Sotto il titolo di The Idler è raccolta una serie di 103 saggi, tutti, tranne dodici, scritti da Samuel Johnson, e pubblicati tra il 1758 e il 1760 sul settimanale londinese The Universal Chronicle. È probabile che il Chronicle sia stato pubblicato al solo scopo di inserire The Idler, poiché era stato stampato un solo numero della rivista prima che iniziasse la serie di saggi e cessò le pubblicazioni quando anche i saggi finirono. Gli autori dei saggi oltre a Johnson furono Thomas Warton, Bennet Langton, e Joshua Reynolds.

Il biografo di Johnson, James Boswell, ricordava che Johnson scrisse alcuni dei saggi contenuti in The Idler con la "rapidità con cui si scrive una lettera". Infatti, in occasione di una visita ad Oxford, Johnson scrisse nel giro di mezz'ora, prima che partisse l'ultimo corriere postale, un saggio che doveva essere pubblicato il giorno dopo.

I saggi riscossero tale successo che altre pubblicazioni li ristampavano senza il consenso dell'autore, per questo Johnson si decise ad inserire un avviso nel Chronicle con il quale minacciava di comportarsi allo stesso modo con gli scritti dei suoi concorrenti e di distribuire il ricavato delle loro vendite fra le prostitute di Londra.

Quando la raccolta The Idler fu pubblicata in libro, uno dei saggi scritti da Johnson, The Vulture, non venne inserito, pare perché la sua satira contro la guerra era ritenuta sediziosa. Johnson lo sostituì con un saggio sulla detenzione dei debitori.

I saggi Tutti i saggi inizialmente erano pubblicati senza titolo. Fu dato a ciascuno di essi un titolo allorché vennero pubblicati in un libro. Nell'introduzione, Johnson precisò che dodici dei saggi non erano di suo pugno. Gli autori di sette di questi dodici saggi sono stati ricordati nella biografia di Boswell, la paternità degli altri cinque è ignota.Boswell, 1987 p.234: "Of one hundred and three, their total number, twelve were contributed by his friends; of which, Numbers 33, 93, and 96, were written by Mr. Thomas Warton; No. 67 by Mr. Langton; and Nos. 76, 79, and 82, by Sir Joshua Reynolds

No 1. The Idler's character (Peculiarità del Fannullone) Pubblicato: sabato, 15 aprile 1758

In questo saggio, Johnson spiega perché abbia scelto questo pseudonimo per scrivere i saggi che andrà pubblicando. "Ognuno di noi è", egli dice, "o spera di essere, un Fannullone." Egli promette per i suoi lettori "maldicenza e satira": "Il Fannullone è per sua natura un criticone; quelli che non fanno nulla da sé, pensano che ogni cosa sia facilmente realizzabile, e criminalizzano tutti quelli che falliscono in un'azione." Tuttavia, egli dice che questo non comporta alcun obbligo e che i lettori delusi dovranno prendersela solo con sé stessi.

"Ogni modo di vivere ha le sue convenienze. Il Fannullone, che si abitua ad essere soddisfatto di ciò che può facilmente ottenere, non solo sfugge le fatiche che sono spesso inutili, ma riesce a volte meglio di quelli che disprezzano tutto ciò che è alla loro portata e pensano che ogni cosa più è difficile da ottenere più è importante".

No 2. Invitation to correspondents (Invito ai corrispondenti) Pubblicato: sabato, 22 aprile 1758

Johnson si lamenta che, nonostante abbia "già quasi da una settimana iniziato la pubblicazione", di non aver ricevuto una sola espressione di lode né gli è giunta alcuna offerta di collaborazione alla serie. Egli chiede "a coloro che si sono già dedicati alla letteratura, o a coloro che, senza alcuna meta, vagano attraverso la landa della vita" di presentare dei saggi da pubblicare sotto il titolo di The Idler.

