La Lega araba o Lega degli Stati arabi o Società degli stati arabi () è un'organizzazione internazionale politica di stati del Nordafrica e della penisola arabica, nata il 22 marzo 1945.

I primi 6 stati membri furono:

Transgiordania (divenuta Giordania dopo il 1949)

Il successivo 5 maggio si aggiunse lo Yemen (come Regno Mutawakkilita dello Yemen). Altri paesi ne sono entrati a far parte nel corso degli anni; altri ancora (Eritrea, India, Venezuela, Brasile e Armenia) vi si sono accostati solo a titolo di osservatori.

Le premesse e la nascita Fra la prima e la seconda guerra mondiale, nei paesi di identità araba crebbero istanze indipendentiste perché allo scioglimento dell'Impero ottomano potesse seguire un pieno affrancamento di quelli che prima ne facevano parteFra le tante fonti, si veda per esempio Pier Giovanni Donini, I paesi arabi. Dall'impero ottomano agli stati attuali., Editori Riuniti, 1983; alcuni paesi erano sotto governo di potenze europee o ne erano usciti da pocoLa Palestina, l'Egitto e l'Iraq, ad esempio, sotto mandato britannico, la Siria e il Libano sotto mandato francese., altri temevano influenze o diretti controlli esterni. Soprattutto subito dopo la conclusione della Grande Guerra, ma più che altro appena dopo la fine della rivolta araba, alcuni momenti critici dei tentativi di insurrezione a fini indipendentistici si ebbero in Egitto (cosiddetta rivoluzione del partito Wafd, 1919-1922), in Libia (rivolta dei Senussi, contro l'Italia, 1920-1922), in Marocco (rivolta di Abd el-Krim, 1921-1923), in Tunisia (moti del partito liberale costituzionalePiù noti come "moti desturiani" dal nome in arabo del partito: Ḥizb al-Ḥurr al-Dustūrī, o Destour (Dustūr in turco-arabo significa "costituzione")., 1922-1924). Nel 1926 si tenne a Il Cairo il primo Congresso islamico, un passo di rilievo nella crescita del sentimento panarabista.

La proposta irachena di Nūrī al-Saʿīd

La Gran Bretagna, che di interessi e progetti nell'area ne aveva a tutti i livelli, sognava di costituire un grande Stato arabo da far gestire alla dinastia degli Hashemiti.Boutros Boutros-Ghali, per Académie de Droit International de La Haye, Recueil Des Cours, Vol. 137 (1972/III), Martinus Nijhoff Publishers, 1974 - ISBN 90-286-0244-5 Dall'Iraq appena riconquistatoNel 1941, al termine della guerra anglo-irachena del 1941, l'Iraq era stato sottoposto a un rigido controllo da parte del console britannico e veniva insediato il gabinetto di Nūrī al-Saʿīd partì perciò la proposta, avanzata dal premier Nūrī al-Saʿīd, di un'unione fra l'Iraq, la Siria, il Libano, la Transgiordania e la Palestina.

Questo progetto di federazione fu avversato da Ibn Saʿūd (rivale degli Hashemiti), dall'Egitto (che mirava, sì, all'unità araba, ma terzomondista) e da alcune parti delle élite politiche di Siria e Libano, le quali non credevano che l'eventuale federazione avrebbe potuto preservare loro l'indipendenza recentemente raggiunta.

La proposta perciò non ebbe concreto seguito.

La proposta egiziana e il Protocollo di Alessandria Nel 1944 l'Egitto, formalmente una libera monarchia (Regno d'Egitto) e di fatto colonia inglese coinvolta nella seconda guerra mondialeTruppe sempre del Regno Unito, che nel 1922 vi aveva concluso il suo protettorato, formò un gruppo di studio i cui lavori sfociarono nel cosiddetto Protocollo di AlessandriaArthur Witteveen, La Cour internationale de Justice 1946-1996, Martinus Nijhoff Publishers, 1999 - ISBN 90-411-0468-2. Questo protocollo fu il faticoso frutto della Conferenza di Alessandria del 25 settembre 1944, tenutasi appunto nell'antica città.

