono i primi sconfinamenti. Ma fu solo il 24 ottobre 1789, che due grosse bande di insorti, che dovevano operare simultaneamenteIl fut résolu de la faire sinmltanément en Brabant et en Flandre, pour diviser les forces de l'ennemi. Cfr.: Émilien -François Malingié, op. cit..: la maggiore, affidata al Van der Mersch, diretta a sud, sul Brabante. la più piccola, di 600 volontariArthur Chunquet, op. cit.., affidata al maggiore De Vaux ed al Ransonnet, diretta a nord della grande piazzaforte di Anversa verso la Fiandra. Val forse la pena di sottolineare come entrambi i comandanti provenissero dall'esercito imperiale: Van der Mersch ne era colonnello a riposo, e si congedò formalmente solo alla vigilia dell'invasioneÉmilien -François Malingié, op. cit.; maggiore De Vaux, addirittura, era figlio illegittimo del Principe Carlo di LorenaJoseph Fr Michaud, Louis Gabriel, op. cit.., zio dell'Imperatore regnante e a lungo governatore dei Paesi Bassi austriaci.
L'invasione del Brabante
Il Manifesto del Popolo del Brabante L'avventura della prima ebbe inizio il 24 ottobre 1789, con la proclamazioneIl testo venne letto e distribuito ai volontari. Cfr.: Friedrich Christoph Schlosser, op. cit. di un "manifesto del popolo del Brabante"Manifeste du peuple brabançon, du 24 octobre 1789, disponibile in lingua francese . che richiamava le lamentele dei Belgi verso Giuseppe II e lo dichiarava decaduto dalle sue pretese su quel Ducato. Il proclama era firmato dal van der Noot, che si qualificava come 'agente del popolo del Brabante'agent du peuple brabançon. Cfr.: Christophe Koch - F. Schoell, cap. XXV, op. cit... Esso venne letto di fronte ad una colonna di volontari, pomposamente battezza 'esercito patriottico' (armée patriotiqueLouis Dieudonne Joseph Dewez, op. cit..), guidata dal Van der Mersch, che si qualificava come 'generale dei patrioti' (général des patriotesChristophe Koch - F. Schoell, cap. XXV, op. cit.., anziché con il grado di colonnello, con il quale si era congedato dall'esercito imperiale). Quanti fossero è incerto: chi dice 1'500, chi dice 5 000Friedrich Christoph Schlosser, op. cit.: molti si dispersero lungo la marciaAlla seconda tappa, la città di Turnhout, non ne giunsero più di 3 000. Cfr.: Friedrich Christoph Schlosser, op. cit., mentre altri ne vennero raccolti nella città di Turnhout.
La marcia verso sud Dopodiché, la colonna si mise in marcia verso il confine. Il 25 sera o 26 mattinaDewez (op. cit.) scrive dans la même journée, ma poi offre un'informazione contraria, dicendo che il en partit le lendemain pour continuer sa marche sur Diest, il che non è possibile, dal momento che la battaglia ebbe luogo il 27. Per giunta aggiunge che il generale Schröder, imperiale, partit le 26 au soir per intercettare il ribelle e lo Schlosser (op. cit.) ci informa che On the 26th, general Schroder, in Malines, received the news of the occupation of Turnhout by the insurgents e il Malingié (op. cit..) annota che da Hoogstraet le 25 il se dirigea sur Turnhout. Dunque il Van der Mersch dovette giungere a Turnhout il 25 sera o 26 mattina., dopo circa 30 km attraverso di marcia, attraverso Hoogstraten (ove un distaccamento austriaco di osservazione, si ritirò senza offrire resistenza), aveva raggiunto il borgo di Turnhout, che trovarono indifeso ed occuparono. Dei forse 5 000 partiti, ne arrivarono solo 2 800-3 000: gli altri si erano dispersi lungo la marcia. Mancava, del tutto, l'artiglieria.
L'indomani si mise in marcia verso Gheel eppoi Diest, circa 44 km più a sud. Probabilmente stava seguendo una linea retta, che gli avrebbe consentito di attraversare tutto il Brabante, per poi porsi in salvo sul territorio del Principato di Liegi, allora nel pieno della propria rivoluzione ed i cui governanti erano particolarmente simpatetici con la causa del 'Comitato di Breda'.
L'intervento di una prima colonna imperiale Non aveva fatto più di una lega di strada, quando venne raggiunto dalla notizia della partenza di una grossa colonna imperiale, agli ordini del maggiore generale Schröder (Berlino 1735 – Pellendorf (Bassa Austria 18 febbraio 1807). Arrestò la marcia e spese l'intera notte a fortificarsi dentro Turnhout, fidando sulla protezione offerta da muri ed edifici: vennero scavate trincee attraverso le strade, barricati gli edifici, parzialmente serrati gli ingressi dell'abitato e gli accessi alla piazza principale, fra la chiesa grande ed il municipio.
Lo Schröder comandava i battaglioni de Bender e de Clerfayt, due compagnie di granatieri e due squadroni di dragoni: si trattava di una colonna mobile che Sir d'Alton aveva esplicitamente comandato a fare tutto il possibile per intercettare ed attaccare la colonna di ribelli in arrivo dalla 'baronia di Breda', evidentemente attesa. Opportunamente, essa era stata stanziata fra Lierre e l'attigua Malines, in posizione adatta a coprire l'intero spettro delle linee di penetrazione dei ribelli: Anversa a sinistra, Bruxelles al centro e la strada per Liegi a destra. Dovettero essere predisposte anche dei distaccamenti di osservazione (come quello che aveva osservato la colonna Van der Mersch ad Hoogstraten), tanto è vero che già la sera del 26, ossia assai tempestivamente, lo Schröder venne informato dell'ingresso del Van der Mersch a Turnhout. Partì, dunque, il 26 sera.
