Guardia di Ferro (in rumeno, Garda de Fier) è il nome più comunemente dato ad un movimento fascista e partito politico del Regno di Romania, fondato nel 1927 da Corneliu Zelea Codreanu, come Legione dell'Arcangelo Michele (Legiunea Arhanghelului Mihail) o Movimento Legionario (Mișcarea Legionară). La sua ideologia era il legionarismo, una commistione d'anticapitalismo, anticomunismo, antimagiarismo, antisemitismo, antiziganismo, fascismo clericale ed ultranazionalismo rumeno. Inoltre, ha promosso il cristianesimo ortodosso.
Nel marzo 1930 Codreanu formò la Guardia di Ferro come braccio paramilitare della Legione, che nel 1935 cambiò il suo nome ufficiale in Totul pentru Țară – letteralmente, "Tutto per la Patria". Essa esistette nella prima parte della seconda guerra mondiale, durante la quale salì al potere. I membri erano chiamati legionari o, al di fuori del movimento, "camicie verdi" a causa delle uniformi prevalentemente verdi che indossavano.Per "camicie verdi" vedi, ad esempio, R. G. Waldeck, Athene Palace, University of Chicago Press eBook (2013), , p. 182. Pubblicato originalmente nel 1942.
Quando il maresciallo Ion Antonescu salì al potere nel settembre 1940, portò la Guardia di Ferro nel governo, creando lo Stato Nazionale Legionario. Nel gennaio 1941, in seguito alla Ribellione dei legionari, Antonescu usò l'esercito per sopprimere il movimento, distruggendo l'organizzazione; il suo comandante, Horia Sima, insieme ad altri leader, fuggì in Germania.
Storia La fondazione e l'ascesa Nel 1927, Corneliu Zelea Codreanu lasciò la posizione di numero due (sotto A.C. Cuza) nel partito politico rumeno noto come Lega Nazionale per la Difesa Cristiana (LNDC), e fondò la Legione dell'Arcangelo Michele.Ioanid, The Sacralised Politics of the Romanian Iron Guard.
La Legione differiva dagli altri movimenti fascisti in quanto aveva la sua base di massa tra i contadini e gli studenti, piuttosto che tra i veterani militari. Tuttavia, i legionari condividevano il rispetto generale fascista "per i veterani di guerra". La Romania aveva unintellighenzia molto ampia rispetto alla popolazione generale, con 2,0 studenti universitari per mille della popolazione rispetto all'1,7 per mille della popolazione nella Germania molto più ricca, mentre Bucarest aveva più avvocati negli anni '30 rispetto alla città di Parigi, molto più grande.Crampton, Richard Eastern Europe in the Twentieth Century-And After, Londra: Routledge, 1997 p. 115. Anche prima della Grande depressione mondiale, le università rumene producevano molti più laureati rispetto al numero di posti di lavoro disponibili e la Grande Depressione in Romania aveva ulteriormente e drasticamente limitato le opportunità di lavoro da parte dellintellighenzia, che si rivolse alla Guardia di Ferro per la frustrazione. Molti rumeni ortodossi, avendo ottenuto un diploma universitario, che si aspettavano fosse il loro biglietto per la classe media, erano infuriati nello scoprire che i lavori che speravano non esistessero e arrivarono ad abbracciare il messaggio della Legione secondo cui erano gli ebrei a impedire loro di trovare l'occupazione della classe media che desideravano.
Oltre a ciò, la Romania era stata tradizionalmente dominata da un'élite francofila, che preferiva parlare francese piuttosto che rumeno in privato e che affermava che le loro politiche stavano portando la Romania in Occidente con il Partito Nazionale Liberale, in particolare, che sosteneva che le loro politiche economiche avrebbero industrializzato la Romania. La Grande Depressione nazionale sembrò mostrare il letterale fallimento di queste politiche e di molte la più giovane intellighenzia rumena, in particolare gli studenti universitari, era attratta dalla glorificazione del "genio rumeno" da parte della Guardia di Ferro e dai suoi leader che si vantavano di essere orgogliosi di parlare rumeno. Lo storico israeliano di origine rumena Jean Ancel scrisse che dalla metà del XIX secolo in poi lintellighenzia rumena aveva un "atteggiamento schizofrenico nei confronti dell'Occidente e dei suoi valori".Ancel, Jean "Antonescu and the Jews", pp. 463–479, da The Holocaust and History The Known, the Unknown, the Disputed and the Reexamined a cura di Michael Berenbaum e Abraham Peck, Bloomington: Indiana University Press, 1999, pag. 463.
