La Nuova Ternana 1925, meglio nota come Ternana, è una società calcistica italiana della città di Terni. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.

Fondata nel 1925, è la 52ª squadra italiana per tradizione sportiva. Fu la prima rappresentante dell'Umbria promossa in Serie A, nella stagione 1972-1973: nella sua storia conta due partecipazioni in A e trentuno in Serie B. Nel suo palmarès, a livello nazionale, vanta la vittoria di un campionato di B e di una Supercoppa di Serie C; ha vinto inoltre nove campionati a livello interregionale e una Coppa dell'Italia Centrale, oltreché raggiunto la semifinale di Coppa Italia nell'edizione 1979-1980. Occupa il 65º posto nella classifica perpetua della Serie A e il 20º in quella della Serie B.

La squadra e i suoi calciatori sono noti con il soprannome di Fere, ovvero «fiere», «belve» o «bestie» in dialetto ternano, adottando come simbolo societario la figura mitologica della Viverna, identificata nell'araldica locale anche come il Drago Thyrus.

Il club è inoltre noto per i suoi colori sociali, il rosso e il verde, un accostamento cromatico molto raro in ambito calcistico internazionale. e unico a livello professionistico italiano.

Storia I primi anni e le due guerre Il calcio a Terni nasce nei primi anni del XX secolo, quando un gruppo di giovani studenti si riunisce settimanalmente, per sfidare alcune compagini dell'hinterland umbro. Viene costituita una società, non affiliata alla Federazione Italiana del Football, e si gioca senza stilare calendari o programmi, presso l'area del Foro Boario, accanto al Ponte Romano. Sono gli anni del pionierismo, quando bisognava aspettare la fine della fiera per utilizzare lo spiazzo disponibile. Spesso i giocatori erano gli atleti della locale palestra Garibaldi che lasciavano gli attrezzi e si dedicavano a questa nuova moda. Tra gli altri si ricordano Filippo Mangiavecchi ed Emiliano Abate, che anni dopo saranno tra i promotori della nascita di una vera e propria società, che viene creata però solo nel 1915, e porta il nome di Interamna Football Club, in onore del nome latino della città. Tra i giocatori della rosa, c'è da segnalare anche Carlo Farini, che poi diventerà parlamentare nel secondo dopoguerra.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale la possibilità di giocare questo nuovo sport si ferma, per riprendere subito dopo la fine delle ostilità. La passione è tanta, nascono due diverse società: lUnione Calcistica Ternana nel 1918 e il Terni Football Club nel 1920, che per la prima volta adotta le maglie a strisce rosse e verdi. Per cinque anni si giocano partite amichevoli e tornei locali fino al 1925, quando il Terni FC gioca il primo torneo ufficiale, la Terza Divisione regionale, che i rossoverdi vincono e, insieme alla Tiferno di Città di Castello, vengono promossi in Seconda Divisione. L'entusiasmo porta in quello stesso anno alla costruzione dell'impianto di Viale Brin, a opera della stessa società, che viene inaugurato il 19 luglio con una partita contro il già citato Tiferno, finita 1-1, che darà la promozione a entrambe le squadre.

Nell'ottobre del 1925, avviene quindi l'inevitabile accorpamento del Terni FC e dellUC Ternana nella nuova squadra dellUnione Sportiva Terni, evento che viene indicato come atto di nascita dell'odierna Ternana (2 ottobre 1925). Sono le origini del sodalizio rossoverde, sceso per la prima volta in campo in un torneo regolare il 18 aprile 1926 (-Terni 1-3); la squadra vince subito il girone e viene promossa nel campionato di Seconda Divisione. Dopo un solo anno d'attività, lUS Terni si fonde a sua volta con il Football Club Terni, dando vita allUnione Sportiva della Società Terni che nel 1926-27 gioca un altro torneo d'avanguardia; si va a uno spareggio finale al Motovelodromo Appio di Roma contro il , che viene battuto 1-0 con conseguente promozione nel campionato di Prima Divisione. Intanto la squadra, per celebrare l'istituzione della provincia di Terni, inizia a giocare con una divisa gialla e azzurra, i due colori raffigurati nello stemma e nel gonfalone provinciale. Nella stagione seguente la squadra stupisce ancora arrivando in seconda posizione in campionato, a pari merito con la .

