È considerata una delle migliori cantanti della musica leggera italiana, dotata di ampia estensione,(tre ottave e tre toni da LA2 a MIb6). di duttilità nel passaggio fra i vari registri e di una vocalità capace di coniugare note passionali a note più drammatiche con facilità, nonché caratterizzata dal suo essere sofisticata e con una forte intensità interpretativa...
Il suo album di esordio, Oltre la collina, e il singolo Padre davvero sono giudicati tra i migliori lavori della musica leggera."I miti musica" n. 18, "Mia Martini", Arnoldo Mondadori Editore Editore, 1999 Successi come Piccolo uomo, Donna sola, Minuetto, Inno, E stelle stan piovendo, Al mondo, Donna con te, Che vuoi che sia se t'ho aspettato tanto, Per amarti e La costruzione di un amore la consacrano tra le protagoniste della musica italiana negli anni settanta, decennio nel quale raggiunge una grande popolarità sia nazionale sia internazionale. È l'unica interprete femminile ad aver vinto due Festivalbar consecutivamente, rispettivamente nel 1972 (con Piccolo uomo) e nel 1973 (con Minuetto). - Puntata de "La storia siamo noi" - Rai Educational
Tra i sodalizi più significativi, il primo con Charles Aznavour, che culmina il 10 gennaio 1978 con un recital all'Olympia di Parigi; il secondo con Ivano Fossati, col quale si instaura un sodalizio artistico e sentimentale di cui è frutto l'album Danza del 1978.
Ritorna sulle scene nel 1981 in veste di cantautrice con il successo Ti regalo un sorriso, dopo due interventi alle corde vocali che ne modificano la timbrica vocale e l'estensione. L'anno successivo si presenta al Festival di Sanremo con E non finisce mica il cielo, scritta sempre da Fossati, dove riceve il Premio della Critica, che viene istituito proprio per la sua interpretazione e che dal 1996, anno successivo alla sua scomparsa, prende il nome di Premio della Critica "Mia Martini".
Nel 1983 decide di ritirarsi dalle scene fino al 1989, quando presenta a Sanremo Almeno tu nell'universo, che la riporta al grande successo. Seguono anni di collaborazioni caratterizzati da canzoni come Donna, Gli uomini non cambiano, La nevicata del '56, Cu' mme, in coppia con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello e Stiamo come stiamo, in coppia con la sorella Loredana Bertè.
Ha rappresentato per due volte l'Italia all'Eurovision Song Contest, nel 1977 con Libera (13º posto) e nel 1992 con Rapsodia (4º posto).
Biografia L'infanzia Domenica Rita Adriana Bertè nasce a Bagnara Calabra, in provincia di Reggio Calabria, il 20 settembre 1947, secondogenita di quattro figlie: le sue sorelle sono Leda (nata il 1º gennaio 1946), la cantautrice Loredana Bertè (nata il 20 settembre 1950) e Olivia (nata il 28 gennaio 1958). Il padre, Giuseppe Radames Bertè (1921-2017), un insegnante di latino e greco originario di Villa San Giovanni, si era trasferito nelle Marche per motivi di lavoro, trascorrendo parte del soggiorno in questa regione a San Ginesio, dove aveva insegnato presso l'Istituto magistrale Alberico Gentili, divenendo successivamente preside di liceo ad Ancona. La madre Maria Salvina Dato (1925-2003), anch'ella nativa di Bagnara Calabra, faceva la maestra nella scuola primaria.
"Mimì" (così era chiamata in famiglia) trascorre l'infanzia nel maceratese, a Porto Recanati, e mostra presto uno spiccato interesse per il mondo della canzone italiana, allora dominato dalla radiofonia. Inizia a cantare all'interno di feste e balere, e dopo aver effettuato diverse serate come cantante intrattenitrice e aver tentato alcuni piccoli concorsi per voci nuove, nel 1962 convince la madre ad accompagnarla a Milano in cerca di un'audizione, nella speranza di ottenere un contratto discografico.
