Le elezioni parlamentari in Romania del 2008 si tennero il 30 novembre per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato.
Si trattò della prima volta nella storia della Romania in cui veniva utilizzato un sistema elettorale misto tra maggioritario e proporzionale.
Conseguirono rappresentanza parlamentare i membri di quattro liste, oltre a quelli delle minoranze etniche.
Le consultazioni videro la vittoria del Partito Democratico Liberale, che ottenne più seggi sebbene il Partito Social Democratico avesse ottenuto il maggior numero di voti in entrambe le camere. In seguito all'esito elettorale, Primo ministro divenne il liberal-democratico Emil Boc, sostenuto da un governo di grande coalizione composto dalle due maggiori forze parlamentari.
Sistema elettorale Elaborazione della legge elettorale Nel 2007 il progetto di elaborazione di una nuova legge elettorale per le parlamentari fu fonte di conflitti istituzionali tra primo ministro e presidente della Romania. Il 29 ottobre 2007 il governo mise la fiducia in parlamento su un disegno di legge che stabiliva l'introduzione di un sistema misto tra maggioritario e proporzionale, che prevedeva la creazione di collegi uninominali che, su turno unico, avrebbero coperto il 50% degli eletti del futuro parlamento, mentre la restante parte sarebbe stata redistribuita in modo proporzionale.. Il capo di Stato, invece, convocò un referendum popolare per il 25 novembre 2007, in cui sottoponeva agli elettori il proprio piano per l'introduzione di un sistema di voto maggioritario uninominale su due turni, presentandolo come una soluzione per i mali della politica.. Il referendum, tuttavia, non raggiunse il quorum.
Il 12 dicembre 2007 la Corte costituzionale ammise un ricorso del presidente della Romania e decretò che tre articoli della legge elettorale del governo non rispettavano i principi della carta fondamentale, obbligando il parlamento a correggerli.. Il governo, quindi, fu costretto a rivedere la variante su cui aveva messo la fiducia. La forma finale della nuova legge vide la luce il 4 marzo 2008 con l'approvazione da parte delle camere.. Il 27 agosto 2008 il governo comunicò che il voto si sarebbe svolto il 30 novembre.. Nel settembre 2008 l'ordinanza per la definizione dei collegi uninominali fu contestata alla Corte costituzionale dal Partito Grande Romania. I giudici rigettarono il ricorso il 18 novembre 2008.
Sistema di voto La Legge 35 pubblicata il 13 marzo 2008 introduceva un sistema misto con l'elezione dei parlamentari in collegi uninominali in base al principio della rappresentanza proporzionale, con l'elezione di un deputato ogni 70.000 abitanti e di un senatore ogni 160.000 abitanti. La Legge 35/2008 prevedeva l'elezione diretta su un turno unico nei 452 collegi uninominali (315 alla camera e 137 al senato) solamente dei candidati che ottenevano il 50%+1 dei voti, mentre gli altri posti in parlamento sarebbero stati assegnati in modo proporzionale ai rappresentanti dei partiti in base ai voti ottenuti (con una ripartizione prima a livello distrettuale e, poi, nazionale). Per i partiti veniva introdotta una soglia di sbarramento del 5% a livello nazionale, oppure di un minimo di sei collegi uninominali alla camera dei deputati e tre al senato.
Ad ognuno dei partiti delle minoranze etniche era garantito un rappresentante alla camera dei deputati a prescindere dalla soglia di sbarramento, a condizione che ottenessero un numero di voti pari o superiore al 10% del numero medio di voti per l'elezione di un deputato.
La legge introdusse per la prima volta l'elezione dei rappresentanti per la circoscrizione estero (quattro per la camera dei deputati e due per il senato). Prima della riforma i voti della sezione estero erano aggiunti a quelli della circoscrizione di Bucarest.
Secondo gli artt. 36 e 37 della costituzione avevano diritto al voto i cittadini di almeno 18 anni di età, mentre per candidarsi alle camere era necessario aver compiuto 23 anni (deputati) o 33 anni (senatori).
