Il pascolo (dal latino pascuum) è una forma di agricoltura estensiva, in genere consistente in una distesa erbosa generalmente utilizzata nella pastorizia per il nutrimento di animali erbivori, come ovini, caprini, bovini ed equini, spesso riuniti in mandrie e greggi. Il termine in generale può riferirsi anche all'attività di pascolo in sé, da parte degli animali includendo in questi anche gli animali selvatici erbivori (cervi, caprioli, daini, camosci, stambecchi ecc...) durante i rispettivi momenti di alimentazione nel loro habitat naturale. Sono ambienti tipici della montagna ovvero presenti solitamente in zone non utilizzabili per la coltivazione, spesso ricavati da zone boscose dal lavoro millenario dei pastori. Le specie vegetali maggiormente presenti nei pascoli sono poacee e fabacee.

Descrizione

Zone di pascolo si trovano frequentemente in montagna (altopiani, valli, radure) o al di sopra del limite della vegetazione arborea (pascolo d'alta quota o alpeggio), ma possono trovarsi anche in collina e pianura in zone non coltivate sgombre di vegetazione. Il pascolo in montagna degli animali di allevamento è solitamente utilizzato d'estate, mentre i pascoli a quote altimetriche più basse (collina e pianura) durante le altre stagioni, com'era tipico dell'attività di transumanza.

Spesso in passato le aree boscose sono state soggette a diboscamento da parte dell'uomo, oltre che per approvvigionamento di legname, proprio per far posto allo sfruttamento dell'ambiente a pascolo. Nelle zone montane è frequente anche osservare lo spostamento da parte dell'uomo di materiali lapidei, che grazie al loro accumulo concentrato solo in alcune zone, consente un migliore e più rigoglioso alpeggio. Le zone di pascolo sono spesso segnate da sentieri, mulattiere e tratturi, spesso create proprio dal transito degli animali.

Gli animali tipicamente vengono lasciati liberi di pascolare (stato brado), a volte seguiti e controllati negli spostamenti da pastori tramite anche l'ausilio di cani da pastore contro eventuali minacce esterne (furti o attacchi di animali selvatici quali lupi, orsi, cani inselvatichiti ecc...). A volte il pascolo può avvenire direttamente in zone opportunamente recintate limitrofe a tenute di allevamenti e insediamenti di allevatori o pastori. Spesso inoltre nelle aree di pascolo sono presenti bivacchi, rifugi e stazzi per ricovero di pastori e animali e abbeveratoi.

Tecniche

Esistono numerose tecniche di pascolo anche con modalità significativamente diverse a seconda del specie di animale interessato. Utilizzando il pascolo come pratica aziendale, diventa rilevante la disponibilità delle diverse specie vegetali variabile nell'arco delle stagioni. Vengono quindi messe in atto tecniche di pascolamento differenti e specifiche al fine di evitare periodi di scarsa disponibilità vegetale, che richiederebbero un maggior investimento economico in risorse alimentari da somministrare in stalla. Si distinguono tecniche con confinamento, con utilizzo di recinzioni fisse o mobili, e senza confinamento.

Con confinamento Pascolo continuo Nel pascolo continuo gli animali utilizzano l'erba del pascolo in modo continuativo, quindi la vegetazione non ha periodi di crescita indisturbata. Riduce le esigenze di manodopera, ma riduce anche il buon utilizzo del pascolo; la disponibilità quali-quantitativa del foraggio non è costante e ci sono ridotte possibilità di sfalcio. Pascolo turnato Nel pascolo turnato gli animali utilizzano la stessa parcella per alcuni giorni e dopo un certo intervallo di tempo (turno) vi ritornano. La mandria non verrà reintrodotta nella parcella fin quando il manto erboso non sarà sufficientemente ricresciuto. Richiede la suddivisione del pascolo in parcelle e una valutazione attenta delle superfici e dei turni.

Pascolo razionato Tramite l’utilizzo di recinzioni mobili prevede la realizzazione di parcelle nelle quali gli animali permarranno per una sola giornata con una superficie tale da garantire la copertura dei fabbisogni giornalieri della mandria. Richiede più manodopera rispetto gli altri sistemi ma garantisce la massimizzazione della produttività del pascolo e del razionamento. Permette di contenere gli sprechi ed evitare l’eccessiva degradazione da calpestio del cotico erboso.

Senza confinamento Pascolo libero Nel pascolo libero gli animali possono muoversi liberamente e senza controllo durante le ore di permanenza al pascolo. È applicabile quando esistono ampie superfici su pascoli magri di montagna. Pascolo brado Nel pascolo brado gli animali permangono per lunghi periodi dell'anno su ampie superfici di pascoli magri e incolti, controllate saltuariamente dai pastori. Si tratta di allevamento destinato di solito alla sola produzione di carne o alla riproduzione. Pascolo guidato Nel pascolo guidato il pastore accompagna costantemente il gregge lungo un circuito. Questa tipologia implica forte impegno di tempo, ma può consentire un'elevata ingestione. Il circuito di pascolo è costituito da una sequenza di aree con diversi gradi di appetibilità e disponibilità alimentare, allo scopo di incrementare l'ingestione e di sfruttare anche le zone con essenze più disponibili, ma meno apprezzate.

