il Fatto Quotidiano è un quotidiano italiano fondato nel 2009 da Marco Travaglio, Peter Gomez, Marco Lillo, Furio Colombo, Bruno Tinti, Cinzia Monteverdi e Antonio Padellaro che ne è stato direttore dalla fondazione fino al 3 febbraio 2015, quando la direzione è passata a Marco Travaglio, in precedenza condirettore e prima ancora vicedirettore. Ha una diffusione media di circa copie (cartacee + digitali) e una platea media di circa lettori.
Storia Premessa e fondazione Già nel maggio del 2008, dal blog voglioscendere.it del giornalista Marco Travaglio, fu annunciata la nascita del nuovo quotidiano. Dal 28 giugno 2009 andò in linea il sito internet l'AnteFatto, attraverso il quale i lettori furono costantemente aggiornati sui progressi della lunga fase preparatoria. Secondo quanto dichiarato nel primo numero, in circa tre mesi, il sito fu in grado di raggiungere tre milioni e mezzo di contatti. Contestualmente iniziò la prima campagna abbonamenti, con la sottoscrizione da parte di circa 30.000 lettori.
Mercoledì 23 settembre 2009 il quotidiano fu mandato per la prima volta in stampa con il nome de Il Fatto Quotidiano. Tale nome fu scelto in memoria del giornalista Enzo Biagi, conduttore del programma televisivo Il Fatto. Il logo raffigurante uno strillone si ispira al quotidiano La Voce, in omaggio al suo fondatore Indro Montanelli. Secondo la direzione del giornale, già alle 8 del mattino, le copie erano pressoché esaurite in tutte le edicole. Per ovviare al problema, oltre a una ristampa disponibile nei giorni successivi, fu pubblicata la versione in formato elettronico del numero.
Nel primo editoriale del giornale, l'allora direttore Antonio Padellaro, in un articolo dal titolo Linea politica, la Costituzione, dichiarò la linea editoriale del giornale: «Ci chiedono: quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo: la Costituzione della Repubblica». Nello stesso editoriale il fondatore del quotidiano collocò il Fatto Quotidiano in un'area di opposizione, specificando: «A Berlusconi, certo, perché ha ridotto una grande democrazia in un sultanato degradante. Ma non faremo sconti ai dirigenti del PD e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non sono riusciti a costruire uno straccio di alternativa».
Sin dalle prime fasi, la società editrice Editoriale Il Fatto S.p.a. manifestò la volontà di non avvalersi dei fondi pubblici all'editoria e di volersi sovvenzionare soltanto con i proventi della pubblicità e delle vendite. Per enfatizzare ciò, a partire dal numero di giovedì 21 gennaio 2010, al logo della testata fu aggiunta la frase «Non riceve alcun finanziamento pubblico». Il giornale ha comunque usufruito delle tariffe postali agevolate per i prodotti editoriali, a cui Il Fatto ha diritto per legge, come gli altri giornali, per l’acquisto della carta, i servizi digitali e le spese di distribuzione, si tratta di una regolare agevolazione fiscale, di cui il contribuente è titolare nei confronti dell’ente impositore, fino alla loro abrogazione nell'aprile 2010
2010: il consolidamento societario
A meno di cinque mesi dal lancio del giornale, col crescere delle esigenze, il 1º febbraio gli uffici si spostarono da via Orazio 10 alla più grande e moderna redazione di via Valadier 42. Alla fine dello stesso mese, il 28 febbraio 2010, fu lanciato l'inserto satirico Il Misfatto. A capo del foglio fu posto Roberto Corradi, sostituito a partire dal 24 aprile 2011 da Stefano Disegni. Dopo oltre due anni, il 29 settembre 2013, il foglio satirico interruppe le pubblicazioni.
Nel marzo 2010 venne mandato in onda Telebavaglio, nove puntate di commento politico trasmessi in diretta streaming per aggirare la sospensione dei talk-show di approfondimento politico in RAI per le elezioni regionali del marzo 2010. La trasmissione viene condotta dai giornalisti di redazione Stefano Feltri, Carlo Tecce e Silvia Truzzi, con la collaborazione dei vignettisti Mario Natangelo, Michele De Pirro e Luca Bertolotti.
