Machico (AFI: , ) è un comune portoghese di abitanti situato nella regione autonoma di Madera.
Geografia fisica Territorio Sebbene si tratti di un territorio prevalentemente costiero, bagnato a nord, a est e a sud dall'oceano Atlantico, l'orografia del territorio del comune è modellata da diversi rilievi e catene montuose, tra le quali spiccano la Sierra del Castanho (), quella del Pedreiro (), il Pico da Coroa () e la Penha de Águia ().
I versanti costieri sono scoscesi, ma l'azione dell'erosione ha favorito la formazione di spiagge di sabbia nera. Nelle località di Caniçal e Porto da Cruz sono presenti spiagge di sabbia vulcanica naturale.
Clima Machico presenta un clima mediterraneo particolarmente mite, caratterizzato da un'escursione termica stagionale ridotta. Risulta leggermente più fresca rispetto a Funchal in tutte le stagioni, pur mantenendo inverni molto temperati ed estati calde e stabili, nelle quali le ondate di calore costituiscono un fenomeno raro. L'escursione termica giornaliera è molto contenuta, con temperature minime notturne frequentemente superiori ai durante la stagione estiva. Si osserva inoltre un ritardo stagionale del periodo più caldo; di conseguenza, la temperatura media giornaliera di ottobre risulta superiore a quella di giugno.
Origini del nome Il toponimo deriva, secondo diversi autori, dalla somiglianza morfologica con la regione di Monchique (catena montuosa dell'Algarve) oppure dal nome di un marinaio che prese parte alla spedizione di João Gonçalves Zarco durante l'esplorazione dell'isola di Madera. Altre ipotesi lo riconducono a Robert Machin (in relazione alla leggenda di Machim), il quale sarebbe stato il primo ad avvistare Madera quando, nel 1377, durante la navigazione verso il sud della Francia, la sua imbarcazione fu deviata dai venti verso l'isola. Quest'ultima teoria è stata ampiamente sostenuta nei secoli XVII e XIX a supporto degli interessi britannici nell'isola di Madera.
Storia
Il primo sbarco documentato nella baia di Machico avvenne tra il 1418 e il 1420 (secondo alcune fonti il 1º luglio 1419) da parte dei navigatori João Gonçalves Zarco e Tristão Vaz Teixeira, evento che segnò l'inizio dell'epoca delle scoperte portoghesi. In occasione dell'approdo venne celebrata una messa di ringraziamento da parte dei frati francescani accorsi con la spedizione.
L'8 maggio 1440 l'infante Enrico il Navigatore istituì la Capitanata di Machico — la prima dell'arcipelago di Madera — affidandola a Tristão Vaz Teixeira e ai suoi discendenti. Il territorio si estendeva da Ponta da Oliveira (Caniço) a Ponta de São Lourenço, spingendosi fino a Ponta do Tristão (Porto Moniz). Il primo nucleo abitativo sorse lungo il corso del torrente locale, sviluppandosi su due sponde: sulla riva destra si concentrarono le istituzioni pubbliche (Municipio, Dogana e la Chiesa Madre), mentre sulla sponda sinistra (Banda d'Além) trovarono sede la Misericórdia e la Capella di Cristo (in seguito intitolata al Nostro Signore dei Miracoli).
Nel corso del XV secolo l'economia locale fu forte spinta dall'introduzione e coltivazione della canna da zucchero, resa favorevole dal clima e dall'abbondanza d'acqua. Nonostante il capitanato non disponesse delle terre più fertili dell'isola (arrivando a coprire nel 1494 circa un quinto della produzione regionale), Machico divenne un primario centro di lavorazione e raffinazione dello zucchero destinato all'esportazione europea. Questo commercio favorì il rapido arricchimento delle famiglie locali e della dinastia dei capitani donatari. Alla fine del secolo, la famiglia Teixeira promosse la costruzione della Chiesa Madre, intitolata alla Nostra Signora delle Concezione.
Sul piano amministrativo, il borgo fu elevato al rango di vila nel 1451, ricevendo il foral nel 1515 per mano di re Manuele I del Portogallo.
