Con Corea sotto il dominio giapponese si indica il periodo di governo giapponese della penisola coreana nel corso del XX secolo.
Nel 1905 la Corea divenne un protettorato giapponese e successivamente, nel 1910, fu completamente annessa come colonia nell'Impero giapponese con il nome di Chōsen. Il dominio coloniale finì ufficialmente con la resa del Giappone nella seconda guerra mondiale il 15 agosto 1945, ma terminò de facto solo con la destituzione del governatore generale giapponese il 12 settembre 1945 e de jure con l'entrata in vigore del trattato di pace di San Francisco il 28 aprile 1952.
In questo modo però la Corea non ottenne l'agognata libertà, ma finì al centro della nascente guerra fredda tra gli interessi degli Stati Uniti d'America e dell'Unione Sovietica, nonché, più tardi, della Repubblica Popolare Cinese. Ciò condusse alla divisione del paese in due stati in corrispondenza del 38º parallelo (Corea del Nord e Corea del Sud), la cui crescente ostilità sfociò nella guerra di Corea.
In Giappone questo periodo coloniale oggi viene chiamato Corea sotto il dominio giapponese (in giapponese , Nippon Toji-jidai no Chōsen). Nella Corea del Nord e del Sud invece questa fase oggi viene definita come "Periodo di occupazione forzata da parte dell'imperialismo giapponese" (in coreano ) o Periodo dell'imperialismo giapponese ().
Antefatto fino all'annessione della Corea Corea e Giappone, data la vicinanza, hanno sempre cercato di estendere la loro influenza ognuno a danno dell'altro. Già nel 1420 i coreani provarono ad annettere l'isola di Tsushima durante l'invasione Ōei. Un secolo e mezzo dopo furono i giapponesi a cercare di invadere il vicino.
Dopo l'apertura forzata dei porti giapponesi da parte delle navi statunitensi ed il compimento dei primi passi delle riforme Meiji, vi furono in Giappone spinte per annettersi la Corea: si voleva "fondare un impero come i paesi europei" ed avere delle colonie per acquisire un rango pari a quello delle potenze straniere e non essere dipendenti (Inoue Kaoru). Japanlink: Japanischer Militarismus , autore Marc Verfürth, consultato il 14 giugno 2009 In quel periodo la Corea era uno stato vassallo ed un protettorato autonomo, tributario della Cina della dinastia Qing. Tuttavia per il Giappone era un vantaggio che la Corea all'epoca fosse relativamente debole e per di più isolata, inoltre la Corea offriva un punto di partenza strategicamente ideale per un'ulteriore espansione verso la Cina e la Russia.
Apertura della Corea fino alla prima guerra sino-giapponese Nel 1876 il Giappone costrinse con la forza, mediante l'invio di navi da guerra, la firma del trattato di Ganghwa: Der Brockhaus in Text und Bild 2003 [SW], elektronische Ausgabe für Office-Bibliothek, Bibliographisches Institut & F. A. Brockhaus, 2003; Artikel: "Korea" il "regno d'insediamento" della Corea venne aperto all'economia giapponese e furono stabilite relazioni diplomatiche fra i due stati. Le importazioni di merci e tecnologie, in rapida crescita dopo i trattati commerciali anche con la Cina imperiale e le potenze occidentali, aprirono la Corea a nuove influenze, in particolare della Russia e anche della Germania.
A causa delle condizioni sociali nella Corea della dinastia Joseon, contrassegnate dalla corruzione e dall'oppressione, nel 1894 scoppiò una rivolta contadina ispirata dalla Tonghak, contro la quale fu invocato l'aiuto cinese. L'intervento cinese, secondo i trattati di Tientsin, dava a sua volta al Giappone il diritto di intervenire, del quale esso fece uso inviando proprie truppe d'intervento. Poiché entrambe le parti ambivano all'egemonia sulla Corea e nessuno dei due stati era disposto a ritirare per primo le proprie truppe dopo la fine provvisoria della rivolta, le tensioni sfociarono nella prima guerra sino-giapponese. Dopo la sconfitta nel 1895, per la Cina imperiale seguì il trattato di pace di Shimonoseki, nel quale essa riconosceva la "piena ed ampia sovranità ed autonomia della Corea", perdendo così il suo status di protettorato e gran parte della sua influenza sulla Corea stessa.
