Biografia Nacque nella cittadina di Wupperhof, presso Solingen, da una famiglia di modeste condizioni che si manteneva con il lavoro di artigiano del padre, un fabbricante di coltelli che in seguito divenne un commerciante di armi. Nonostante le difficoltà economiche, intraprese proficuamente gli studi di medicina che furono interrotti dallo scoppio della prima guerra mondiale alla quale partecipò combattendo in un reggimento di linea.

Finita la guerra Clauberg riprese i suoi studi presso le università di Kiel, poi ad Amburgo e infine a Graz.

Gli studi Nel 1925 si laureò specializzandosi in ginecologia e ostetricia ed esercitando la sua professione come primario nell'ospedale di Kiel e professore nella università della stessa città.

Nel 1933 Clauberg aderì con entusiasmo al neonato Partito nazionalsocialista salendone rapidamente tutti i gradi sino a meritare il distintivo in oro del partito e ad essere nominato Gruppenführer (tenente generale) della riserva nelle SS.

Nel 1937, ad appena 39 anni, venne nominato professore di ginecologia presso l'università di Königsberg dove, dopo numerosi esperimenti condotti su animali e esseri umani mise a punto dei metodi, usati ancora oggi, per il trattamento contro la sterilità femmininile con i preparati ormonali Progynon e Proluton. Si deve a lui il "Test di Clauberg" tuttora utilizzato per misurare l'azione del progesterone nel processo della fecondazione.

Nello stesso tempo divenne primario di due cliniche per malattie femminili, frequentate dalle donne dei gerarchi nazisti, che gli assicuravano dei buoni guadagni e che accrebbero la sua notorietà, alimentando la sua fama di medico illustre e scienziato già diffusa per la pubblicazione di suoi numerosi saggi scientifici.

Anche dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, Clauberg continuò i suoi esperimenti sulla fertilità e sterilità con l'obiettivo di scoprire un metodo non chirurgico che provocasse una sterilità permanente nell'uomo e nella donna.

Quando ci riuscì tenne gelosamente per sé il suo metodo, temendo la concorrenza di altri medici. L'aveva ottenuta negli animali usando una soluzione al 5-10% di formalina che, provocando un'infiammazione alle tube di Falloppio, le chiudeva impedendo il concepimento.

Il problema dell'"igiene razziale" La sterilizzazione coatta (1933-1939)

Heinrich Himmler nel 1933 si era impegnato per la soluzione della sterilizzazione o soppressione dei cosiddetti "mezzo ebrei" (Mischlinge), ovvero dei genitori e dei figli ritenuti eugeneticamente non idonei alla razza ariana e indegni di gravare per il loro mantenimento in vita sul bilancio dello Stato.

Del resto lo stesso Hitler fin dagli inizi della sua carriera politica aveva sostenuto che per lo stato tedesco: «chi non è sano e degno di corpo e di spirito non ha il diritto di perpetuare le sue sofferenze nel corpo del suo bambino»A.Hitler, La mia battaglia, Bompiani 1976, pag.44

Il problema dell'"igiene razziale" era stato quindi affrontato con la "Legge sulla prevenzione delle tare ereditarie" (14 luglio 1933) che stabiliva che dovessero essere sterilizzati coloro che soffrissero di una malattia ereditaria invalidante.

Venivano considerati motivi di sterilizzazione: il cretinismo congenito, la schizofrenia, la psicosi maniaco-depressiva, l'epilessia ereditaria, la corea di Huntington ereditaria, la cecità ereditaria, la sordità ereditaria, le malformazioni fisiche ereditarie, l'alcolismo acutoE. Collotti, Nazismo e società tedesca (1933-1945), Loescher, 1982 pp.317.318 Si procedette quindi a una campagna di sterilizzazione coattiva dal 1º gennaio 1934 che fu applicata a centinaia di migliaia di cittadini tedeschi con una spesa di 14 milioni di Reichsmark (cinque milioni di dollari attuali).Robert J Lifton, I medici nazisti. La psicologia del genocidio, Editore BUR Biblioteca Univ. Rizzoli 2003 p. 47.Esistono discrepanze circa il numero effettivo: United States Holocaust Memorial Museum: 300.000 - 400.000 Henry Friedlander: 375.000 Origins of the Nazi Genocide Gisela Bock: 360.000 + 40.000 (nei territori annessi tra il 1937 ed il 1939) Annual 4 Chapter 14 - Simon Wiesenthal Center Multimedia Learning Center

