La campagna delle isole Salomone si svolse tra il gennaio 1942 e il settembre 1945 nell'omonimo arcipelago, nelle Bismarck e nelle acque circostanti tra l'Impero giapponese e gli Alleati, in primo luogo gli Stati Uniti d'America.

L'Impero giapponese occupò Rabaul il 23 gennaio 1942 e ne fece la base avanzata per le operazioni in Nuova Guinea e nelle Salomone, tese a isolare l'Australia dagli Stati Uniti. Una prima battuta d'arresto fu vissuta con la battaglia del Mar dei Coralli (4-8 maggio), dopo la quale i comandi giapponesi a Rabaul decisero di occupare l'isola di Guadalcanal e costruirvi un aeroporto, nella prospettiva di ulteriori avanzate verso sud-est. La mossa allarmò i comandi alleati che decisero per un'affrettata controffensiva: ne scaturì una lunga e sfibrante campagna (agosto 1942-febbraio 1943) con perdite pesanti per entrambi i combattenti e un totale capovolgimento di piani a medio e lungo termine. Questa prima fase della campagna nelle Salomone fu infine vinta dagli Stati Uniti, cui passò l'iniziativa militare e che procedettero a radunare forze importanti sotto la guida dell'ammiraglio William Halsey e del generale Douglas MacArthur per risalire le isole Salomone e riconquistare Rabaul. I comandanti nipponici, viceammiraglio Jin'ichi Kusaka e generale Hitoshi Imamura, che dovevano occuparsi anche del fronte in Nuova Guinea, organizzarono un bastione nelle isole della Nuova Georgia e furono appoggiati dall'ammiraglio Isoroku Yamamoto in persona, che comandò da Rabaul una serie di operazioni aeree volte a scardinare i grandi preparativi alleati. Esse non ebbero l'esito sperato e Yamamoto morì a Bougainville in un'imboscata aerea statunitense. Il 21 giugno 1943 si aprì la seconda fase della lotta nelle Salomone centrali, caratterizzata da feroci scontri navali notturni e duri combattimenti nella giungla. Alla fine i giapponesi preferirono evacuare Kolombangara, Vella Lavella e altre posizioni, ormai non più difendibili o saltate da Halsey, e concentrare le truppe su Bougainville: l'isola doveva essere difesa a ogni costo, perché era lo scudo ultimo per la base di Rabaul. Il 1º novembre 1943 una divisione marine, però, mise piede a terra sulla poco difesa costa occidentale; la testa di ponte respinse gli attacchi aerei di Kusaka e anche l'8ª Flotta nipponica, quindi fu sostenuta da due pesanti raid delle portaerei su Rabaul, che scongiurarono una grande controffensiva navale giapponese. Su Bougainville gli statunitensi attivarono aeroporti che, assieme a quelli nelle Salomone centrali, consentirono di avviare il martellamento di Rabaul, che i massimi capi alleati avevano deciso di isolare.

La campagna di Bougainville e quella aerea contro Rabaul si svolsero perciò in simultanea sino al 20 febbraio 1944, giorno nel quale l'Impero giapponese cessò di inviare rinforzi alla martoriata piazzaforte, comunque obiettivo di bombardamenti fino alla fine della guerra. Nelle Bismarck rimasero intrappolati tutti i comandi responsabili per le Salomone e forze ingenti; le operazioni militari calarono drasticamente e furono riaccese tra 1944 e 1945 dall'Esercito australiano, che cercò con scarso successo di liberare Bougainville. I giapponesi si arresero infine l'8 settembre 1945, ponendo fine a una delle campagne più importanti della guerra nel Pacifico.

