La battaglia di Edson's Ridge, nota nella storiografia anglosassone anche come Bloody Ridge battle, fu combattuta tra il 12 e 14 settembre 1942 nel contesto della campagna di Guadalcanal; lo scontro avvenne a sud della testa di ponte statunitense, stabilita il 7 agosto 1942 attorno a Punta Lunga, tra una brigata di fanteria giapponese al comando del maggior generale Kiyotake Kawaguchi e tre battaglioni marine al comando dell'abile tenente colonnello Merritt Edson. Fu la terza battaglia terrestre impegnata nella campagna.

In seguito alla perdita dell'aeroporto sull'isola e al fallimento di un primo, precipitoso attacco nella seconda metà di agosto, l'8ª Flotta di base a Rabaul ebbe ordine di trasferire su Guadalcanal la 35ª Brigata del generale Kawaguchi. Egli dovette affrontare difficoltà impreviste durante la marcia di avvicinamento alla pista aerea e nello schieramento delle sue forze, ammontanti a oltre uomini, a causa dell'assenza di mappe e della giungla intricata. Inoltre non disponeva di sufficienti informazioni circa la reale situazione degli avversari e giunse a sottostimarne grossolanamente sia il numero, sia la combattività.

A partire dalla notte del 12 settembre, secondo i piani di Kawaguchi, le truppe giapponesi sferrarono una serie di assalti frontali lungo un crinale a sud dell'aeroporto, noto come "tumulo erboso", che era parzialmente presidiato da poco più di 800 tra paracadutisti e Raiders al comando del tenente colonnello Edson. Sebbene le difese statunitensi fossero in alcuni punti sfondate e costrette a retrocedere attorno al poggio più alto della cresta, in generale le posizioni ressero gli urti (anche grazie al decisivo appoggio d'artiglieria) e, alla fine, i giapponesi furono costretti a sospendere gli attacchi. Altri assalti, piuttosto scoordinati, avvennero sul lato sud-occidentale e occidentale del perimetro difensivo ma furono rintuzzati, aggravando il bilancio finale dell'operazione per lo schieramento nipponico a oltre tra morti e feriti

La cresta anonima divenne nota dopo lo scontro come Edson's Ridge ("cresta di Edson") o anche Bloody Ridge ("cresta maledetta/insanguinata") a testimonianza del valore dell'ufficiale statunitense e della durezza della battaglia..

Situazione strategica

Il 7 agosto 1942 una flotta composta in prevalenza da unità navali statunitensi sbarcò la 1ª Divisione marine e reparti di supporto sulla costa settentrionale di Guadalcanal, sull'isola di Tulagi più a nord e su isolette prospicienti la massa delle isole Florida. Scopo dell'invasione era interdire ai giapponesi l'utilizzo dell'aeroporto in costruzione su Guadalcanal che, una volta entrato in funzione, avrebbe gravemente minacciato le linee di comunicazione tra gli Stati Uniti e l'Australia. Una volta neutralizzate le forze nipponiche, gli Alleati previdero di risalire le isole Salomone e distruggere l'importante base giapponese di Rabaul (in Nuova Britannia), in concomitanza e in appoggio alle operazioni che il generale Douglas MacArthur stava conducendo dalla primavera del 1942 in Nuova Guinea..

La trascurabile guarnigione nipponica fu colta di sorpresa ed entro la sera dell'8 agosto tutti gli obiettivi erano stati messi in sicurezza.. Il generale Alexander Vandegrift, comandante della divisione, dispose gli uomini di cui disponeva lungo un perimetro difensivo che cingeva, per quanto malamente, il retroterra di Punta Lunga ove sorgeva la base incompleta. Essa fu battezzata "Henderson Field" il 12 agosto, in memoria del maggiore dei marine Lofton R. Henderson che era rimasto ucciso nel corso della battaglia delle Midway a giugno, e il gruppo aereo che operò da queste piste (un insieme eterogeneo di velivoli appartenenti ai marine, all'esercito e alla United States Navy) costituì la Cactus Air Force, dal nome di identificazione in codice di Guadalcanal..