Tribunali speciali stabilivano chi dovesse essere sterilizzato e punivano come portatrici di "gravidanza di protesta" quelle tedesche che cercassero di rimanere incinte prima della operazione.Gisela Bock, Il nazionalsocialismo: politiche di genere e vita delle donne in G. Duby e M.Perrot, Storia delle donne, Il Novecento, Editori Laterza, 2003, pag.194

La sterilizzazione non visibile

Il 24 agosto 1941Lifton riporta questa data, seppur con alcuni dubbi. Si veda: Lifton, Medici, p. 132 Hitler ordinò la sospensione del progetto segreto Aktion T4. La sterilizzazione forzata dei cittadini tedeschi venne ufficialmente interrotta a causa delle proteste dell'opinione pubblica tedesca, ormai avvertita di quanto stava accadendo, e delle Chiese cristiane, anche se in realtà continuò sino al termine della guerra.La soppressione eugenetica proseguì fino al dicembre 1944, ad opera del personale del T4, contro gli internati ebrei e zingari e i malati inabili al lavoro nei campi di concentramento, secondo quella che fu definita l'"eutanasia selvaggia" (definizione non condivisa da alcuni storici) nell'ambito del nuovo programma Aktion 14F13 (in Andrea D'Onofrio, Razza, sangue e suolo. Utopie della razza e progetti eugenetici nel ruralismo nazista, ed. Clio Press pag.39)

Estendendosi il Reich in regioni densamente abitate da razze ritenute "inferiori", Himmler, coerentemente al suo programma di purificazione della razza ariana, era alla ricerca della soluzione di un problema che andava oltre le dimensioni della sterilizzazione dei disabili tedeschi: occorreva una sterilizzazione con metodi non invasivi che potesse essere utilizzata senza che chi la subisse se ne accorgesse e che fosse applicabile su vasta scala.

Scriveva Adolf Pokorny, medico plenipotenziario del Reich per il potenziamento del popolo tedesco ad Himmler: «Se si riuscisse il più rapidamente possibile a trovare un modo per provocare in un tempo relativamente breve una sterilizzazione non visibile, avremmo una nuova formidabile arma. Quante prospettive si schiudono al solo pensiero che i tre milioni di bolscevichi attualmente assoggettati ai tedeschi possano essere sterilizzati e utilizzati come operai privati della capacità di riprodursi!»

La sterilizzazione era stata attuata chirurgicamente e coattivamente ma ora, anche per rimediare ai forti costi, si cercavano metodi alternativi, come l'uso di farmaci o dei raggi X per sterilizzare intere popolazioni in tempi brevi.

Il gran numero di donne "di razza inferiore" rinchiuse nei campi di sterminio dava ora l'opportunità di utilizzarle come cavie per la ricerca di metodi di sterilizzazione nascosta più economici e più veloci.

Al servizio di Himmler

Nella conferenza del 7-8 luglio 1942, alla quale parteciparono Himmler, il dr. Karl Gebhardt, suo psichiatra personale, e l'ispettore generale dei campi di concentramento Richard Glücks, convocata per mettere a punto un sistema ottimale di sterilizzazione, fu naturale che ci si rivolgesse al molto noto ginecologo professor Carl Clauberg che però era interessato a trovare metodi di incremento della natalità. Gli si chiese di ribaltare le sue ricerche e orientarle sulla sterilizzazione che egli aveva già sperimentato con sostanze irritanti immesse nell'utero di animali.

Per valutare il metodo di Clauberg venne creata dall'Ufficio medico delle SS una commissione apposita che però non arrivò ad una conclusione precisa.

Dopo un anno Clauberg ripropose il progetto scrivendo ad Himmler di essere disposto a fare la sua sperimentazione nel campo di Auschwitz.

Himmler approvò il metodo di Clauberg a condizione che permettesse però che i soggetti da sterilizzare «non si accorgessero di nulla» e a questo scopo gli affiancò il radiologo professor Horst Schumann, già membro attivo di Aktion T4, anche lui interessato alla sterilizzazione tramite i raggi X.

