Casa Savoia, arcaicamente anche Savoja, è una tra le più antiche casate d'Europa, attestata sin dalla fine del X secolo nel territorio del Regno di Borgogna. Nel secolo successivo la famiglia venne infeudata della Contea di Savoia, elevata poi a ducato nel XV secolo. A partire dal 1485 la casata avanzò la propria pretesa delle corone dei regni crociati di Cipro, Gerusalemme e Armenia sebbene sul primo di questi regnasse Caterina Corner.Titoli crociati a lungo contesi con la casa d'Asburgo e la casa Borbone di Spagna (cfr. The Guardian). Nel 1961 Ottone d'Asburgo-Lorena rinunciò ai titoli di pretensione dinastici in favore della Repubblica d'Austria.

Nel XVI secolo i Savoia spostarono i propri interessi territoriali ed economici dalle regioni alpine verso la penisola italiana (come testimoniato dallo spostamento della capitale del ducato da Chambéry a Torino nel 1563). Agli inizi del XVIII secolo, a conclusione della guerra di successione spagnola, ottennero l'effettiva dignità regia, dapprima sul Regno di Sicilia (1713) e poi, a seguito di una permuta, su quello di Sardegna (1720). Secondo la successione giacobita, nel 1807 re Carlo Emanuele IV di Savoia ereditò inoltre dall'ultimo principe Stuart, il cardinale Enrico Benedetto Stuart, i diritti di pretensione ai troni di Inghilterra, Scozia e Irlanda, oltre che di Francia, ma nessun sovrano sabaudo fece uso dei titoli finché restarono nella Casa.

Nel XIX secolo si estinse il ramo primigenio della dinastia, con l'ascesa del ramo cadetto Savoia-Carignano, con i cui esponenti Carlo Alberto e soprattutto Vittorio Emanuele II il casato si pose a capo del movimento di unificazione nazionale italiano, che condusse alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. Da questa data e fino al giugno del 1946, quando il referendum sulla forma istituzionale dello Stato sancì l'abolizione della monarchia in favore della repubblica, Casa Savoia fu la famiglia reale d'Italia. Al di fuori della penisola italiana, il duca Amedeo di Savoia-Aosta fu inoltre re di Spagna dal 1870 al 1873, con il nome di Amedeo I di Spagna.

Durante il regime totalitario di Benito Mussolini, la dinastia ottenne formalmente con Vittorio Emanuele III le corone di Etiopia (1936) e di Albania (1939) in unione personale, e nel 1941, col duca Aimone di Savoia-Aosta, anche la corona di Croazia. Questi ultimi titoli cessarono tuttavia nel 1943, in seguito alla caduta del fascismo in Italia e all'armistizio di Cassibile.

Il referendum istituzionale del 2 giugno 1946 sancì l'abolizione della monarchia in Italia, con il conseguente esilio di Umberto II e della sua famiglia in Portogallo. Nel 1947 la XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana dispose l'esilio degli ex re e dei loro discendenti maschi.

Nel 2002, in vista della cessazione degli effetti della XIII disposizione, Vittorio Emanuele di Savoia e suo figlio Emanuele Filiberto di Savoia giurarono per iscritto «fedeltà alla Costituzione repubblicana e al nostro presidente della Repubblica». Nel 2003 i discendenti maschi di re Umberto II poterono rientrare in Italia.

Storia Origini

I pochi documenti che riguardano le origini di Casa Savoia sono soggetti a varie interpretazioni e dall'epoca di Amedeo VIII (XV secolo), fino al XIX secolo vennero sempre escogitati criteri di giustificazione di tipo politico, con l'avallo di genealogisti compiacenti: In un primo tempo fu necessario giustificare il titolo ducale ottenuto appunto da Amedeo VIII nel 1416: si trovò quindi uno scrittore, il cronista medievale Jean Cabaret d'Orville, vissuto nel XV secolo, che fece discendere la Casa di Savoia dall'imperatore Ottone II di Sassonia. Nel secolo successivo, invece, gli interessi politici della dinastia erano collegati alla posizione in seno all'Impero e si trovarono altri studiosi (Giovanni Botero, Gabriel Monod e soprattutto Samuel Guichenon) che, pur mantenendo la tradizione sassone, fecero risalire le origini della famiglia addirittura a Vitichindo, lo strenuo difensore dell'indipendenza dei Sassoni contro Carlo Magno. In seguito, orientatasi la politica sabauda verso l'Italia, si ebbe interesse di dimostrare l'origine italiana della casa sabauda; per questo diversi studiosi (Gian Francesco Galeani Napione nel XVIII secolo, Luigi Cibrario nel XIX secolo, tra gli altri) volsero le loro attenzioni all'ultimo sovrano del Regno d'Italia dell'alto Medioevo e, sia pure con soluzioni varianti nei dettagli, ne trovarono il capostipite in Berengario II d'Ivrea. Questi era stato deposto da Ottone I di Sassonia nel 961, pertanto creato vittima di quella famiglia da cui un tempo i Savoia credevano o volevano discendere.

