Lucky Man () è un brano musicale del gruppo inglese Emerson, Lake & Palmer, composto da Greg Lake.

È il brano di chiusura del loro album di debutto (1970) e fu pubblicato in vari Paesi anche come singolo in due edizioni diverse, divenendo fra l'altro uno dei brani più noti del gruppoNote di Bruce Pilato e Martyn Hanson all'edizione in CD a cura della Castle Music / Sanctuary Records..

Il brano Composizione Il cantante-bassista del gruppo, Greg Lake, scrisse la canzone all'età di dodici anni, subito dopo aver imparato i primi accordi sulla chitarraEmerson, Lake & Palmer, Welcome Back My Friends... 40th Anniversary Reunion Concert - DVD, ConcertOne Ltd. 2011 - Interviste al gruppo.. Nella sua autobiografia e in alcune interviste egli spiegò il testo della canzone come una sua «fantasia medievale» su un uomo che aveva donne, ricchezze, onori e gloria che, tuttavia, non lo salvarono dalla morte.

Lake affermò anche di non aver mai modificato il testo da quando scrisse il brano a quando lo incise oltre dieci anni dopo e di averlo sempre cantato a memoria, senza mai aver bisogno di annotarlo. L'autore lo propose anche ai King Crimson nei quali militava nel 1969, ma il brano non incontrò il favore del resto del gruppo.

Registrazione Nel settembre 1970 gli Emerson, Lake & Palmer registrarono, agli Advision Studios di Londra, il loro primo album; Greg Lake, che ne fu anche produttore, racconta che verso la fine del lavoro i tre si accorsero di non avere materiale a sufficienza per completare il minutaggio di un long playing (circa venti minuti per facciata) e che alla domanda se qualcuno avesse altro da proporre seguì «un silenzio assordante».

Lake pensò quindi di far ascoltare agli altri Lucky Man, accompagnandosi con la chitarra. Il brano sul momento non suscitò particolare entusiasmo, ma egli decise comunque di inciderlo e Carl Palmer si offrì di accompagnarlo alla batteria mentre Keith Emerson era fuori al pub. I due registrarono dapprima la base con batteria e chitarra acustica, Lake poi raddoppiò quest'ultima, quindi sovraincise il basso, un assolo di chitarra elettrica e infine la voce, cantando fino a sei diverse parti armonizzate. Emerson al suo rientro in studio rimase favorevolmente colpito dal lavoro e disse: «Beh, magari sarebbe buono se io ci suonassi sopra, dopo tutto». L'unica sezione con una traccia ancora libera su nastro era la coda del brano; il tastierista pensò di registrarvi una parte solista con il sintetizzatore Moog appena acquistato e chiese perciò all'ingegnere del suono Eddy Offord di mandargli la base per provarci sopra. Lake, in sala di controllo, decise all'insaputa di Emerson di schiacciare anche il pulsante di registrazione catturando così la prima esecuzione in assoluto, destinata a diventare quella definitiva; a nulla valse infatti l'insistenza del tastierista a tentarne un rifacimento più ragionato: Lake la trovava così buona che, con una sola traccia a disposizione, l'idea di cancellarla per far posto a un nuovo tentativo gli sembrava un delitto.

Pubblicazione Il gruppo non aveva in mente di pubblicare il brano anche come singolo; in un'intervista del 1974, Emerson dichiarò:

Nella stessa occasione, il tastierista espresse il suo rammarico per l'impossibilità di eseguire il brano dal vivo in modo fedele al disco a causa delle troppe sovrincisioni effettuate in studio:

Formazione Gruppo Keith Emerson – moog Greg Lake – basso, chitarre, voce Carl Palmer – batteria

Crediti Greg Lake – produzione

Note Fonti

Annotazioni

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