Il Paese dei balocchi (scritto anche Paese de' balocchi) è un luogo immaginario apparso nel romanzo di Carlo Collodi Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino.

Ruolo nella storia

Nel capitolo XXX, la Fata darà l'indomani una festa alla quale Pinocchio sarà trasformato in un bambino vero ed egli invita tutti i suoi compagni di classe. L'ultimo che trova è il suo migliore amico Lucignolo, che però rifiuta l'invito, essendo prossimo alla partenza verso "il più bel paese del mondo", cercando anche di invitare Pinocchio a seguirlo, ma egli rifiuta, pur lasciandosi incuriosire dalle sue incantevoli caratteristiche: niente scuole o maestri, il giovedì è festa e ogni giorno della settimana è giovedì, meno la domenica, e le vacanze durano un anno intero. A portarlo lì, sarà una carrozza che lo verrà a prendere a notte fonda. Pinocchio continua a rifiutare gli inviti di Lucignolo a seguirlo, ma accetta di far compagnia all'amico e salutarlo alla partenza, arrivando a mancare il coprifuoco.

Quando la carrozza arriva, guidata da asini che hanno dei bianchi stivali da uomo invece di essere ferrati, stracolma di bambini, al punto che Lucignolo si deve sistemare sulle stanghe, il cocchiere chiede a Pinocchio se vuole seguirlo. Di principio, il burattino rifiuta, ma con Lucignolo e gli altri bambini che lo incitano e gli fanno pressione, egli cede alfine e si sistema (dopo qualche bizza) su uno dei somari che traina la carrozza, che durante il tragitto mormora a Pinocchio che presto si pentirà di questa scelta, ma l'omino svia subito le preoccupazioni di Pinocchio. La mattina seguente, la carrozza arriva a destinazione. Il paese è descritto come abitato solo da bambini tra gli 8 e i 14 anni, tutti intenti a giocare tra le strade senza preoccupazione con la massima libertà, e sui muri scritte sgrammaticate che decantano la bellezza del paese. Ben cinque mesi passano per Pinocchio e Lucignolo in questo paese, finché si avvera una delle predizioni prefigurate dal Grillo Parlante nel quarto capitolo.

Pinocchio si risveglia nella sua camera d'alloggio con un nuovo paio d'orecchie d'asino. La marmotta sua coinquilina gli rivela che si è buscato la "febbre del somaro": a suon di comportarsi svogliatamente, senza ritegno per la scuola e le sue materie, si trasformerà nel giro di poche ore in un somaro completo. Pinocchio, di principio, incolpa Lucignolo di tutto e, preso un grosso cappello per coprirsi le orecchie, corre a cercarlo, trovandolo infine nel suo dormitorio con lo stesso problema. Rigirando sulla questione dei loro buffi copricapi, infine i due si rivelano le orecchie a vicenda e di principio ridono del loro buffo aspetto, finché non si accorgono che fanno fatica a restare in piedi su due gambe e ben presto il resto del corpo asinino inizia a comparire: zampe, muso, pelliccia e coda. Come se l'umiliazione non fosse già abbastanza, i due perdono anche il dono della parola e riescono solo a ragliare.

Proprio allora giunge l'omino che dopo aver strigliati e imbrigliati, li porta al mercato per venderli. Il narratore rivela che con questo suo abuso della febbre del somaro, l'omino è diventato milionario nel giro di pochi anni. Non sembra esistere una cura per la febbre del somaro, ma la fata è in grado di salvare Pinocchio, quando viene gettato in mare, mandando un banco di pesci a mordicchiare via la pelle di somaro, rivelando il burattino al suo interno.

Locazione Nella descrizione finale dell'omino, il narratore spiega anche che egli "gira per il mondo" in cerca di bambini svogliati ed è inoltre giusto dire che il racconto non renda chiaro se il paese si trovi o meno nell'isola delle Api Industriose, dove Pinocchio e Lucignolo sono partiti, o se si trovi da qualche parte sulla terraferma (raggiunta in sconosciute circostanze: forse tramite un traghetto, un ponte o anche con la magia). Giudicando da come Pinocchio incappi nell'ultimo capitolo in facce familiari e poi nello stesso Lucignolo, venduto ad un fattore, lasciano intuire che non sia troppo lontano dalla sua casa natale, il paese (o quanto meno il mercato) dovrebbe trovarsi quindi sulla terraferma.

Diversi storici e studiosi collodiani hanno identificato il giardino di Tivoli a Firenze, nella zona del piazzale Galileo Galilei, con il Paese dei balocchi. La tipologia dei divertimenti (teatro burattini, animazioni, giostre, ecc...) e il biglietto di prezzo più contenuto per i ragazzi, sono un chiaro riferimento al luogo dove Pinocchio e Lucignolo decidono di andare. Inoltre, lo stesso Collodi era solito sollazzare tra quelle giostre.

Altri media

Il Paese dei balocchi è un posto presente nei vari adattamenti dell'opera di Collodi, spesso rappresentato come un luna park (c'è chi tenta di attenersi all'epoca del romanzo e chi aggiunge attrazioni anacroniste come le montagne russe, che giunsero in Italia solo qualche anno dopo la pubblicazione della storia). Alcune versioni invece mantengono la trasformazione del protagonista in asino, ma non sempre nel paese dei balocchi. Spesso, per semplicità, Pinocchio vi passa solo una giornata al paese dei balocchi prima che la trasformazione abbia effetto. In alcuni adattamenti, viene detto che per guarire dalla trasformazione in asino basti comportarsi bene.

