La stazione di Crotone è la principale stazione ferroviaria a servizio della città di Crotone. Situata lungo la ferrovia Jonica, nella parte settentrionale dell’abitato e oltre il fiume Esaro, è gestita da Rete Ferroviaria Italiana ed è servita da treni regionali e InterCity.

Aperta al pubblico esercizio il 1º giugno 1874 con l’attivazione della tratta proveniente da Cariati, rimase stazione terminale fino al completamento del collegamento con Catanzaro Marina, avvenuto il 15 novembre 1875. Nei decenni successivi assunse un rilevante ruolo per il traffico passeggeri e merci della costa ionica calabrese, contribuendo allo sviluppo urbano e industriale della zona settentrionale della città.

Dal 1930 al 1972 costituì inoltre un punto d’interscambio con la ferrovia a scartamento ridotto per Petilia Policastro, collegata anche all’area del porto di Crotone. Gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, la stazione è stata sottoposta nel XXI secolo a interventi di riqualificazione e adeguamento dell’accessibilità, completati nel 2026.

Storia

Apertura e sviluppo dello scalo

La stazione, indicata all’epoca con il nome di Cotrone, fu aperta al pubblico esercizio il 1º giugno 1874, contestualmente al tratto di 55,070 km proveniente da Cariati. Divenne una stazione passante il 15 novembre 1875, con l’attivazione dei 59,750 km tra Cotrone e Catanzaro Marina, ultimo collegamento necessario per unire i tronchi settentrionale e meridionale della ferrovia Jonica.

L’impianto venne realizzato a nord dell’abitato, oltre l’Esaro, in una zona allora esterna al nucleo urbano. La sua apertura contribuì a modificare le direttrici dello sviluppo cittadino: insieme al porto, lo scalo divenne uno dei principali poli intorno ai quali si organizzò l’espansione extramuraria di Crotone nella seconda metà del XIX secolo. Lungo gli assi di collegamento fra la stazione, il porto e il centro si concentrarono magazzini e strutture destinate allo stoccaggio e alla movimentazione delle produzioni agricole del territorio.

Nel corso dei primi decenni del Novecento l’impianto comprendeva anche un deposito locomotive delle Ferrovie dello Stato, attestato negli elenchi del 1923. La presenza del deposito, dei fasci di ricovero e delle strutture per le merci rifletteva il ruolo assunto dalla stazione nell’esercizio della ferrovia Jonica e nel sistema produttivo crotonese.

Nel 1930 l’apertura della ferrovia Crotone-Petilia Policastro, a scartamento ridotto, rafforzò i collegamenti fra la città e i centri dell’entroterra. La linea disponeva presso Crotone Scalo di impianti per l’interscambio con la rete ferroviaria ordinaria e proseguiva mediante un raccordo verso l’area portuale, formando un sistema integrato tra ferrovia Jonica, ferrovia locale e porto.

Seconda guerra mondiale Durante la seconda guerra mondiale le infrastrutture ferroviarie di Crotone divennero uno degli obiettivi degli attacchi alleati contro il sistema industriale e logistico cittadino. Nella seconda metà dell’agosto 1943, nell’ambito dei bombardamenti di Crotone, lo scalo di smistamento fu colpito ripetutamente. Nella notte fra il 18 e il 19 agosto bombardieri Handley Page Halifax e B-24 Liberator attaccarono gli impianti ferroviari; ulteriori incursioni sono documentate fra il 21 e il 22 agosto e nelle giornate del 24 e del 27 agosto.

L’attacco di maggiore entità contro lo scalo ebbe luogo il 7 settembre, quando i B-25 Mitchell del 340th Bombardment Group statunitense sganciarono circa 70 tonnellate di bombe sui fasci ferroviari. La documentazione fotografica della missione mostrò una fascia di impatti attraverso l’estremità meridionale dello scalo, comprendente la stazione e le rimesse; tre degli aerei impiegati riportarono lievi danni causati dalla contraerea.

Ai danni provocati dai bombardamenti si aggiunsero quelli delle demolizioni compiute dalle forze tedesche dopo l’armistizio. Secondo una testimonianza locale, nella notte del 9 settembre i militari tedeschi in ritirata fecero esplodere all’interno della stazione un treno carico di esplosivi e munizioni. La deflagrazione causò ulteriori danni agli impianti e provocò la rottura dei vetri di numerose abitazioni cittadine. I danni osservabili nelle fotografie scattate nel settembre 1943 non sono pertanto attribuibili esclusivamente alle incursioni aeree alleate.

Dal secondo dopoguerra al XXI secolo Nel secondo dopoguerra lo scalo riprese le proprie funzioni passeggeri e merci. Il collegamento a scartamento ridotto con Petilia Policastro, passato nel frattempo alle Ferrovie Calabro Lucane, cessò l’esercizio nel 1972; parte delle aree precedentemente destinate all’interscambio ferroviario fu in seguito utilizzata per la sosta e il ricovero dei rotabili.