Tra gli eventi sismici e idrogeologici di maggior rilievo, nel 1803 un grave smottamento di terreno travolse il centro abitato, distruggendo diverse abitazioni, le arginature del torrente, il ponte principale e la Cappella dei Miracoli (già danneggiata e più volte ricostruita, fino ai successivi restauri operati dopo l'alluvione del 3 novembre 1956).
Il 29 aprile del 1931 Machico fu uno dei teatri principali dello scontro risolutivo che pose fine alla cosiddetta "Rivolta di Madera".
Il 2 agosto 1996 la sede municipale di Machico è stata ufficialmente elevata al titolo di città. Diário da República n.º 178/1996, Série I-A de 1996-08-02
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose miniatura|Cappella del Signore Buon Gesù dei Miracoli miniatura|Chiesa Madre di Machico miniatura|Cappella di San Rocco Cappella del Signore Buon Gesù dei Miracoli La Cappella del Signore Buon Gesù dei Miracoli (), situata nel rione di Banda d'Além a Machico, trova le sue origini storiche legate alle prime fasi dell'espansione marittima portoghese. Secondo la tradizione storiografica, la sua fondazione risale all'arrivo dei navigatori João Gonçalves Zarco e Tristão Vaz Teixeira nell'isola di Madera; in questa occasione venne eretto un altare improvvisato per celebrare la prima messa sull'isola come atto di ringraziamento per la scoperta. Sebbene la tradizione popolare colleghi il sito alla leggenda dei naufraghi Robert Machim e Ana d'Afert, la genesi del tempio è attribuibile alla devozione dei primi esploratori. A causa della vicinanza al corso d'acqua locale, l'edificio fu storicamente soggetto a diverse esondazioni. La più devastante si verificò il 9 ottobre 1803, quando un'alluvione distrusse quasi interamente la struttura e trascinò in mare il crocifisso conservato al suo interno. La scultura venne recuperata al largo da un'imbarcazione e consegnata alla Cattedrale di Funchal. L'evento, considerato prodigioso dalla popolazione, diede origine al culto del Signore dei Miracoli (Senhor dos Milagres). La cappella venne successivamente ricostruita e divenne sede di una solenne ricorrenza annuale celebrata l'8 e il 9 ottobre con una processione serale guidata dai pescatori locali.
Dal punto di vista architettonico e artistico, l'edificio presenta una pianta longitudinale orientata sull'asse est-ovest, composta da una navata e un presbiterio a pianta rettangolare. L'interno è caratterizzato da una pavimentazione a scacchiera bianca e nera all'ingresso e da un coro alto in legno sostenuto da colonne con finitura marmorizzata. Il presbiterio ospita un retablo in legno intagliato e policromato riconducibile allo stile tardo-barocco, verosimilmente realizzato da maestranze portoghesi tra il XVII e l'inizio del XVIII secolo, mentre il soffitto è decorato con una croce in stucco. Negli anni ottanta del Novecento, la struttura e le opere d'arte sono state oggetto di un restauro conservativo volto a rimuovere le ridipinture successive per ripristinare l'aspetto originario.
Chiesa Madre di Machico La Chiesa Madre di Machico (), consacrata a Nostra Signora della Concezione, trae origine dalla quattrocentesca Cappella dei Re Magi, edificata per volontà di Branca Teixeira, figlia del primo capitano donatario Tristão Vaz Teixeira. Nella seconda metà del XV secolo la struttura originale fu ampiamente rimaneggiata e ampliata per assumere il ruolo di chiesa principale della località. Pur avendo subito importanti interventi di restauro nel corso dei secoli XVII e XVIII, l'edificio ha mantenuto pressoché inalterato l'impianto organizzativo medievale.
La facciata principale è caratterizzata da un portale gotico in basalto a cinque archivolti ogivali con capitelli naturalistici, sormontato da un rosone traforato. Il prospetto meridionale presenta un secondo portale ogivale, distinto per la presenza di due archi geminati sostenuti da colonne in marmo bianco con capitelli corinzi, elementi originariamente donati dal re Manuele I.
