La Chiesa ortodossa, è la seconda Chiesa cristiana più grande del mondo, arrivando a contare circa 220 milioni di fedeli battezzati. Essa opera come una comunione di chiese autocefale, cioè il cui capo non riconosce alcuna autorità religiosa in terra al di sopra di sé, ciascuna governata dai propri vescovi nei sinodi locali. La chiesa ortodossa non è dotata di un'autorità dottrinale o governativa centrale analoga al vescovo di Roma (il sommo pontefice); tuttavia, il patriarca ecumenico di Costantinopoli è riconosciuto da tutti i vescovi come primus inter pares ("primo tra pari").

Essendo una delle più antiche istituzioni religiose al mondo ancora esistenti, la Chiesa ortodossa ha ricoperto un ruolo di primo piano nella storia del cristianesimo e, più in generale, in quella di tutta l'Europa orientale e sud-orientale, del Caucaso e del Vicino Oriente, plasmandone la cultura e la società. Ancora oggi la fede ortodossa ha un ruolo di spicco nei Paesi a maggioranza ortodossa sia nella società che nella politica.

La teologia ortodossa si basa sulla santa tradizione, che incorpora i decreti dogmatici elaborati nei sette concili ecumenici, le Scritture (che sono ritenute parte della tradizione della Chiesa e non un elemento separato come a volte nel cristianesimo occidentale, sia cattolico che protestante) e l'insegnamento dei padri della Chiesa. La Chiesa ortodossa afferma di essere «una, santa, cattolica e apostolica», fondata da Gesù Cristo nella sua Grande Missione e che i suoi vescovi sono i successori degli apostoli. Essa, inoltre, sostiene di essere depositaria della fede cristiana originaria, come tramandata dalla santa tradizione.

I cristiani ortodossi riconoscono i sette sacramenti maggiori, di cui l'Eucaristia è il principale, celebrati liturgicamente in sinassi. La chiesa insegna che attraverso la consacrazione invocata da un sacerdote, il pane e il vino sacrificali diventano il corpo e il sangue di Cristo (transustanziazione) anche se l'argomento è trattato con un atteggiamento più mistico che legalistico. La Vergine Maria è venerata nella Chiesa ortodossa come Madre di Dio, «Theotókos» e onorata nelle devozioni e nelle icone.

La Chiesa ortodossa condivise la comunione con la Chiesa cattolica romana fino allo scisma foziano (863–867) e poi al Grande Scisma, definitivo, del 1054, che fu il culmine delle secolari controversie tra oriente e occidente su questioni teologiche, politiche e culturali, in particolare sull'autorità pontificia. Prima del concilio di Efeso nel 431 d.C., anche la Chiesa d'Oriente condivideva tale comunione, così come le varie Chiese ortodosse orientali prima del concilio di Calcedonia nel 451 d.C., tutte poi separate principalmente per via di alcune differenze riguardanti la cristologia (differenze tra miafisismo e diofisismo).

La maggior parte dei cristiani ortodossi vive principalmente nell'Europa sud-orientale e orientale, a Cipro, in Georgia e in parti della regione del Caucaso, in Siberia e nell'Estremo Oriente russo; anche in Medio Oriente ci sono comunità storiche (Libano, Siria e Palestina). Circa la metà dei cristiani ortodossi orientali vive nelle nazioni appartenenti nell'ex Unione Sovietica, principalmente in Russia. Vi sono comunità anche nelle ex regioni bizantine dell'Africa, nel Mediterraneo orientale e nel Medio Oriente, tuttavia in costante diminuzione a causa delle persecuzioni religiose e politiche.

Alcune comunità sono presenti anche in molte altre parti del mondo, in particolare in Nord America, nell'Europa occidentale e in Australia, formatesi attraverso la diaspora, le conversioni e l'azione missionaria. I suoi patriarcati, che ricordano la pentarchia, e le altre chiese autocefale e autonome, riflettono una varietà di organizzazione gerarchica.

