I Bengals Brescia sono una squadra di football americano della città di Brescia. Dal 2009, dopo lo scioglimento della NFL Italia, hanno militato nel campionato organizzato dalla Federazione Italiana Football.

Nel 2014 confluiscono nella FIDAF per disputare il campionato U19. Nel 2015 prendono parte al campionato di II Divisione della FIDAF.

Il 28 giugno 2009 i Bengals diventano Campioni d'Italia FIF vincendo il XXIX Superbowl contro i Red Jackets Sarzana.

Il 22 maggio 2011 i Bengals diventano Campioni d'Italia FIF vincendo il XXXI Superbowl contro i Blacks Torino.

Il 19 maggio 2012 i Bengals diventano Campioni d'Italia FIF vincendo il XXXII Superbowl contro i Rams Milano.

Le origini e la storia L'ASD Brescia Bengals American Football Team, denominata anche Bengals Brescia, si è costituita ufficialmente nel 1989 per iniziativa di ex-giocatori della squadra Steel Tigers Cremona. La prima partecipazione al campionato nazionale di football americano avviene nell’autunno dello stesso anno, con l’iscrizione al campionato di serie B.

Nel 1991, il cambio della struttura societaria e dell’organigramma permettono a Virgilio Baresi di venire eletto presidente. Nei primi anni del suo mandato, i Bengals effettuano un salto di qualità attraverso una serie di interventi mirati ad alzare il livello tecnico e tattico della squadra. Pertanto, viene ingaggiato il quarterback Diego Orfeo; nel 1992 viene assunto un nuovo coach, Cereda, che apporta ai Bengals la propria esperienza di successi ottenuti nel campionato nazionale italiano con la squadra Pharaones Milano. Nello stesso anno vengono assunti nuovi assistant coach – Susta e Margnini – per integrare il coaching staff.

La promozione in A2 avviene nello stesso anno e la squadra permane in questa serie fino al 1995, quando la dirigenza, in comune accordo con i giocatori, accetta di aderire al programma di ristrutturazione dei campionati promosso dalla Federazione Sportiva. I Bengals si iscrivono quindi al nuovo campionato di Arena Football – una specialità di football ad otto giocatori e di gran presa sia in America che in Europa. I Bresciani, guidati dal nuovo coach Zammarchi, chiudono imbattuti la regular season, vincono le partite di playoff e si laureano Campioni d’Italia nella finalissima allo stadio Invernici di Brescia.

Al campionato successivo, il 1996, i Bengals si presentano da campioni in carica e sono ritenuti la squadra favorita. Anche questa regular season si chiude con un bilancio senza sconfitte e nella finalissima di Desenzano del Garda la squadra bresciana batte la Virtus Bologna AFT, laureandosi per la seconda volta Campione di Italia. Il 1996 resterà negli annali sportivi del football americano nazionale per merito delle prestazioni atletiche del runner Mauro Carletti e dei difensori Claudio Ferri e Gianfranco Cailè.

Nel triennio seguente (1997-1999) non si registrano altri trionfi sportivi. Da segnalare che nel 1997 si interrompe il record di imbattibilità dei Bengals Brescia per mano degli Skorpions Varese (i bresciani subiscono una sconfitta dopo 25 partite vinte di seguito). La società continua ad effettuare investimenti ed innovazioni, riuscendo anche a produrre una linea propria di prodotti e merchandising che viene distribuita nei negozi sportivi della città.

Il 1999 è l’anno delle grandi opere e delle grandi occasioni: il Comune di Brescia avvia i lavori preparatori dell’impianto sportivo allo scopo di offrire uno spazio specifico alla squadra di football. I Bengals Brescia si iscrivono pertanto nel campionato di massima serie, la Golden League, e avviano una campagna di acquisti consistente. Nuovi atleti vengono acquistati da Piacenza, Milano, Bergamo e per la prima volta nella storia dei Bengals un giocatore statunitense indossa la maglia blu-argento. L’esordio nella massima serie è considerato positivo: la squadra di coach Orfeo si confronta con altre squadre di grande prestigio e dalla solida tradizione sportiva; l’impegno dei bresciani si concretizza nel raggiungimento dei playoff e nella successiva eliminazione dalla corsa al titolo ad opera della Virtus Bologna AFT.

