Pescassèroli (; A Péšchë o Zë Péšchë in dialetto locale rispettivamente per gli uomini e per le donne) è un comune italiano di abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Ospita la sede amministrativa dell'ente pubblico di gestione del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.
Geografia fisica Territorio
Il territorio del comune, incluso nell'area protetta del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è geograficamente compreso nel bacino idrografico dell'Alto Sangro, nel suo settore più settentrionale detto anche "Alta Marsica". È situato a est dello spartiacque appenninico in una valle montana che scende dal valico di Gioia Vecchio (Passo del Diavolo, ) fino a una conca montana a quota nel cuore dei monti Marsicani, a ovest del gruppo Montagna Grande (monte Argatone, la Terratta e Serra della Terratta) e del monte Marsicano (), che la dividono dalla vallata di Scanno. A nord-ovest il valico Aceretta mette in comunicazione i territori montani di Pescasseroli e Villavallelonga.
Sul monte delle Vitelle (noto come monte Coste delle Vitelle, ) ha sede l'omonima stazione sciistica che fa parte del comprensorio sciistico dell'Alto Sangro.
Clima
Pescasseroli presenta un clima freddo in inverno e fresco d'estate. A causa dell'esposizione alle correnti umide occidentali, è uno dei centri abitati più piovosi d'Abruzzo con le precipitazioni, anche nevose, che superano spesso i annui, distribuite principalmente nella stagione autunnale, invernale e primaverile. È inoltre uno dei luoghi, a parità di quota, con la temperatura media annuale tra le più basse d'Abruzzo.
Origini del nome L'etimologia del nome si è prestata, nel tempo, a varie ipotesi. Come ha ricordato Benedetto Croce nella monografia intitolata Pescasseroli, se il generico "pesclum" (peschio o pesco) vale come "luogo alto e ripido", configurando nel caso specifico la cresta dove sorgono i ruderi del castello; per "seroli" taluni avevano affermato che potesse derivare da "serra", cioè la chiusura del varco che congiunge alle montagne delle Serre, o, come formulato dal geografo Roberto Almagià, dalla "serretta", vale a dire la piccola serra che dal monte Forcella si protende verso il fiume Sangro. Lo stesso Croce, soggiungendo di non ritenere convincenti tali versioni, suggeriva anche di tener conto dell'ipotesi che il "Pesclum ad Serolum", anche attestato in "Pesculum ad Serule" o "Pesclum Ansericum", potesse significare il «peschio presso il Sangro (dal latino "Sarus"), che nasce poco discosto e scorre sotto quel monte, ancora povero d'acque, ancora piccolo ("Sarolus", piccolo Sangro)»Benedetto Croce, Due paeselli d'Abruzzo: Pescasseroli e Montenerodomo, a cura dei comuni di Pescasseroli e Montenerodomo, Raiano 1999, pp. 75-76..
Storia Dal punto di vista storico il territorio costituì il capolinea della transumanza fin dall'epoca dei Sanniti, ma ebbe anche particolari influenze dei Marsi e dei Peligni.. Incluso nella contea dei Marsi fino all'Alto Medioevo, seguì dal Basso Medioevo in poi, le vicissitudini storiche e culturali del territorio dell'Alto Sangro.
Età antica La città antica di Plestinia, in passato localizzata dagli storici marsicani come Muzio Febonio tra le alture di Campomizzo e Pescasseroli, sarebbe con ogni probabilità riconducibile ai resti della Rocca Vecchia di Pescina, nella valle del Giovenco. Il versante iniziale dell'alta Val di Sangro fu in antichità una terra di passaggio dei Marsi, dei Peligni e delle tribù sannitiche. Dopo la colonizzazione romana quest'area fu soggetta all'ager della città volsca di Atina, oltre Barrea invece a quello della città pentra di Aufidena. Al termine delle guerre sannitiche l'ager "marsorum" altosangrino non venne stravolto con l'inclusione alla gens Sergia dei territori posti nei pressi del confine indicato dal monte Marsicano, in particolare l'oppidum della val Fondillo di Opi e l'area di Pescasseroli.
