Cinque Terre è la denominazione di origine controllata di un vino prodotto nelle Cinque Terre, in provincia della Spezia, all'interno dell'omonimo Parco nazionale e che dal 2025 è riconosciuto "paesaggio rurale" nell'apposito registro ministeriale.
Zona di produzione La zona di produzione delle uve comprende le aree vitate presenti nei comuni di Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al Mare e nelle aree della Spezia denominate "Tramonti di Biassa" e "Tramonti di Campiglia".
Le sottozone si trovano nel comune di Riomaggiore; Costa de Sera è compresa nel foglio di mappa n. 30, Costa de Campu nei fogli n. 16 e 15, Costa de Posa nel foglio n. 4
Storia Le prime viti sono state piantate nelle Cinque Terre da navigatori greci, ma solo nel Medioevo si mettono a coltura anche i terreni più acclivi e compaiono i terrazzamenti sostenuti da muretti a secco. Nel XVIII e nel XIX secolo il vigneto diviene la coltura preminente.
A principio del XX secolo, Pietro Riccobaldi in "Straniero Indesiderabile" scrive: «Quelli erano tempi veramente duri, la miseria era spaventosa. A Manarola l'unica risorsa era il vino prodotto da terra avara che richiedeva durissimo lavoro e sovrumani sacrifici. Emigrare, cercare lavoro fuori era considerato come una dichiarazione di resa. Perciò quasi tutti rimanevano aggrappati ai loro vigneti, orgogliosi di essere proprietari, di lavorare in proprio.»
Nel 1973 vengono create una cantina sociale ed una cooperativa agricola che contribuiscono a installare innovative monorotaie con carrelli per il trasporto di materiali e persone. Nel 1999 viene istituito il Parco nazionale delle Cinque Terre che, fra i suoi scopi, si prefigge di salvaguardare i terrazzamenti e i muri a secco.
Sciacchetrà Il vocabolo deriva dal verbo in lingua ligure sciacâ, reso sostantivo e declinato in sciachetrâ, utilizzato per indicare l'operazione di pigiatura dell'uva, oppure dall’unione del primo con la congiunzione e ed il verbo trâ (prendere, trarre). Permane qualche incertezza fra «Sciachetrà» e «Sciacchetrà»; il secondo termine è però quello ufficiale, così scritto anche nell'intestazione del «Consorzio dello Sciacchetrà». Il vocabolo è attestato soltanto verso la fine dell'Ottocento; pare che uno dei primi a utilizzarlo sia stato il pittore macchiaiolo Telemaco Signorini, che nel suo scritto di memorie "Riomaggiore" afferma come «in settembre, dopo la vendemmia, si stendono le migliori uve al sole per ottenere lo sciaccatras». Anche Guido Piovene ne parla in "Viaggio in Italia": «Sceso a Vernazza, cerco nelle osterie i vini delle Cinque Terre, di notorietà secolare, di cui parla anche Boccaccio.»
Tecniche di produzione
Il territorio di produzione della DOC è situato nella parte orientale della Liguria compreso nel Parco nazionale delle Cinque Terre ed è caratterizzato da vigneti impiantati su piccoli terrazzamenti di alta collina sostenuti da caratteristici muretti a secco.
Tutte le operazioni di vinificazione debbono essere effettuate nella zona delimitata.
Le bottiglie devono essere di vetro, di forma renana, borgognotta o bordolese, con capacità da 250 a 750 ml. Non sono consentiti tappi a corona, capsule a strappo od altre chiusure analoghe. È ammesso il tappo a vite solo per le bottiglie con capacità massima di 375 ml.
Nell'uvaggio dello Sciacchetrà vengono solitamente preferite le uve Bosco, i cui acini hanno buccia più resistente e perciò non si rompono durante l'appassimento.
Disciplinare
La DOC è stata approvata con DPR 29.05.1973 G.U. 217 Successivamente il disciplinare ha subito le seguenti modifiche: DM 14.10.1989 G.U. 255 DM 06.09.1999 G.U. 219 DM 07.03.2000 G.U. 76 DM 12.10.2007 G.U. 246 DM 22.04.2008 G.U. 117 La versione in vigore è stata approvata con DM 20.10.2009 G.U. 252 pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Tipologie
Cinque Terre I vini delle sottozone Costa de Sera, Costa de Campu e Costa de Posa hanno parametri identici tra loro Cinque Terre SottozoneuvaggioBosco: minimo 40%;Albarola e Vermentino: massimo 40%;altri vitigni a bacca bianca: massimo 20%titolo alcolometrico minimo11,00 g/l.11,50%acidità totale minima15,00 g/lestratto secco minimo,00 g/l5,00 g/lresa massima di uva per ettaro90 q.85 q.resa massima di uva in vino70%
Caratteristiche organolettiche
Abbinamenti consigliati
Sciacchetrà
Lo Sciacchetrà è anche riconosciuto tra i presidi Slow Food.
È prevista la menzione "riserva", ottenibile dopo tre anni di invecchiamento.
uvaggioBosco: minimo 40%;Albarola e Vermentino: massimo 40%;altri vitigni a bacca bianca: massimo 20%titolo alcolometrico minimo17,00%, di cui almeno 13,50% svoltiacidità totale minima 5,00 g/l.estratto secco minimo23,00 g/lresa massima di uva per ettaro90 q.resa massima di uva in vino35%invecchiamentofino al 1° novembre dell'anno successivo alla vendemmia
Note
Voci correlate Viticoltura in Liguria Vino passito Parco nazionale delle Cinque Terre
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Vini DOC della provincia della Spezia Categoria:Vini DOC e DOCG prodotti con uva Bosco Categoria:Vini DOC e DOCG prodotti con uva Albarola Categoria:Vini DOC e DOCG prodotti con uva Vermentino