La Scuola Grande San Giovanni Evangelista è una scuola di Venezia, situata nel sestiere di San Polo, presso la chiesa di San Giovanni Evangelista.È la scuola di più antica fondazione, fra quelle ancora funzionanti sul territorio della città.

Storia Fondata nel 1261, la Scuola San Giovanni Evangelista, una delle più ricche e prestigiose di Venezia, era una confraternita di "disciplinati o flagellanti", detti anche Battuti, che riuniva attorno a sé la devozione per il proprio santo patrono, san Giovanni Evangelista. Inizialmente la sua sede era a Sant'Aponal, nel 1301 (o forse nel 1307) si trasferì, nella zona della parrocchia di San Stin, presso la chiesa di San Giovanni Evangelista, fondata della ricca famiglia Badoer e sottoposta al loro giuspatronatoLe scritture della Scuola riferiscono indifferentemente entrambe le date, più spesso il 1301: cfr , p. 155 n. 2. Da qui le discrepanze tra gli storici moderni Simeone in , p. 37 riprende il 1301 già esposto in Giuseppe Marino Urbani De Gheltoff, Guida storico-artistica della Scuola di San Giovanni Evangelista in Venezia, Venezia, 1895; Filippo Pedrocco in p. 48 e Annalisa Perissa in , p. 84 preferiscono il 1307..

Qualche anno dopo i Badoer vi costruirono accanto un ospizio per vedove di cui nel 1340 concessero in locazione alla Scuola il piano superiore. Come ricordato nell'iscrizione sotto il bassorilievo posto all'esterno dell'edificio, tra il 1349 e il 1354 i confratelli ristrutturarono gli ambienti per adattarli alle proprie esigenzeFilippo Pedrocco in p. 48 e Annalisa Perissa in , pp. 84-85.. La lapide recita: "M.CCCXLVIIII. FO FATO QVESTO LAVORIER P. MISIER LO VARDIAN DE LA SCOLA DE MISER SEN ZANE VANGELISTA E PER LI SOl CONPAGNI E DELI BENI DELA SCOLA E CON LAIDA D. LI NOSTRI FRARI E FO FATO CON VOLE.TA DEL NOBELE OMO MISER IACOMO BADOER DITO DA PERAGA POR DEL DITO LOGO E CON COSE.TIMENTO DEI NOBILI OMENI MISIER MARIN BADOER DE SEN IACOMO DEL ORIO E MISER MAR.I BADOER DE SENTOSTINA E MISER ZANI BADOER DITO DA PERAGA EMISER MAFIO BADOER DESNTOSTINA E MISER FELIPO BADOER EMISER. ALBE.TIN SO FRAR. TVT.I CAVI E PA.TRO.I. DEL DITO LOGO E P. SIER BO.TOLAMIO DIT. MAZVCO P.COLATOR DEL SOVRADIT. MI.S LO PRIOR."

Nel 1369 la Scuola aveva ricevuto in dono da Philippe de Mézières, cancelliere dei regni di Cipro e di Gerusalemme, un frammento della Vera Croce che aveva a sua volta ricevuto dal patriarca latino di Costantinopoli Pietro TommasoSimeone in , p. 41.. La preziosa reliquia, oggetto di una straordinaria venerazione dovuta ai prodigi ad essa collegati, divenne presto l'elemento di prestigio più caratterizzante ed identificativo della ScuolaSimeone in , p. 42..

Oltre alla croce le insegne della Scuola rimasero comunque sempre, accompagnati talvolta delle iniziali S ZSan Zuane è la versione veneziana di San Giovanni., l'aquila di san Giovanni e il bastone pastorale. Quest'ultimo a memoria di un leggendario episcopato dell'evangelista ad Efeso. Simboli sintetizzati spesso nel solo pastorale ornato da una testa d'aquila sull'estremità del ricciolo. L'insegna veniva posta usualmente sulle proprietà della Scuola ma, dal 1571, fu concesso ai confratelli di poterlo esporre sulle proprie case, pp. 86, 88..