Il tratturo Pescasseroli-Candela costituiva un percorso pastorale della transumanza dai monti abruzzesi al Tavoliere delle Puglie. Lungo 211 chilometri è il secondo (o terzo) tratturo più lungo dell'Italia meridionale.
Età medievale e moderna
Il castello-recinto medievale, situato sul colle che domina il nucleo urbano contemporaneo, venne edificato a cominciare dall'XI secolo. La località acquisì il toponimo di "Serule" e successivamente di "Pesculum ad Serule". Caduto in rovina il centro fortificato fu abbandonato definitivamente nel corso del XIV secolo in favore del centro abitato che si sviluppò a valle.
Pescasseroli è stata inclusa tra i domini della famiglia Borrello (XI secolo) e come "suffeudo" dei Di Sangro. Da questi, dopo la caduta degli Svevi, giunse ai d'Aquino. Nel 1349, quando Adenolfo II d'Aquino perì, con tutta la famiglia, sotto le rovine del castello di Alvito, andò al ramo dei conti di Loreto. Nel 1461, la baronia di Pescasseroli fu ereditata da Antonella d'Aquino, marchesa di Pescara.
Alla fine del XVI secolo, il feudo fu venduto a Giovan Giacomo di Sangro, che morì nel 1607. Messo all'asta si registrò, da questo punto fino all'inizio del XVIII secolo, una lunga successione di diversi possessori, finché nel 1705, per il prezzo di ducati, fu acquistato dalla famiglia Massa di Sorrento, ultimi baroni di Pescasseroli, prima dell'affacciarsi della nuova borghesia ottocentesca, nel caso specifico esemplificata dalla famiglia Sipari...
Età contemporanea Dall'età napoleonica (1811) all'Unità d'Italia (1860) fece parte del distretto di Avezzano, successivamente del circondario marsicano fino al 1927.
Il Novecento Il Discorso di Croce
Poco dopo la nomina di senatore del Regno, ed ormai quarantaquattrenne, Benedetto Croce tornò per la prima volta dalla nascita a Pescasseroli nell'agosto del 1910. Il 21 agosto di quell'anno, dal balcone di palazzo Sipari, pronunciò un discorso, più noto come Discorso di PescasseroliPubblicato per la prima volta nel fasc. 1-2/1966 della «Rivista Abruzzese» e ristampato nel volume La lunga guerra per il Parco nazionale d'Abruzzo, (Quaderni di Rivista Abruzzese, 24), Lanciano 1998, pp. 15-18., nel quale salutò i propri concittadini, rammaricandosi per non essere tornato prima. La ragione di ciò era dal filosofo individuata nel timore (utilizzò anche il termine "fantasma") di disperdere le belle immagini che del borgo marsicano si era fatto, come in un sogno, attraverso i tanti racconti che, quando era piccolo, aveva udito dalla madre, Luisa Sipari. Aveva dunque paura che il sogno non corrispondesse alla realtà. Questa, tuttavia, era migliore del sogno, tanto che Pescasseroli gli parve «più bella, più ampia, più gaia» e persino «più civile» di come l'aveva vagheggiata. Belle parole, quelle di Croce, che si conclusero anche con una sorta di profezia, secondo la quale il nome del suo paese natale sarebbe diventato in pochi anni «familiare a tutti», perché a Pescasseroli sarebbero arrivati «da ogni parte, i villeggianti e gli escursionisti». Nel riconoscergli quell'antiveggenza che soltanto certi grandi uomini possono vantare, non va trascurato che una parte della fama del borgo sia dovuta anche all'opera dello stesso filosofo, che presentò, da ministro della pubblica istruzione, il disegno di legge Per la tutela delle bellezze naturali e degli immobili di particolare interesse storico (approvato poi con la legge 778 del 1922), primo fondamento legislativo dei parchi nazionali italianiSu questi aspetti cfr. L. Arnone Sipari, Il percorso di Croce all'ecologia liberale attraverso le radici familiari, in Croce tra noi (Due giornate di studio, Pescasseroli-Università degli Studi di Cassino, 3-4 giugno 2002), Mephite, Atripalda 2003, pp. 25-37., e che scrisse la monografia di Pescasseroli, più tardi collocata in appendice alla prestigiosa Storia del Regno di Napoli. In seguito a quella visita, Croce donò al comune il manoscritto della Logica, che, dedicata ai suoi genitori, era uscita nel 1909.