La battaglia Scambi di fucileria Van der Mersch ne venne informato e divise la truppa in due 'divisioni': la prima la fortificò dentro a Turnhout, specie sulla piazza grande (o nel cimitero), che era stata fortificata; il resto distribuito negli edifici più o meno barricati. la seconda la schierò di fronte al borgo, nei pressi di un mulino.
L'azione di quest'ultima non fu affatto efficace, in quanto, inesperti e disorganizzati come erano, i volontari scaricarono i propri schioppi prima di aver gli imperiali a tiro. Tale insuccesso, ad ogni buon conto, decise lo Schröder a sfruttare il vantaggio ed avvicinarsi verso le abitazioni. Il successivo successo della giornata, permise ad alcuni cronisti belgi di descrivere l'azione come fuoco-retrocedendoLes patriotes combattaient toujours en reculant (Louis Dieudonne Joseph Dewez, op. cit..)., ma pare un inutile abbellimento.
Lo scontro urbano Ciò che lo Schröder non aveva calcolato era che il ripiegamento della prima linea dei ribelli non aveva coinvolto la seconda 'divisione', la quale poté, per giunta, contare sull'aiuto della popolazione del borgo. Cosicché, appena gli imperiali vi entrarono, vennero assaliti ai fianchi dalle case fortificate che dalle strade laterali alla rue de l'Hôpital, la loro linea di penetrazione. Dimodoché persero un gran tempo ad aprirsi la via attraverso le improvvisate barricate, anche 'ripulendo' le case dalle quali venivano bersagliati (molti civili vennero massacrati nelle loro case). Sinché, dopo cinque ore di combattimento, dovettero ritirarsi, abbandonando ai patrioti tre cannoni e due cassoni di munizioniCfr.: Émilien-François Malingié, op. cit.. Al contrario il Dewez (op. cit.) parla di cinque cannoni; Schlosser (op. cit.) di un cannone; Chunquet (op. cit.) di tre cannoni; Sir d'Alton, in una lettera all'Imperatore del 16 novembre 1789 (Mémoires pour servir à la justification … , op. cit.) parla anche lui di tre cannoni..
Errori del generale imperiale L'azione del generale imperiale venne sicuramente determinata dalla volontà di sfruttare la sorpresa. Alla partenza, infatti, egli aveva sperato di agganciare il Van der Mersch nella sua marcia verso Diest, della quale era informato. Quando lo trovò di fronte a Turnhout e poté rompere così facilmente la primalinea dei volontari, volle evidentemente sfruttare il vantaggio. Sicuramente egli non disponeva di informazioni adeguate circa le residue posizioni dei ribelli. La sua principale colpa, però, fu di non attenersi agli ordini del d'Alton, che gli ingiungevano sì di agganciare il nemico il più presto possibile. Ma aveva aggiunto di non ingaggiare combattimento, prima di averlo informato, consentendogli di precisare ulteriori ordini. Si può notare come tali ordini fossero decisamente adeguati. In quanto ben difficilmente il Van der Mersch avrebbe potuto sfuggire ad un breve assedio (non foss'altro perché gli imperiali con la loro artiglieria, avrebbero potuto mettere a fuoco l'intera città e, in tal modo, far uscrie i patrioti dai loro rifugil'ennemi, qui avec son artillerie auroit pu brûler toute la ville, et ainsi débusquer les patriotes. Cfr.: Émilien -François Malingié, op. cit.. e, costretto ad accettare un combattimento in campo aperto, avrebbe sicuramente avuto la peggio.
Perdite Le perdite imperiali furono piuttosto modeste: 4 ufficiali e 106 uomini uccisi, 60 feriti, 23 dispersi 32 802 cartucce sparateDe la division des grenadiers de Clerfayt, 1 officier et 20 hommes tués, 10 hommes blessés ; 8928 cartouches tirees. Du bataillon colonel de Clerfayt, 1 officier et 26, hommes tués, 14 hommes blessés, 23 perdus ; 22 245 cartouches tirées. Du bataillon général de Bender, 2 officiers et 51 hommes tués, 29 hommes blessés ; 11,629 cartouches tirées. Des canonniers et artilleurs, 9 hommes tués et 7 blessés. Total : 4 officiers et 106 hommes tués; 60 blessés, 23 perdus, et 32 802 cartouches tirées. Cfr.: Louis Dieudonne Joseph Dewez, op. cit..., contro 87 morti e feriti fra i ribelli. Alcuni fra gli imperiali caduti prigionieri, vennero restituiti ai loro commilitoni allorché, alcuni giorni dopo, Van der Mersch evacuò TurnhoutAd esempio il tenente Wefer, del reggimento Clairfayt, accolse i rinforzi, munito di un passaporto firmato dal Van der Mersch, con il titolo di Luogetente-Generale dell'Esercito del Brabante (Lieutenant- Général de l'Armée Brabançonne). Cfr.: Lettera di Sir d'Alton all'Imperatore del 16 novembre 1789, in Le Général Comte d'Alton, Mémoires pour servir à la justification … , op. cit.)..
La reazione imperiale Intervento di una seconda grossa colonna imperiale