Questo è un parziale elenco di scienziati e studiosi del mondo arabo-islamico - non solo di cultura islamica, ma anche di cultura ebraica e cristiana - che vissero tra l'VIII e il XVI secolo, in quel periodo storico che l'Occidente latino ha definito autoreferenzialmente come Medioevo e che, per le popolazioni vicino e medio-orientali, è stato invece caratterizzato da uno straordinario fulgore culturale e da un eccezionale rigoglio economico e politico, reso possibile dall'apporto sincretistico garantito delle varie culture assoggettate all'Islam politico.
Avvertenza: I nomi, quando possibile, sono dati nella loro versione latinizzata e nell'originale arabo. Si deve tener conto delle seguenti convenzioni, normalmente usate per l'indicizzazione onomastica: al - articolo determinativo (unico in arabo) ibn, bin, ben e banū - "figlio di" (l'ultimo: "figli di") abū - "padre di", "quello di"
A Abubacer - Vedi Ibn Tufayl. Muḥammad ibn ʿAbdūn al-Jabalī. Abulcasis - Vedi al-Zahrawi. Abū l-Fatḥ ʿAbd al-Raḥmān al-Khāzinī (1115 – 1155). Astronomo attivo a Marw (Khorasan). Abū l-Faraj al-Iṣfahānī (Isfahan, 897 - Baghdad, 967) Studioso di letteratura, la cui opera più famosa è il "Kitāb al-Aghānī" (, ossia "Il libro dei canti"), un'enciclopedia relativa non solo ai componimenti poetici e ai musicisti ma, tutt'altro che secondariamente, alla storia. Abu Nasr Mansur Gilan, 970 - Ghazni, 1036 Astronomo e matematico persiano. Abu Sa'id Ahmad ibn Muhammad ibn 'Abd al-Jalil al-Sijzi (945 - 1020) Matematico, astronomo e astrologo persiano. Aḥmad b. Faḍlān (Baghdad, X secolo) Scrittore e viaggiatore che scrisse un resoconto dei suoi viaggi come componente di una missione diplomatica inviata dal califfo abbaside di Baghdad al sovrano dei Bulgari del Volga. Aḥmad b. Majīd al-Najdī (Raʾs al-Khayma, 1432 - ?, 1500) Uno dei più famosi navigatori arabi. Fu conosciuto in Occidente per aver partecipato, aiutandolo in modo non secondario, all'impresa di Vasco da Gama nel'oceano Indiano, dopo la sua circumnavigazione dell'Africa (in questa aiutato da Bartolomeo Diaz). Fu autore di circa 40 lavori di poesia e di prosa, specialmente di arte navigatoria. Di essi il più celebre è il Kitāb al-fawāʾid fī uṣūl ʿilm al-baḥr wa l-qawāʾid (Libro di utili informazioni sui principi e regole di navigazione), scritto nel 1490. Aḥmad b. Yūsuf (Baghdad, 835 - Egitto, 912) Matematico. Al-Badi' al-Asturlabi, astronomo medievale dell'Età d'Oro Islamica Alhacen o Alhazen o Alhazeni - Vedi Ibn al-Haytham. ʿAlī b. ʿĪsā (IX secolo) Da non confondere con l'omonimo oftalmologo (ʿAlī b. ʿĪsā al-Kaḥḥāl). Con Khālid b. ʿAbd al-Malik al-Marwarrūdhī misurò nell'827 la circonferenza della Terra, ottenendo un risultato di (o, secondo altre fonti, di ). Progettò uno dei primi esempi di paracadute. ʿAlī b. Riḍwān (988 c. - 1061 c.). Medico oculista, astrologo e astronomo egiziano. Noto nell'Occidente latino come Haly o Haly Abenrudian. Tradusse il Commentario di Claudio Tolomeo, noto col titolo di Tetrabiblos. Alpetragius - Vedi Nur al-Din al-Bitruji Arzachel - Vedi Al-Zarqali. Al-Asmāʾī (Bassora, 739-831) Considerato il primo scienziato musulmano a contribuire alla zoologia, alla botanica e alla zootecnia. Tra i suoi più noto scritti figurano il Kitāb al-ibil (Libro sul dromedario), il Kitāb al-khalīl (Libro dell'amico), il Kitāb al-wuḥūsh (Libro degli animali selvatici), il Kitāb al-shāt (Libro sulla pecora) e il Kitāb khalq al-insān (Libro sulla creazione dell'uomo). L'ultimo di essi, sull'anatomia umana, mostra la sua notevole conoscenza ed esperienza nel campo. 'Ali al-Qushji - (Samarcanda, 1403 – Istanbul, 16 dicembre 1474) Astronomo, fisico e matematico turco. Contribuì alla redazione del Zij-e Soltani (Tavole astronomiche redatte in onore di Ulug Beg) e fu autore di un Trattato di Matematica e di un Trattato di Aritmetica e di un Trattato di Astronoma, oltre che dell'opera A proposito della supposta dipendenza dell'astronomia dalla filosofia. Avempace - Vedi Ibn Bajja. Averroè - Vedi Ibn Rushd. Avenzoar - Vedi Ibn Zuhr.
