Vissuto nell'orbita intellettuale floridissima dell'Asia centrale, fu un noto ateo, libero pensatore e polemico contro la religione, i profeti e i libri "rivelati". È considerato il primo grande sperimentatore nel campo della medicina, il padre dell'immunologia e il più erudito in medicina prima di Ibn Sīnā; il primo a distinguere il vaiolo dal morbillo e il primo a scrivere sulle allergie e sulla pediatria. Fu dunque uno dei più grandi filosofi, medici e chimici iraniani e in generale uno dei più grandi nomi dell'epoca d'oro islamica.

Biografia

Nacque il 28 agosto 865 nella città di Rey (persiano Rayy)C'è una lettera di al-Biruni secondo cui sarebbe nato a Rey il 28 agosto 865 (1 Sha'ban 251) e morto il 26 ottobre 925 (5 Sha'ban 313). Cfr. Julius Ruska, Al-Birūni als Quelle für das Leben und die Schriften a-Rāzi’s. In: Iside. Vol. 5, 1923, pp. 26-50 (le date sono alle pp. 32-33) Al-Rāzī, infatti, significa «della città di Ray»), un'antica città nei pressi di Teheran, Iran. Qui egli effettuò gran parte delle sue ricerche e dei suoi lavori. Da notare che Avicenna abitò per un periodo di tempo in questa città.

Al-Rāzī fu incaricato di dirigere l'ospedale di Rayy, ma ben presto si trasferì a Baghdad, dove gli fu assegnata la direzione del Maristan al-Muqtadirī. In questo periodo studiò numerosi casi clinici.

Si interessò anche di musica, settore nel quale fu riconosciuto come artista eccezionale.

È tuttora considerato uno dei più grandi alchimisti di ogni tempo, e i suoi lavori e scritti sono rimasti in uso per più di dieci secoli.

Scoprì l'impiego dell'alcool in medicina e fu il primo a preparare acido solforico.

Al-Rāzī scrisse 184 libri e articoli su diversi argomenti scientifici.

Ibn al-Nadim, scrittore e storico vissuto alla fine del X secolo, nonché autore del Kitāb al-Fihrist (Il Libro dell'Indice), elencò i seguenti motivi per i quali al-Rāzī si era particolarmente distinto:

Al-Rāzī è stato riconosciuto come il migliore medico dei suoi tempi per aver pienamente compreso e messo in pratica le conoscenze mediche greche; Effettuò numerosi viaggi in vari territori. Numerose fonti riportano le sue visite a Baghdad e i suoi servigi resi a molti prìncipi e regnanti; Fu insegnante di medicina, in grado di attirare numerosi studenti, tanto esperti quanto giovani e inesperti allievi; Era famoso per essere d'indole compassionevole, gentile, giusta e devota al servizio delle persone malate, sia ricche che povere; Fu un lettore e scrittore assai prolifico.

Medicina

Vaiolo e morbillo Come medico capo del Maristan (ospedale) di Baghdad, al-Rāzī ha fornito la prima descrizione conosciuta del vaiolo:

Il vaiolo compare quando il sangue è infetto e ribolle, per portare i vapori supplementari del sangue dell'infanzia - che assomiglia agli estratti umidi - in sangue della giovinezza, che assomiglia al vino maturo. Essenzialmente, il vaiolo assomiglia alle bollicine frizzanti del vino giovane … e questa malattia potrebbe anche essere presente anche in altri periodi. La cosa migliore da fare in questi casi è di evitarla, poiché, quando si vede la malattia, essa sta per diventare epidemica.

A tal riguardo l'Enciclopedia Britannica nel 1911 recitava: "Le fonti più degne di fiducia sull'esistenza precoce di questa malattia sono da attribuire ad al-Rāzī (IX secolo), che descrisse chiaramente i sintomi, la patologia (spiegata con una teoria umorale o fermentativa) e con prescrizioni per il suo trattamento".