L'incrementato prestigio della Scuola convinse i confratelli ad un ampliamento della e concordato con i Badoer la costruzione di un nuovo ospedale sostitutivo occuparono l'intere edificio e lo riadattarono negli anni tra il 1414-1420. Quest'ultima data è accertata dal fatto che nella stessa commissionarono un primo ciclo di dipinti per decorare le sale, tutti un secolo e mezzo dopo sostituiti da quelli oggi noti. Si trattava di Storie dell'Antico e del Nuovo Testamento ad opera di Jacopo Bellini Le opere ad oggi risultano perdute o disperse ma qualcuno ha tentato di identificarle in una serie di tele dipinte a tempera con pesanti ridipinture successive, ma omogenee per dimensioni e attinenti ai temi ricordati nelle antiche guide, divise tra la Galleria Sabauda di Torino, la collezione Stanley Moss di New York e altre collezioni private, ma provenienti dalla collezione scozzese di William Graham.

Il Consiglio dei Dieci aveva iniziato dal 1467 a marcare delle differenze tra le scuole veneziane definendo le prime quattro scuole di battuti come scolae magnae ovvero Scuole GrandiBrian Pullan in p. 10. e le altre, quelle che vengono citate oggi come «scuole piccole», scolae comunes.

Questa nuova distinzione portò alla decisione di impreziosire la sede con opere ulteriori d'arte e arredo architettonico. Tra il 1478 e il 1481 Pietro Lombardo realizzò il septo che fa da ingresso al campiello della Scuola. Successivamente (1498) si decise di costruire un nuovo scalone di accesso affidandone il progetto a Mauro Codussi. E poco prima si era anche deciso di collocare nella Sala Grande della confraternita una serie di teleri sui miracoli della reliquia della Croce a Venezia, alla cui creazione furono chiamati, tra il 1496 e il 1501, alcuni dei principali artisti attivi in città. Gentile Bellini dipinse tre teleri, due ne eseguì Giovanni Mansueti, uno Vittore Carpaccio, uno Lazzaro Bastiani e uno Benedetto Diana. Un nono era stato dipinto dal Perugino, ma non si è conservato; tutti gli altri sono ora conservati nelle Gallerie dell'Accademia.

Nel Cinquecento intervenne anche Tiziano, dipingendo la Visione di san Giovanni Evangelista (ora alla National Gallery di Washington) per il soffitto della Sala dell'Albergo.

Tra 1727 e 1762, un altro artista, Giorgio Massari, fu chiamato a dare alla Sala Capitolare l'aspetto attuale; nello stesso secolo Jacopo Guarana dipinse per la scuola una Visione dei sette angeli e dei sette vasi.

Dopo cinque secoli e mezzo di attività, a seguito del decreto Napoleonico del 1806 di, la Scuola di San Giovanni venne soppressa assieme a tutte le confraternite e privata di tutti i suoi beni. Si salvò soltanto la reliquia della croce grazie all'interessamento di Giovanni Andrighetti, l’ultimo Guardian Grande.

Sotto il nuovo governo asburgico si era pensato di demolire gli edifici per costruirvi delle case a scopo speculativo e qualcuno aveva progettato di smontare il pavimenti della sala capitolare per ricollocarlo in qualche palazzo o chiesa austriache, ma nel 1830, il ricco imprenditore Gaspare Biondetti Crovato iniziò le trattative per rimettere il complesso in mano ad un gruppo di fedeliFilippo Pedrocco in p. 49.. Soltanto nel 1855 la richiesta venne accolta. La Pia Società per l’Acquisto della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, costituita allo scopo da 83 generosi cittadini, firmò l'atto di compravendita nel gennaio 1856 e, dopo i primi restauri, la Scuola fu ufficialmente riaperta il 27 dicembre 1857Campostrini in , p. 51..

Nel 1877 gli immobili furono trasferiti alla Corporazione delle Arti Edificatorie di Mutuo Soccorso che nel 1892 cambiò il nome in Società delle arti Edificatorie di Mutuo Soccorso nella Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.

Il 17 febbraio 1929 questa società deliberò a sua volta la ricostituzione a pieno titolo della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e ne chiese l'erezione canonica.

Il 7 marzo 1931 papa Pio XI concede alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista il titolo di Arciconfraternita.

Statuto

Il 3 luglio 1979 il patriarca di Venezia card. Marco Cè approva il nuovo statuto della Arciconfraternita Scuola Grande di San Giovanni Evangelista.