La Romania era stata un paese fortemente francofilo a partire dal 1859, quando nacquero i Principati Uniti, che diedero alla Romania l'effettiva indipendenza dall'Impero ottomano (un evento ampiamente reso possibile dalla diplomazia francese, che fece pressioni sugli ottomani per conto dei rumeni) e, da quel momento in poi, la maggior parte dellintellighenzia rumena si dichiarò credente nelle idee francesi sull'appello universale della democrazia, della libertà e dei diritti umani, mentre allo stesso tempo aveva opinioni antisemite sulla minoranza ebraica della Romania. Nonostante il loro antisemitismo, la maggior parte dellintellighenzia rumena credeva che la Francia non fosse solo la "sorella latina" della Romania, ma anche una "grande sorella latina" che avrebbe guidato la sua "sorellina latina" Romania lungo il giusto cammino. Ancel scrisse che Codreanu fu il primo rumeno significativo a rifiutare non solo la prevalente francofilia dellintellighenzia, ma anche l'intero quadro dei valori democratici universali, che secondo Codreanu erano "invenzioni ebraiche" progettate per distruggere la Romania.Ancel, Jean "Antonescu and the Jews" pp. 463-479, da The Holocaust and History The Known, the Unknown, the Disputed and the Reexamined, a cura di Michael Berenbaum e Abraham Peck, Bloomington: Indiana University Press, 1999 p. 464.
In contrasto con l'idea tradizionale che la Romania avrebbe seguito il percorso della sua "sorella latina" Francia, Codreanu promosse un ultranazionalismo xenofobo ed esclusivo, in cui la Romania avrebbe seguito la propria strada e rifiutato le idee francesi sui valori universali e sui diritti umani. In un netto allontanamento dalle idee tradizionali sostenute dall'élite di trasformare la Romania nella "Francia dell'Europa orientale" modernizzata e occidentalizzata, la Legione chiese un ritorno ai tradizionali valori ortodossi del passato e glorificava la cultura contadina e le usanze popolari della Romania come l'incarnazione vivente del "genio rumeno".
I capi della Guardia di ferro indossavano spesso costumi tradizionali contadini con crocifissi e sacchi di terra rumena al collo per sottolineare il loro impegno per gli autentici valori popolari rumeni, in netto contrasto con l'élite francofila rumena che preferiva vestirsi secondo lo stile delle ultime mode di Parigi.Crampton, Richard Eastern Europe in the Twentieth Century – And After, London: Routledge, 1997 p. 114. Il fatto che molti membri dell'élite rumena fossero spesso corrotti e che pochissime delle ingenti somme di denaro generate dal petrolio rumeno finissero nelle tasche della gente comune, aumentò ulteriormente l'appello della Legione che denunciò l'intera élite come irrimediabilmente corrotta.
Con Codreanu come leader carismatico, la Legione era nota per l'abile propaganda, incluso un uso molto capace dello spettacolo. Utilizzando marce, processioni religiose, canti ed inni patriottici e partigiani, insieme al volontariato ed alle campagne di beneficenza nelle aree rurali, a sostegno dell'anticomunismo, la Legione si presentò come alternativa ai partiti corrotti. Inizialmente, la Guardia di Ferro sperava d'includere qualsiasi fazione politica, indipendentemente dalla sua posizione nello spettro politico, che desiderasse combattere l'ascesa del comunismo nell'URSS.