Il 22 giugno 2010 fu lanciata la versione web del giornale, in versione beta. A dirigere la versione elettronica del quotidiano fu posto Peter Gomez. Sin dalle prime ore dopo l'inaugurazione, il sito registrò un numero di contatti tale che nei giorni seguenti più volte ne fu sospeso temporaneamente l'accesso. Il 25 settembre dello stesso anno ilfattoquotidiano.it ha vinto l'Oscar 2010 nella categoria "Miglior testata giornalistica online", assegnato dalla rivista Macchianera in base alla preferenze ottenute in una pubblica votazione su internet. La sede della redazione internet de ilfattoquotidiano.it è a Milano, in viale Francesco Restelli 5 di fronte al nuovo Palazzo della Regione Lombardia.
A fine agosto 2010 venne trasmesso un nuovo ciclo in nove puntate di Telebavaglio, diffuso oltre che sul sito anche in differita sul canale televisivo satellitare Current TV.
A distanza di quindici mesi dal lancio del quotidiano, il giornale ha chiuso in attivo entrambi gli esercizi 2009 e 2010. Nel 2010 i ricavi e gli utili sono stati rispettivamente di 29,6 e di 5,8 milioni di euro.
2011: l'anno di Annozero L'anno 2011 inizia con la trasmissione del 20 gennaio di Annozero su RaiDue.
Un anno dopo il lancio dell'inserto satirico, fu la volta del supplemento culturale. A partire da venerdì 25 febbraio 2011, settimanalmente in allegato con il giornale, fu pubblicato l'inserto culturale Saturno. Alla direzione del nuovo prodotto editoriale, articolato in otto pagine dedicate a letteratura, scienza, arti, multimedialità, cinema e filosofia, fu posto Riccardo Chiaberge. Il 2 marzo 2012, dopo le dimissioni di Chiaberge, l'inserto terminò le proprie pubblicazioni.
Da fine luglio 2011 fu prodotto il talk-show È la stampa, bellezza!, otto puntate in diretta streaming sul sito del quotidiano condotte dal giornalista della redazione web David Perluigi. Il 20 settembre 2011, la società editrice Editoriale Il Fatto spa deliberò all'unanimità un aumento di capitale di euro, al fine di entrare nella società Zerostudio's come socio editore della società di produzione Zerostudio's di Michele Santoro con la quale lo stesso realizza il suo Servizio pubblico. Il 1º ottobre 2011, per il secondo anno consecutivo, fu assegnato a ilfattoquotidiano.it l'Oscar 2011 di Macchianera per la migliore testata giornalistica online.
Con la nascita del governo Monti, nel novembre 2011 e per tutto il periodo del suo mandato, il quotidiano continuò ad assumere una marcata linea di opposizione, differenziandosi così dalla maggior parte delle testate giornalistiche. In particolare, il Fatto Quotidiano ravvisò l'impossibilità che la nuova maggioranza parlamentare potesse mai consentire al nuovo esecutivo una reale incisività riformatrice. Dalle colonne del quotidiano furono rimarcate più volte l'inefficacia e l'inaffidabilità dell'esecutivo, per esempio sulle posizioni che fino a pochi mesi prima alcuni importanti partiti di maggioranza – riconducibili al dimissionario Silvio Berlusconi – avevano assunto sul caso Ruby o per le varie occasioni in cui gli stessi avrebbero dato prova di legiferare provvedimenti ad personam. Il quotidiano non si è astenuto inoltre dal muovere aspre obiezioni direttamente al governo e alla sua politica, considerata deficitaria di equità e giustizia sociale, oltre che riguardo alla scelta delle nomine ministeriali, evidenziando diverse problematiche di conflitto di interesse.
2012-2014: il potenziamento della versione online
Dal 15 ottobre 2012 il Fatto Quotidiano iniziò a essere pubblicato anche il lunedì. Nello stesso anno, ilfattoquotidiano.it si collocò come miglior sito politico d'opinione..
Per sostenere la versione online del giornale, dal 3 maggio 2013 fu lanciata la forma di sottoscrizione dellutente sostenitore, volta a coinvolgere i lettori in una forma di abbonamento "light" che consentisse la proposta e la scelta delle inchieste svolte dalla testata online. Anche grazie a questo, nel 2013, ilfattoquotidiano.it si aggiudicò al BlogFest il premio come miglior sito italiano del 2013.