La stagione 2000/2001 è una stagione molto impegnativa nella storia del football bresciano: la costruzione di una squadra competitiva di alto livello è vista di buon occhio sia dalla dirigenza sia dall’amministrazione comunale – la quale deve indirizzare gli investimenti pubblici per l'edificazione dello stadio. Alla corte di Baresi arrivano giocatori provenienti da Bergamo, da Legnano e anche dal Messico (trattasi del QB Josè Luiz Perez). Viene rivoluzionata anche la guida tecnica con l’arrivo di tre nuovi coach: Francesco Angeli Busi e Carlo Lopresti. L’impegno economico è ingente ma le preoccupazioni della dirigenza sono mitigate dalla convinzione che un buon campionato di serie A possa essere il giusto volano per il rilancio dei Bengals e che tale palcoscenico sia necessario per la realizzazione di quella struttura tanto promessa che oramai i giornali chiamano “Casa Bengals”. Il secondo anno di militanza nel massimo campionato fa sentire il proprio peso sul roster bresciano: i numerosi infortuni falcidiano la squadra bresciana e obbliga il caoch Busi a continui cambiamenti nella formazione e di conseguenza nell’assetto di gioco. Il lavoro dello staff porta comunque risultati: nonostante le continue peregrinazioni in diversi stadi comunali per lo svolgimento delle partite (Capriano, Ospitaletto, Rugby Brescia), i Bengals riescono a gestire gli impegni sportivi ed extrasportivi, ottenendo il riconoscimento del pubblico e dei media locali. Tale impegno non viene ricompensato sul campo ed il campionato termina con l’esclusione dai Paly-off.

La stagione seguente 2001 / 2002 si apre con una serie di training camp che richiamano numerosi ragazzi dalla città e dalla provincia. Le nuove leve portano entusiasmo nell’ambiente e mitigano l’amarezza della società per la mancata realizzazione di un impianto sportivo specifico per le necessità del football americano. Il campionato si apre con l’esordio del coach Giannuzzi, che sostituisce Lopresti. Il nuovo coach può disporre della green line bresciana al completo; l’inesperienza della squadra viene compensata dalla freschezza atletica dei giovani giocatori e i risultato lo dimostrano; i Bengals accedono ai Play-off dopo una partita spareggio con i Warriors di Torino (la partita resta negli annali del football americano nazionale per la durata dei tre tempi supplementari “il 40° all’Invernici” ). Nella partita successiva i Bengals vengono sconfitti dagli Skorpions di Varese e la corsa alla finale si interrompe. La delusione per la sconfitta viene comunque compensata – nell’autunno dello stesso anno - dall’esordio della formazione junior nel campionato nazionale. A distanza di quasi dieci anni dalla prima esperienza giovanile i Bengals sotto la guida di coach Giannuzzi, con l’assistenza di Sergio Corti e Alberto Petit-Pierre, approdano alla pole scudetto ma devono inchinarsi di fronte agli Hogs di Reggio Emilia (che diverranno poi campioni d’Italia junior).