Gli esordi: Mimì Bertè Riesce a ottenere un provino da Carlo Alberto Rossi, che in poco tempo decide di lanciarla come ragazzina yéyé, seguendo la moda musicale del momento, sul modello di Sylvie Vartan e Françoise Hardy. Con la canzone Ombrello blu partecipa al Festival di Pesaro, in abbinamento con Marisa Terzi, moglie dello stesso Carlo Alberto Rossi.
Nel 1963, a sedici anni, incide con il nome "Mimì Bertè" i primi 45 giri su etichetta CAR Juke Box.
A maggio del 1964 vince il Festival di Bellaria, con Come puoi farlo tu, ma è la canzone Il magone a regalarle la vera notorietà. Segue una certa attenzione da parte di giornali e TV, nonché un altro discreto successo, Ed ora che abbiamo litigato, presentato nel 1965 a Studio Uno.
Le numerose registrazioni effettuate in quel periodo, in previsione di un album, rimangono però nel cassetto per quasi trent'anni: Carlo Alberto Rossi, auspicando una sua crescita musicale, la spinge a firmare per una casa discografica più grande, la Durium, che nel 1966 pubblica il 45 giri Non sarà tardi / Quattro settimane, senza però riscuotere particolare successo.
A non funzionare è probabilmente lo scanzonato cliché nel quale sembra essere relegata la giovane cantante, già allora ispirata dalla vocalità blues di artiste come Etta James e Aretha Franklin. Trasferitasi a Roma con la madre e le sorelle, tenta di emergere nuovamente formando un trio assieme alla sorella Loredana e al suo amico Renato Fiacchini (Renato Zero), guadagnandosi anche da vivere con un modesto impiego presso il sindacato dei cantanti e dei cantautori.
Nel 1969 sconta quattro mesi di reclusione a Tempio Pausania per essere stata scoperta in possesso di una sigaretta di marijuana durante una serata in una nota discoteca in Sardegna, all'epoca reato severamente perseguibile anche se lo stupefacente era destinato al solo uso personale. Da questa accusa la cantante viene successivamente prosciolta in maniera definitiva, ma l'esperienza del carcere la segnerà per il resto della vita.
Conseguentemente viene anche bloccata la pubblicazione del 45 giri Coriandoli spenti/L'argomento dell'amore, inciso qualche mese prima per la Esse Records, e destinato a rimanere inedito per oltre trent'anni.Tg 2 Dossier, "Voci spezzate", Rai, 2005.
Nel 1970 partecipa come corista, insieme alla sorella Loredana e ai Cantori Moderni di Alessandroni, al disco Per un pugno di samba, inciso durante il suo soggiorno a Roma da Chico Buarque de Hollanda, di cui la cantante sarà sempre grande estimatrice. Nello stesso anno, è il pianista Toto Torquati a convincere Mimì a esibirsi dal vivo, accompagnandola nell'esecuzione di un repertorio a lei più congeniale.
Gli anni settanta Il successo: Mia Martini A rivelarsi determinante è l'incontro con Alberigo Crocetta, produttore discografico e scopritore di talenti come Patty Pravo e Mal, nonché fondatore della discoteca Piper. Crocetta decide di lanciarla subito nel mercato internazionale, dando vita allo pseudonimo "Mia Martini": Mia deriva da Mia Farrow, attrice da lei prediletta, mentre Martini è un riferimento all'omonimo marchio di bevande alcoliche, all'epoca una delle tre parole italiane più famose all'estero (le altre due erano spaghetti e pizza). Il suo look si fa più zingaresco, caratterizzato dai numerosi anelli e dall'immancabile bombetta.