Sotto l'influenza giapponese si attuarono riforme di stampo occidentale: ad esempio, l'abolizione degli esami di stato confuciani per i funzionari, come pure l'introduzione, già compiuta in Giappone, del diritto civile tedesco. Nel 1894 le forze giapponesi, nel quadro della rivolta Tonghak, occuparono il palazzo reale ad Hanseong. Poiché l'allora regina Myeongseong si mostrava ostile alla politica giapponese, fu assassinata da sicari giapponesi e coreani un anno più tardi, l'8 ottobre 1895. Byong-Kuk Kim, Assassination of Empress Myongsong, Korea Times, 28 dicembre 2001 L'11 febbraio 1896 il re Gojong, la sua nuova sposa, la principessa Eom Sunheon, ed il principe ereditario Sunjong cercarono rifugio nell'ambasciata russa, che abbandonarono poi nel 1897 in seguito alla proclamazione di un Impero della Grande Corea, attraverso cui fu ufficialmente posta fine alla dinastia Joseon.
Guerra russo-giapponese e protettorato giapponese Dopo la prima guerra sino-giapponese il Giappone dovette di nuovo restituire alla Cina la penisola di Liaodong davanti alla Corea, per esso strategicamente preziosa. Questo accadde a causa delle pressioni internazionali nell'intervento di Shimonoseki. La Cina affittò la penisola alla Russia, che voleva costruire un porto marino libero dai ghiacci a Port Arthur. Il Giappone però interpretò questo come una minaccia alla sua sfera d'interessi. Le tensioni aumentarono quando la Russia cercò di rafforzare la sua egemonia sulla penisola coreana e stazionò delle truppe nella Manciuria. La conseguenza fu lo scoppio nel 1904-05 della guerra russo-giapponese, al termine della quale, il 5 settembre 1905, la Russia sconfitta accettò nel Trattato di pace di Portsmouth, tra le altre cose, che la Corea diventasse area d'interesse giapponese.
Come conseguenza il 17 novembre 1905 ad Hanseong fu concluso il trattato dell'Eulsa, mediante il quale la Corea diventava un protettorato giapponese. Del resto la casa regnante coreana fu integrata nella famiglia imperiale giapponese con "diritto di successione reciproco" insieme al matrimonio del principe ereditario posteriore Yi Eun con la principessa giapponese Masako Nashimotonomiya, mentre dietro al governo coreano stava l'amministrazione giapponese del residente generale Terauchi Masatake. Questi prese su di sé la rappresentanza estera della Corea, l'amministrazione interna e le forze armate. Tuttavia il re Gojong si rifiutò per il momento di riconoscere il trattato, egli sosteneva di non avere sottoscritto il trattato, ma che da parte giapponese gli era stato rubato l'anello con sigillo e che in questo modo si era giunti ad una sottoscrizione illegale. Emperor Gojong's Letter to German Kaiser Unearthed La lamentela del re Gojong davanti alla conferenza internazionale di pace a L'Aia fu respinta nel giugno 1907 con la motivazione che egli non possedeva alcun diritto come sovrano di uno stato, al che il re, dopo un'intimazione da parte del generale residente Itō Hirobumi, si vide costretto all'abdicazione.
Sotto l'amministrazione del protettorato i funzionari giapponesi rilevarono l'amministrazione ed i tribunali ed introdussero regole amministrative giapponesi, la polizia e l'esecuzione della pena furono ugualmente giapponesizzati, l'esercito coreano fu disarmato e sciolto. Nel giugno 1910 la polizia militare giapponese ottenne un comandante in capo, che deteneva anche il controllo sulla polizia civile. Ciononostante si formò una resistenza anche violenta contro il dominio giapponese, proveniente in particolare dalle scuole confuciane e dai gruppi giovanili. Si formò, anche se male armato, un esercito partigiano, che oltre ad attentati alle stazioni ferroviarie e telegrafiche coinvolse in azioni militari anche l'esercito coloniale giapponese, ma da ultimo i partigiani dovettero ripiegare verso Gando, a nord dello Yalu (oltre a 21.000 cinesi, nel 1908 vivevano in questa regione contesa tra la Cina e la Corea 83.000 coreani), dove condussero una resistenza fino al 1915.