B Ibn Ṭāhir al-Baghdādī (Baghdad, 980 - ?, 1037) Scrisse sui differenti sistemi di aritmetica in un lavoro di rilevante importanza per la storia della matematica. Ibn al-Bayṭar (Malaga, 1197 - Damasco, 1248) Uno dei grandi scienziati della Spagna musulmana, fu un esperto botanico e farmacologo del Medioevo occidentale. Ibn Bājja (Saragozza, ? - Fez, 1138) Ebbe vaste conoscenze di medicina, matematica e astronomia. Il suo maggior contributo alla prima filosofia islamica fu la sua idea sulla fenomenologia dell'anima, ma sfortunatamente esso non fu completato. Fu maestro di Ibn Rushd (Averroè). Abū Zayd al-Balkhī Shamistiyan, 850 – 31 ottobre 934 Geografo, psicologo e matematico persiano. Convinto sostenitore del profondo legame tra molte patologie fisiche e mentali. Ibn al-Bannā al-Marrākushī (Marrakesh, 1256-1321) Scrisse un gran numero di lavori, inclusi alcuni di algebra, un'introduzione agli Elementi di Euclide e varie opere sull'astronomia. Introdusse una notazione matematica per l'algebra e le frazioni. Al-Baqillani (Baṣra, 950 - Baghdad ?, 1013)) Teologo dogmatico. Introdusse il concetto di atomo e di vuoto nel Kalām. Estese l'atomismo al tempo e al movimento, concependoli come essenzialmente discontinui. Una volta, entrato nella corte dell'Imperatore bizantino mentre questi si trovava fra monaci e sacerdoti, si prese gioco di uno dei preti dicendogli: "Come stai? Come stanno la tua famiglia e i tuoi bambini?". Muḥammad ibn Jābir al-Ḥarrānī al-Battānī (Harran, 850 - Samarra, 929) Chiamato nell'Occidente latino Albatenius, il suo più noto contributo fu la determinazione dell'anno tropico in 365 giorni, 5 ore, 46 minuti e 24 secondi. Fu in grado di correggere alcuni dei risultati forniti da Claudio Tolomeo e di compilare nuove tabelle relative al Sole e alla Luna, fino ad allora considerate autorevoli punti di riferimento scientifico, scoprì il movimento dell'apogeo solare, trattò la divisione della sfera celeste e introdusse, probabilmente in maniera indipendente dall'astronomo indiano Aryabhata (V secolo), l'uso del seno nei calcoli trigonometrici e, in parte, della tangente, che formano la base della moderna trigonometria. Il suo più importante lavoro fu il Kitāb al-zīğ (, il "Libro delle tavole (astronomiche)", fondamentale strumento usato da Cristoforo Colombo per i suoi viaggi oceanici che inaugurarono la stagione delle grandi scoperte geografiche. La sua opera astronomica fu per la prima volta tradotta (in latino), ai primi del XX secolo dal grande arabista italiano Carlo Alfonso Nallino (Al-Battānī sive Albatenii Opus Astronomicum. Ad fidem codicis escurialensis arabice editum, Latine versum, adnotationibus instructum a Carolo Alphonso Nallino, Mediolani Insubrum: Prostat apud U. Hoeplium, 1899-1907 - Pubblicazioni del Reale osservatorio di Brera in Milano, n. 40). Nur al-Din al-Bitruji (Alpetragius) (Marocco ?, - Siviglia, 1204) Fu un astronomo arabo e un filosofo di quello che in Occidente viene chiamato Medioevo. Nato nell'attuale Marocco, visse a Siviglia, in al-Andalus. Il cratere lunare Alpetragius è stato chiamato così in suo onore da parte degli astronomi contemporanei.
D al-Dakhwār (Damasco, 1170 – 1230) Medico di grande spicco del periodo ayyubide, nel quale s'illustrò anche Ibn al-Nafīs. Ibn al-Dhahabi (Sohar, ? - Valencia, 1033) Abū Muḥammad ʿAbd Allāh ibn Muḥammad al-Azdī fu un medico, famoso per la sua opera Kitāb al-māʾa (Il libro dell'acqua), che è la prima enciclopedia alfabetica di medicina a noi nota. In essa egli elenca i nomi delle malattie, le medicine adatte e il loro processo fisiologico e il trattamento adeguato. Aggiunge anche numerose informazioni originali sulla funzione degli organi umani e spiega in modo originale il funzionamento della vista, in modo simile a ciò che afferma Ibn al-Haytham. Il libro contiene inoltre un corso per il trattamento di sintomi fisiologici. La tesi principale del suo trattamento è che la cura parte da una dieta controllata e dall'esercizio fisico e, solo se i sintomi persistono, allora dalla somministrazione di farmaci specifici.