Nel 1928-29 si assume il titolo di Polisportiva Fascista Ternana, che però si scioglie dopo una sola stagione, lasciando liberi i propri giocatori. Sembra la fine prematura del calcio a Terni, e invece già nel 1929-30 si riparte grazie ai fratelli Bosco, nomi mitici per l'industria ternana. Con il Thyrus sul petto, la squadra ricomincia dalla Prima Divisione, col nome di Terni Foot Ball Club e soprattutto col ritorno alle magliette rossoverdi; si mettono a segno "colpi di mercato", e sembra l'inizio di una stagione sfolgorante, invece a metà del suo svolgimento il consiglio direttivo si dimette. Anche nell'anno dopo la crisi si acuirà, nonostante un nuovo cambio di nome, questa volta in Associazione Calcistica Ternana. Come avverrà più di una volta nel corso della sua storia, si arriva al fallimento: dal 1933 al 1934 non si gioca, se non qualche amichevole.

Polisportiva Fascista Mario Umberto Borzacchini, colloquialmente Borzacchini Terni, fu il nome assunto dalla squadra rossoverde nel periodo compreso tra le stagioni calcistiche 1934-35 e 1942-43: la scelta derivò dalla volontà di dedicare al campione di automobilismo ternano Mario Umberto Borzacchini la squadra di football cittadina dopo la morte del pilota sul circuito di Monza, avvenuta nel 1933. Promossi in Serie C nella stagione 1937-38, sotto la guida dell'allenatore ungherese Béla Károly, gli umbri sfiorarono poi per due volte la Serie B nelle stagioni 1940-41 e 1942-43, rispettivamente con Guido Gianfardoni, morto prematuramente, e Gino Rossetti nel ruolo di allenatore. Da segnalare come la Borzacchini Terni si aggiudicò la Coppa dell'Italia Centrale nella stagione 1937-38 battendo in finale la con il risultato di 2-1 (gara disputata sul neutro di Ancona il 24 luglio 1938). Da sottolineare inoltre la vittoria in amichevole contro la Roma proprio nella stagione in cui i giallorossi vinsero il loro primo scudetto.

E poi arriva la seconda guerra mondiale, con i 108 bombardamenti che distruggono Terni e molte vite; il pallone è solo l'ultimo dei pensieri.

Dal secondo dopoguerra agli anni 1960

Nell'estate del 1945 si tenta la ricostruzione in discontinuità con l'anteguerra, e la società, che nel frattempo riassume definitivamente la denominazione di Ternana, viene ripescata in Serie B dopo aver ben figurato nella stagione 1945-46. Nel 1946-47 la squadra manca la Serie A di un soffio, preceduta in classifica solo dalla di Gipo Viani, mentre l'anno successivo si vede retrocedere in Serie C in seguito alla riduzione dei quadri per il torneo cadetto. È l'inizio di una crisi dalla quale non sarà facile uscire, che sfocia nella stagione 1949-50 con la caduta in IV Serie, nonostante un nome prestigioso in panchina come quello di Gino Colaussi.

Si pensa che sia la fine dell'attività agonistica, ma l'anno dopo si dà mandato al sindaco, Luigi Michiorri (in una sorta di Lodo Petrucci ante litteram), di formare una nuova società. Il peggio sembra passato, ci si arrangia con volenterosi giovani locali e la stagione è salva. L'anno successivo si decide di vendere i migliori per allestire una squadra molto giovane, con il capitano Orlando Strinati che subentra in corsa nel doppio ruolo di allenatore-giocatore, ma talmente inesperta e arrangiata da finire addirittura nel campionato regionale di Promozione. Sono due anni di inferno, segnati addirittura da un derby cittadino con la Bacigalupo del quartiere Matteotti, cosicché bisogna aspettare il 1954-55 per riassaporare la IV Serie e far tornare un po' di entusiasmo intorno ai rossoverdi.