Tra il XIX e il XX secolo storici e genealogisti produssero nuove teorie: Una soluzione locale, borgognona, ideata da Domenico Carutti nel XIX secolo e fondata sull'esistenza di alcuni individui di nome Amedeo e Umberto, resta ipotetica. Georges de Manteyer fa del Biancamano un nipote di Guarnieri, conte di Troyes, il di cui figlio, Ugo, aveva ricevuto parte della contea di Vienne e, probabilmente, anche del vicino pagus savogiensis. I Savoia discenderebbero così, per linea femminile, dall'imperatore Lotario II di Supplimburgo; Carlo Baudi di Vesme e Ferdinando Gabotto cercano l'origine di Casa Savoia nei Bosonidi, re di Provenza, collegati ad un carolingio; Charles William Previté-Orton teorizzò anche che il padre di Umberto fosse un Amedeo, vivo intorno al 976, conte di Belley o di Savoia, uscito verosimilmente da una famiglia locale di origine gallo-romana.

Molti dei più importanti studiosiFrancesco Cognasso, Maria José del Belgio. ritengono queste ipotesi non verificabili. Infatti le ricorrenti distruzioni degli archivi da parte di armate nemiche o ad opera di incendi. non permettono di accertare la paternità di Umberto Biancamano. Ciononostante, tramite alcuni atti, per lo più di donazione, è possibile ricostruire un'ipotesi per la famiglia acquisita del primo conte di SavoiaIl progetto riproduce una serie di fonti primarie che permettono di ricostruire le intricate relazioni tra la famiglia reale di Borgogna e alcune case della nobiltà di quel Regno: si veda in particolare Aldiude come madre di Ausilia e già concubina di Rodolfo III, con le conseguenti inferenze sui tre fratelli vescovi. Per Ermengarda parente di Umberto si sottolinea il ruolo di quest'ultimo in veste di suo advocatus. Si veda: .

Conti di Savoia

Punto sicuro di partenza della dinastia è il conte Umberto I Biancamano (†1048), che, già signore delle contee di Savoia (1003), di Belley, Sion e Aosta, al disgregarsi del regno di Borgogna (1032) si schierò dalla parte di Corrado II ottenendone in premio la contea di Moriana in Val d'Isère e il Chiablese (ca. 1034).

A lui succedettero i figli Amedeo I (†~1051) e Oddone (†1060) che, sposando Adelaide di Susa, figlia ed erede di Olderico Manfredi II, signore di Torino, Susa, Ivrea, Pinerolo e Caraglio, espanse notevolmente i suoi domini in Piemonte. Da lui nacquero Berta (*1051 †1087) e Adelaide (†1079), future mogli rispettivamente di Enrico IV e di Rodolfo di Svevia, e i successori Pietro I (*~1048 †1078) e Amedeo II (†1080) che esercitarono però un potere più che altro nominale, giacché l'effettivo governo della contea rimase nelle salde mani di Adelaide fino alla sua morte.

La Corona passò quindi in linea diretta maschile a: Umberto II il Rinforzato (†1103) che si vide usurpare molti dei territori piemontesi da ribelli e pretendenti all'eredità di Adelaide; Amedeo III (*~1094 †1148), la cui sorella Adelaide (*1092 †1154) sposò nel 1115 il re di Francia Luigi il Grosso e la cui figlia Matilde (o Mafalda †1158) andò in moglie ad Alfonso I del Portogallo (ca. 1146); Umberto III il Beato (*1136 †1189), fieramente avverso al Barbarossa e per questo messo al bando dell'Impero; Tommaso I (*1178 †1233), nominato nel 1225 vicario imperiale da Federico II di Svevia, cominciò a ristabilire i domini della casata in Piemonte e ampliò i possessi d'Oltralpe.