Il metodo Clauberg

Clauberg quindi accettò di proseguire i suoi esperimenti utilizzando il materiale umano di Auschwitz dove, nel dicembre del 1942, s'installò con il suo assistente Johannes Golbel nel famigerato Blocco 10.

Qui il dottor Clauberg, dopo aver chiesto e ottenuto da Himmler fondi per l'acquisto delle attrezzature necessarie,Reimund Schnabel, Il disonore dell'uomo, Macht ohne Moral, traduzione di Herma Trettl, Paperbacks Lerici, Milano 1966 pagg.428-431 ebbe a sua completa disposizione numerose prigioniere convinte a collaborare con la minaccia di essere portate a morire a Birkenau o con la promessa di una vita meno dolorosa nella clinica di Königshütte diretta da Clauberg.

Alle donne Clauberg inseriva negli organi genitali una soluzione probabilmente composta di formalina e novocaina la cui preparazione era affidata alla fabbrica farmaceutica Schering WerkeLa fabbrica Schering come la Bayer era allora una divisione della IG Farben. Dottori dipendenti della Schering parteciparono alla sperimentazione sulla sterilizzazione a Birkenau utilizzando sostanze chimiche prodotte dalla Bayer. Dopo la fine della guerra i dirigenti della IG Farben vennero sottoposti ai processi per crimini di guerra. di cui Golbel era rappresentante.

Senza anestetico venivano iniettate sostanze acide nell'utero: «... le ovaie ne venivano bruciate e insorgevano dolori tremendi.»Testimonianza di Pleskoff Louise, nata il 5 ottobre 1907 residente a Boulogne (Seine) in Rue de Solferino 10, deportata dal 31 luglio 1943 con matricola 52338 in Olokaustos «..Per intere settimane [le donne] soffrivano le pene più terribili e molte morivano»Testimonianza di Goldgevit Chawa, nata il 16 giugno 1912, abitante a Parigi, Rue Fromentin 10, deportata dall'agosto 1943 con matricola 52313 (in Olokaustos )

Vennero utilizzate per il "trattamento" giovani zingareIl Dott. Ritter, aveva istituito nel 1936 un «gruppo di ricerca sull'igiene razziale e la biologia demografica del Ministero della Sanità del Reich», per provare «la pericolosità e l'inferiorità della razza zingara.» Il dottore e la sua aiutante Eva Justin, puericultrice diplomata, dai loro studi avevano ottenuto la « certezza scientifica che la razza zingara pur essendo d'origine ariana, era ormai irrimediabilmente danneggiata da un gene molto pericoloso: il Wandertrieb, che determinava l'istinto al nomadismo.» Gli zingari quindi dovevano subire una sterilizzazione di massa poiché, come «ariani decaduti», erano considerati asociali e criminali.(in Zigeuner - lo sterminio dimenticato, a cura di G. Boursier, M. Converso, F. Iacomini, ed. Sinnos, 1996), ebree e donne di "razza inferiore" dai 20 ai 40 anni come alcune donne greche a cui il dottore «...fece inaridire artificialmente le ovaie, e poi, per osservare il risultato, fece loro aprire il basso ventre.»Testimonianza di Grynberg Rywiza, nata il 10 aprile 1910, abitante a Parigi, in Rue du Tunneln deportata dal 30 luglio 1943 con matricola 52318 (in Olokaustos )

Per effetto degli esperimenti molte donne per le complicazioni a livello del peritoneo e per le emorragie delle vie genitali, con febbre molto alta e sepsi morirono, altre vennero uccise per poterne eseguire l'autopsia.

Quelle più malridotte dal trattamento venivano mandate nelle camere a gas di Birkenau: «Donne giovani e sane venivano sottoposte ad esperimenti da parte di Clauberg. Per intere settimane soffrivano le pene più terribili e molte morivano. Al blocco 10 portavano sempre nuove vittime. Quando arrivava un nuovo gruppo, un altro ormai di relitti umani veniva spedito ai forni crematori di Birkenau... »

Per verificare i risultati della sperimentazione, dopo circa un anno, alcune donne venivano costrette a sottoporsi a rapporti sessuali con prigionieri del campo selezionati a questo scopo: