Cascina Linterno è un'antica grangia del contado milanese esempio significativo di corte chiusa lombarda, nota per la tradizione che la identifica tra i quattro luoghi di cui si ha notizia come dimore di Francesco Petrarca durante il suo soggiorno milanese (dal 1353 al 1361) e di esse è l'unica ancora oggi esistente. Lo attesta la lettera autografa di Petrarca all'amico Moggio di Parma, datata "Papiae 20 juni ad vesperam raptim" conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, con un chiaro riferimento al toponimo originale "Infernum”.
Un tempo sita al quarto miglio di distanza dalla città, all'interno del comune di Sella Nuova, è stata poi incorporata nell'area del comune di MilanoNell'attuale via Fratelli Zoia, al civico 194., in un contesto che conserva testimonianze del precedente paesaggio agricolo: fontanili e marcite presso il Parco delle Cave.
Sviluppo storico Nota come Cascina Linterno, venne chiamata sino alla fine del Cinquecento con il nome "Infernum""Carta Investiture" , 1154, Pergamene dell'archivio della Canonica di Sant'Ambrogio. e poi "cassina de Infernum" (probabilmente dal longobardo "In-Fern" - "fondo lontano").
In origine fu una grangia del XII secolo che costituì un insediamento rurale di una comunità monastica, giovannita o templarePresumibilmente gli stessi fratres templari dell'hospitale di San Giacomo al Ristoccano da cui dipendeva. San Giacomo al Ristoccano viene citato in una bolla del 1148 di papa Eugenio III come hospitale de sancto Iacopi ad Ristocchanum. Una pergamena del settembre 1153, la "Carta finis et refutationis" , menziona i "fratres spetalieri" (così chiamati i Giovanniti e i Templari) "che rinunciano ogni ragione del loro spitale" ai canonici di Sant'Ambrogio. La dipendenza di Linterno dall'hospitale risulta da un documento testimoniale del 1207, dove vengono menzionate la "cassina de Baldarocho [cascina Barocco, sulla stessa attuale via fratelli Zoia in cui è sita Linterno] que est ecclesie S. Iacobi ad Ristocchanum" assieme alla "cassina de Infernum" (cascina Linterno) e alle "cassine de le Done Bianche e Moreto" (la scomparsa cascina Moretto)..
Le prime tracce documentate di Linterno si hanno nella "Carta Investiture" del 1154: in questo atto notarile "Infernum" ed il suo territorio hanno come proprietari fondiari i "de Marliano" di legge longobarda. I documenti capitolari concernono la zona che aveva avuto il suo centro principale in Baggio, luogo d'origine della potente famiglia capitaneale di origine longobarda, i "da Baggio", molto vicini ai "de Marliano"Fondazione Carlo Perini, Associazione Amici Cascina Linterno, Cooperativa G. Donati, Certosa di Garegnano, "Petrarca a Milano - la vita i luoghi e le opere" , 2007, pagg. 205-217..
Nei secoli nella località Infernum/Linterno si è accresciuto un piccolo borgo intorno alla corte chiusa che tuttora costituisce l'omonima cascina. Il borgo è stato poi inglobato nel tessuto urbano dell'ovest milanese, cui si connette preservando la sua conformazione - essendo confinante con il pubblico Parco delle Cave (incluso nel più vasto Parco Agricolo Sud Milano) e con i campi di un esteso centro sportivo.
L'espansione urbanistica della periferia della città e il lento degrado (che fu invocato per giustificare l'approvazione di un "recupero urbanistico") condussero quasi alla perdita dell'antico monumento, che nel 1994 sfiorò la definitiva trasformazione in un residence. La trasformazione fu evitataCorriere della Sera, 21 dicembre 1994, la cascina Linterno dimora estiva di Francesco Petrarca non sarà trasformata in residence: grazie alla presa di posizione di numerosi intellettuali in risposta all'appello dei soci fondatori dell'Associazione amici della Cascina Linterno e l'emanazione del Decreto Ministeriale 9/3/99 - Vincolo ai sensi della Legge 1089 del 1939 relativo a Cascina Linterno. Linterno è l'unica cascina milanese che abbia, oltre ad un Vincolo monumentale, anche un Vincolo paesistico, grazie ai quali si è salvata dalla demolizione, avendo destinazione urbanistica “b2”, garantendo anche l'intangibilità dell'adiacente paesaggio agreste del Parco delle Cave.