All'inizio del circuito, con animali molto affamati, si utilizzano zone con alimenti meno graditi, ma abbondanti, in modo da ridurre il forte appetito del gregge; poi ci si sposta su zone con bassa disponibilità ma elevata appetibilità e successivamente su zone con media disponibilità e appetibilità, dove gli animali effettueranno il loro pasto principale. Infine si possono scegliere zone con alta o media appetibilità in modo da concludere il circuito. Questo può essere attuato mediante l'utilizzo di recinzioni mobili e blocchi di sali minerali che stimolano gli animali a passare in determinate zone.

Nonostante durante le ore di buio l'attività di pascolamento si riduca molto, d'estate si predilige effettuare il pascolo notturno, in quanto la temperatura diurna non invoglia gli animali ad alimentarsi.

Nel sud Italia è piuttosto diffusa la pratica del pascolo misto o in successione, in cui specie con esigenze alimentari diverse vengono fatte pascolare sulla stessa area in successione, in modo da sfruttare al meglio la varietà di specie vegetali presenti.

Sovrapascolo

Il sovrapascolo si verifica quando le piante sono esposte a pascolo intensivo per lunghi periodi di tempo o senza sufficienti periodi di recupero. Può essere causato dal bestiame in applicazioni agricole mal gestite, riserve di caccia o riserve naturali. Può anche essere causato da popolazioni immobili e con restrizioni di viaggio di animali selvatici nativi o non nativi. Non muovendosi da un determinato territorio per natura o per restrizioni, queste popolazioni animali lo sfruttano eccessivamente causando sovrapascolo.

Il sovrapascolo riduce l'utilità, la produttività e la biodiversità del territorio ed è una delle cause della desertificazione e dell'erosione. Il sovrapascolo è anche visto come una causa della diffusione di specie invasive di piante non autoctone e di erbacce. Il degrado del territorio, le emissioni derivanti dall'agricoltura animale e la riduzione della biomassa in un ecosistema contribuiscono direttamente al cambiamento climatico tra gli eventi connessi al pascolo. Strategie di pascolo pianificate di successo sono state a sostegno del bisonte americano delle Grandi Pianure, o degli gnu migratori delle savane africane, o tramite il pascolo pianificato olistico.

Il pascolo in alcuni biomi e regioni Di seguito, la succinta descrizione delle caratteristiche dei pascoli in alcuni biomi e regioni, ordinate per ecoregioni terrestri.

Ecoregione neartica Praterie canadesi

Le Praterie canadesi sono un bioma di praterie e arbusti temperati nel Canada occidentale dal clima semi-arido. Le regioni più meridionali delle Praterie beneficiano di climi continentali umidi con estati calde e inverni freddi. In media, ogni anno nelle praterie si hanno 450 mm di precipitazioni, la maggior parte delle quali si verifica nei mesi estivi (giugno e luglio). Nelle praterie di Alberta, Saskatchewan e Manitoba, che sostengono complessivamente oltre l'80% dei bovini canadesi, si distinguono varie sotto-ecoregioni. La prateria mista, che interessa più della metà delle praterie, fa parte delle aride pianure interne che si estendono dal Canada meridionale fino al Texas. La prateria mista asciutta, che si trova nell'Alberta sudorientale e nel Saskatchewan sudoccidentale oltre che nel Montana e nel Nord Dakota. In questa regione, le specie più diffuse sono Bouteloua gracilis, Agropyron dasystachyum, Hesperostipa comata, Koeleria macrantha e Pascopyrum smithii; gli arbusti più comuni sono Artemisia cana (foto) e Krascheninnikovia lanata (foto). La prateria di erba mista, che circonda la prateria di erba mista secca e si trova nell'Alberta e nel Saskatchewan meridionali, si estende verso est nel Manitoba sudoccidentale, nel Montana e nel Nord Dakota negli USA. La vegetazione è dominata da Elymus lanceolatus, Festuca campestris, F. idahoensis, Hesperostipa comata e Pascopyrum smithii; Krascheninnikovia lanata è l’arbusto più comune. La Prateria a Festuca occupa l'estensione settentrionale delle praterie nell'Alberta centrale e sud-occidentale e nel Saskatchewan centro-occidentale, con sconfinamenti nel Montana. La sua vegetazione comprende, oltre a Festuca campestris, Danthonia parryi, Elymus lanceolatus, Hesperostipa spartea, Pascopyrum smithii e Krascheninnikovia lanata. La prateria di Tall Grass si trova nel sud-est di Manitoba ed è un'estensione settentrionale dell'ecoregione della stessa prateria degli Stati Uniti che si estende verso sud fino al Texas. Comprende Hesperostipa spartea, Schizachyrium scoparium e Sporobolus cryptandrus. Le graminacee coltivate comprendono Agropyron cristatum, Bromus inermis e Poa pratensis, mentre Medicago sativa (erba medica), Trifolium pratense, T. hybridum e T. repens sono tra le leguminose più comuni.

Prateria nordamericana