Nel primissimo adattamento del 1911, è un semplice paesello dove i bambini si divertono. L'unica locazione visitata è l'asilo, il dormitorio dove alloggiano Pinocchio, Lucignolo e gli altri bambini trasformati che inizialmente sono scambiati come parte dell'attrazione dal protagonista. Nel film del 1947 Le avventure di Pinocchio di Giannetto Guardone, del paese sono primariamente viste solo la casa dove alloggiano Pinocchio e Lucignolo. Il luna park che è il paese dei balocchi è visto dalle loro finestre. Nel film animato italiano del 1971 Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci, il paese ha l'aspetto di una fiera con scivoli e tiri a segno. Nell'anime del 1972 Le nuove avventure di Pinocchio, il paese dei balocchi è una dimensione oscura comandata da Clarissa, la Strega dei Papaveri, nemica giurata della Fata della Quercia, la quale attira i bambini nelle innocue vesti di una bella ragazza, poi apre per loro un varco dove li attende una carrozza-slitta trainata da renne che li possa portare al paese dei balocchi. Rappresentato come un luna park, la cui attrazione principale è una scuola dove i ragazzi devono ignorare le regole e gli insegnanti e devastare tutto. Anziché venire trasformati in asini, in questa versione, i bambini si accorgono piano piano che i balocchi e i divertimenti vengono rimpiazzati da mostri e demoni, mentre Clarissa rivela la sua vera forma. Quando Pinocchio diventa sua vittima, la Fata della Quercia giunge in suo soccorso e riesce a farlo scappare, per poi ingaggiare una lotta con la sua nemesi (dalla quale sembra uscirne vincitrice). Come Pinocchio torna a casa si scopre che, mentre era nel paese dei balocchi, il tempo non è trascorso nel mondo reale. Nello sceneggiato TV del 1972 Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, il paese dei balocchi è un insieme di baracconi recintati dove diversi dipendenti offrono dolci e giocattoli ai bambini, li allietano con la musica e promettono a loro che il giorno seguente li aspettano delle sorprese, ignari che ciò che gli raccontano sarà sì corretto ma molto diverso da quello che si aspettano. Con il fatto che la febbre del somaro ci mette un solo giorno a fare effetto, tutti i bambini del carico sono trasformati allo stesso tempo e, per quanto Lucignolo e Pinocchio tentino la fuga dal posto, sono subito fermati dall'omino di burro che li riporta dentro in forma di somari. Nello stesso posto, inoltre, avviene il mercato dei somari. Il luogo delle riprese, i Baracconi di Colle Fiorito, venne demolito negli anni novanta per costruirvi il centro commerciale La Triade. Nell'anime Pinocchio del 1976, il paese dei balocchi è un luna park nascosto nel profondo di una selva oscura e un gigantesco orologio senza lancette sovrasta l'entrata a simboleggiare che il tempo non esiste. Dopo aver incontrato Lucignolo, a Pinocchio viene spiegato del posto, con il ragazzo che sfoggia un calendario del posto (da lui fatto) con tutti i giorni segnati come festivi e un biglietto per la carrozza. Pinocchio di principio non gli crede, considerando l'esistenza di tale posto possibile solo tramite la magia. Lucignolo allora lo porta da una veggente che gli spiega che il paese esiste per chi ci crede. Quella sera, dopo che il biglietto viene rubato dal Gatto e la Volpe, i due incappano nella carrozza e sono invitati a bordo. Ben tre episodi sono spesi con Pinocchio, Lucignolo, Volpe e Gatto che si divertono nel paese, tra scivoli, giostre, dolci e montagne russe, con l'ultimo che si conclude con la trasformazione in somaro a seguito di svariati mesi di divertimento. Degno di nota, qualche episodio prima, Pinocchio entra in possesso di un asino parlante di nome Danky, ma non viene mai specificato se sia o un normale animale parlante come tanti o una vittima della febbre del somaro, qua rinominata "asinite acuta", la cui cura è il compimento di un'autentica buona azione. Nel film animato del 1987 I sogni di Pinocchio, un seguito della storia, l'Imperatore della Notte possiede un battello magico al cui interno Pinocchio incappa in un night club, chiamato "La Terra dove i Sogni diventano Realtà" che, in omaggio alla versione Disney, è pieno di bambini disobbedienti che si divertono scolando boccali di birra, ma Pinocchio presto scoprirà che i bambini sono invece inanimate marionette, precedenti vittime usate dall'Imperatore per spingere Pinocchio nel loro stesso circolo vizioso. Nel film animato del 1992, il Paese è un luna park con giostre, stand di dolciumi da mangiare o lanciare e una casa degli specchi dove la trasformazione di Lucignolo e Pinocchio ha effetto. Nel film del 1996 Le straordinarie avventure di Pinocchio, il paese è rinominato Terra Magica ed è un luna park nascosto tra le montagne dietro una cascata. A rendere possibile la trasformazione è una fontana magica che spruzza sopra l'ottovolante: chiunque ne beva l'acqua si trasforma nell'animale che meglio rappresenta, che nel caso dei bambini si tratta appunto di asini. Pinocchio, salvandosi parzialmente dalla trasformazione dopo essere stato sforacchiato per sbaglio da Lucignolo al tiro a segno, si ritrova con solo le orecchie e riesce a liberare gli asini, poi cerca di avvertire gli altri bambini ma Lorenzini, padrone del posto, lo sminuisce. Lucignolo salva la situazione gettando il malvagio nella fontana e Lorenzini inizia a trasformarsi in una balena, costringendolo a scappare in mare, mentre i bambini, ora consci del pericolo, scappano via. A fine film, Pinocchio ha modo di vendicarsi su Volpo e Felinetta dicendo di bagnarsi nella fonte di Terra Magica per diventare ricchi, trasformandoli così in una volpe e una gatta. Come poi spiegato a fine film da Pepe, tutti i bambini sono tornati normali facendo molte buone azioni.