La Guardia di Ferro era volutamente antisemita, promuovendo l'idea che "l'aggressione rabbinica contro il mondo cristiano" - che si manifestava attraverso la Massoneria, il freudianesimo, l'omosessualità, l'ateismo, il marxismo, il bolscevismo e la guerra civile in Spagna"—stava minando la società.Volovici, Nationalist Ideology, p. 98, cfr. N. Crainic, Ortodoxie și etnocrație, pp. 162–164
Gradualmente le università divennero dominio riservato dei legionari a tal punto che raramente le lezioni si poterono tenere senza la loro autorizzazione divenendo principalmente riunioni politiche in cui i professori venivano messi sotto accusa spesso scadendo in atti di violenza. A Iași, il rettore dell'università, esponente del Partito Nazionale Contadino, fu ucciso a coltellate. Il rettore dell'università di Bucarest, lo storico Nicolae Iorga (successivamente assassinato da membri della Guardia di Ferro nel 1940), fu costretto a chiedere al governo di metterlo in congedo «sino al giorno in cui sarebbe stata restaurata l'atmosfera di pace in cui egli aveva a lungo insegnato».
Il governo Vaida-Voevod mise fuori legge la Guardia di Ferro nel gennaio 1931.Savu, pp. 62–63.Veiga, p. 191. Il 10 dicembre 1933, il primo ministro liberale rumeno Ion Duca bandì la Guardia di Ferro.Rubin & Rubin, p.30 Dopo un breve periodo di arresti, percosse, torture e persino uccisioni (dodici membri del Movimento Legionario vennero assassinati dalle forze dell'ordine), i membri della Guardia di Ferro si vendicarono il 29 dicembre 1933, assassinando Duca sulla banchina della stazione ferroviaria di Sinaia.Ornea p. 298
Episodi di violenza non erano estranei anche all'interno della stessa Legione, ogni esitazione, dubbio o divergenza veniva seriamente punita dai membri del movimento. Fece molto discutere a livello mediatico l'assassinio del deputato Nicolae Stelescu, ex luogotenente e fedelissimo di Codreanu che aveva fondato nel 1935 una formazione dissidente, le Aquile Bianche (Vulturii Albi), successivamente rinominatisi Crociata del Romenismo (Cruciada Românismului) cui attraverso una rivista omonima, erano stati pubblicati articoli di denuncia contro Codreanu e i suoi metodi violenti. Stelescu venne ucciso durante un ricovero ospedaliero dovuto ad un'appendicite da una squadra della morte di membri legionari denominata Decemviri con centinaia di pallottole e il suo cadavere fatto a pezzi con delle accette e secondo alcune fonti mai confermate, vennero eseguiti atti di cannibalismo sui suoi resti. I dieci assassini, consegnatisi alla polizia, vennero insigniti di speciali onorificenze da Codreanu stesso durante la detenzione e la Legione creò subito la leggenda del loro eroismo e del loro spirito di sacrificio.
La lotta per il potere
Nelle elezioni parlamentari del 1937 la Legione arrivò terza con il 15,5% dei voti, dietro al Partito Nazionale Liberale e al Partito Nazionale Contadine. Re Carlo II si oppose fermamente agli obiettivi politici della Legione e li tenne con successo fuori dal governo fino a quando lui stesso venne costretto ad abdicare nel 1940. Durante questo periodo, la Legione fu generalmente oggetto di persecuzione per le loro proposte di leggi antisemite e per le continue violenze da parte dei loro membri. Il 10 febbraio 1938 il re sciolse il governo e iniziò una dittatura reale.
Codreanu inaspettatamente consigliò alla Legione di accettare il nuovo regime, probabilmente nella convinzione che una nuova crisi a breve lo avrebbe presentato come sola guida del paese. Tuttavia, il ministro dell'Interno Armand Călinescu non si fidava di Codreanu ed ordinò di arrestarlo il 16 aprile con l'accusa di vilipendio, attività terroristica, detenzione di armi, tentata insurrezione e attività spionistiche a favore di una potenza straniera. Rendendosi conto che il governo stava cercando una scusa per farlo giustiziare, Codreanu ordinò al comandante ad interim della Legione, Horia Sima, di non intraprendere alcuna azione a meno che non ci fossero prove che fosse in pericolo immediato. Tuttavia, Sima, noto per la sua vena violenta, lanciò un'ondata di attività terroristiche in estate, principalmente contro sinagoghe, teatri yiddish e attività di proprietà di ebrei, in quanto accusati di aver ispirato la repressone da parte del governo. Codreanu ne venne a conoscenza e ordinò la fine delle violenze.