Antefatti Alleati e Stati Uniti

L'attacco di Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 e la contemporanea espansione giapponese nel Sud-est asiatico e nell'oceano Pacifico occidentale resero improvvisamente inadeguate le strategie predisposte da Stati Uniti d'America, Impero britannico e Regno dei Paesi Bassi. Dopo il duro colpo inferto alla United States Pacific Fleet, la risposta degli Alleati fu l'affrettata organizzazione di un comando unificato (American-British-Dutch-Australian Command) per coordinarsi al meglio nell'opposizione all'Impero giapponese: entrato in funzione il 15 gennaio 1942, l'ABDA Command del generale d'armata Archibald Wavell estendeva la sua autorità dalla Birmania, colonia britannica, alla Nuova Guinea olandese, più la parte nord-occidentale dell'Australia.; . Il resto, ovvero la Nuova Zelanda, le isole Salomone, il Territorio della Nuova Guinea (un mandato australiano), la Nuova Caledonia, le Nuove Ebridi e le Figi ricaddero invece sotto la giurisdizione della cosiddetta ANZAC Area. La genesi di questo comando risaliva allo scorcio di dicembre, quando lo stato maggiore imperiale britannico si era rivolto a Washington perché proteggesse gli accessi nord-orientali all'Australia, appunto il Territorio e le Salomone; ma l'ammiraglio Ernest King, capo delle operazioni della United States Navy, aveva fatto presente che la Flotta del Pacifico era ancora incapace di assumersi un così grande compito e il 1º gennaio 1942 propose, invece, di formare un'area ANZAC comandata da un ufficiale di bandiera statunitense. Il Primo lord del mare Dudley Pound accettò la proposta e la sottopose al primo ministro australiano John Curtin, che l'accettò subito dopo la conquista giapponese di Rabaul in Nuova Britannia (23 gennaio). L'ANZAC fu attivato a fine mese con l'incarico di proteggere Australia e Nuova Zelanda, le rotte marittime con gli Stati Uniti e di respingere eventuali attacchi navali giapponesi: alla sua guida fu messo il viceammiraglio Herbert F. Leary, che però disponeva di appena tre incrociatori australiani e poche navi minori. In febbraio lo raggiunsero alcune unità statunitensi, più una squadriglia di Boeing B-17 Flying Fortress che atterrò a Townsville, tuttavia Curtin e i suoi collaboratori ritenevano che la difesa di Port Moresby fosse ancora problematica. King confermò comunque l'incapacità statunitense di condurre operazioni navali a ovest del 180º meridiano, come era stato concordato con Londra nel 1941, ma all'ammiraglio Chester Nimitz (comandante in capo della Flotta del Pacifico) ordinò di fare il possibile per tenere aperte le linee di comunicazione tra la costa occidentale, la Nuova Zelanda e l'Australia. Anche il generale George Marshall, capo di stato maggiore dell'United States Army, si era attivato e aveva inviato quattro divisioni e un reggimento per presidiare l'Australia, la Nuova Caledonia e le Figi..

Intanto le operazioni nelle Indie olandesi e in Malesia si erano sviluppate con successivi disastri per le forze alleate e il 25 febbraio Wavell sciolse l'ABDACOM, scomparso del tutto dopo la conquista giapponese di Giava. Gli strateghi alleati, tra febbraio e marzo, si erano già messi all'opera per rimpiazzare l'ABDACOM e riorganizzare totalmente le responsabilità e le strategie anglo-statunitensi per il Pacifico, a patto che non inficiassero il principio cardine del Germany first (il quale stava già provocando un notevole affaticamento alla macchina bellica americana, appena avviata): il 23 febbraio il Combined Chiefs of Staff aveva già dato il proprio nullaosta per creare un comando britannico a ovest e un comando statunitense che si occupasse di tutto il teatro del Pacifico. A complicare la non facile ristrutturazione subentrò il generale d'armata Douglas MacArthur che, sfuggito alla cattura nelle Filippine, era arrivato in Australia: carismatico e orgoglioso, MacArthur vantava un lungo servizio sotto le armi, godeva della fiducia di Curtin e delle massime cariche dell'Esercito, ma al contrario era detestato nei circoli della Marina – per ovvi motivi la branca armata più importante nel teatro bellico oceanico. Dopo complesse discussioni tra le massime autorità militari a Washington e con gli stati maggiori australiani e neozelandesi, il 30 marzo entrarono in funzione il Pacific Ocean Areas (POA) e il South West Pacific Area (SWPA), che inglobò l'ANZAC. Il POA era guidato da Nimitz dal quartier generale alle Hawaii ed era suddiviso in North, Central e South Pacific Area. Il secondo era stato affidato a MacArthur, comandante supremo di tutte le forze alleate nella sua area, che interessava il Sud-est asiatico (meno Sumatra e la Malaysia, affidate ai britannici), l'Australia, il Territorio della Nuova Guinea e si estendeva fino al 159° latitudine est, dove confinava con la South Area: entrambi avevano natura per lo più difensiva, specialmente il SWPA che doveva garantire la tenuta dell'Australia in vista di una futura controffensiva.; . Nella South Pacific Area, tuttavia, il Joint Chiefs of Staff impose a Nimitz di nominare un subordinato, diversamente dalle altre due zone che erano sotto il diretto controllo dell'ammiraglio: infatti era in questa regione che era attesa la prossima mossa giapponese. Allo stesso modo, la South Pacific Area era vista da Marshall e King, così come dal JCS, quale la miglior piattaforma per contrastare le forze armate nipponiche e passare al contrattacco, di concerto con MacArthur, non appena fosse stato possibile. Il 13 aprile Nimitz scelse il viceammiraglio Robert Ghormley, allora a Londra e che impiegò due mesi per prendere effettivamente il comando (COMSOPAC) situato a Nouméa, che intanto era stato dotato di una forza aerea, di un apparato anfibio e di truppe. Tuttavia venne a crearsi una situazione poco chiara: Ghormley, infatti, non aveva un omologo dell'Esercito nella South Pacific Area, dove numerosi erano i soldati. Si corse ai ripari con la creazione di un comando apposito e sottoposto al viceammiraglio che, il 7 luglio 1942, fu affidato al maggior generale Millard Harmon, proveniente dalle United States Army Air Forces.; .

Impero giapponese