Colui il quale è conosciuto perché scrive su di un periodico, non deve far altro che stare attento a non rivelare quali precisi articoli siano proprio i suoi; mantenere tale segreto è davvero difficile; ma se si riesce a mantenerlo, non ci vuole molto ad immaginare con quale piccolo sacrificio si possa crescere di importanza".

No 3. Idler's reason for writing (Motivo per il quale scrive il Fannullone) Pubblicato: sabato 29 aprile 1758

Johnson considera la possibilità che i saggisti un giorno siano a corto di argomenti divertenti. Egli spiega di scrivere per venire in soccorso ai suoi colleghi fannulloni e a coloro che "si levano al mattino, vuoti di pensiero, con le menti spalancate ad ingoiare cibo intellettuale che alcuni saggisti sono abituati propinare."

"Molto è fatto male nel mondo a causa di scarso interesse o motivazione. Colui che assume il carattere di un critico e giustifica le sue affermazioni in base ad una perpetua censura, immagina di non far danno a nessuno se non all'autore che egli considera una bestia immonda che ogni altro essere vivente ha il diritto di perseguitare; non pensa a quante persone innocue coinvolga nella sua colpevolezza, insegnando loro a provocare danni senza malignità e a ripetere delle obiezioni di cui non conoscono il senso; o a quante oneste menti preclude il piacere, facendo sorgere in esse un'artificiosa pignoleria e rendendole a tal punto giudiziose da metterle in disaccordo con le proprie sensazioni. Colui che apprende dal critico a rigettare ciò che prima naturalmente gli piaceva ha motivo di lamentarsi con il suo maestro così come quel pazzo che accusava il suo dottore di averlo ridotto in povertà da quando si credeva di essere il padrone del Perù".

No 4. Charities and hospitals (Opere di beneficenza ed ospedali) Pubblicato: sabato, 6 maggio 1758

Per Johnson l'opera di beneficenza è "nota solo a quelli che, o direttamente o perché da altri trasmessa, gioiscono della luce della rivelazione." Egli sostiene che era sconosciuta nell'antica Roma e che l'Islam e lo Zoroastrismo hanno recepito tale idea dal Cristianesimo. Egli nota, tra l'altro, che gli ospedali in Gran Bretagna sono sostenuti esclusivamente dalle donazioni di benefattori, e invita tali istituti a non instaurare rapporti di feudalità tra di loro per non scoraggiare tali donazioni.

"La compassione secondo alcuni pensatori, i quali troppo facilmente sono stati definiti filosofi, è risolta in un sentimento puramente egoistico, una percezione involontaria di dolore che insorge alla vista casuale di un essere come noi che langue nella miseria. Ma questo sentimento, se mai possa sorgere da un istinto bruto, produrrà solo effetti transitori e saltuari, ma non potrà mai risolversi in un principio di azione o portare sollievo alle vittime di calamità lontane e per generazioni di là da venire".

No 5. Proposal for a female army (Proposta per un esercito femminile)

Pubblicato: sabato, 13 maggio 1758

Poiché nella Guerra dei sette anni furono molti i soldati utilizzati, Johnson, preso da pietà per le mogli e le fidanzate lasciate a casa in Inghilterra suggerisce che venga formato un esercito di donne in modo che possano seguire i loro cari. Egli sostiene che dopo l'invenzione delle armi moderne, "non mi sembra che un moderno soldato svolga compiti, fatta eccezione per l'obbedire, che una donna non possa anche eseguire. Se i capelli non sono incipriati, ecco che una donna ha pronto un piumino da cipria; se una casacca si è macchiata, ecco pronta una donna con la spazzola".

"Di queste donne, alcune, io spero, abbiano un cagnolino ed alcune altre uno scimmiotto; ma questi sono compagni insoddisfacenti. Molti utili compiti svolgono le giacche rosse, per i quali né i cani né le scimmie sono all'altezza. Un pappagallo, in verità, è sgargiante come un colonnello, e, se è stato molto utilizzato in buona compagnia, non è del tutto privo di conversazione; ma un pappagallo, dopo tutto, è una povera creaturina, e non ha né spada né una trecciola di cordoncino sulla spalla, non può né danzare né giocare a carte".