Periodo coloniale
Annessione della Corea come provincia giapponese
L'influente politico giapponese Itō Hirobumi il 26 ottobre 1909, nel corso di un viaggio in Manciuria ad Harbin, fu assassinato dal nazionalista coreano An Jung-geun. Il 22 agosto 1910 fu firmato il trattato di annessione nippo-coreano e una settimana dopo, il 29 agosto, l'imperatore Sunjong lasciò il trono. Il nuovo governatore generale fu insediato, anche dal punto di vista formale, come comandante supremo, venendo in questo modo l'intera Corea annessa come provincia giapponese sotto il nome di Chōsen (giapp. ; cor. , Joseon). Accanto ad un grosso schieramento della polizia militare, fu allora stazionata a Chōsen anche una divisione dell'esercito imperiale, che nel 1915 fu poi rinforzata con un'ulteriore divisione.
La presenza di abitanti di stirpe non coreana salì tra il 1906 ed il 1935: 1906: 39.000 1910: 171.543 1920: 346.000 1925: 424.700 1930: 527.016 1935: 619.000 La maggior parte di queste persone proveniva da altre parti dell'Impero giapponese, ma molti dalle isole maggiori dell'arcipelago giapponese.
Società e cultura Non tutti i diritti che spettavano ai giapponesi di stirpe nipponica furono salvaguardati anche per quelli che allora, a partire dal 1910, erano divenuti giapponesi di stirpe coreana. Questo comprendeva tra l'altro il diritto di riunione e di organizzazione, la libertà di parola ed una stampa indipendente: tutti i giornali e le riviste coreane nel 1910 dovettero sospendere le loro pubblicazioni, cosicché oltre ad uno in lingua coreana, rimasero un giornale inglese ed un paio giapponesi, che erano pubblicati dal governo della provincia con riserva di censura.
Con l'incorporamento nell'Impero giapponese fu introdotto anche lo scintoismo come religione di Stato e stabilito il dovere di partecipazione quotidiana alle offerte in templi costruiti a tal fine e l'inchino verso est, la sede dell'Imperatore celeste. Oltre a ciò il calendario cinese fu sostituito con il calendario gregoriano, abituale nel mondo occidentale. Inoltre la lingua giapponese divenne unica lingua nazionale e fu quindi elevata a lingua per l'insegnamento e l'amministrazione.
A partire dal 1886, dunque ancora sotto la dinastia Joseon, si svilupparono – in parte su iniziativa di missionari cristiani stranieri – scuole per ragazze, nelle quali le allieve ricevevano una formazione occidentale. Su questo si formò nel 1898 la società Chanyanghoe (). Il dominio giapponese consentiva d'altra parte un ulteriore, accresciuto ammorbidimento di strutture sociali prima relativamente più rigide, in particolare un cambiamento dei ruoli di genere: fu introdotto il sistema scolastico giapponese con il suo programma, che consentì un'istruzione per l'intera popolazione di Chōsen, e non solo, come precedentemente in Corea, per i ceti elevati aristocratici. L'attuale Università Femminile Ewha ha origine da una scuola femminile. Le donne conseguivano un reddito e potevano elevarsi socialmente grazie all'istruzione e alla professione più facilmente che sotto la dinastia Joseon. Il quotidiano Maeilsinbo pubblicò il 21 luglio 1931 una statistica, secondo la quale nella prefettura della capitale vi erano 9.779 operai maschi a fronte di 3.337 operaie femmine, che erano numerose soprattutto tra le classi d'età più giovani. Negli anni 1920 furono fondate le prime organizzazioni attive per le donne, che incontrarono in parte buona adesione.