Gli sbarchi alleati causarono notevole stupore nelle alte sfere giapponesi, che però non valutarono correttamente la portata dell'operazione. Il Gran Quartier Generale imperiale, massimo organo direttivo della guerra, assegnò alla 17ª Armata il compito di riconquistare Guadalcanal: la formazione aveva il proprio quartier generale a Rabaul ed era al comando del tenente generale Harukichi Hyakutake, ma da luglio era estesamente coinvolta nell'audace tentativo di occupare via terra Port Moresby, sul litorale meridionale della Nuova Guinea; oltretutto i reparti non ancora impegnati in quel teatro operativo erano sparpagliati nei territori occupati. La 35ª Brigata di fanteria del maggior generale Kiyotake Kawaguchi, forte di uomini (124º Reggimento più varie unità di supporto) e dipendente dalla 18ª Divisione, si trovava nelle isole Palau; il 4º Reggimento fanteria "Aoba" della 2ª Divisione (così chiamato da un castello nella prefettura di Miyagi, da cui proveniva il grosso dei suoi effettivi) era di stanza nelle Filippine; il 28º Reggimento fanteria al comando del colonnello Kiyonao Ichiki, parte della 7ª Divisione di Hokkaidō, era infine ancora a bordo di navi da trasporto a Guam, in attesa di rientrare in Giappone dopo la disfatta di Midway e l'annullamento dell'occupazione del piccolo atollo. Questi reparti iniziarono a muoversi immediatamente verso Guadalcanal ma il reggimento Ichiki giunse per primo, poiché si trovava più vicino all'obiettivo. In realtà solo una parte del reggimento fu sbarcata il 19 agosto: un gruppo di cacciatorpediniere fece approdare il colonnello e 916 soldati nei pressi di Punta Taivu, circa a est del perimetro statunitense; ; ; ; .. Ichiki sottostimò grossolanamente il numero e le capacità delle truppe avversarie e nella notte tra il 20 e il 21 lanciò uno sconsiderato attacco contro le posizioni dei marine. La battaglia fu una carneficina, Ichiki preferì suicidarsi e solo 128 giapponesi riuscirono a tornare indietro a Punta Taivu; qui inviarono un messaggio chiarificatore al generale Hyakutake e rimasero in attesa di ulteriori rinforzi e ordini..

Preparativi giapponesi e statunitensi

Il 23 agosto la brigata Kawaguchi raggiunse la grande base aeronavale di Truk e fu trasbordata su lente navi da trasporto per l'ultima tratta del viaggio. Tuttavia, poiché durante la battaglia delle Salomone Orientali il convoglio fu bersaglio di un pesante attacco aereo che costò la perdita dell'incrociatore ausiliario Kinryu Maru e del cacciatorpediniere Mutsuki, i giapponesi dirottarono la brigata alla piazzaforte di Rabaul, dove i soldati sarebbero stati imbarcati su cacciatorpediniere: queste navi da guerra, infatti, erano capaci di percorrere lo Slot – ovvero lo Stretto della Nuova Georgia – scaricare a Guadalcanal e tornare indietro nell'arco di una singola notte, riducendo così al minimo le possibilità di intercettazione da parte della Cactus Air Force o degli apparecchi imbarcati statunitensi; per converso gli agili cacciatorpediniere non avevano spazio per trasportare artiglieria pesante, veicoli o quantità apprezzabili di cibo e munizioni. Il traffico navale notturno giapponese fu rapidamente battezzato Tokyo Express dai marine, mentre tra le truppe nipponiche era noto come "trasporto per topi"; .. Questi movimenti giapponesi erano stati adattati alla curiosa situazione tattica che quasi subito caratterizzò la campagna: durante il giorno qualsiasi nave che si fosse trovata entro i da Guadalcanal rischiava di essere scovata e distrutta, ma nottetempo le acque delle Salomone erano dominate dalle formazioni navali imperiali..

Il 27 agosto 600 soldati della 35ª Brigata presero posto sui cacciatorpediniere della 20ª Divisione (, Amagiri, Yugiri e Shirakumo) che però, a causa di scarsità di carburante, fu costretta a muoversi prima del tramonto, in modo da poter effettuare la spedizione a velocità inferiore e risparmiare nafta. Le navi furono localizzate durante la mattina del giorno successivo e alle 18:05 undici bombardieri in picchiata Douglas SBD Dauntless del VMSB-232, al comando del tenente colonnello Richard Mangrum,. partirono da Henderson Field: raggiunsero i cacciatorpediniere in un punto a nord di Guadalcanal e centrarono in pieno lo Asagiri, che saltò in aria e affondò; anche lo Yugiri e lo Shirakumo furono più o meno gravemente danneggiati. Lo Amagiri soltanto rimase indenne e prese a rimorchio lo Shirakumo, le cui macchine avevano smesso di funzionare, quindi ripiegò con lo Yugiri in fiamme. Tra le vittime dell'attacco si ebbero sessantadue soldati; ; ..

