La Destra era un partito politico italiano fondato da Francesco Storace nel 2007 e disciolto nel 2017.
Il suo nucleo originale fu la corrente della destra socialeLa definizione di 'destra sociale' si ritrova in vari scritti politici, tra cui e di Alleanza Nazionale, la cui scissione avvenne in risposta alle scelte di Gianfranco Fini, ritenute centriste.
Storia Le origini: D-Destra Francesco Storace, perse le elezioni regionali laziali del 2005, a partire dal giugno dello stesso anno inizia a manifestare una crescente insofferenza per la gestione di Alleanza Nazionale da parte di Gianfranco Fini.
Il 18 settembre Nello Musumeci lascia il partito lamentando «un forte deficit di democrazia» per fondare Alleanza Siciliana.
Il 29 giugno 2006, perse anche le elezioni politiche, Fini riuniva l'esecutivo di AN. A suo dire il gruppo «deve ripensarsi, verificare se il 12% è il nostro limite massimo o se possiamo andare oltre Fiuggi» per costruire «un partito popolare e nazionale, di respiro europeo». Storace avvertì: «Le novità non mi spaventano, ho a cuore i contenuti e se sono affezionato al simbolo, lo sono ancora di più alla politica. Non sapremmo che farcene di un partito di centro che guarda a destra, attenti al politichese. All'Italia serve una destra di destra». Storace, in disaccordo con lo spostamento verso il centro di AN, per cui insieme ad altri esponenti si stacca dalla Destra Sociale di Gianni Alemanno e alla fine del seminario Una destra di destra a Camaldoli del 15-16 luglio, si riorganizza come associazione D-Destra. Come primo atto eclatante, Storace diserta polemicamente l'esecutivo di AN del 25 luglio.
L'8 ottobre la linea di Fini di portare AN in tre anni nel Partito Popolare Europeo fu approvata dall'Assemblea Nazionale di AN. Pochi giorni dopo Storace annuncia possibile una sua scissione, ma preferirebbe un congresso dove poter battagliare contro il «moderatismo a tutti i costi» di Fini.
Il 14 e 15 ottobre a Fiuggi un convegno sancì la nascita ufficiale della corrente D-Destra.
Il 9 novembre Storace chiese le dimissioni di Fini, il quale a sua volta estromette il capo di D-Destra dall'esecutivo. Storace chiede spiegazioni le quali giungono subito con una nota ufficiale AN: «Dispiace che Storace cerchi la polemica ad ogni costo. L'esecutivo è un organo fiduciario e le reiterate posizioni politiche del senatore, in dichiarato dissenso con la linea del partito, dimostrano inequivocabilmente il venire meno di questo rapporto».
Scissione e fondazione del partito Dopo altri mesi turbolenti, il 3 luglio 2007 Storace lasciò AN con una lettera pubblica su www.storace.com e aprì la scissione de La Destra mostrando il nuovo logo. Nell'immediato lo seguì solo il deputato Antonio Pezzella.
Il 31 luglio si ebbe la conferenza stampa di presentazione del movimento con la presenza di Teodoro Buontempo, che si era deciso a lasciare AN cinque giorni prima, mentre e il 10 e 11 si svolse l'assemblea costituente a Roma, presso l'EUR.
Adesioni I primi ad aderire furono l'eurodeputato Nello Musumeci con la sua Alleanza Siciliana, l'onorevole Alberto Arrighi leader storico del mondo giovanile del MSI e di Alleanza Nazionale legata alla Destra sociale ed estensore del Programma del movimento di Storace, la dottoressa Luisa Regimenti. Dopo l'adesione del deputato Antonio Pezzella lasciarono AN anche il deputato Roberto Salerno, il senatore Stefano Losurdo, il senatore Stefano Morselli, l'ex senatore Michele Florino e l'ex sindaco di Foggia Paolo Agostinacchio, oltre a diversi altri consiglieri regionali, provinciali e comunali.
Il segretario nazionale di Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli, propose un'alleanza elettorale per la formazione di un nuovo blocco di destra sociale.