La Solitudine di Linterno, dimora agreste di Francesco Petrarca Una consolidata tradizione ritiene che Linterno sia stata dimora agreste di Francesco Petrarca dal 1353 al 1361, a partire dall'esplicito riferimento della lettera autografa di Petrarca all'amico Moggio di Parma (20 giugno 1360 o 1369)Lettera autografa di Petrarca all'amico Moggio di Parma (Modius de Modiis) conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, in cui c'è un preciso riferimento ad "Infernum". Moggio de' Moggi, clericus, magister, e notarius era precettore dei figli di Azzo da Correggio ed era amico del Petrarca. Fu attivo in quel contesto culturale veneto e lombardo ricco di persistenze medievali e di fermenti nuovi conosciuto sotto l'etichetta di pre umanesimo. Nella lettera, scritta il 20 giugno (1360 o 1369) "al calar della sera", Petrarca scrive: e proseguendo coi riferimenti al luogo (detto "Infernum" o "Inferno", posto al quarto miglio dalla città di Milano) contenuti in diversi incunaboli successivi: Canzoniere, Trionfi, Memorabilia de Laura del 1473, nella Vita di Petrarca probabilmente di Pier Candido DecembrioIncunabolo stampato per il centenario della morte di Francesco Petrarca (Venezia, [Gabriele di Pietro], 1473), contenente il Canzoniere e i Trionfi, con la Vita di Petrarca dello pseudo Antonio da Tempo, ma probabilmente di Pier Candido Decembrio: cfr. Il Fondo Petrarchesco della Biblioteca Trivulziana. Manoscritti ed edizioni a stampa (sec. XIV-XX), a cura di Giancarlo Petrella, Milano, Vita e pensiero, 2006, pp. 56-58, con la bibliografia ulteriore.; Canzoniere del 1474, nella Vita di Petrarca di Leonardo Bruni; Trionfi, Canzoniere del 1484, commentati da Bernardo Lapini, Francesco Filelfo e Girolamo Squarzafico.
Non si conoscono altre "Infernum" nel milanese (è nota solo una cascina "Invernum" nel lodigiano, ma a trenta chilometri da Milano): Cascina Linterno si trova nei pressi del borgo di Quarto Cagnino che, come testimonia il nome stesso, era situato a quattro miglia da Milano.
Il riferimento a Linterno/Infernum quale dimora milanese del Petrarca è continuativo nei secoli. Se ne scrive nel "Libro Annotationum" stampato a Lione nel 1576 dall'editore Guglielmo RovilliusVi si legge:. Pietro Verri nel Settecento ne scrive nella "Storia di Milano"In particolare: ; Giovan Battista Baldelli, letterato e collaboratore dell'Antologia del Vieusseux, che studiò soprattutto il Boccaccio (Vita di G.B, 1806) e il Petrarca (Del Petrarca e delle sue opere libri quattro, 1797) ne scrive alla fine del SettecentoIl testo:. Citazioni anche da Ugo Foscolo nei suoi "Saggi sopra il Petrarca"; da Giacomo Leopardi nella sua "Interpretazione delle Rime" e da Carlo Cattaneo nel saggio "Notizie naturali e civili su la Lombardia" tratto dalle "Opere scelte" (1839 - 46)Introduzione, p. LXIX: .
Nel 1819 ne scrive il bibliofilo e petrarchista Antonio Marsand, docente all'Università di Padova, nella sua prefazione delle "Rime"Conservata alla Biblioteca Trivulziana. È ritenuta la più bella edizione ottocentesca del Petrarca, per l'eleganza tipografica, l'analisi del testo e la ricca bibliografia. Splendide le tavole fuori testo, incise all'acquatinta da Giovanni Migliara., cui si affianca una tavola fuori testo incisa da Giovanni Migliara che riproduce nei dettagli la "Solitudine di Linterno"Vedasi ad. es. la riproduzione della tavola ad opera di V. Gozzini e Antonio Verico, nella riedizione del 1821, "Le rime del Petrarca con tavole in rame ed illustrazioni vol. II.", Firenze: tavola a pag. 227, tomo II.. L'autorevole opera del Marsand esercitò una certa influenza culturale: nel 1820 Ambrogio Levati riporta l'opinione del petrarchista riguardo alla genesi dell'etimo "Linterno" (tramandato come alterazione dell'originale Infernum in omaggio a Scipione l'Africano, con riferimento a Liternum in cui ebbe sepoltura): Nel 1837 la rivista culturale Cosmorama Pittorico diede grande risalto a Villa Linterno con un'acquaforte di Gaetano FiorentiniCiv. Racc. Bertarelli. . Altri, tra cui Carlo Romussi, autore di Storia di Milano attraverso i suoi monumentiLa biografia di Carlo Romussi (1847-1913), giornalista, scrittore, storico dell'arte e parlamentare milanese, è un caleidoscopio di attività in tutti campi. Una vita spericolata e battagliera, tra processi, duelli, perfino il carcere come agitatore politico., sostengono che il Petrarca abbia soggiornato in un palazzo poco distante da Sant'Ambrogio oppure presso la Certosa di Garegnano (Luciano Patetta in un saggio del 1997 accennava al dibattito sulla localizzazione della dimora milanese del PetrarcaLuciano Patetta, "Petrarca e l'architettura delle città italiane", 1997: ).
