L'anarchismo sociale (in inglese: social anarchism), Giovanni Baldelli, , Aldine Atherton, 1971. Murray Bookchin, , The Anarchist Library, 1995. Iain McKay, , Stirling, Scozia: AK Press, 18 giugno 2009. Howard J. Ehrlich, . See Sharp Press. 2013. Connor Owens, , The Anarchist Library, 25 febbraio 2016. è una forma di socialismo anti-statalista e libertaria, Donald F. Busky, , Greenwood Publishing Group, 2000, p. 2. «Lo stesso si può dire dell'anarchismo: l'anarchismo sociale — una forma non statalista di socialismo — può essere distinto da quella non socialista e in alcuni casi dalla scuola pro-capitalista dell'anarchismo individualista». nonché la branca dell'anarchismo che vede la libertà individuale interconnessa all'aiuto reciproco e la cooperazione. Judith Suissa, «Anarchism, Utopias and Philosophy of Education», Journal of Philosophy of Education, 35, 4, 2001, pp. 627–646, Come ideologia politica anarchica ha come principio la giustizia sociale., 2 settembre 2008. Mentre l'anarchismo individualista sottolinea l'autonomia personale e la natura razionale degli esseri umani, l'anarchismo sociale vede «la libertà individuale come concettualmente legata all'uguaglianza ed enfatizza l'aspetto comunitario e l'aiuto reciproco». Il concetto di anarchismo sociale è quindi utilizzato per descrivere specificamente le tendenze dell'anarchismo che enfatizzano gli aspetti comunitari e cooperativi, la libera associazione delle persone e la coesistenza e cooperazione delle stesse in libere comunità. L'anarchismo sociale include l'anarco-collettivismo, l'anarco-comunismo, l'anarco-sindacalismo, l'ecologia sociale e l'economia partecipativa. L'anarchismo sociale è legato all'anarco-comunismo (come gli anarco-comunisti sostengono particolarmente la democrazia diretta), ma non completamente., 30 aprile 1980. Negli Stati Uniti il termine anarchismo sociale si riferisce al circolo di Murray Bookchin e all'omonimo giornale fondato nel 1980. Social Anarchism: A Journal of Theory and Practice.
Se non utilizzato in contrapposizione al socialismo autoritario e statalista, Stan Iverson, «Sex and Anarcho-socialism», Sex Marchers, 1968, p. 57. «Il socialismo libertario, o se volete anarco-socialismo [...]». George Walford, Ideologies and Their Functions: A Study in Systematic Ideology, 1979, pp. 139–145. David McNally, «'Proudhon did Enormous Mischief': Marx's Critique of the First Market Socialists». Against the Market: Political Economy, Market Socialism and the Marxist Critique, Verso, 1993. Amy H. Sturgis, Presidents from Hayes Through McKinley: Debating the Issues in Pro and Con Primary Documents, Greenwood Publishing Group, 2003, p. 106. «Composto da molte correnti di pensiero differenti (come il mutualismo, l'anarco-individualismo, l'anarco-socialismo e l'anarco-comunismo), l'anarchismo ruota attorno al concetto di non-economia e alla convinzione che la forza sia illegittima e non etica». molti anarchici rigettano termini come socialismo anarchico (utilizzati per lo più da teorici che riconoscono l'anarco-capitalismo nel movimento anarchico per distinguerlo dall'anarco-individualismo) Per Bylund. . Mises Institute. 19 marzo 2019. Geoffrey Ostergaard, «Anarchism», The Blackwell Dictionary of Modern Social Thought, Blackwell Publishing, 2008, p. 14. in quanto considerano l'anarchismo un'ideologia socialista della tradizione libertaria, venendo spesso visto come sinonimo del socialismo libertario e preferendo invece l'anarchismo sociale come termine, considerando l'anarchismo sociale e l'anarchismo individualista entrambi varianti del socialismo libertario e vedendo le loro differenze per lo più nei mezzi nell'ottenere l'anarchia piuttosto che sui fini, rimanendo compatibili e vedendo l'individuo e la comunità come complementari piuttosto che mutualmente esclusivi, tanto che molti anarco-comunisti si definiscono individualisti radicali, vedendo nella proprietà collettiva il miglior sistema sociale per la realizzazione della libertà individuale. Pëtr Alekseevič Kropotkin, , 1901. Max Baginski, , Mother Earth, 2, 3, maggio 1907. Renzo Novatore, , 1924., Dielo Truda, 1926. Cristopher Gray, Leaving the Twentieth Century, 1974, p. 88. Brian Morriss, Bakukunin: The Philosophy of Freedom. Black Rose Books Ltd., 1993.. Willful Disobedience, 2, 12, 2001. L. Susan Brown, The Politics of Individualism. Black Rose Books, 2002. Bob Black, , 2010. L. Susan Brown, , 2 febbraio 2011. Nel libro La fine dell'anarchismo? Luigi Galleani scrisse: «Tra il comunismo (non certo inteso come un aspetto nuovo di stato, di governo, condannato a riprodurre in sé tutte le iniquità ed i misfatti dei governi che lo hanno preceduto; ma come libera, volontaria, solidale cooperazione di tutti e di ciascuno nella produzione) e l'individualismo (nel senso che nessuna autorità di istituti, di maggioranze o di minoranze possa interferire collo sviluppo e la libertà dell'individuo, e comunque attenuarne l'autonomia) non vi è contraddizione né incompatibilità: l'uno è semplicemente il terreno economico nel quale l'altro abbia la possibilità di regolarizzarsi, di esercitarsi». Luigi Galleani, La fine dell'anarchismo?, 1907.