Alla morte di Tommaso I gli antagonismi da tempo serpeggianti tra i membri della famiglia portarono (1233) alla divisione dei possedimenti tra Amedeo IV (*~1197 †1253) - che mantenne, oltre al dominio diretto sui beni d'Oltralpe, la superiorità feudale e il titolo di conte di Savoia - e Tommaso II, suo fratello, che ricevette dal primo le terre d'Italia da Avigliana in giù e assunse il titolo di signore di Piemonte.

Ad Amedeo IV, la cui figlia primogenita Beatrice (* ante 1259) aveva sposato nel 1247 Manfredi di Hohenstaufen poi re di Sicilia, succedette Bonifacio (*1244 †1263), sotto reggenza della madre Cecilia del Balzo sino al 1259; alla sua morte gli subentrò (contro la volontà del padre che aveva stabilito gli succedessero Tommaso II, figlio primogenito di Tommaso I) prima lo zio Pietro II detto il Piccolo Carlo Magno (*1203 †1268) e poi Filippo I (*1207 †1285), fratello del precedente.

Dopo di lui salì al trono nel 1285 Amedeo V il Grande, (*1252/53 †1323), figlio secondogenito di Tommaso II, ma le opposizioni dei parenti a lui contrari vennero sopite soltanto in seguito a una decisione arbitrale del 1285 che portò a un'ulteriore divisione dei beni della casa. In base a essa ad Amedeo V e ai suoi discendenti maschi venne infatti riconosciuta la contea di Savoia e la superiorità feudale su ogni ramo della famiglia; il paese di Vaud venne assegnato al fratello di Amedeo, Ludovico I (*1250 †1302), che diede in tal modo origine alla linea dei Savoia-Vaud - estintasi poi nel 1359 quando Caterina (m. 1373), figlia di Ludovico II (+~1269 †1348), cedette per denaro i suoi possessi ad Amedeo VI -, e una parte del Piemonte (gli altri due terzi rimasero nominalmente ad Amedeo V) venne confermata al nipote di Tommaso II, Filippo I (*1274 †1334), iniziatore della linea che fu detta dei Savoia-Acaia in seguito al suo matrimonio (*1301) con Isabella di Villehardouin erede del Principato d'Acaia.

Ad Amedeo V succedettero i due figli maschi: prima Edoardo il Liberale (*1284 †1329) e poi Aimone il Pacifico (*1291 †1343), mentre una delle loro sorelle, Anna, nel 1326 andò in moglie ad Andronico III Paleologo imperatore bizantino.

Dopo Aimone, la cui secondogenita Bianca nel 1350 sposò Galeazzo II Visconti, salì al potere nel 1343 Amedeo VI detto il Conte Verde (*1334 †1383), marito di Bona di Borbone e abile politico che nel 1359 riuscì a riannettere alla Corona le terre di Vaud.

Duchi di Savoia

A lui succedettero in linea diretta Amedeo VII detto il Conte Rosso (*1360 †1391), la cui tragica morte determinò violente lotte tra la madre e la moglie Bona di Berry; Amedeo VIII detto il Pacifico (*1383 †1451), che ottenne dall'Imperatore Sigismondo la promozione da Conte a Duca di Savoia (*1416), e che dopo l'estinzione del ramo di Acaia (*1418) annesse definitivamente il Piemonte al ducato; Ludovico (*1413 †1465), luogotenente per conto del padre dal 1434 e vano pretendente alla successione di Filippo Maria Visconti che nel 1428 aveva sposato sua sorella Maria (*1411 †1469); Amedeo IX il Beato (*1435 †1472), una sorella del quale, Carlotta (*1445 †1483), sposò nel 1451 il delfino di Francia, il futuro re Luigi XI; e infine Filiberto I il Cacciatore (*1465 †1482) sotto reggenza della madre Iolanda di Valois, sorella di Luigi XI; questi fu continuamente insidiato dai parenti che si impadronirono a più riprese delle sue terre.

A Filiberto subentrò il fratello Carlo I il Guerriero (*1468 †1490) che nel 1485 assunse anche il titolo di re di Cipro, re di Gerusalemme e di Armenia cedutogli in cambio di una pensione di 4 300 fiorini annui da Carlotta di Lusignano moglie del fratello di Amedeo IX, Luigi di Savoia, che si considerava ancora regina nonostante avesse perso tali titoli nel 1464, quando fu spodestata dal fratellastro Giacomo II di Cipro.