26 luglio 2007: aderisce al movimento anche un altro esponente storico di Alleanza Nazionale, Teodoro Buontempo, che rivestirà il ruolo di presidente della nuova formazione. 27 luglio: fondazione ufficiale del nuovo partito, la cui sede è a Roma. 30 luglio: costituzione al Senato della componente "La Destra" (LD) all'interno del gruppo misto, con l'adesione di Storace e Losurdo, ai quali il 15 settembre si unisce anche il senatore Stefano Morselli, proveniente da Alleanza Nazionale. 10 settembre: costituzione alla Camera dei Deputati della componente "La Destra" con Teodoro Buontempo, vicepresidente del gruppo misto e le adesioni dell'ex sottosegretario alle Riforme Nuccio Carrara e dell'ex deputato Michele Rallo. 7 ottobre: adesione del movimento Alleanza Siciliana, guidato da Nello Musumeci, in seguito al congresso di Catania. 26 ottobre: ingresso in LD anche di Antonio Rastrelli, figura storica della Destra campana ed ex presidente della regione. 10 novembre: adesione della deputata Daniela Santanchè, che intervenne ai lavori dell'assemblea costituente del nuovo partito dopo aver formalizzato, alcune ore prima, le sue dimissioni dal gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale. 18 gennaio 2008: adesione dell'ex ministro della Lega Nord Giancarlo Pagliarini. 28 febbraio: candidatura con LD di Paola Ferrari, conduttrice televisiva e moglie dell'imprenditore Marco De Benedetti. 19 marzo: accordo con il Fronte Sociale Nazionale
All'Assemblea Costituente presero parte anche Assunta Almirante, vedova di Giorgio Almirante, ed il leader di Forza Italia e della Casa delle Libertà Silvio Berlusconi. La presenza di quest'ultimo sarà causa di forti malumori all'interno di Alleanza Nazionale, alimentando voci per cui il vero regista della scissione sarebbe stato proprio il Cavaliere, intenzionato ad indebolire Gianfranco Fini, considerato suo possibile rivale in una corsa alla leadership (una settimana dopo avverrà la rottura definitiva tra i due leader, in seguito alla decisione di Berlusconi di chiudere la CdL, e il partito di Storace si distinguerà da quello di Fini decidendo di rinnovare la propria fedeltà all'alleato). La voce si rivelò infondata e tendenziosa, proprio per il veto di Fini alla presenza scomoda de La Destra nel centrodestra.
Il giorno dopo la fondazione de La Destra, il presidente nazionale di Azione Giovani, Giorgia Meloni, attraverso le colonne del Secolo d'Italia, invitò Francesco Storace a rinunciare al simbolo scelto (una mano che sorregge una fiaccola), rivendicandolo come proprietà del movimento da lei presieduto e minacciando in caso contrario azioni legali.
La risposta di Storace: «Manderò la richiesta della vicepresidente della Camera alla mia mailing list, insieme al suo indirizzo di posta elettronica, così saprà direttamente da tantissimi militanti che un simbolo non è proprietà privata ma appartiene a una comunità libera di scegliere le proprie strade».
Elezioni politiche, regionali e amministrative del 2008
Con la nascita del PdL, l'esperienza della CdL dopo 12 anni è definitivamente conclusa. Adesso il leader di questo nuovo soggetto, Silvio Berlusconi, chiese a tutti i moderati di centrodestra di confluire in questo grande contenitore, abbandonando i propri simboli di partito. Storace sbottò: "Noi non abbandoniamo la nostra gente come qualcuno ha fatto..." (riferendosi alla scelta di Fini) e dalla trasmissione "Otto e mezzo" di La7 dell'11 febbraio del 2008 non mancava di accusare Fini e Berlusconi, per l'operazione verticistica compiuta con la nascita del PdL. In più ricorrenze pubbliche tra la sua gente, Storace ha riportato le parole riferite personalmente a Silvio Berlusconi: "Noi non ti chiederemo posti o poltrone, ma non chiederci mai di rinunciare ai nostri valori!". Sempre in polemica con Fini, Storace in varie interviste ha ricordato che: "Non si vende un'intera storia Italiana per diventare ministro degli esteri", riferendosi al viaggio che lo stesso Fini compì a Gerusalemme, rinnegando il passato a cui lui stesso era appartenuto.