Il 16 novembre 1989, poco a sud della stazione, un treno locale partito da Crotone si scontrò frontalmente con un altro convoglio sulla linea a binario unico. L’incidente ferroviario di Crotone provocò la morte di dodici persone. Una targa commemorativa è stata collocata nella piazza antistante la stazione.

La stazione fu inoltre coinvolta nelle vicende legate alla crisi del polo industriale crotonese. Il 7 settembre 1993, durante i cosiddetti fuochi dell’Enichem, circa un centinaio di persone, fra cui familiari dei lavoratori dello stabilimento, occuparono la stazione e i binari in sostegno alla vertenza operaia; il presidio proseguì nei giorni successivi.

Riqualificazione e ammodernamento Nel dicembre 2024 Rete Ferroviaria Italiana consegnò i lavori per l’elettrificazione delle tratte Sibari–Crotone, lunga 112 km e dotata di otto nuove sottostazioni elettriche, e Crotone–Catanzaro Lido, lunga 58 km e dotata di tre sottostazioni. L’intervento fa parte del potenziamento del collegamento fra Lamezia Terme, Catanzaro Lido e la dorsale ionica e comprende anche opere di velocizzazione e l’introduzione del sistema europeo di gestione del traffico ferroviario ERTMS. L’attivazione dell’infrastruttura potenziata è programmata a partire dal 2027.

Nel luglio 2026 furono completati gli interventi di riqualificazione della stazione. Le opere compresero il rialzo dei tre marciapiedi a 55 cm sul piano del ferro, il rinnovo delle pavimentazioni, dell’illuminazione, della segnaletica e dei percorsi tattili, nonché l’installazione di tre ascensori, uno per ciascun marciapiede. Furono inoltre rinnovati il sottopasso, l’atrio e la sala d’attesa, restaurata la facciata storica del fabbricato viaggiatori e adeguati gli accessi esterni e gli stalli riservati alle persone a mobilità ridotta.

Strutture e impianti La stazione è posta alla progressiva chilometrica 234+966 della ferrovia Jonica. L’impianto comprende un fabbricato viaggiatori, tre marciapiedi e un sottopassaggio pedonale. Rete Ferroviaria Italiana indica tre binari destinati al servizio viaggiatori, numerati 1, 3 e 4. Il binario 1 è raggiungibile direttamente dal fabbricato viaggiatori, mentre gli altri sono collegati mediante il sottopassaggio e gli ascensori.

A fianco dei binari viaggiatori si estende un più ampio fascio di binari di precedenza, ricovero e servizio, al quale si aggiungono alcuni tronchini. Le dimensioni dell’impianto derivano dalle precedenti funzioni di scalo merci, deposito e punto di interscambio con la ferrovia per Petilia Policastro. Sul lato merci si conservano il magazzino, i piani caricatori e ulteriori strutture ferroviarie non più impiegate per il traffico diffuso.

Gli interventi conclusi nel 2026 hanno reso accessibili i tre marciapiedi mediante percorsi privi di barriere e ascensori, adeguando inoltre banchine, scale, percorsi tattili e spazi aperti al pubblico.

Movimento La stazione è servita dai treni InterCity operanti lungo la ferrovia Jonica, che la collegano con Reggio Calabria Centrale, Taranto, Bari Centrale e Lecce.

Il trasporto regionale, svolto da Trenitalia nell’ambito del contratto di servizio con la Regione Calabria, comprende collegamenti con Sibari, Catanzaro Lido e Lamezia Terme Centrale.

Servizi La stazione dispone di sistemi sonori e visivi d’informazione al pubblico e del servizio di assistenza alle persone con disabilità o a ridotta mobilità, coordinato dalla Sala Blu RFI di Reggio Calabria.

Sono presenti:

Biglietteria Sottopassaggio Sala d’attesa Servizi igienici accessibili Assistenza alle persone con disabilità o a ridotta mobilità Posto di Polizia ferroviaria Distributori automatici di snack e bevande Parcheggio con posti riservati alle persone a mobilità ridotta

Interscambi Nel piazzale esterno è presente una fermata degli autobus urbani e interurbani. La stazione è servita dalla linea urbana 5 di Autolinee Romano e dagli autoservizi delle Ferrovie della Calabria.

Trenitalia e Autolinee Romano offrono inoltre il collegamento integrato denominato «Crotone Centro»: il titolo di viaggio combina il percorso ferroviario con il successivo trasferimento in autobus dalla stazione al centro storico. Alcune corse utilizzano il Terminal Romano, situato in via Giuseppe Di Vittorio a circa 700 metri dallo scalo ferroviario.

Fermata autobus urbani e interurbani Autolinee Romano Ferrovie della Calabria

Galleria d’immagini

Note

Bibliografia

Voci correlate Ferrovia Jonica Ferrovia Crotone-Petilia Policastro Incidente ferroviario di Crotone Porto di Crotone Bombardamenti di Crotone

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