Denominazioni Come è indicato nelle pubblicazioni del Dipartimento di Statistiche delle Nazioni Unite, le denominazioni usate dai vari stati per indicare le religioni non sono uniformi. Così i cattolici sono identificati come "cattolici" in Portogallo, ma "cattolici romani" in Germania, e il termine "ortodosso", che in Etiopia indica soprattutto appartenenza alla Chiesa ortodossa etiope, una delle Chiese ortodosse orientali,Affermazione del Consiglio Mondiale delle Chiese in francese, inglese, spagnolo e tedesco in Romania indica soprattutto l'essere membri della Chiesa ortodossa romena, una delle Chiese che in inglese e tedesco sono anch'esse chiamate orientali (usando però Eastern, un vocabolo distinto da Oriental, anche se sinonimo),World Council of Churches, "Eastern Orthodox Churches" e Ökumenischer Rat der Kirchen, "Östlich-orthodoxe Kirchen" ma che in lingue che non dispongono di una simile coppia di sinonimi sono chiamate bizantine o calcedonesi. Queste ultime lingue attualmente riservano l'aggettivo "orientali" per le Chiese che non accettano il concilio di Calcedonia.

Origini e significato di "ortodossia" Si può datare la nascita dell'Ortodossia, in senso generale, intorno al IV secolo, quando il cristianesimo comincia ad allontanarsi dal paradigma giudaico-cristiano e comincia a tenere i primi concili (il primo è stato il concilio di Gerusalemme).

A partire dal quarto secolo del cristianesimo, quando la Chiesa era denominata "cattolica" (con il significato greco "universale" non cattolico romano) nel credo niceno-costantinopolitano e negli atti ufficiali degli imperatori romani (vedi editto di Tessalonica), anche il termine "ortodossia" entrò nell'uso cristiano (si trova negli scritti di Eusebio di Cesarea, di Giulio I, di Atanasio di Alessandria, di Basilio Magno e nel V secolo negli atti del concilio di Efeso e del concilio di Calcedonia)Rex D. Butler, "Órthodoxy', 'Heresy' and Complexity: Montanism as a Case Study" in Paul A. Hartog (a cura di), Orthodoxy and Heresy in Early Christian Contexts (Wipf and Stock 2015), p. 116 per esprimere l'adesione piena al messaggio evangelico originario di Gesù Cristo trasmesso dagli apostoli, senza le aggiunte, amputazioni e mutazioni delle eresie. Ortodosso deriva dal greco "Orthodoxos" ovvero "che segue il dogma/verità".

Si definiscono come ortodosse quasi tutte le Chiese cristiane. Nel canone romano della messa i sacerdoti cattolici della Chiesa latina pregano in unione con "famulo tuo Papa nostro N. et Antistite nostro N. et omnibus orthodoxis atque catholicae et apostolicae fidei cultoribus".Vedi Canone romano#Testo La maggior parte di quella famiglia di Chiese alle quali si dà oggi il nome di "Chiese ortodosse orientali", e che agli occhi della Chiesa ortodossa sono eterodosse per avere rigettato il concilio di Calcedonia, mettono l'aggettivo "ortodossa" nel proprio nome (per esempio la Chiesa ortodossa copta e la Chiesa ortodossa siriaca).Da notare che la Chiesa cattolica, senza con ciò esprimere un giudizio sulla loro effettiva ortodossia, accetta nelle relazioni con esse l'autodenominazione usata dalle singole Chiese antiche: Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità delle Chiese, Dialogo con le Chiese Ortodosse Orientali.

Il termine "ortodossia" diventa di uso comune per indicare precisamente la Chiesa ortodossa solo a partire dallo Scisma d'Oriente del 1054, allo scopo di distinguerla dalla Chiesa cattolica romana.

L'ortodossia, in senso confessionale, è rappresentata in massima parte da una serie di Chiese nazionali autocefale. Queste hanno un loro sinodo e un loro primate, e pur essendo in piena comunione sacramentale e canonica tra loro, agiscono indipendentemente l'una dall'altra dal punto di vista amministrativo. Vi sono anche Chiese autonome o semiautonome che hanno un notevole grado di autogoverno, ma non possono definirsi autogovernantesi innanzitutto perché l'elezione del loro primate viene formalmente approvata dal sinodo della Chiesa autocefala da cui dipendono, che in genere è il patriarcato che le ha generate.