Il primo libro scritto da al-Rāzī a parlare del vaiolo fu lal-Jadarī wa l-ḥaṣba (Libro sul vaiolo e il morbillo). La metodologia medica è basata sulla mancanza di dogmatismo e sulla fiducia ippocratica verso le osservazioni cliniche. Ecco un esempio delle sue descrizioni:

La comparsa del vaiolo è preceduta da febbre continua, dolore al dorso, prurito nel naso e attacchi di paura durante il sonno. Questi sono i sintomi più particolari della sua comparsa, soprattutto dolore al dorso con febbre, assieme anche a bruciori che i pazienti sentono su tutto il corpo, gonfiore del viso che, con il tempo, va e viene; colore infiammato e un rossore intenso negli occhi, una pesantezza dell'intero corpo, forte spossatezza i cui sintomi sono lo sbadigliare e lo stirarsi, dolore alla gola e al petto, con una leggera difficoltà nel respirare, tosse, secchezza del respiro, saliva spessa, e voce rauca, dolori e pesantezza della testa, inquietudine, nausea e ansia (con la differenza che l'inquietudine, la nausea e l'ansia sono più frequenti con il morbillo che con il vaiolo), bruciori nel corpo intero, colon infiammato, e un rosso intenso e brillante delle gengive.

Al-Rāzī fu quindi il primo a indicare le differenze fra vaiolo e morbillo.

Allergie e febbri Al-Rāzī scoprì l'asma allergica e fu il primo a scrivere un trattato sull'allergia e l'immunologia. In un libro sul senso dell'odorato, spiegò l'insorgere delle riniti con l'annusare le rose in primavera. Trattò delle riniti stagionali e le accomunò con l'asma allergica e il raffreddore da fieno.

Al-Rāzī fu il primo a capire che la febbre era un meccanismo di difesa naturale del corpo umano.

Farmaci Al-Rāzī contribuì allo sviluppo e all'utilizzo di farmaci attraverso la stesura di numerosi testi. Si può ricordare l'introduzione di unguenti a base di mercurio e la realizzazione di utensili, come il mortaio, alcuni tipi di spatole, fiasche e ampolle in vetro, che saranno usate dai farmacisti praticamente fino all'inizio del XX secolo.

Etica della Medicina A livello professionale, al-Rāzī sostenne posizioni progressiste in campo medico e psicologico. Criticò aspramente i ciarlatani e i falsi dottori che attraversavano città e campagne per vendere i loro presunti medicamenti. Allo stesso tempo affermava che i medici, nonostante il loro sapere, non possedevano le risposte a tutti i problemi della medicina e non potevano guarire tutte le malattie. Tuttavia per essere più efficienti nella loro professione, al-Rāzī li esortò a tenere aggiornate le loro conoscenze con il continuo studio dei libri di medicina e a far conoscere ogni nuova informazione.

Inoltre classificò le malattie in tre classi: quelle curabili, quelle potenzialmente curabili e quelle incurabili.

Scritti e libri

Al-Ḥāwī (, cioè "Il libro che raccoglie le notizie sulla medicina"). Questa monumentale enciclopedia in nove volumi (edizione Hayderabad 1955-1971) (conosciuta in Europa anche con il titolo di Continens Liber), formata da estratti da medici greci, persiani, indiani, in traduzione araba, contiene anche le considerazioni e la critica di alcuni medici greci, specie Galeno, e dei filosofi greci Aristotele e Platone, e comprende opinioni innovative su molti argomenti. Al-Ḥāwī non è un'enciclopedia medica convenzionale, ma una raccolta postuma dei quaderni di appunti di al-Rāzī, comprendenti tanto conoscenze desunte da altri libri quanto osservazioni originali su malattie e relative terapie, basate sulla sua esperienza clinica. Molto importante è la notissima monografia sul vaiolo, la prima che descrive questa malattia. È stato tradotto in latino nel 1279 da Faraj ben Sālim (Ferraguth), un medico ebreo che effettuò tale lavoro in Sicilia con altri collaboratori per Carlo I d'Angiò, e in seguito ebbe un'influenza considerevole in Europa. Il Nonus liber Almansoris è stato commentato anche da Giovanni Matteo Ferrari da Grado.