Dei quattro luoghi abitati dal Petrarca di cui si ha notizia nel suo pluriennale soggiorno milanese, sono scomparse la dimora presso la basilica di Sant'Ambrogio e quella vicino alla basilica di San Simpliciano; nessuna traccia rimane di quella presunta presso la Certosa di Garegnano, che pure ospitò il Poeta, ma da quel tempo è stata in gran parte ricostruita. Unica e ultima testimonianza della presenza di Francesco Petrarca a Milano rimane Cascina/Villa Linterno.
Dal XX secolo in poi
Dal 1926Oppure dal 1924. AA. VV., Ad Ovest di Milano-Le cascine di Porta Vercellina, cap. 16 pag. 293. al 1941 presso il borgo di Linterno visse e operò don Giuseppe Gervasini, meglio noto come el Pret de Ratanà.
Nel settimo centenario della nascita di Francesco Petrarca (1304-2004) Milano dedica al grande poeta aretino un ricco programma di iniziative culturali per ricordare e celebrare la sua figura. La rassegna “Il Petrarca e Milano” viene presentata dall'assessore alla Cultura e Musei, Salvatore Carrubba, al Castello sforzesco (settembre 2004). Tra gli eventi, si evidenziano conferenze petrarchesche; una mostra, nella Sala del Tesoro del Castello Sforzesco, di manoscritti e libri a stampa della biblioteca Trivulziana dei secoli XIV – XIX riguardanti il Poeta. Inoltre, Percorsi del Petrarca a Milano a Villa Linterno e alla Certosa di Milano. “A Milano, Petrarca, sarebbe rimasto otto anni, il periodo più lungo passato dal poeta nello stesso luogo, se si eccettua la residenza giovanile ad Avignone – ha affermato Salvatore Carrubba -. Dai Visconti, che pure lo incaricano di diverse missioni diplomatiche, Petrarca ottiene ciò che più gli preme in età matura: una sufficiente libertà, autonomia di pensiero e, naturalmente, onori. Ricordare Petrarca, cittadino non distratto e non occasionale di Milano, è dunque un dovere; l'occasione sarà utile per celebrare la sua grandezza come poeta, studioso, indagatore dell'animo umano. Lo faremo con uno sguardo che tenterà di andare oltre il poeta e i suoi tempi e i suoi tempi per abbracciare la secolare vicenda del petrarchismo nella sua ricchezza e complessità, una vicenda che ha contribuito a formare l'identità della cultura nazionale e ha esercitato un influsso penetrante e perdurante sulla lirica dell'Occidente”.
Nel 2003 il Comune di Milano conferisce l'attestato di benemerenza civica all'associazione che promuove il recupero culturale e storico di Linterno «in quella che fu la residenza milanese di Francesco Petrarca»Attestati di Civica Benemerenza del 2003, : . Nel 2004 nel censimento del Fondo per l'Ambiente Italiano (FAI) "I luoghi del cuore", Linterno si classifica al primo posto tra i monumenti di MilanoCensimento 2004 "I luoghi del cuore", FAI: http://iluoghidelcuore.it/censimenti/2004?city=Milano&order_code=DESC&to_show=elencov e le sue marcite medioevali si classificano al primo posto nel censimento FAI 2006Censimento 2006 "I luoghi del cuore", FAI: http://iluoghidelcuore.it/censimenti/2006?city=Milano&order_code=DESC&to_show=elencov.