Di fatto molti anarchici individualisti, tra cui Benjamin Tucker Benjamin Tucker, State Socialism and Anarchsm, 1886. e Lysander Spooner, George Woodcock, Anarchism: A History of Libertarian Ideas and Movements, Melbourne, Australia: Penguin, 1982. si identificavano come socialisti e come parte del movimento operaio. James J. Martin, Men Against the State. Inoltre sebbene a partire dal XX secolo il socialismo è stato spesso confuso con il socialismo di Stato e gli Stati marxisti-leninisti, nel XIX secolo il termine socialismo indicava l'opposizione al capitalismo, visto come usura e indicato come un sistema politico costruito sui privilegi dei proprietari del capitale. Fernand Braudel, The Wheels of Commerce: Civilization and Capitalism 15th–18th Century, Harper & Row, 1979. Per socialismo si intendeva invece un ampio concetto che servisse a risolvere quello che fu chiamato il problema del lavoro, le cui soluzioni includevano l'abolizione della proprietà privata (proprietà produttiva), l'avanzamento del cooperativismo invece della competizione e di società cooperative e della proprietà pubblica o il libero mercato e la libera concorrenza. Tuttavia questi socialisti erano in accordo nell'opporsi al capitalismo, al lavoro subordinato, al rapporto autoritario datore di lavoro-impiegato e ai privilegi del capitale e dei capitalisti, supportando invece la teoria del valore-lavoro, la democrazia nei luoghi di lavoro e a tutta la società, l'autogestione dei lavoratori e in generale che questi ricevessero per intero il frutto e il valore del proprio lavoro. Frank H. Brooks, The Individualist Anarchists: An Anthology of Liberty (1881–1908), Transaction Publishers, 1994, p. 75. Sebbene a partire dal XX secolo il capitalismo sia diventato sinonimo del libero mercato e il socialismo dell'economia pianificata sovietica e dei suoi alleati, Marian V. Rosser e J. Barkley Rosser, Comparative Economics in a Transforming World Economy, MIT Press, 23 luglio 2003, in realtà considerata un'economia di comando amministrativo piuttosto che pianificata, Andrew Zimbalist e Howard J. Sherman, Comparing Economic Systems: A Political-Economic Approach, Harcourt College Pub, ottobre 1988, p. 4. «Quasi tutta l'industria dell'Unione Sovietica è di proprietà del governo e tutta la produzione è diretta, in teoria, da un piano centrale (anche se in pratica molto è lasciato alla discrezione locale e molto spesso non è pianificato o non è sotto controllo governativo)». John Howard Wilhelm, «The Soviet Union Has an Administered, Not a Planned, Economy», Soviet Studies, 37, 1, 1985, pp. 118–130, Michael Ellman, «The Rise and Fall of Socialist Planning», Transition and Beyond: Essays in Honour of Mario Nuti, Saul Estrin, Grzegorz W. Kołodko e Milica Uvalić, New York City, New York: Palgrave Macmillan, 2007, p. 22. «Nell'URSS alla fine degli anni 1980 il sistema veniva normalmente chiamato economia del «comando amministrativo». Ciò che era fondamentale per questo sistema non era il piano, ma il ruolo delle gerarchie amministrative a tutti i livelli del processo decisionale; l'assenza di controllo sul processo decisionale da parte della popolazione [...]». il socialismo includeva come definizione anche il libero mercato, tanto che si parla di socialismo ricardiano, J. E. King, «Utopian or Scientific? A Reconsideration of the Ricardian Socialists», History of Political Economy, 15, 3, 1983, pp. 345–373, secondo altri il socialismo smithiano sarebbe una più accurata descrizione. Noel W. Thompson, The People's Science: The Popular Political Economy of Exploitation and Crisis 1816-34, Cambridge, Inghilterra: Cambridge University Press, 2002, Per esempio, i sostenitori del socialismo di libero mercato, tra cui Jaroslav Vanek, sostengono che i mercati autenticamente liberi non sono possibili in condizioni di proprietà privata dei mezzi di produzione come nel capitalismo. Al contrario Vanek sostiene che le differenze di classe e le disuguaglianze di reddito e potere derivanti dalla proprietà privata consentono agli interessi della classe dominante di sviare il mercato a loro favore sia sotto forma di monopolio e potere di mercato sia utilizzando la loro ricchezza e risorse per legiferare politiche governative a vantaggio dei loro specifici interessi commerciali. Inoltre Vanek afferma che i lavoratori in un'economia socialista basata su società cooperative e autogestite hanno incentivi più forti per massimizzare la produttività perché oltre a ricevere il loro stipendio fisso o salario ricevono una parte dei profitti in base alla prestazione complessiva della loro società., 2000. Anche alcune tendenze dell'anarchismo individualista, come l'anarchismo proudhoniano noto anche come mutualismo, George Edward Rines, Encyclopedia Americana, New York City, New York: Americana Corp., 1918, p. 624, Peter Hamilton, Émile Durkheim, New York City, New York: Routledge, 1995, p. 79, Émile Faguet, Politicians & Moralists of the Nineteenth Century, Freeport, Bahamas: Books for Libraries Press, 1970, p. 147, spesso definito dall'anarchico francese Pierre-Joseph Proudhon (primo a usare il termine anarchismo e a definirsi come anarchico in senso positivo) come «individualismo sociale», possono rientrare nell'ambito dell'anarchismo sociale. James Bowen e Jon Purkis, Changing Anarchism: Anarchist Theory and Practice in a Global Age, Manchester University Press, 2004, p. 24. Rob Knowles, «Political Economy From Below: Communitarian Anarchism as a Neglected Discourse in Histories of Economic Thought». History of Economics Review, 31, 2000.