Man lā yaḥḍuru ṭabīb (, lett. "Colui che non ha a disposizione un medico", ossia "Consigli medici per il grande pubblico")

Al-Rāzī fu probabilmente il primo medico persiano a scrivere un manuale medico contenente rimedi diretti a un grande pubblico. Lo dedicò ai poveri, ai viaggiatori e ai normali cittadini, affinché lo potessero consultare per il trattamento dei disturbi più comuni quando un medico non fosse disponibile. Questo libro è di notevole interesse per la storia della farmacia, poiché libri simili erano molto popolari fino al XX secolo. Al-Rāzī descrisse nei 36 capitoli i componenti degli alimenti e dei farmaci che potevano essere reperiti presso un farmacista, un mercato, in cucine ben attrezzate, o negli accampamenti militari. Quindi ogni persona intelligente avrebbe potuto seguire le relative istruzioni e preparare le ricette adeguate con buoni risultati. Le malattie trattate nel libro sono: emicrania, raffreddore, tosse, depressione e malattie dell'occhio, dell'orecchio e dello stomaco. Per esempio, prescrisse per un'emicrania febbrile: "2 parti di duhn (estratto oleoso) di rosa, mescolato con 1 parte di aceto, imbevuto in un panno e premuto sulla fronte". Suggerì come lassativo "una bevanda preparata con 7 dramme (unità di peso pari a circa 1,7 g) di fiori di viola secchi, macerati e ben mischiati con 20 pere, filtrate e con l'aggiunta di 20 dramme di zucchero". Nei casi di depressione al-Rāzī suggerì diverse prescrizioni, tutte che includevano papaveri o il relativo estratto (oppio) oppure steli di Cuscuta (Cuscuta epithymum) o entrambi. Come rimedi per la cura degli occhi, raccomandò compresse di mirra, zafferano e franchincenso, ognuna di 2 dramme, mescolate con 1 dramma di arsenico giallo. Ogni compressa doveva essere sciolta in una quantità sufficiente di acqua di coriandolo e la soluzione ottenuta doveva essere usata come collirio per l'occhio.

Shukūk ʿalā Jālīnūs (, lett. "Dubbi su Galeno")

In questo libro al-Rāzī conferma il proprio pensiero e l'autonomia nei confronti del mondo greco, contestando addirittura Socrate e Aristotele sul concetto di dicotomia fra mente e corpo ed asserendo che il benessere generale del paziente trae origine da un benessere mentale. In altre parole: "mente sana in corpo sano". Critica la presunta superiorità della lingua greca, la cosmologia e il tipo di visite mediche proposte dai pensatori greci. Collegò la medicina con la filosofia e dichiarò che una corretta pratica medica richiedeva un pensiero indipendente. Segnalò che le descrizioni di Galeno non erano in accordo con le sue personali osservazioni cliniche per quanto riguardava la patologia febbrile. E in alcuni casi asserì che la sua propria esperienza clinica superava quella di Galeno. Criticò aspramente la teoria di Galeno riguardo al fatto che il corpo umano fosse composto da quattro sostanze distinte (umori), in equilibrio fra loro, e che la malattia fosse l'esito di uno squilibrio fra essi. Questo pensiero lo portò a criticare anche la collegata teoria di Aristotele dei quattro elementi (fuoco, aria, terra e acqua). Gli esperimenti alchemici di al-Rāzī, infatti, gli suggerirono altre qualità della materia, quali la salinità e l'infiammabilità (o carattere untuoso e carattere solforoso) che non trovano spiegazione nella teoria tradizionale dei quattro elementi. Questo insieme di critiche attirò su al-Rāzī accuse di ignoranza e arroganza, anche se egli espresse ripetutamente elogi e ringraziamenti nei confronti di Galeno. Nel libro al-Rāzī elencò quattro ragioni per le quali i grandi uomini cadono in errore: negligenza, come conseguenza di troppa sicurezza di sé. indifferenza, che conduce spesso a commettere errori. tentazione di continuare a credere nel proprio pensiero con l'impetuoso convincimento di essere nel giusto. sclerotizzazione nelle conoscenze antiche e rifiuto di accettare il fatto che nuovi dati e idee indicano come la conoscenza di oggi possa sorpassare quella delle generazioni precedenti.

Al-Rāzī era infatti convinto che gli scienziati suoi contemporanei avessero migliori strumenti e maggiori capacità rispetto a quelli antichi: fatto dovuto al continuo accumularsi di nuove conoscenze a loro disposizione. Per questo motivo era in aperto contrasto con chi accettava in maniera cieca la parola degli antichi saggi, e incoraggiò lo sviluppo e la ricerca nei settori delle arti, della tecnologia e delle scienze.

Alchimia