Si iscrissero alla competizione elettorale 2.960 candidati, di cui 31 indipendenti. Le donne rappresentavano il 14% del totale. Numerosi candidati presentati dai partiti provenivano dal mondo della musica, del cinema e dello spettacolo, scelta che rispondeva alla logica di massimizzazione del capitale elettorale nei collegi uninominali per via della loro popolarità..
Come conseguenza della riforma costituzionale del 2003, per la prima volta dal 1989 le elezioni parlamentari erano disgiunte da quelle presidenziali, la cui organizzazione era prevista per l'anno successivo. Sul piano politico l'effetto fu quello di limitare il ruolo trainante del candidato alla presidenza della Romania per il partito che lo sosteneva.
Il voto era previsto nell'intervallo orario tra le 7:00 e le 21:00.
Quadro politico Le elezioni parlamentari del 2004 videro il successo della coalizione di centro-destra Alleanza Giustizia e Verità, composta dal Partito Nazionale Liberale (PNL) di Călin Popescu Tăriceanu e dal Partito Democratico (PD) di Traian Băsescu. Mentre il leader del PNL assunse la guida del governo, il capo del PD divenne presidente della Romania. Il rapporto tra le due cariche dello Stato fu caratterizzato da continui contrasti, emersi nell'estate del 2005 dopo il rifiuto del premier di dare le dimissioni per consentire la celebrazione di elezioni anticipate.
Nel dicembre 2006 le scelte di sostenere Băsescu contro Tăriceanu e di promuovere una fusione con il PD, furono causa di una scissione del PNL, che perse un terzo dei propri parlamentari, che fondarono il Partito Liberale Democratico (PLD), presieduto da Theodor Stolojan..
Al culmine delle dispute politiche con il capo di Stato, nell'aprile 2007 Tăriceanu decise di espellere il PD dal governo e di formare insieme all'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) un nuovo esecutivo che non godeva della maggioranza parlamentare. Il governo Tăriceanu II, infatti, fu sostenuto esternamente e in modo discontinuo dal maggior gruppo di opposizione, il Partito Social Democratico (PSD) di Mircea Geoană, che ottenne ampie concessioni per la realizzazione di misure sul piano sociale.
Nel maggio 2007 il PNL si unì ai partiti di opposizione, fatta esclusione di PD e PLD, nell'appoggiare una proposta di impeachment contro Băsescu, ritenuto reo di aver violato la costituzione e il principio di imparzialità della sua funzione. Il referendum per la sua destituzione del 19 maggio, tuttavia, rimase sotto il quorum e Băsescu poté rientrare in carica dopo una breve sospensione.
In seguito all'ingresso nell'Unione europea del 1º gennaio 2007, la Romania organizzò le prime elezioni per il parlamento europeo nel novembre 2007. Il PD, sostenuto apertamente da Băsescu., risultò il primo partito (29%), mentre il PSD arrivò secondo (23%) e il PNL terzo (13,44%). Il mese successivo il PD e il PLD di Stolojan si fusero in un nuovo soggetto chiamato Partito Democratico Liberale (PDL) e guidato da Emil Boc.
I sondaggi del 2007 e 2008 confermarono il trend, ribadito dai risultati delle elezioni locali del giugno 2008, alle quali il PDL ottenne il maggior numero di preferenze, malgrado il più alto numero di sindaci, consiglieri locali e presidenti distrettuali eletti appartenessero al PSD.. Il PNL, terzo, risentì degli effetti dell'erosione della popolarità del governo.
Il periodo tra il 2004 e il 2008, sebbene caratterizzato da conflitti istituzionali tra il presidente della Romania e gli altri attori politici, fu segnato da una costante crescita economica e da misure di rilassamento fiscale che favorirono gli investimenti. I propositi del governo sul rafforzamento dell'indipendenza della giustizia e della lotta alla corruzione, tuttavia, rimasero incompleti. Alla fine del 2008 apparvero i primi segnali di stagnazione, inizialmente sminuiti dalle autorità, dovuti all'espandersi della grande recessione a livello globale.