L'interno è a navata unica, coperta da un soffitto a cassettoni decorato con scudi araldici, lungo la quale si aprono diverse cappelle patronali. Tra queste spiccano la Cappella del Santissimo Sacramento, dotata di una volta a vela costolata con dipinti del XVII secolo, e la Cappella di San Giovanni Battista, legata ai primi donatari, che conserva elementi strutturali e lo stemma originari. L'area presbiteriale è introdotta da un arco trionfale impostato su pilastri addossati e presenta una volta a botte ribassata affrescata con motivi vegetali e un medaglione centrale raffigurante angeli. Il presbiterio accoglie un coro ligneo e un retablo manierista strutturato su un ampio arco a tutto sesto affiancato da nicchie sovrapposte con sculture di santi. L'opera è completata da un dipinto circolare raffigurante la Santissima Trinità e da una tavola centrale con la Glorificazione della Vergine, realizzati da un'équipe di intagliatori e carpentieri locali.
Storicamente la chiesa custodiva anche due importanti opere di scuola fiamminga, anch'esse donate da D. Manuele I (una tavola dipinta raffigurante l'Adorazione dei Magi e una scultura della Madonna col Bambino), successivamente trasferite presso il Museo di Arte Sacra di Funchal.
Cappella di San Rocco La Cappella di San Rocco (), situata nella zona sud-occidentale di Machico parallela alla costa, trae le sue origini da un voto espresso nel 1489 dal capitano Tristão Vaz Teixeira come ringraziamento per il termine di un'epidemia di peste. L'edificio originale, consacrato al protettore dei pestilenti, andò gradualmente in rovina e fu interamente ricostruito poco distante tra il 1739 e il 1751 (anno inciso sopra l'altare maggiore).Pablo de la Riestra: Madeira. Historische Bauten – Edificios históricos, S. 102Zita Cardoso: Touristischer Wanderführer durch den Kreis Machico. Wohin gehen... Sehen... und Unternehmen …., S. 42Câmara Municipal de Machico: Inventário do Património Imóvel do Concelho de Machico, S. 130 Nel corso dei secoli il complesso comprendeva un punto d'approdo per imbarcazioni, una fontana pubblica tuttora conservata e un ospizio per pellegrini, oggi ridotto in rovina. Vincolata come immobile di interesse pubblico dal 1940,Câmara Municipal de Machico: Inventário do Património Imóvel do Concelho de Machico, S. 129Capela de São Roque la cappella è stata anche utilizzata nei primi anni settanta come alloggio provvisorio per i cittadini portoghesi rientrati dalle ex colonie.
Dal punto di vista architettonico, il tempio e l'adiacente sagrestia presentano una pianta rettangolare con l'abside orientata a sud. La facciata principale, rivolta a nord, offre una composizione simmetrica con portale a doppio battente inquadrato da pilastri barocchi e timpano mistilineo, affiancato da due finestre e sormontato da un occhio centrale; alla base scorre una panchina in muratura rossastra, mentre il profilo è interrotto a monte da un campanile a vela ad arco singolo. L'interno custodisce un importante rivestimento di azulejos settecenteschi in bianco e blu raffiguranti episodi della vita di San Rocco, raro esempio conservato nell'isola. La navata è sovrastata da un coro alto in legno sostenuto da pilastri a sezione quadrata, mentre la volta a botte lignea del presbiterio è decorata con motivi ad arabesco. L'altare maggiore presenta una pala intagliata e policromata con soffitto a profilo curvo ornato da decorazioni floreali e dall'iscrizione latina "Eris in peste patronus". Presso la sagrestia si conservano inoltre frammenti di azulejos Seicenteschi del tipo maçaroca. L'edificio continua a essere il fulcro della festività annuale di San Rocco, celebrata la prima domenica di settembre.
Architetture civili miniatura|Forte di Nostra Signora del Soccorso miniatura|Forte di San Giovanni Battista miniatura|Solar do Ribeirinho Forte di Nostra Signora del Soccorso