Ecco gli articoli più importanti:

art. 2:. Il Sodalizio ha i seguenti scopi:

a) il culto della SS. Croce e di San Giovanni Evangelista suo patrono;

b) il suffragio per gli iscritti defunti;

c) la diffusione della dottrina cattolica con idonee manifestazioni culturali (conferenze, lezioni, ecc.);

d) la formazione dei sodali all'esercizio della carità spirituale e materiale verso i confratelli e i bisognosi;

e) la conservazione della monumentale sede della Scuola e delle opere d'arte ad essa appartenenti.

art. 5: La Scuola è depositaria della preziosa Reliquia della SS. Croce, racchiusa in un artistico reliquiario gotico e ceduta dai conti Marcello con atto 26 luglio 1929 n. 653 di rep. del notaio Antonio Candiani di Venezia al Patriarca di Venezia Card. Pietro La Fontaine che l'ha affidata alla Scuola. Essa è la stessa Reliquia che venne donata nel 1369 alla Scuola, che per secoli l'onorò di culto particolare.

art. 8: La Scuola celebra con particolare solennità:

1) la Festa della Esaltazione della Croce (14 settembre);

2) la festa di San Giovanni Ev. (27 dicembre).

Ogni anno, nel mese di novembre viene celebrata una Liturgia eucaristica a suffragio dei confratelli e delle consorelle defunte

Descrizione

Esterni Il complesso della Scuola Grande è accessibile attraverso il portale del setto, che chiude il campiello sul quale guarda la facciata con l'ingresso.È proprio il setto l'elemento architettonico che conferisce importanza artistica all'esterno del complesso, impressionando, con i suoi decori scultorei rinascimentali, chi passa per la stretta Calle de l'Ogio; sulla struttura architravata, centralmente, è posta una lunetta con i simboli scolpiti della scuola: una grande aquila (simbolo dell'evangelista), posata su tre libri e sovrastata da croce.

A destra del setto è posto l'edificio, che si struttura dapprima su due piani nel palazzo dov'è posizionato l'atrio, per poi ampliarsi posteriormente nel grande edificio di tre piani, dove ha luogo la Sala Capitolare. Sul portale d'ingresso rettangolare, oltre ad un mascherone centrale, sono presenti negli angoli dell'architrave due piccoli bassorilievi con frati inginocchiati nell'atto di pregare, mentre alla sinistra dell'ingresso si trova un bassorilievo di grandi dimensioni con, in alto, Madonna con Bambino e, inquadrati sotto, i confratelli della Scuola Grande riuniti in preghiera davanti al santo protettore. Le aperture del piano nobile sono monofore a sesto acuto.

Interni Scalone monumentale È un capolavoro del bergamasco Mauro Codussi, che ripropose la soluzione a due scale convergenti, già adottata per la Scuola di San Marco. Coperte da volte a botte e fiancheggiate da dossali di pietra scura, le rampe si allargano verso l'alto con un gioco prospettico esaltato dalla cupola finale e dalla luce di un'ampia bifora ad arco. L'architettura nitida e la magnificenza della decorazione plastica ad intagli ed a niello rispecchiano la funzione di accesso solenne ed ufficiale alle sale di rappresentanza, di culto e di governo.

Sala Capitolare (o di San Giovanni) All'interno, il luogo di maggior interesse è la Sala Capitolare, capolavoro di Giorgio Massari, rifatto tra il 1727 e io 1757. Il salone per l'assemblea dei confratelli si presenta vasto e luminoso grazie al soffitto rialzato all'altezza 11 metri, illuminato in alto da dodici finestre ovali di grandi dimensioni: alle finestre circolari sono aggiunte delle bifore di imitazione codussiana. Il sontuoso pavimento è decorato da superfici marmoree policrome. Il salone culmina nell'altare di San Giovanni Evangelista, dov'è rappresentato il Santo, ispirato da un angelo mentre è nell'atto di scrivere il suo Vangelo.Molte tele ornano le pareti col ciclo pittorico Vita di San Giovanni Evangelista, mentre un grande riquadro nel soffitto rappresenta l'Apocalisse.

Oratorio della Croce