La stagione 2003 si apre con il ritorno in panchina del coach Luis Perez, ex quarterback biancoblu nel campionato 2001. Con Perez arriva a Brescia il sistema semi pro messicano che comporta una rivoluzione per l’attacco dei Bengals e una totale riorganizzazione degli allenamenti. Al campo sportivo della Badia coach Perez porta una mentalità fondata sul sacrificio, sulla dedizione personale e soprattutto sulla preparazione atletica. I nuovi e numerosi allenamenti plasmano una formazione agile e veloce, e su queste basi il coach messicano costruisce un sistema offensivo innovativo che regalerà spettacolo per tutta la stagione. I Bengals affrontano lunghe trasferte e forti avversarie riscuotendo ovunque consensi ed ammirazione per il tenore atletico e per il talento delle giovani promesse schierate in campo (in particolare va ricordata la velocità della coppia di ricevitori Degiovanni e Podavitte). Il cammino dei bresciani però si chiude in semifinale per mano dei Crusader Cagliari. La stagione regala comunque altre sorprese: per la prima volta i Bengals Brescia mandano in nazionale un proprio giocatore, Marco Podavitte, il quale verrà nominato miglior giocatore nell’ultimo incontro della manifestazione sportiva contro la Russia. Nell’autunno dello stesso anno la squadra junior partecipa al campionato di categoria sotto il coach Corti, arrivando a contendere le ambizioni del titolo con i Lions Bergamo campioni in carica.

Il Campionato 2004 di A2 vede un avvicendamento sulla panchina bresciana: sotto il segno della continuità i messicani Suarez Olivares, già coach della formazione universitaria di Città del Messico, e Becerra Trejo, assistant coach della nazionale messicana campione del mondo, sostituiscono coach Perez alla conduzione tecnica. Nonostante il cambiamento di coach, non cambiano i metodi di allenamento mentre il playbook dell’attacco bresciano viene ulteriormente affinato. I risultati sul campo non sono al livello delle aspettative riposte nella squadra e nei nuovi coach. La stagione si chiude con l’esclusione dei Bengals dai Play-off. Verrà ricordata comunque l’ultima partita giocata a Torino contro i Blacks, in una situazione di classifica particolare: i Bengals sono già eliminati dai play-off mentre i Blacks cercano la vittoria per accedervi. Contro i pronostici, l’incontro viene vinto dalla formazione bresciana al termine del secondo tempo supplementare.

Nell’autunno del 2004 la formazione Junior dei Bengals partecipa al terzo campionato di categoria, sempre sotto la guida di Coach Corti.

La stagione del 2005 vede il ritorno in squadra di alcuni giocatori che avevano contribuito al raggiungimento dei titoli nazionali 1995 – 1996. Il campionato delle Tigri termina nella prima partita dei Play-off per mano degli Elephants Catania. Al termine del campionato la dirigenza ottiene un riconoscimento indiretto per il lavoro svolto negli ultimi anni: il giocatore Marco Podavitte viene selezionato come prospetto nel campionato professionistico messicano e militerà per l’intera stagione nella formazione della capitale Città del Mexico.

Ancora nell’autunno del 2005, la giovanile di coach Corti partecipa al quarto campionato Juniores.

Nel 2006 per la terza volta il coach messicano Olivares accetta di seguire la crescita tecnica e sportiva dei Bengals, che si ripropongono al palcoscenico della serie A2. I ragazzi del Presidente Baresi iniziano ad integrarsi con i membri della società e formano un coaching staff per supportare l’allenatore Sergio Corti alla guida della giovanile che di anno in anno cresce sempre di più. Viene presentato il progetto ufficiale del nuovo impianto dei Bengals che sarà costruito nel quartiere Villaggio Sereno di Brescia, mentre le gare saranno disputate nel prestigioso impianto dell’internazionale Invernici di Brescia. Lo staff societario viene parzialmente rinnovato con l’innesto di giocatori ed ex atleti di valore e conoscenza tecnica; vengono individuate nuove iniziative per la futura attività della squadra.

Nel 2007 si ha un altro cambio del coaching staff. Arriva come Head coach Gerardo Vera Gomez che porta con sé gli assistenti Alejandro Sanchez Balvanera e Gustavo Aguilera Benitez, il cambio porta ad un'ulteriore crescita del team soprattutto nel reparto difensivo. Per il terzo anno consecutivo viene centrato l’obbiettivo dei play-off. Nel periodo autunnale continua il lavoro per il campionato giovanile al quale prendono parte oramai in quota fissa i Bengals Brescia U 19.