Arsia (IPA: , ; in ciacavo Aršija) è un comune croato di abitanti dell'Istria sud-orientale a 4,5 chilometri da Albona.

Storia Arsia fu costruita in un anno e mezzo dal regime fascista italiano, in base al progetto dello studio Stuard (Studio di Architettura e Decorazioni) di Triestevedasi “Ferruccio Canali - Architettura del Moderno nell’Istria Italiana (1922-1942), Centro di Ricerche Storiche - Rovigno, Vol. XVII 2006“, coordinato dall’architetto Gustavo Pulitzer Finali, in collaborazione con gli architetti Enrico Ceppi e gli sloveni Zorko Lah e Franjo Kosovel). Fu fondata da Benito Mussolini il 7 agosto 1936, firmando una pergamena, sistemata in un astuccio di legno che fu murato con la prima pietra della Casa del Fascio di Arsiavedasi “Ferruccio Canali - Architettura del Moderno nell’Istria Italiana (1922-1942), Centro di Ricerche Storiche - Rovigno, Vol. XVII 2006“. Il centro carbonifero istriano fu inaugurato dal Duca di Spoleto, Giovanni Host Venturivedasi “Ferruccio Canali - Architettura del Moderno nell’Istria Italiana (1922-1942), Centro di Ricerche Storiche - Rovigno, Vol. XVII 2006“, il 4 novembre 1937. Si trattava della prima città a carattere minerario progettata e costruita dal regime e ad essa seguì Carbonia. Sorse in una zona appena bonificata, con la regolamentazione del torrente Carpano ed il prosciugamento del lago omonimo, per favorire l'insediamento delle famiglie dei minatori impiegati nello sfruttamento delle vicine miniere di carbone.

L'abitato, d'impronta razionalista, fu dotato dei principali servizi: scuole, un ospedale, un campo sportivo, un ufficio postale, un cinema ed un albergo. La chiesa, dedicata a Santa Barbara, patrona dei minatori, è opera, come il municipio, dello stesso Pulitzer Finali. Si presenta con la forma di un carrello da minatore rovesciato mentre il campanile ricorda le lampade impiegate in miniera.

Arsia (già nel 1936 aveva ab.) fu costituito con un territorio comunale di 74,00 km² (con parti dei municipi di Albona e di Barbana d'Istria) quando fu eretta in comune autonomo nel 1937, e contava circa abitanti e lo sfruttamento delle miniere di carbone era al culmine, con 160 chilometri di gallerie già scavate che raggiungevano anche i 350 metri di profondità.

Purtroppo lo sfruttamento intensivo della miniera provocò diversi incidenti minerari mortali; il più grave avvenne il 28 febbraio 1940, quando morirono quasi 200 minatori, e altrettanti furono i feriti che morirono nei giorni successivi. La stampa fascista non diffuse la notizia anche se si è trattato del più grande disastro minerario della storia per numero di vittime italiane.

Dal 1943 al 1945 venne occupata da una guarnigione della Germania nazista. Venne poi presa dai partigiani jugoslavi, che destinarono al lavoro nelle miniere prigionieri e condannati ai lavori forzati.

Nel dopoguerra avvenne l'esodo della gran parte delle famiglie italiane, pur se in larga maggioranza d'estrazione operaia e se molti, almeno inizialmente, avevano guardato con condiscendenza al nuovo ordine comunista iugoslavo.

Annessa alla Repubblica Socialista Iugoslava, nel 1961 vi fu stabilita una colonia di bosniaci che crebbero fino a rappresentare un terzo della popolazione del comune, ma al 2011 sono censiti solo in 190. Mentre la comunità italiana è costituita oggi da una cinquantina di persone.

L'attività estrattiva, già notevolmente ridotta con la seconda metà degli anni sessanta, si concluse definitivamente nel 1992.

Società La presenza autoctona di italiani È presente una comunità di italiani autoctoni che rappresentano una minoranza residuale di quelle popolazioni italofone che abitarono per secoli la penisola dell'Istria e le coste e le isole del Quarnaro e della Dalmazia, territori che appartennero alla Repubblica di Venezia. La presenza degli italiani ad Arsia è drasticamente diminuita in seguito all'esodo giuliano dalmata, che avvenne dopo la seconda guerra mondiale e che fu anche cagionato dai "massacri delle foibe".

La minoranza di lingua italiana aderisce alla Comunità degli Italiani "Giuseppina Martinuzzi" con sede nella vicina Albona.

Lingue e dialetti

Corsi d'acqua Canale d'Arsa (Zaljev Raša); fiume Arsa (Raša); torrente Càrpano (Krapan).

Località Il comune di Arsia (con popolazione totale di 3.197 abitanti) è diviso in 27 frazioni o insediamenti (naselja) con i seguenti abitantiCensimento Croazia 2011, 31-03-2011:

Arsia (Raša), sede comunale: 1.444 Barbi o Villa Barbich (Barbići): 66 Bergodi o Bergotto (Brgod): 157 Brovigne (Brovinje): 82 Càrpano (Krapan): 151 Cerni (Crni): 15 Cugno (Kunj): 72 Diminici o Villa Diminici (Diminići): Dregne o San Nicolo Dregne (Drenje): 45 Lettaia (Letajac): 35 Pesacco o Valpidocchio (Bršica) Poglie San Giovanni (Polje): 25 Ponte d'Arsia (Most-Raša): 78 Ravine (Ravni): 74 San Bòrtolo (Sveti Bartul): 227 San Lorenzo d'Albona (Sveti Lovreč Labinski): 55 Santa Marina d'Albona (Sveta Marina): 51 Schitazza (Skitača): 3 Squaransca (Škvaranska): 5 Stanissovi (Stanišovi): 37 Tonnara o Tunàrizza (Tunarica) Traghettari (Trgetari): 50 Traghetto (Trget): 35 Topido o Topit (Topid): 139 Valmazzinghi (Koromačno): 181 Viscovici (Viškovići): 169 Vlasca (Vlaška) altri abitanti: 2

Altre località nel comune: Buriachi (Burijaki), Cappelletta (Kapelica), Cerovizza (Cerovica), Fillici (Filići), Ivanussici (Ivanušići), Mazzarini (Macarini), San Giovanni dei Negri (Sveti Ivan), Stallie (Stalije).

Amministrazione Gemellaggi

Note

Bibliografia Dario Alberi, Istria - storia, arte, cultura, Edizioni LINT, Trieste, 1997. Mauro Pistis (Luglio - Dicembre 2007). Lettera al Sindaco di Arsia. Il Gazzettino della "Dante" Albonese XII (34): 16. Antonio Pennacchi, Fascio e martello. Viaggio per le città del duce, Roma-Bari, Laterza, 2008, ISBN 978-88-420-8720-5. Francesco Krecic, Arsia, la bianca città del carbone. Storia della fondazione di un centro minerario in Istria fra le due guerre, Forum Edizioni, 2013.

Voci correlate Ferrovia Lupogliano-Arsia Società Anonima Carbonifera Arsa Disastro di Arsia

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Categoria:Città di fondazione nel periodo fascista