No 6. Lady's performance on horseback (Esibizione di una donna a cavallo) Pubblicato: sabato, 20 maggio 1758

Johnson commenta le espressioni adulatorie rivolte dal pubblico ad una donna che percorse a cavallo mille miglia in meno di un migliaio di ore. Con ironia, egli suggerisce di erigerle un monumento per i posteri, e fa alcune ipotesi circa l'iscrizione da apporre.

"Sia dunque con cura ricordato che con questa esibizione ella ha vinto la sua scommessa, e, perché ciò sembri, per l'avvenuto cambiamento dei costumi, un incitamento inadeguato o incredibile, sia aggiunto, che a quel tempo le originarie motivazioni delle azioni umane avevano perso il loro influsso; che l'amore per l'encomio era estinto, il timore dell'infamia era diventato cosa ridicola, e il solo ed unico desiderio di un inglese era" vincere la sua scommessa.

No 7. Scheme for news-writers (Uno schema per i giornalisti) Pubblicato: sabato, 27 maggio 1758

Johnson si lamenta della ripetività nei servizi di cronaca. Egli suggerisce che, invece di dar notizia di un evento tutt'insieme e quindi poi rimasticarlo all'infinito, i giornalisti rivelino il fatto di cronaca un po' alla volta per tenere i lettori avvinti in attesa dello sviluppo della notizia.

"Per questo, i giornali oggigiorno si sono moltiplicati senza fornire un pari incremento di informazione. La storia narrata nel giornale del mattino è riportata di nuovo in quello della sera, e i resoconti della sera vengono pagati di nuovo con il giornale del mattino. Questa ripetività, infatti, fa perdere del tempo invece di abbreviarlo. La persona più desiderosa di sfogliare i giornali sarà bello che stanco prima di spulciarli tutti; e più di un uomo, che entri nella caffetteria in vestaglia e ciabatte, sarà chiamato ad aprire la sua bottega, o a consumare la cena, prima che sia riuscito a capir bene quale sia la condizione dell'Europa."

No 8. Plan of military discipline (Programma di disciplina militare) Pubblicato: sabato, 3 giugno 1758

Questo scritto si presenta sotto forma di lettera indirizzata a The Idler, ma non è tra i saggi che Johnson attribuì ad altri collaboratori.

Lo scrittore propone un metodo per sviluppare il coraggio nei soldati britannici. Egli suggerisce che vengano attirati verso una finta fortezza con l'offerta di roast beef e birra e fatti marciare su di essa prima che inizino a mangiare. Questo dovrebbe essere fatto giorno dopo giorno, con un'aggiunta alla scena di situazioni e suoni ogni volta sempre più spaventosi. I soldati alla fine saranno abbastanza abituati alla violenza per sfidare il fuoco nemico. "Non posso pretendere di informare i nostri generali circa le gradazioni di pericolosità con cui addestrare i loro uomini perché acquistino forza d'animo. Essi sanno molto bene cosa i soldati e loro stessi sono in grado di sopportare. Sarebbe giusto che la guerra ogni giorno variasse nel suo aspetto. A volte, mentre scalano il bastione, un cuoco può buttare grasso sul fuoco, per abituarli ad una fiammata improvvisa, e talvolta, con il fracasso di pentole vuote, possono essere abituati ad esplosioni formidabili. Ma non si dimentichi mai che la vittoria deve riposare con la pancia piena."

No 9. Progress of idleness (Progresso della fannullagine)

Pubblicato: sabato, 19 giugno 1758

(L'autore di questo scritto è incerto)

Un corrispondente si lamenta perché il Fannullone non fornisce suggerimenti sul come essere indolenti. Il Fannullone risponde che questa richiesta mostra come chi l'ha scritta "sia ancora ai rudimenti della fannullagine, e non abbia conseguito né la teoria né la pratica del dolce far niente." Alla vera fannullagine si giunge solo praticandola.