Ad ostacolare il raggiungimento di un accordo, quello poi schematizzato nel Protocollo, concorsero diversi fattori. Alla generale diffidenza nei confronti dell'Egitto, il cui desiderio di leadership in un possibile organismo plurinazionale poteva suscitare gelosie e reticenze, si aggiungevano timori di varia natura: il Libano cristiano non si figurava certo a proprio agio in un organismo a schiacciante maggioranza musulmana, l'Arabia Saudita di ʿAbd al-ʿAzīz temeva che l'Egitto di Mustafa al-NahhasPrimo ministro. agisse per garantire alla Gran Bretagna il grande Stato hashemita da quella anelato, mentre lo Yemen temeva di perdere lo "splendido isolamento" in cui prosperava riparato. Pressioni e sollecitazioni diplomatiche britanniche riuscirono a far superare sia queste remore che il più critico contrasto fra un'impostazione hashemita che mirava ad una federazione ristretta, fra i soli paesi del Mashreq, e una egiziana di apertura indiscriminata verso tutti i paesi arabi.

Superate le distanze, il Protocollo pose le basi definitive per la costituzione della Lega; fra i brani del documento, uno riguardò la questione ebraico-palestinese, che svolse nei termini del doloroso riconoscimento degli orrori e delle sofferenze patite dagli ebrei, ma che negava le pretese sioniste di stabilire uno stato ebraico in palestina.

Il trattato Il trattato fu quindi sottoscritto quando ancora era in corso la seconda guerra mondiale. Il primo segretario generale della Lega fu ʿAbd al-Raḥmān ʿAzzām Bey, un medico, diplomatico e deputato egiziano che aveva partecipato al sorgere del nazionalismo arabo in Egitto, Tunisia e soprattutto in Libia (dove era stato consigliere di Ramadan al-Suwayhili)Rashid Khalidi, The origins of Arab nationalism, Columbia University Press, 1993 - ISBN 0-231-07435-2 e che fu uno dei maggiori sostenitori del panarabismo e insieme oppositore alla spartizione della PalestinaW. R. Louis, British Empire in the Middle East, 1945-1951: Arab Nationalism, the United States, and Postwar Imperialism, Oxford: Oxford University Press, 1986 - ISBN 0-19-822960-7.

Le caratteristiche della Lega araba Secondo la nota lettura datane da Boutros Boutros-Ghali, la Lega aveva sin dal suo sorgere caratteristiche di tutto rilievo: in primo luogo era la prima organizzazione internazionale che radunasse esclusivamente paesi definibili in termini occidentali come "sottosviluppati", e comunque genericamente "poveri"Nell'introduzione all'opera citata, Boutros-Ghali fa espressamente notare che le altre organizzazioni radunavano paesi "ricchi", oppure paesi ricchi e paesi poveri insieme, ma nessuna sino ad allora solo paesi poveri.; ciò la rendeva, in quest'ottica e secondo questo autore, "all'avanguardia", anzi un esperimento-pilota per i paesi del terzo mondo.

In secondo luogo la Lega era la prima organizzazione avente per scopo la decolonizzazione, che perseguiva elevando la lotta anticoloniale al livello di "guerra giusta", compatibile con finalità e principi dell'ONU ma ben prima che il diritto all'autodeterminazione fosse sancito in documenti delle Nazioni UniteLo fu solo in due documenti del 16 dicembre 1966: le risoluzioni-trattati-convenzioni sui Diritti Economici Sociali e Culturali e su Diritti Politici e Civili. In entrambi il primo articolo è identico ed inizia riconoscendo che "Tutti i popoli hanno diritto all'autodeterminazione".

Infine, sempre secondo Boutros-Ghali, la costituzione della Lega contribuì a diffondere l'opzione politica del "non allineamento"Intendendosi per questa il non schieramento a favore né del blocco occidentale anglo-americano, né del blocco orientale russo.

Scopi e organizzazione

Lo scopo della Lega, secondo l'art. 2 del trattato costitutivo, è di allestire relazioni più strette fra i paesi aderenti, coordinando le attività politiche di questi secondo principi di collaborazione, nonché di salvaguardare le rispettive sovranità e indipendenza e considerare in un'ottica generale gli affari e gli interessi dei paesi arabi.