Ibn Durayd (Bassora, 837 - Baghdad, 934) geografo, genealogista, poeta e filologo arabo. Scrisse tra l'altro un grande dizionario, "L'insieme della scienza del linguaggio" (), una genealogia relativa alle tribù arabe e il Kitāb al-Ishtiqāq, sull'origine dei nomi propri arabi.
F Muḥammad ibn Ibrāhīm al-Fazārī (Kufa, ? - forse Baghdad, 806) Astronomo, matematico e traduttore attivo nella corte califfale degli Abbasidi Abū Jaʿfar al-Manṣūr, Muhammad al-Mahdi e Hārūn al-Rashīd. A lui si attribuisce la costruzione del primo astrolabio. Ibrāhīm al-Fazārī Padre di Muḥammad ibn Ibrāhīm al-Fazārī
H Albohazen Haly, o Haly Abenragel (Abū l-Ḥasan ʿAlī ibn Abī l-Rijāl) (? - Qayrawan, 1037) Astrologo arabo dell'ultima parte del X secolo e dei primi dell'XI, meglio noto per il suo noto Kitāb al-bārī' fī aḥkām al-nujūm.
Ibn al-Haytham, in Occidente noto come Alhacen/Alhazen/Alhazeni (Bassora, 965 - Il Cairo, 1040) Erudito enciclopedico (chiamato anche solo al-Haitham) considerato come uno dei più eminenti fisici, di cui sono assai noti e apprezzati i contributi di ottica, di Fisica, di Matematica e di metodologia scientifica. È considerato il "padre dell'ottica", il pioniere dell'epistemologia, il fondatore della psicologia sperimentale e il "primo fisico". Il suo Libro sull'ottica è stato uno dei libri che maggiormente hanno influenzato la storia della fisica.
Al-Hajjāj ibn Yūsuf ibn Maṭar (786 – 833) Matematico arabo.
Abū Muḥammad al-Ḥasan al-Hamdānī (Yemen, 893 - Ṣanʿāʾ, 945) Geografo, poeta, grammatico, storico e astronomo, che fu uno dei migliori esempi di intellettuale musulmano durante gli ultimi anni del Califfato abbaside.
Ibn Ḥawqal (Baghdad, 943 - ?, 969) Scrittore, geografo e cronista. Passò gli ultimi 30 anni della sua vita a viaggiare in remote regioni dell'Asia e dell'Africa, scrivendo tutto ciò che vi aveva visto. Il suo lavoro più famoso è la Ṣūrat al-Arḍ ( "La forma della Terra"), in cui egli incluse una descrizione dettagliata della Spagna islamica, della Sicilia islamica e della "Terra dei Romei", termine usato dagli Arabi per indicare l'Impero bizantino. In esso, fra le altre cose, dà una descrizione di Kiev, e si dice che avesse indicato la rotta dei Bulgari del Volga e dei Khazari, forse ad opera di Sviatoslav I di Kiev.
Ibn Hubal (Baghdad, 1122-1213) Medico arabo e scienziato, noto essenzialmente per il suo compendio medico intitolato Kitāb al-mukhtārāt fi l-ṭibb, "Libro delle selezioni in medicina", scritto nel 1165 a Mawṣil (Iraq).
Ḥunayn b. Isḥāq (noto nel mondo latino come Johannitius) (al-Ḥīra, 809-873) Traduttore e medico.
Ḥubaysh b. al-Ḥasan b. al-Aʿsam (Baghdad ? IX secolo) Nipote di Ḥunayn b. Isḥāq. Traduttore dal greco di opere mediche, tra cui Galeno.
I Ibrāhīm b. Sinān (Baghdad, 908 - 946) Figlio di Sinān b. Thābit. Fu matematico e astronomo. Studiò geometria e in particolare le tangenti ai cerchi. Fece anche progredire lo studio della teoria degli integrali.
Ikhwān al-Ṣafāʾ (), ossia Fratelli della Purità o della Sincerità. (Bassora) Gruppo di astronomi, astrologi e filosofi arabi e persiani neoplatonici, attivo a Bassora fin dal X secolo.
al-Idrīsī (Ceuta, 1099 - Sicilia, 1166)