Va tuttavia specificato che non mancano all'interno dell'ecumene ortodossa tutta una serie di situazioni oggetto di controversie giurisdizionali, talora tali da porre in crisi la comunione di qualche particolare realtà. Specie in mancanza di un arbitrato patriarcale. Ciò può dipendere da conflitti legati a svariati motivi. Ci sono casi di controversia per l'autodeterminazione nazionale di un popolo (come nel caso delle Chiese ortodosse bielorussa e montenegrina, per ora, e che quindi non sono in comunione con le principali Chiese ortodosse), nel caso in cui il relativo patriarcato, per suoi motivi, non voglia concederla.

Chiesa ortodossa e Chiese ortodosse

L'autore della voce "ortodossa, Chiesa" dell'Enciclopedia online Treccani afferma: "In epoca contemporanea si può parlare di un'unica Chiesa ortodossa solo in senso improprio, perché nelle Chiese orientali non vi è un unico vicario, come il pontefice nella Chiesa cattolica". Afferma inoltre che la collettività delle Chiese ortodosse autocefale e autonome (delle quali queste ultime si riconoscono parti delle rispettive Chiese autocefale dalle quali dipendono) si considera "un unico organismo". Similmente, le diverse Chiese sui iuris cattoliche sono distinte (e a volte in conflitto su questioni giurisdizionali)Bijay Kumar Minj, "Indian archbishop balances different Catholic rites" in La Croix International (23 ottobre 2017) e si riconoscono componenti dell'unico organismo che è l'unica Chiesa cattolica.

È di tale "unico organismo", sia Chiesa ortodossa che Chiesa cattolica, che si tratta quando si considerano questioni dottrinali. Si parla al singolare della dottrina della (unica) Chiesa ortodossa, non delle dottrine delle diverse Chiese ortodosse. Tutti i gruppi nazionali che formano la Chiesa ortodossa condividono la stessa fede, obbediscono allo stesso corpo di canoni sacri e celebrano la stessa liturgia bizantina.Andrew Louth, Introducing Eastern Orthodox Theology: "Introduction: Who Are the Eastern Orthodox?" (SPCK 2013) L'unico organismo della Chiesa ortodossa partecipa come tale nelle relazioni con le altre Chiese cristiane.Comunicato della "Joint International Commission for the Theological Dialogue between the Roman Catholic Church and the Orthodox Church". XIV session plenaria, Chieti, 2016 sul sito web del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli

I nomi "Chiesa greco-ortodossa", "russo-ortodossa", "siro-ortodossa", "serbo-ortodossa", "romeno-ortodossa", ecc. sono tutti nomi dell'unica e identica Chiesa che mantiene l'unica e identica fede e prassi: le differenze culturali che esistono dentro di queste chiese non toccano l'essenza della fede come tale.

Questa comunione di Chiese riconosce un primato d'onore alla sede vescovile di Costantinopoli, costituita patriarcale dal 381, e definitasi "ecumenica" in un sinodo tenuto a Costantinopoli nel 587, nonostante le proteste romane.Marina Münkler, Marco Polo: vita e leggenda (Vita e Pensiero 2001, p. 106) ISBN 978-88-3430474-7 Il patriarcato di Costantinopoli, peraltro, era già stato promosso nella gerarchia delle sedi patriarcali da parte del concilio di Calcedonia del 451, che in un canone (rigettato da papa Leone I e la cui validità è contestata anche da alcuni ortodossi) concesse "alla sede della santissima nuova Roma, onorata di avere l'imperatore e il senato, e che gode di privilegi uguali a quelli dell'antica città imperiale di Roma, eguali privilegi anche nel campo ecclesiastico, e che fosse seconda dopo di quella"; Costantinopoli veniva così elevata al di sopra delle sedi di Alessandria e Antiochia, le cui prerogative erano riconosciute a partire dal concilio di Nicea I (325).Enrico Morini, L'albero dell'Ortodossia. 1. Le radici e il tronco. I patriarcati apostolici. La nuova Roma e la terza Roma (Edizioni Studio Domenicano, 2006), pp. 19 e seguenti Più tardi, con lo scisma del 1054, dal momento che la sede di Roma non era più in comunione con le Chiese unite con quella di Costantinopoli, il primato d'onore - ma non di giurisdizione - venne attribuito da queste appunto a Costantinopoli.