Le successive spedizioni del Tokyo Express ebbero un maggiore successo. Tra il 29 agosto e il 4 settembre, diversi incrociatori leggeri, cacciatorpediniere e navi pattuglia riuscirono a far sbarcare circa soldati a Punta Taivu: l'intera 35ª Brigata fanteria, un battaglione del Reggimento "Aoba" e il resto del 28º Reggimento. Il generale Kawaguchi arrivò sull'isola il 31 agosto e assunse il comando superiore di tutte le truppe imperiali presenti; ; .. Nella notte tra il 4 e il 5 settembre i cacciatorpediniere Yudachi, Hatsuyuki e Murakumo, dopo aver recato altri rinforzi a Kawaguchi, sfilarono lungo la costa con l'intenzione di bombardare brevemente l'aeroporto e i suoi dintorni; si imbatterono invece fortuitamente nei due cacciatorpediniere trasporto rapido e , che avevano a loro volta appena completato il trasferimento di truppe statunitensi da Tulagi. I giapponesi eseguirono un risoluto attacco alle vecchie e male armate navi, che furono bersagliate e affondate in pochi minuti con la morte di trentatré marinai; ; ..

Nonostante le spedizioni notturne avessero successo, Kawaguchi insistette perché molti soldati della propria brigata fossero mossi tramite chiatte a motore; furono pertanto imbarcati soldati – appartenenti principalmente al 2º Battaglione, 124º Reggimento fanteria – e il relativo equipaggiamento pesante su 61 chiatte motorizzate, che salparono il 2 settembre dalla costa settentrionale dell'isola di Santa Isabel. Su questo convoglio si scatenò la Cactus Air Force il 4 e 5 settembre: i piloti statunitensi distrussero la maggior parte dell'equipaggiamento e provocarono novanta morti nel reparto giapponese, compreso il comandante maggiore Takamatsu; la maggior parte dei soldati, comunque, fu in grado di sbarcare nei due giorni successivi nei pressi di Kamimbo, a ovest della testa di ponte. Alla loro testa vi era il colonnello Akinosuke Oka, che aveva trasferito il quartier generale del suo reggimento al vertice del battaglione; ; ; . Soltanto Griffith parla di 400 perdite tra i giapponesi.. A questo punto Kawaguchi, con circa effettivi a Punta Taivu e altri uomini a ovest dell'aeroporto, ritenne di aver radunato truppe sufficienti per un grande assalto alle posizioni nemiche, che ritenne fossero presidiate da soli marine. Egli divenne presto tanto fiducioso nelle possibilità di vittoria che declinò l'offerta del comando della 17ª Armata di inviare ulteriori rinforzi..

Nel periodo compreso tra la seconda metà di agosto e la prima decade di settembre il generale Vandegrift aveva continuato a rafforzare e migliorare le difese del perimetro. Tra il 21 agosto e il 3 settembre riuscì, a dispetto del controllo del mare esercitato dai giapponesi, a spostare le numerose truppe rimaste su Tulagi e sulla vicina isoletta di Gavutu: si trattava di tre battaglioni, tra i quali il 1º Battaglione Marine Raiders del tenente colonnello Merritt Edson (e per questo motivo chiamato i "Raider di Edson") e il 1º Battaglione Paramarines che però, avendo subito perdite consistenti durante l'occupazione di Tulagi, fu aggregato al battaglione di Edson dal 2 settembre, giorno nel quale completò lo spostamento a Guadalcanal. Queste unità aggiunsero altri soldati alle non molto numerose forze di Vandegrift; ; ; ; . Durante il trasferimento fu perduto il cacciatorpediniere da trasporto , colato a picco da velivoli giapponesi il 30 agosto dopo aver trasportato la compagnia D del 1º Battaglione Raider: 51 membri dell'equipaggio furono uccisi..

Svolgimento della battaglia Movimenti iniziali e azioni a Taivu