Le attività riguardano fra l'altro il coordinamento dell'economia, dei trasporti e delle comunicazioni, delle relazioni internazionali, delle attività culturali e sociali e della salute pubblica.

Organizzata con un Consiglio composto di rappresentanti dei paesi membri, la Lega perviene alle sue determinazioni attraverso il voto consiliare (ogni paese ha diritto ad un voto, qualunque sia il numero dei suoi rappresentantiArt. 3 del Trattato); nelle decisioni prese a maggioranza, le decisioni del Consiglio sono vincolanti soltanto per i paesi che le accettino, mentre le decisioni prese all'unanimità vincolano alla loro osservanza tutti i paesi membriArt. 7 del Trattato.

Le finalità della Lega sono perseguite anche con enti e istituzioni da essa dipendenti, ad esempio dall'ALECSOAcronimo in lingua inglese per "Arab League Educational, Cultural and Scientific Organization", che ha competenza in materie di Istruzione, Cultura e ScienzaDefinizione dell'UNESCO., oppure dal Consiglio dell'Unità Economica Araba (CAEUAcronimo in lingua inglese per "Council of Arab Economic Unity") che ha funzioni di coordinamento delle politiche economiche degli stati membri (e che, in quanto tale, agisce talora anche in loro rappresentanza, come nel 1982 quando siglò un accordo di cooperazione con la Comunità Europea).

Fra le funzioni della Lega araba, c'è anche quella di mediazione e di composizione delle dispute fra i paesi membri qualora i contrasti non riguardino questioni di sovranità, indipendenza, o integrità territoriale. Resta inoltre disponibile per la devoluzione ad essa di contenziosi fra paesi membri, con modalità di arbitrato ad effetti obbligatori e vincolanti per i contendentiArt. 5 del trattato..

La Lega araba ha attualmente 22 membri.

La Palestina nella lega La presenza della Palestina nella lega fu oggetto di uno specifico allegato al trattato costitutivo.

. L'allegato sottolinea anzi che fu proprio sulla base del riconoscimento della sua indipendenza che poté essere affidato il MandatoAl Regno Unito per la sua gestioneAltrimenti, se cioè non indipendente, sarebbe stata assegnata sotto altro titolo a quella o ad altra potenza..

Nel riconoscere quindi una indipendenza de jure soltanto oscurata da circostanze di forza maggiore, il trattato dichiara la necessità di ammettere un delegato dalla Palestina"Allegato sulla Palestina" al trattato.

Le prime attività della Lega Dopo l'emissione di una severa censura contro i disordini antiebraici del novembre 1945 in EgittoIn cui furono distrutti negozi di ebrei e di altri commercianti non musulmani, mentre la sinagoga aschenazita del Cairo era stata incendiata.Joel Beinin, The Dispersion Of Egyptian Jewry. Culture, Politics, And The Formation Of A Modern Diaspora, University of California Press, 1998 - ISBN 0-520-21175-8, il 2 marzo 1946 la Lega si rivolse alla Commissione d'inchiesta anglo-americana, che studiava la possibilità di insediamento degli ebrei in Palestina, manifestando il rigetto delle pretese sioniste su quel territorio poiché "il fratello ebreo" era andato in Occidente e ne tornava occidentalizzato, non più un orientale, con un diverso modo (occidentale) di vedere le cose, con idee imperialistiche, reazionarie o rivoluzionarie: a questo "vecchio cugino", disse per la Lega il segretario generale ʿAbd al-Raḥmān ʿAzzām, non poteva essere dato un cordiale benvenuto. La Lega araba non fu consultata l'anno successivo, quando l'UNSCOPAcronimo in lingua inglese per United Nations Special Committee on Palestine. tenne il suo giro di consultazioni per sondare le posizioni dei paesi, delle etnie e dei raggruppamenti sociali potenzialmente interessati dalla eventuale creazione di uno stato ex novo nell'area, in vista del progetto di partizione della Palestina del palazzo di vetro; furono ascoltati invece i pareri di alcuni dei paesi membri Documentazione della raccomandazione UNSCOP del 3 settembre 1947 alle Nazioni Unite..