Nella primavera del 1971 esce per la RCA Italiana Padre davvero..., il primo brano pubblicato col nome di Mia Martini e registrato con il complesso La Macchina. Il testo (di Antonello De Sanctis) tratta di un conflitto generazionale tra padre e figlia, e viene subito giudicato "dissacrante" dalla censura radio-televisiva imponendo alcune modifiche ai seguenti versi: "E con mia madre dormivi nel fieno, anche in aprile, e di me era piena. Padre davvero sarebbe grande, sentire il parere della tua amante". Per la promozione televisiva, tali versi furono dunque così eseguiti: "E con mia madre giocavi ad un bel gioco, mano per mano, e la luna era piena. Padre davvero dai i tuoi consigli, all'altra donna e agli altri tuoi figli" - Puntata di Si rilassi... (RSI Radiotelevisione svizzera), andata in onda il 6 gennaio 1975.. Antonello De Sanctis dichiarò di aver scritto il pezzo mesi prima di conoscere Mia Martini, basandosi sulla sua travagliata storia familiare e sul suo difficile rapporto con il padre, raccontando:
L'interpretazione del brano, innovativa per le interpreti del periodo, riscuote un notevole interesse, tanto da ottenere la vittoria al Festival di Musica d'Avanguardia e Nuove Tendenze di Viareggio, nonché le prime attenzioni da parte di colleghi del settore come Mogol e Lucio Battisti, il quale esprime il proprio stupore dinanzi alla sua insolita vocalità, e la vuole nel suo unico special televisivo Tutti insieme, andato in onda il 23 settembre del 1971, in cui Mia canta dal vivo Padre davvero... in versione censurata. Sul retro del 45 giri figura Amore... amore... un corno, altro brano d'impatto scritto da Antonio Coggio e da un giovane e ancora sconosciuto Claudio Baglioni, che subisce la stessa sorte di Padre davvero... censurando la strofa Ti servo solamente dentro il letto. L'interprete calabrese presenta il brano alla decima edizione del Cantagiro cambiando i versi in Ti servo solamente quando è notte. Nell'autunno dello stesso anno, continua la collaborazione tra Claudio Baglioni e Mia Martini con la pubblicazione del secondo singolo Gesù è mio fratello, brano che inaugura il filone spirituale dell'interprete calabrese e che riscuote il primo e discreto successo commerciale.
Il 18 novembre del 1971 viene pubblicato il suo primo album Oltre la collina. Mia Martini ricorderà in seguito la genesi del disco:
L'album è considerato tra i migliori lavori della discografia d'autore.. Oltre la collina è anche uno dei primi esempi di concept album italiani, in cui filo conduttore sono la disperazione e la solitudine giovanile: l'LP, composto da uno stile prog-rock affronta tematiche quali la riscoperta della fede in Gesù è mio fratello, lo stupro in La vergine e il mare, la malattia e il conseguente abbandono in Tesoro ma è vero, l'esperienza del carcere nel brano Prigioniero e il suicidio nel brano Lacrime di marzo, lato B del singolo autunnale Gesù è mio fratello, scritto sempre da Claudio Baglioni, che parla della disperazione di una donna dopo la fine di una storia d’amore e della sua decisione di togliersi la vita: Baglioni reinterpreterà il brano per il suo album d'esordio Un cantastorie dei giorni nostri, pubblicato sempre nel '71.
A causa delle dure e scomode tematiche affrontate, numerose tracce del disco subiscono un'ulteriore e feroce censura che penalizza le vendite dell'album anche a causa di una scarsa promozione radio-televisiva. Oltre la collina... entra nelle classifiche dei dischi più venduti solo nella tarda primavera dell'anno successivo, raggiungendo la 35° posizione il 27 maggio del 1972.
Nello stesso periodo era prevista una partecipazione dell'interprete calabrese a Canzonissima 1971 con Cosa c'è di strano, brano scritto da Maria Lorena Bernini (la quale firma anche l'inedito Così sia) e Piero Pintucci. Il pezzo, erroneamente indicato come inedito, viene comunque pubblicato dalla RCA nell'estate del 1973 ed incluso nella compilation prodotta unicamente in cassetta Musica per l'estate.
Per un'ulteriore rilancio, agli inizi del 1972 la RCA tenta di mandare Mia Martini al Festival di Sanremo con il brano Credo, brano scritto da Franco Migliacci e Claudio Mattone, anch'esso appartenente al suo filone spirituale, che però non viene ammesso alla competizione: il disco verrà pubblicato ugualmente nell'autunno dello stesso anno in pochissime copie.
Da Piccolo uomo a Minuetto (1972-1973)