Si ricostituisce una buona società, allenata da Rodolfo Latini e Corrado De Sio, si allestisce una buona squadra anche se poi alla fine ci si salva vincendo il doppio spareggio con i sardi del Calangianus, grazie anche a un rigore parato dal portiere Mariano Pazzi nella prima sfida disputata a Civitavecchia. Nel 1956-57 si respira aria nuova, la squadra è buona ma non si va più in là di un'onesta metà classifica. È sempre Corrado De Sio a guidare il sodalizio rossoverde, ma le difficoltà non riescono a essere superate e nel 1959 si trova costretto a rimettere il tutto nelle mani del sindaco Ezio Ottaviani. Dopo un anno di transizione, con l'aiuto di Renato Alpini la squadra riesce a confermarsi nella IV Serie.

Una prima svolta avviene nel 1961-62, quando è l'onorevole Filippo Micheli ad affidare la presidenza a Renzo Nicolini, allora giovane avvocato, che poi diventerà Presidente dell'Istituto per il credito sportivo. Nel 1964 arriva così la promozione in Serie C, grazie alla vittoria all'ultima giornata contro la : tecnico di quell'impresa è Riccardo Carapellese. È in quel periodo che viene coniato il soprannome Fere.

L'approdo in Serie B Nella stagione seguente la matricola Ternana sfiora la Serie B, che arriverà finalmente il 23 giugno 1968. Artefici di quella impresa furono, tra gli altri, Germano, Bonassin, Pandrin, Liguori, Marinai, Nicolini, Meregalli, Cardillo e Sciarretta, con alla guida tecnica il Profeta, Corrado Viciani. Intanto, la Ternana fu trasformata in società per azioni il 25 giugno 1968.

L'anno successivo, l'altro grande evento: l'inaugurazione del nuovo stadio Libero Liberati, con la partita disputata il 24 agosto 1969 tra la Ternana e i brasiliani del Palmeiras, vinta dai sudamericani per 3-1.

Anni 1970 L'era Taddei Il gioco corto di Viciani e l'arrivo in Serie A

Seguiranno quattro anni di gavetta tra i cadetti, e in una di queste stagioni la squadra sarà guidata, sotto la presidenza di Giorgio Taddei, da Luis Vinicio che iniziava allora la sua carriera di allenatore, prima della storica ascesa alla massima serie, ottenuta con la netta vittoria sul (3-1) il 18 giugno 1972, che spalanca ai rossoverdi le porte della Serie A, storico traguardo mai raggiunto fino ad allora da nessuna squadra dell'Umbria. I protagonisti dell'impresa: Migliorini, Geromel, Cardillo, capitan Marinai, Cucchi, Mastropasqua, Benatti, Rosa, Jacolino, Zeli, Russo, Valle; dall'ottava giornata si ritrovano soli in testa e ci resteranno sino a fine campionato.

I meriti del prestigioso risultato, oltre ai 18 atleti che compongono l'organico, sono principalmente da attribuire al credo tattico del tecnico Viciani – teorico di quel gioco corto che, basandosi sul possesso palla, sul pressing alto e sul continuo scambio di fraseggi e sovrapposizioni tra gli undici della squadra, ubriaca gli avversari e manda in tripudio un'intera città; nel panorama calcistico nazionale dei primi anni 1970, ancora dominato dai lanci lunghi e dal contropiede, la Ternana è uno dei primi club italiani a proporre con successo questo moderno sistema tattico, figlio del calcio totale in quel periodo ai suoi massimi livelli. Viciani fece di necessità virtù, con una squadra di "gregari" in una città operaia per antonomasia:

Fatto sta che i tifosi rossoverdi sono in tripudio, dopo anni di bocconi amari si respirerà aria di Serie A, di grande calcio; l'euforia durerà solo una stagione, visto che il campionato seguente si chiude all'ultimo posto, troppo inesperta era la squadra. È da ricordare la prima partita di quella stagione 1972-73, che vedeva scendere al Liberati il di Gianni Rivera: finì 0-0 con la Ternana più volte vicina a una clamorosa vittoria, e i rossoneri ubriacati dal gioco corto di Viciani.