Campagna elettorale La campagna elettorale si aprì il 31 ottobre 2008 e si concluse trenta giorni dopo.
A causa delle incertezze dovute al nuovo sistema di elezione misto, secondo gli osservatori politici i partiti puntarono ad una campagna elettorale prudente, evitando profondi dibattiti sui temi di grande interesse nazionale, quali l'inizio della crisi economica. Allo stesso modo gli analisti espressero dubbi sull'effettiva sostenibilità delle promesse dei programmi presentati.
Partito Democratico Liberale Il 1º settembre 2008 il presidente del partito Emil Boc assunse la guida della campagna elettorale, con l'assistenza di Vasile Blaga. Il 12 settembre 2008 il collegio di direzione del PDL indicò Theodor Stolojan come candidato alla funzione di primo ministro..
La campagna del PDL fu influenzata dalla figura dominante del capo di Stato Traian Băsescu, ingaggiato in un duro confronto con il governo e le altre forze parlamentari, nonostante fosse formalmente indipendente così come previsto dalle norme costituzionali. Nel discorso del PDL, carico di accenti populisti, gli altri partiti (PNL e PSD) rappresentavano la manifestazione della corruzione, del clientelismo e della politicizzazione della pubblica amministrazione, contro cui retoricamente Băsescu e Boc si battevano. A tal proposito lo slogan scelto per la campagna elettorale fu «Loro con loro. Noi con voi» («Ei cu ei. Noi cu voi»). Il PDL si fece promotore di un'iniziativa di revisione della costituzione per l'adozione di un parlamento monocamerale composto da 300 membri. Il gruppo di Boc voleva mostrarsi agli occhi degli elettori come l'unico partito in grado di riformare la classe politica, ritenuta colpevole delle ristrettezze della popolazione. Il partito, quindi, promise massicci aumenti per le pensioni e per gli stipendi di tutte le categorie professionali, ritenute vittime delle scelte del potere politico.
Nell'ottobre 2008 Băsescu intervenne nel dibattito sulla legge per la maggiorazione dei salari dei professori del 50%, approvata dal parlamento, ma rivista da un'ordinanza di governo a causa dell'impatto previsto sul bilancio. Il presidente della Romania affermò che i problemi invocati dal governo non erano reali e, al contrario, esortò anche altri sindacati a chiedere aumenti.. Allo stesso modo provò a ridimensionare i rischi dell'incipiente recessione, rassicurando gli elettori sulla stabilità dei conti della Romania e indicando altre priorità, quali la sanità, l'istruzione, il calo della natalità e la riforma della giustizia.
Sul piano economico il programma del PDL proponeva un salario minimo di 1.000 lei, facilitazioni alle imprese per le assunzioni di giovani, la riduzione delle tasse per i redditi più bassi e il mantenimento della flat tax al 16% per tutte le altre categorie. Per la protezione della piccola e media impresa consigliava l'introduzione di un regime fiscale differenziato rispetto alle grandi aziende. Il profitto rinvestito in produzione, formazione professionale, ricerca e sviluppo non sarebbe stato tassato, mentre il valore del PIL per la ricerca avrebbe dovuto raggiungere l'1,5%. Tra gli altri piani di sostegno il PDL prometteva sovvenzioni di oltre 300 euro per ettaro coltivato agli agricoltori, progetti gratuiti di riconversione professionale per gli abitanti delle aree rurali, l'istituzione di una pensione sociale minima, misure per la crescita del salario medio lordo del 75%, l'ancoraggio del salario minimo (al 50%) e delle pensioni minime (al 45%) al salario medio. Sempre sul piano previdenziale un eventuale governo PDL avrebbe promosso l'istituzione di un fondo di garanzia per i partecipanti al sistema di pensionistico privato. In base ai progetti del partito, il tasso di occupazione sarebbe dovuto passare dal 59% del 2008 al 65% del 2012.