Il 13 gennaio 1915 il catastrofico terremoto di Avezzano danneggiò in parte il centro storico del paese.
Già costituito il 25 novembre 1921 con direttorio provvisorioErminio Sipari "Relazione del Presidente del Direttorio provvisorio dell'Ente Autonomo del Parco Nazionale d'Abruzzo alla commissione amministratrice", Tipografia Maiella, Tivoli, 1926. Tutti i documenti del periodo sono riportati in "Scritti scelti di Erminio Sipari sul Parco Nazionale d'Abruzzo (1922-1933)" a cura di Lorenzo Arnone Sipari, Temi editrice, Trento, 2011., il parco nazionale fu inaugurato il 9 settembre 1922 a Pescasseroli, sede amministrativa, e istituito ufficialmente come "parco nazionale d'Abruzzo" l'11 gennaio 1923.
Dopo i danneggiamenti della seconda guerra mondiale il centro tornò a ripopolarsi grazie soprattutto al fattore del turismo. Superata anche la criticità dovuta ai danni causati dal terremoto dell'Italia centro-meridionale del 1984, la cittadina è diventata una delle mete turistiche della regione, grazie soprattutto alla presenza delle infrastrutture sportive e ricettive sorte a seguito dell'istituzione dell'ente parco.
Nel 1971, anno di istituzione delle comunità montane, il territorio entrò a far parte della Comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia, soppressa nel 2013.
Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM del 9 dicembre 1958. Nello scudo è rappresentato san Paolo con la spada. Il gonfalone, concesso con DPR del 19 gennaio 1959 è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di San Pietro e Paolo Antica chiesa situata nel centro storico. Fondata intorno al 1100, in essa si trova una statua lignea di colore nero raffigurante la "Madonna col bambino" datata intorno al XIII secolo. L'8 settembre 1752 il Capitolo Vaticano, inviando una preziosa corona d'oro, procedette alla solenne incoronazione della scultura della Madonna Nera dell'Incoronata. Chiesa della Madonna del Carmine, detta anche "chiesa del Carmelo", costruita nel corso del 1700. Cappella dell'Addolorata (o chiesa di Santa Maria degli Angeli), che appare per la prima volta in un documento del 1638. Situata accanto al palazzo Sipari è inclusa nel patrimonio della fondazione Erminio e Zel Sipari. Chiesa di Santa Lucia, menzionata in un documento del 1693. Santuario di Santa Maria di Monte Tranquillo, esistente già dal XII secolo conserva una statua lignea della Madonna Nera..
Architetture civili
Palazzo Sipari Nel centro storico è situato il palazzo della famiglia Sipari, costruito nel 1839 al posto del palazzo dei baroni Massa, ex feudatari del luogo. "Reca l'impronta di una squisita semplicissima architettura combinata con gli ultimi elementi del periodo neoclassico che languiva e con qualche reminiscenza dell'impero trionfante. Il vasto palazzo, ricco di terrazzo giardino e di sale immense, è notevole specialmente per una strana antiveggenza dell'antenato Sipari che lo volle. Quando fu costruito, la valle non era corsa che da una via mulattiera, la carrozza per Pescasseroli era ancora un sogno. E pure le porte furono aperte così vaste, gli androni furono architettati così comodi da permettere dopo un secolo il libero moto alla più poderosa automobile", così scrisse Emidio Agostinoni, in Altipiani d'AbruzzoItalia Artistica, 64, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, Bergamo 1912, p. 28.. Il palazzo ospita la casa museo gestita dalla fondazione intitolata ad Erminio Sipari, deputato, naturalista ed ambientalista nonché fondatore del parco nazionale, e a sua moglie "Zel Sipari". Il 25 febbraio 1866 nacque nel secondo piano del palazzo il filosofo Benedetto Croce. Molino di San Rocco Mulino ad acqua edificato nel 1885 da Carmelo Sipari per macinare il grano e i cereali. Dotato di turbina ad azione e di due macine, è stato in funzione fino al secondo dopoguerra.