Dall'8 maggio 2013, settimanalmente in allegato al quotidiano, iniziò la distribuzione dell'inserto di approfondimento economico, il Fatto economico. Come annunciato dal responsabile economico del quotidiano, il giornalista Stefano Feltri, l'inserto consta di quattro pagine dedicate all'analisi economica e finanziaria.
Nel corso della XVII legislatura iniziata nel marzo 2013 il giornale si collocò immediatamente in un'area di opposizione. Tale vocazione fu ulteriormente rafforzata dalle preferenze di voto pubblicamente espresse dall'allora vicedirettore, Marco Travaglio, che a margine della tornata elettorale dichiarava il voto per Rivoluzione Civile dell'ex magistrato Antonio Ingroia alla Camera dei deputati e per il Movimento 5 Stelle al Senato della Repubblica. 2015: il cambio di direzione da Padellaro a Travaglio Il 2015 si aprì con il sanguinoso attentato alla sede di Charlie Hebdo. Per l'occasione, il 14 gennaio 2015 il giornale uscì con allegato il numero di Charlie Hebdo.
Nello stesso giorno, il direttore Antonio Padellaro confidò al settimanale Panorama l'intenzione di lasciare il quotidiano da lui fondato. Il 3 febbraio 2015, la direzione del quotidiano è ufficialmente passata all'ex vicedirettore, Marco Travaglio. Padellaro, invece, assume la carica di Presidente della società editoriale, pur continuando a rimanere editorialista del quotidiano.
Il 5 febbraio successivo Marco Travaglio uscì con il primo editoriale da direttore, in cui confermò la linea editoriale assunta con Padellaro, orientata al rispetto della Costituzione e all'opposizione critica.
2016: la campagna per il NO al referendum costituzionale Nel maggio 2016 il conduttore Michele Santoro, attraverso la Zerostudio's, società di cui detiene la maggioranza, acquista il 7% del Fatto. È inoltre costituito un comitato dei garanti, composto da Peter Gomez, Marco Lillo, Antonio Padellaro, Marco Travaglio e lo stesso Santoro.
Il quotidiano si schierò apertamente contro il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 mettendo in campo numerose iniziative: cambiando la propria immagine della pagina facebook con "io voto NO", sostenendo appelli contro la riforma, dando ampio spazio a molti testimonial per il no (da Dario Fo a Gustavo Zagrebelsky), organizzando convegni sul tema e invitando i lettori a condividere le motivazioni del loro voto contrario. Il supporto incondizionato al NO provoca le critiche di Michele Santoro in un'intervista a Il Foglio, in cui il conduttore paventa una possibile uscita dall'azionariato del giornale.
2017: la nascita di Loft Nel febbraio 2017 il giornale compie il terzo trasferimento di sede nella sua storia. Dal quartiere Prati si trasferisce nella nuova sede di via di Sant'Erasmo 2 a Roma. La redazione online del sito ilfattoquotidiano.it (diretta da Peter Gomez) continua a essere a Milano in via Francesco Restelli 5.
Il 9 maggio 2017 Michele Santoro assicura a Italia Oggi che uscirà dalla compagine azionaria del quotidiano per "una differenza politico-culturale con il Fatto Quotidiano. Abbiamo idee differenti e per questo non partecipo a progetti congiunti (come il progetto di televisione, ndr)". Non cederà subito le quote, ma resterà "azionista (al 7% tramite la casa di produzione Zerostudio's) fin quando non troveranno una soluzione migliorativa per loro".
L'amministratore delegato del Fatto, Cinzia Monteverdi, pensa a una nuova soluzione societaria: "Una possibile soluzione, tra le altre può essere una compensazione delle quote incrociate".
Il 20 luglio 2017 Santoro rassegna le dimissioni dal comitato dei garanti del Fatto Quotidiano e vende le azioni detenute dalla Zerostudio's, cessando quindi ogni legame dal quotidiano.
L'8 agosto 2017 Bruno Tinti cessa la sua collaborazione con Il Fatto Quotidiano, diventando editorialista de La Verità.