Labarelix un composto chimico di formula c72H95ClN14O14 che a temperatura ambiente si presenta come solido biancastro.

Storia L'abarelix venne approvato per uso clinico negli Stati Uniti alla fine 2003, tuttavia a causa dei numerosi casi di reazioni allergiche ne venne imposto un esteso programma di gestione del rischio e nel 2005 fu volontariamente ritirato dal mercato. Nell'Unione europea venne inserito nell'elenco dei farmaci orfani nel 2010 per poi essere ritirato dal commercio nel 2012.

Struttura e caratteristiche fisiche L'abarelix è un composto polipeptidico contenente dieci residui amminoacidici naturali e non disposti in una sequenza lineare. Il composto presenta 13 donatori e 16 accettori di legami ad idrogeno. L'area superficiale libera è pari a 425Ų e la massa monoisotopica è pari a 1.414,6840715 g/mol. Presenta 101 atomi pesanti e nessun elemento stereogenico.

Sintesi Il composto è dapprima sintetizzato in un complesso di acetato/acqua, successivamente convertito in un complesso carbossimentilcellulosa/acqua.

Biochimica Si tratta di un antagonista sintetico dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH).

Farmacologia e tossicologia

Farmacocinetica

Il farmaco viene somministrato attraverso iniezione intramuscolo. A seguito di una somministrazione di 100 mg di farmaco si ottiene:

una concentrazione plasmatica massima (Cmax) pari a 43,4 ng/mL dopo 3 giorni dalla somministrazione un'area under the curve (AUC) di 500 ng*h/mL un volume di distribuzione apparente pari a 4040 ± 1607 l un'emivita pari a 13,2 ore una frazione libera dell'1%

Il volume di distribuzione dimostra come il composto venga ampiamente distribuito nell'organismo. Studi in vitro e in vivo dimostrano che il composto viene idrolizzato e non vi sono evidenze della partecipazione del citocromo P450. Un 13% circa di abarelix non metabolizzato è stato rinvenuto nelle urine dei pazienti dopo l'iniezione con una clearance renale pari a circa 10 mL/min. Viene inoltre riportata una riduzione dell'efficacia del farmaco in terapie prolungate.

Effetti del composto e usi clinici Si lega direttamente e competitivamente al recettore del GnRH nella ghiandola pituitaria anteriore, inibendo la secrezione e il rilascio dell'ormone luteinizzante (LH) e dell'ormone follicolo-stimolante (FSH). Negli uomini l'inibizione dell'LH previene il rilascio di testosterone e diidrotestosterone con conseguente sollievo dei sintomi associati all'ipertrofia prostatica e al carcinoma della prostata.

Il composto è controindicato in pazienti allergici ai costituenti del farmaco, è sconsigliato alle donne in gravidanza, ovvero in età pediatrica.

Tossicità Non è stata determinata la massima dose tollerabile e non sono stati riportati casi di overdose.

Controindicazioni ed effetti collaterali Tra gli effetti collaterali del composto troviamo:

riduzione del desiderio sessuale urticaria prurito ipotensione sincope allungamento dell'intervallo QT vampate di calore disturbi del sonno dolore alla schiena costipazione edema periferico cefalea diarrea disuria affaticamento nausea ritenzione urinaria aumento delle transamiinasi sieriche

Note

Voci correlate

Carcinoma della prostata Cure palliative Prostata

Categoria:Farmaci ormonali Categoria:Polipeptidi