Il 15 febbraio La Destra raggiunse un accordo con la Fiamma Tricolore per una lista comune La Destra-Fiamma Tricolore, a cui aderiranno anche il Fronte Sociale Nazionale e numerosi gruppi locali, fra i quali il Comitato Destra per Milano, candidando come Presidente del Consiglio Daniela Santanchè, dal sito ladestranews.it. La lista però ottiene il 2,4% alla Camera e il 2,1% al Senato, non ottenendo nessun seggio al Parlamento. Il risultato comunque fu tutt'altro che negativo, considerato il ridotto tempo avuto a disposizione per mettere in piedi la nuova formazione e soprattutto la concorrenza spietata effettuata dagli ex colleghi di Alleanza Nazionale ora confluiti nel PdL.
In contemporanea alle elezioni politiche si svolsero anche le elezioni amministrative e provinciali. Il partito, escluso dalla coalizione di centro-destra, si presenta con propri candidati riproponendo in alcune realtà la lista unica La Destra-Fiamma Tricolore lanciata a livello nazionale. I risultati più importanti vengono raggiunti a Massa (dove il candidato sindaco viene eletto consigliere con il 7,3%), a Viterbo (un consigliere eletto con il 3,4%) e a Roma dove il segretario Storace ottiene il 3,3% da candidato sindaco ed entra in Campidoglio. Alle elezioni provinciali il partito si presenta a Varese (2,4%), Massa-Carrara (3,9%), Roma (4,5%) dove il candidato presidente Teodoro Buontempo è eletto consigliere, Foggia (3,8%), Catanzaro (2,7% ed un eletto) e Vibo Valentia (2,1%). La Destra non partecipa alle elezioni regionali in Valle d'Aosta e in Friuli-Venezia Giulia, mentre si presenta alle regionali in Sicilia dove il candidato presidente Ruggero Razza raccoglie l'1,6%. Alle amministrative siciliane Nello Musumeci era candidato sindaco a Catania con la propria lista civica e raggiunse il 25,16% mentre La Destra eleggeva consiglieri nelle province di Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Enna e Catania. Per le regionali in Trentino-Alto Adige, La Destra si presenta solo nella provincia di Trento a sostegno del candidato del centro-destra Sergio Divina ottenendo lo 0,6% mentre in Abruzzo il candidato presidente Buontempo raccolse l'1,9%.
Elezioni europee e amministrative del 2009
Il 20 luglio 2008 Storace si dimette da segretario in vista del Congresso nazionale convocato per novembre. Emergono due linee che si confrontano sostanzialmente sul tema delle alleanze: Buontempo, Musumeci e Storace si dichiarano fortemente contrari alla confluenza nel Popolo della Libertà, che invece non è escluso dalla Santanchè, che successivamente deciderà di abbandonare il partito prima del confronto congressuale fondando il Movimento per l'Italia.
Dopo la scissione e la rottura del rapporto con la Fiamma Tricolore, alle elezioni europee del 2009 La Destra presentò una lista comune con il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo, il Partito Pensionati di Carlo Fatuzzo e l'Alleanza di Centro di Francesco Pionati: L'Autonomia. La lista però ottiene solo il 2,2% dei voti, ben lontano dalla clausola di sbarramento del 4%. Questa volta il risultato è molto inferiore alle aspettative se si considera che i due principali partiti che compongono la lista, La Destra e l'MpA, alle politiche dell'anno prima avevano ottenuto rispettivamente il 2,43% (assieme a Fiamma Tricolore) e l'1,13%.
Alle contemporanee elezioni amministrative e provinciali il partito si presenta in autonomia un po' in tutta Italia, anche se non mancano le eccezioni di una sua partecipazione alle coalizioni di centro-destra. In alcune realtà viene riproposta la lista del Polo dell'Autonomia o presentati simboli assieme alla Fiamma Tricolore ed a Forza Nuova. Il partito raccoglie magri risultati nel settentrione mentre conferma una discreta radicazione nel centro Italia eleggendo consiglieri provinciali a Macerata (3,2%), Frosinone (2,8%) e Isernia dove il candidato presidente e segretario regionale del Molise, Giovancarmine Mancini, ottiene il 4,6%. Alle comunali La Destra elegge un consigliere a Foggia con il 3,6%.
Elezioni regionali e amministrative del 2010