Primi anni di vita Suo padre era Bahá'u'lláh, e il suo nonno paterno un ministro di corte: Mírzá `Abbás Núrí. Sua madre, Ásíyih Khánum, era anch'ella originaria di una nobile famiglia della provincia del Mazandaran. Prese nome da un defunto zio paterno, a cui Bahá'u'lláh era stato molto legato. Mírzá Mihdí aveva quattro anni quando suo padre fu arrestato, la loro casa saccheggiata e la famiglia ridotta in povertà. Sua madre in quel terribile periodo, non avendo altro, fu costretta a dare ai bambini anche della semplice farina per saziare la loro fame. Nel 1853, Bahá'u'lláh, liberato dalla prigione, venne esiliato, e il giorno della partenza per Bagdad, in pieno inverno, Mírzá Mihdí, essendo malato e piccolo per affrontare un viaggio così difficoltoso, fu lasciato con la nonna materna a Teheran con la quale rimase fino al 1860, quando poi raggiunse la Famiglia
Esilio ad Akka e trapasso Nel 1863, il giorno della dichiarazione pubblica di Bahá’u’lláh era con lui nel Giardino di Ridvàn a Bagdad, e rimase con lui anche nei successivi esili a Costantinopoli, ad Adrianopoli e infine ad Akka, ai quali Bahá'u'lláh per quasi quarant’anni fu costretto, svolgendo per lui anche funzioni di amanuense. Mírzá Mihdí morì il 23 giugno 1870 all'età di 22 anni in Palestina, allora parte dell’Impero Ottomano, nella caserma/prigione di San Giovanni d'Acri a causa delle gravi ferite riportate cadendo da un lucernario che era rimasto aperto sul tetto piatto della prigione, dove dal periodo del loro arrivo, quasi due anni prima, erano segregati. L'incidente avvenne mentre stava camminando assorto in preghiera e quindi dimentico di quel possibile pericolo.
Mirza Mihdi, morì 22 ore dopo l'incidente dicendo al Padre che gli chiedeva cosa desiderasse, d'offrire la propria vita come sacrificio affinché le porte del carcere potessero essere aperte, e i pellegrini che dall’Iran giungevano per incontrarlo, potessero rendere visita al padre. Il corpo fu posto in una bara, trasportato a spalle e sepolto nel cimitero fuori dalle mura cittadine. Parecchi anni dopo, nel 1939, Shoghi Effendi traslò quelle spoglie mortali per porle vicine a quelle della madre, Ásíyih Khánum, in due tempietti monumentali che approntò per loro, uno accanto all’altro, nei giardini che formano l'Arco Bahai sul Monte Carmelo a Haifa, in Israele.
Note
Bibliografia
Voci correlate Bahá'u'lláh Religione Bahai Shoghi Effendi Ásíyih Khánum Arco Bahai
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